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Dominique Vivant Denon
giovane.
Dominique Vivant Denon
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1.Vita e opere di  Dominique Vivant Denon, gentiluomo

Alla massa ingrata dei turisti che tutti i giorni s'accoda davanti alla biglietteria del Louvre a  Parigi,  il nome di Denon, che pure campeggia scolpito sul frontone di  un'ala del celebre  Museo, dirà poco o nulla. Certamente l'ansia di ammirare i Leonardo e i Delacroix potrà far velo sul nome e la personalità di  Dominique Vivant Denon. Eppure, senza l'intelligenza, l'acume, l'erudizione -  e per noi italiani e la nostra arte - l'attività  predatoria di  quest'uomo, non avremmo né il Louvre come lo conosciamo adesso, né probabilmente la nuova e moderna concezione museale.

Dominique Vivant De Non nasce a Givry borgo vicino a Châlons sur Saône, il 4 gennaio 1747, da una famiglia di piccola nobiltà. A diciotto anni raggiunge Parigi per seguire gli studi di diritto, ma ben presto si appassiona alle Belle Arti, in particolar modo al disegno e all'incisione, delle cui tecniche s'impadronisce,  e che, costituendo la sua dotazione  di artista naturale accompagneranno - unitamente ad una personalità di fondo disimpegnata e brillante-   il nostro uomo occasionalmente in prestito ora alla letteratura ora alla carriera, sia diplomatica che amministrativa.
Il primo "sviamento" è infatti la scrittura di un'opera teatrale Julie et le bon Père, commedia in prosa in tre atti, opera mediocre che non fu mai recitata, inizio e fine della sua carriera di drammaturgo. La conquista di Parigi, sia nel settecento dei Marivaux e Beaumarchais che nell'ottocento dei Feydeau e Scribe,  non poteva passare che attraverso la sfida delle scene. Ma è questa un'arena  dove gladiatori provenienti da tutti gli angoli della Francia tentano in un corpo a corpo disperato la conquista del successo, e dove solo ai più indomiti lottatori arride, e forse un attimo prima dell'urlo mortale, la conquista dei pollici alzati di una plebaglia insaziabile e di un'aristocrazia  annoiata e distratta. Il giovane De Non non è uomo di tal tempra. Cerca un posto al sole, l'ha individuato, la Corte, lo raggiunge. Si narra che verrà introdotto a Corte dopo un assiduo appostamento lungo le passeggiate del senescente Luigi XV, che vistolo immancabilmente e ostinatamente attenderlo allo stesso punto gliene  chiede la ragione e ne avrà una risposta da perfetto cortigiano...  «Vedervi Sire!».
Già nel 1769 lo vediamo incaricato al posto di Conservatore  delle "pierres gravées" della Marchesa di Pompadour e in seguito rapidamente promosso Gentiluomo  ordinario della Camera del Re. Il passo successivo è l'ingresso nella carriera diplomatica. La sua prima missione lo conduce, nel 1772, a San Pietroburgo, dove trascorse due anni. La seconda lo porterà  a Stoccolma, dove per qualche mese fu  segretario dell'ambasciatore Vergennes, che resterà suo protettore quando diventerà Ministro degli Affari Esteri. Una terza missione in Svizzera, nel 1775, lo mise in contatto col vecchio di Ferney, Voltaire, cui, dopo i soliti appostamenti, riuscì a strappare un ritratto, in seguito volto in incisione. Il 1777 è l'anno che vide la scrittura e la pubblicazione di Point de lendemain, che qui offriamo al lettore (nell'edizione del 1818). A partire dall'anno successivo è a Napoli  in qualità di  attaché d'ambasciata presso la corte di Maria Carolina, sorella della regina di Francia Maria Antonietta. Dopo una breve interruzione vi ritornerà in qualità di chargé d'affaires e vi resterà dal 1782 al 1785, portando a sette gli anni di permanenza in quella città.  I rapporti fra il diplomatico e l'irascibile regina austriaca non sono idilliaci. De Non è funzionario solerte ed intelligente, non tace sul clima d'intrigo della corte e sulle condizioni  di declino del Regno. I suoi dépeches, tutt'ora inediti, a detta della sua maggiore studiosa, Giuliana Toso Rodinis,  sono dei piccoli capolavori di finezza di scrittura e d'intuito politico. Maria Carolina non può amare un uomo così intelligente e indipendente. Parigi, ovvero Maria Antonietta, ne è avvertita e quanto prima, all'arrivo del nuovo ambasciatore, Talleyrand,  De Non sarà allontanato.
Il periodo napoletano sarà  per De Non un'occasione di viaggi e di studio. C'è la scoperta di Pompei e della pittura oscena di cui resterà traccia nell'elaborazione delle incisioni erotiche delle più tarde tavole de l' Oeuvre priapique (1793), e c'è soprattutto l'incontro con la Sicilia.  Incaricato da Richard de Saint-Non di guidare nel Mezzogiorno e in Sicilia l'équipe di disegnatori che collaborano al Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicile, ne esegue molte incisioni e scrive quasi tutto il testo dell'opera, che poi verrà largamente tagliato, interpolato e manipolato, secondo la ricostruzione di Atanasio Mozzillo, maggior studioso della periegetica sul  Sud Italia. Resteranno della redazione originale soltanto le pagine sulla Sicilia, pubblicate a Parigi nel 1788 ( Voyage en Sicile et à Malte). L'opera ebbe un discreto  successo in Europa, in un momento in cui il Grand Tour in Italia  era di gran moda e il tourisme si affermava sempre più presso  i giovani rampolli dell'aristocrazia dell'Europa fredda  xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxdi luoghi, allora incontaminati e selvaggi) al piacere  della contemplazione dell'Arte.
