La Frusta!
                                     Letteraria  
                   

Atlante letterario
Il Bel Paese nelle lettere italiane e straniere



(di D.Maurer e A.E.Maurer: 
Guida letteraria dell'Italia, Guanda 1993)
Integrazioni e aggiornamenti di Alfio Squillaci
         

«  Quest'uomo segreto e dolce, timido, riservato, che si apre adesso al futuro dei grandi trafori ma seguita a vivere secondo precetti non scritti, quest'uomo biondo, resistente, che forse sopporterà gli eccessi del modernismo come ha saputo sopportare i borgognoni, i goti, i longobardi, i franchi, persino i saraceni in scorreria, è chiaramente della Valle d'Aosta. Sobrii i suoi costumi, combattuta la sua vita, avara la sua terra, strappata a brani all!a roccia, alle altezze, all'intemperie. E' un piemontese diverso,  autonomo per tradizioni, pensieri, abitudini, e tutti gli altri piemontesi lo giudicano con grandissimo rispetto: come un parente cresciuto accanto a un altro focolare». GIOVANNI  ARPINO

« Quest'angolo del  Piemonte incastrato tra Francia e Svizzera, incuneato tra le cime più alte d'Europa, è una comunità d'importanza europea quando l'autonomia gli fu concessa. Il nuovo  ente regione oggi amministra i 3200 chilometri quadrati circa. Le aspirazionioni differiscono da quelle alto-atesine. Coloro che chiedevano l'annessione alla Franciasono quasi scomparsi.» GUIDO PIOVENEViaggio in Italia, 1957

AOSTA
«La parte meridionale della città d'Aosta è quasi deserta, e sembra non essere mai stata granché abitata. Vi si vedono campi coltivati e pascoli, limitati da un lato dalle antiche mura costruite dai Romani per fortificare la città, e dall' altro dai muri di cinta di qualche giardino [...] A qualche centinaio di passi, a ridosso dell' antica muraglia, v' è una torre quadrata costruita col marmo di cui quelle mura erano un tempo rivestite: è detta la Torre dello spavento, perché fu creduta per lungo tempo popolata di fantasmi... FRANÇOlS-XAVIER DE MAISTREIl lebbroso della città di Aosta, 1811.

«La signora di questo paesaggio è Aosta che, colonizzata dalle truppe di guardia romane, difendeva i passi del grande e del piccolo San Bemardo. Vi sono ancora le mura romane, ancora resiste la Porta Praetoria con le sue pietre quadre e il suo arco, segno del potere militare...» K. EDSCHM1D, 1949

.* nel 1033 Anselmo d'Aosta ( nel 1109 a Canterbury, in Inghilterra), teologo e filosofo. Educato dai Benedettini ed entrato nell'ordine nel 1060, compose la maggior parte dei suoi testi nell' Abbazia di Le Bec in Normandia, dove fu abate; dal 1093 fino alla morte fu arcivescovo di Canterbury. Tra le opere: il Monologion e il Proslogion.

* nel 1901 Federico Chabod (→ Roma), storico. Dopo la laurea a Torino nel 1923, fu docente di storia moderna a Perugia (nel 1935) e Milano (dal 1936).
Fra le opere, spiccano i saggi su Machiavelli, sullo stato di Milano nel primo Cinquecento e sulla cultura del Rinascimento italiano. Alla storia contemporanea dedicò la sua opera di maggiore impegno, La politica estera italiana dal 1870 al 1896 (1951) e le lezioni contenute in L'Italia contemporanea (1918-1948).

.* nel 1901 Natalino Sapegno (→Roma), studioso di letteratura italiana.
Dopo la laurea a Torino nel 1922, insegnò in diverse città italiane. Fra le opere:: Il Trecento (1933); Compendio di storia della letteratura italiana (1936-1947); i commenti alla Vita nova (1930) e alla Commedia (1955-1957) di Dante. 

[S]

François-Xavier de Maistre dal 1793, al 1798. (Tra le opere: Il lebbroso della città d'Aosta, 1811).

[B]  Nella Biblioteca del seminario di teologia (Grand Séminaire), fondata nel 1780, sono custoditi incunaboli e manoscritti dell'undicesimo secolo; Biblioteca regionale e della città di Aosta,

[I]Accademia di S. Anselmo.


BRUSSON

[O] Qui operava durante la Resistenza Primo Levi, che vi fu arrestato nel dicembre 1943.


CHALLANT

Più di un luogo porta questo nome che conserva il ricordo degli Challant, antica famiglia di signori della valle. Una contessa di Challant è la protagonista di una celebre novella del Bandello; e il personaggio è ripreso da Giacosa nel dramma La signora di Challant. In un castello Challant Laura Mancinelli (germanista, traduttrice del Tristano di Gottfried von Strassburg e dei Nibelunghi) ha ambientato le vicende del romanzo I dodici abati di Challant.

