La Frusta!
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Atlante letterario

 Il Bel Paese nelle lettere italiane e straniere

         

Capita sempre più spesso, diffondendosi e democratizzandosi il modello signorile, di incontrare dei superfini e dei superesteti che di una Regione italiana ti sanno dire  tutti i vini e tutti i vitigni. 
È uno spettacolo vederli enumerare con sciolta eleganza questo o quel vino, questo o quel vitigno: ascoltare il loro fine eloquio sul retrogusto del più periferico sì ma sceltissimo vino d'Italia.

Intendiamoci: nella terra un tempo detta Enotria, è bello constatare che i sommelier professionisti o in erba sono ormai una legione. Più spiacevole è invece, registrare  gli imbarazzati silenzi, allorché si lancia qualche domanda sui letterati o sugli uomini illustri di una regione, di una contrada, magari quella dell'aspirante sommelier.

Su queste pagine si diceva a proposito del romanzo europeo che  lo spazio, come il tempo, non è momento secondario nell’universo del romanzo. La Parigi cui  Rastignac  lancia la sfida «E adesso a noi due!», il Mediterraneo per Odisseo o la città di Dublino per Leopold Bloom non sono elementi esornativi, una semplice quinta per l’azione.  Si vorrebbe dire che talora non le storie, non i personaggi, sono essenziali al romanzo, bensì i luoghi, le atmosfere morali, intellettuali e sociali da esse emanate, e che nel romanzo moderno sia la più grande preoccupazione per un artista rendere proprio la Berlinenluft o l’esprit de Paris, che insomma siano proprio Berlino,  Parigi  o Vienna le vere protagoniste nei romanzi di Döblin,  Balzac, Musil. Niente di più della cattura dello spirito di un luogo (non solo paesaggistico, ma sociale, morale) ci fornisce informazioni precise sul “senso del reale” di un artista. In quanto carne ed ossa un romanziere è ciò che ha visto, vissuto, mangiato. Non si può essere siciliani (parigini, colombiani, russi)... e far finta di niente.  

Sulla traccia di queste parole vogliamo fornire agli italiani e ai visitatori questa mappa ragionata del Belpaese, un Atlante letterario che dia nello spazio geografico la straordinaria avventura del nostro Paese già raccontata  dagli scrittori nel tempo letterario; uno spazio che racchiuda tutto lo Stivale e tutti quei luoghi fuori dai confini dell'Italia di oggi  ovunque  il bel sì suona o ha risuonato.

Vorremmo che di ogni contrada d'Italia si possa assaporare il vitigno letterario  e che si possa infine, dopo questa ricognizione geografica, il più possibile completa,  comprendere che la letteratura  rimane sempre uno degli strumenti privilegiati per capire l'anima di un luogo, per conoscerla, per interpretarla, per amarla.


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