CHAMPOLUC (comune di Ayas)

«Un anno eravamo particolarmente senza soldi, e sembrava che dovessimo restare in città l'estate. Fu poi fissata all'ultimo momento una casa, che costava poco, in una frazione d’un paese che si chiamava Saint -Jacques- d’Ayas! una casa senza luce elettrica, coi lumi a petrolio. Doveva essere molto piccola e scomoda, perché mia madre, tutta l’estate, non fece che dire: - Vacca d'una casa ! Malignazzo d'un Saint-Jacques-d'Ayas! La nostra risorsa furono certi libri, otto o dieci volumi rilegati in pelle, fascicoli rilegati di non so che settimanale, con sciarade, rebus, e romanzi terrorizzanti.» NATALIA GINZBURGLessico famigliare, 1963


COGNE

* nel 1810 Léon Gérard, poeta in lingua francese. Sacerdote, visse nelle variee parrocchie della valle (Ayas, St.Vincent, La Salle, San Giovanni ad Aosta). Scrisse inni religiosi, poesie e sermoni politici (fra cui Le parfum de l'autel, :1871). La vallée d'Aoste sur la scène è una :rassegna di terre e paesi della valle d'Aosta che prendono volta per volta la parola in forma di contrasto, giungendo infine a una fraterna conciliazione.
* nel 1866 Anselmo Perret ( ad Aosta nel1907), poeta in lingua francese.

[O] La località era familiare a G. Giacosa, che la menzionò in Novelle e paesi valdostani; negli anni Trenta vi fece lunghe vacanze P. Levi. Oggi è uno dei luoghi di montagna prediletti da P. Citati.

COURMAYEUR

[O] Tra i molti ospiti della località G. Carducci, che le dedica questi versi: 
«Conca in vivo smeraldo tra foschi passaggi dischiusa, 
o pia Courmayeur, ti saluto. 
Te da la gran Giurassa da l'ardüa Grivola bella 
il sole più amabile arride. 
Blandi misteri a te su' boschi d'abeti imminente
la gelida luna diffonde,
mentre co '1 fiso albor da gli ermi ghiacciai risveglia
fantasime ed ombre moventi.»


GABY

«E verde e fosca l'alpe, e limpido e fresco è il mattino,
e traverso gli abeti tremola d'oro il sole.
Cantan gli uccelli a prova, stormiscono le cascatelle,
precipita la scesa nel vallone di Niel.
Ecco le bianche case. La giovine ostessa a la soglia
 ride, saluta e mesce lo scintillante vino.
Per le forre de l'alpe trasvolan figure ch' io vidi
certo nel sognoo d'una canzon d'arme e d'amori.» 
GIOSUE CARDUCCI, «L'ostessa di Gaby»


ISSOGNE 

[O] G. Giacosa, che in alcune opere descrisse la Valle d'Aosta, in particolare nelle Novelle e paesi valdostani (1886), fu spesso ospite nel borgo di Issogne. 


RHÊMES-NOTRE DAME 
[O] Dal 1962 vi si sono riuniti tutte le estati, per molti anni, i collaboratori dell'Einaudi. Tra gli altri: F. VenturiE. CastelnuovoD.CantimoriI.CalvinoC. CarenaG.Davico BoninoE.FerreroN.Orengo


SAINT NICOLAS 

* intorno al 1835 Jean-Baptiste Cerlogne ( qui nel 1910), poeta in patois valdostano dal 1864. 
[M] Museo Cerlogne che documenta le tradizioni della Valle d'Aosta; centro-studi sulla cultura franco-aostana. 


SAINT PIERRE 
* nel 1845 Ferdinando Fenoil ( nel 1888), letterato e sacerdote. Fra le opere: La terreur sur les Alpes (1874); Ça et là (1883) - Leggende e aneddoti alpini


SAINT VINCENT 

«La graziosa cittadina termale di St. Vincent si trova esattamente ai piedi del Col de Joux: la si raggiunge con una discesa ripidissima, attraverso immensi tornanti, ma il sentiero sassoso, che ricorda il letto asciutto di un torrente, è bene ombreggiato. Poco prima di arrivare a St. Vincent, abbandonammo pini e lecci, e ci ritrovammo ancora una volta protetti da lussureggianti castagni e noccioli.» LADY COLE (in Viaggiatori inglesi in Val d'Aosta


GRAN SAN BERNARDO
 
Imponente è la vista sia dal versante italiano sia da quello svizzero; l'occhio non si posa che su catene e catene di montagne. Sul versante italiano, si costeggia prima il laghetto il cui centro segna il confine tra la Savoia e il canton vallese, nel cui territorio sorge L'Ospizio. Poi con una rapida discesa si lascia la zona dominata dai ghiacciai...» G.B. CHEEVER.

[B] Nel rifugio, gestito dai canonici agostiniani, oltre a un museo è ospitata una biblioteca di 30.000 volumi (con incunaboli e messali). 
«Noi due, presso l'antica vetrata 
Della finestra, quando il giorno è spento,
Seduti insieme, 
Contemplaremo le selve aride, il lento
Vol delle nebbie, e in fondo alla vallata
 Le nevi estreme.» 
GIOVANNI CAMERANA, «Valle di Aosta» 

Nella valle del Gran San Bernardo S. Gotta ha ambientato parte del romanzo Piccolo alpino


VALDIGNE 

* nel 1929 Luigi Davì, narratore (L'aria che respiri, 1964; Il vello d'oro, 1965). 

La Frusta!
Valle d'Aosta
 
Legenda

* Luogo di nascita

 Luogo di morte

[S]Lunghi soggiorni

[O] Ospiti: soste e brevi soggiorni

[M]Musei

[B] Biblioteche

[T]Teatri

[PL]  Premi letterari

[I] Istituti culturali


Segnala qui letterati e luoghi della tua regione.

Prima paginaFili di fumoEnferRecensioniRivistaProfili di autori
ContattaciAtlante Letterario Bacheca pubblicaCompiti

Esempio 1