Nel 1785 De Non rientra a Parigi. Rafforza l'amicizia con  David (conosciuto a Napoli) che lo xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxua attività di diplomatico ed ereditato un  cospicuo capitale  alla morte del padre, lasciata la cura dei beni ad un congiunto,  riparte per l'Italia, direzione xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxfrequentandone i salotti e vivendo da rentier  immerso nel dolcefarniente italiano e nell'accudimento della sua passione predominante, l'Arte.
A De Non, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, non sarà difficile far breccia, come uno Stendhal di una generazione prima, in qualche cuore femminile italiano. «Fu egli sempre carissimo agli uomini, benché infinitamente il fosse alle xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx più in vista del momento, Foscolo e Pindemonte, fu forse il grande amore di Denon. Il loro legame amoroso, benché xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx un epicureismo raffinato e disimpegnato, sorridente  al pensiero della labilità di ogni xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx freddo della malizia dominandolo con la lucida ragione» (Toso Rodinis).
Lo scoppio della Rivoluzione Francese lo coglie nel bel mezzo del lieto soggiorno xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx emigrés  e la conseguente confisca dei beni. La vecchia amicizia di David, citoyen fervente, torna utile. Si avvicina ai maggiori protagonisti della Rivoluzione, volge in incisione il disegno del Giuramento della pallacorda di xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx Denon e fa di tutto per cavalcare gli eventi, foss'anche, quando la Rivoluzione s'incupisce nel Terrore, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxda notte di Valpurga -, dal quale esce però col sigillo di artista del potere, che riuscì a tenere, durante tutte le scosse della Rivoluzione e dopo, fino alla caduta di Napoleone.
Certamente xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx Denon, peraltro istruito fin dalla prima giovinezza alle ragioni della xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxambasciate. «On ne peut refuser - annoterà nel nostro secolo Anatole France - à cet habile homme le sens de l'à propos et l'art de se plier aux circostances. Il avait quitté le talon rouge pour les bottes à éperon». I rivolgimenti xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx occasioni, a strappare in un balzo, come dirà Bismarck (per il più grande gioco della politica), il mantello della Storia fuggitiva. Così il 9 Termidoro xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxche sotto il  Direttorio riprendexx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx Beauharnais , di cui frequenta il salotto,  s'accosta all'astro nascente, Napoleone. xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx sarà quello, si narra, di offrire in un ricevimento, prontamente, al giovane generale che disdegnava i liquori...una limonata! xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxfatto sta che  il nostro Denon riesce, a 51 anni suonati e in mezzo alla più vigorosa gioventù dei marescialli napoleonici, a imbarcarsi, nel 1798, a Tolosa con l'armata del Bonaparte in partenza per l'Egitto. Quale xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, di un giovane generale, che si muove nello scenario bellico, tra le Piramidi e la Sfinge, con la forza e l'ardimento di un nuovo Alessandro il Grande! Il risultato artistico di questa avventura sarà il Voyage dans la basse et la haute Egypte, pubblicato nel 1802 in  quattro volumi in xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx.  L'opera avrà un enorme successo di pubblico ed anche economico per l'autore, come attexx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx Nerval o Flaubert che siano, che intraprenderanno  il magico "Voyage en Orient".
Il colpo xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxl vertice di un "impero" amministrativo che comprende il Louvre (allora chiamato Museo Napoleone),  Versailles, i Monumenti francesi, le gallerie del Palazzo del Governo, della Moneta,xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxe di Sèvres, dei Gobelins e della Savonnerie, e l'incarico dell'acquisizione e del  trasporto delle opere d'arte. È durante questa alta carica che avrà alle sue dipendenze Stendhal, ixx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx il prezioso materiale museale.
Denon  resterà, fino alla caduta dell'Impero, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, la "sua" Italia compresa, per consigliare al predatore questa o quell'opera,  selezionare, catalogare l'immenso patrimonio artistico che Napoleone requisiva per diritto di guerra nei Paesi toccati dalle sue campagne militari. xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx e la prima Restaurazionexx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx in xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxcapolavori, come ad esempio tutti i cosiddetti "primitivi" italiani (Giotto, Cimabue, Duccio), di cui egli fu uno dei primi estimatori, in cambio di opere che, solo oggi,  giudichiamo decisamente di minor valore.
Persa xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, frequentando abitualmente le sedute de l'Institut e progettando una gigantesca opera, l'Histoire générale de l'Art, dove la sua immensa erudizione unitamente alla sua immensa  presunzione avrebbero forse trovato l'ultimo sfogo.
Il 28 xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx da una vigorosa erudizione,  dalla contiguità a tutti i poteri e  da un robusto senso della concretezza.









2.Senza domani

Certamente « non si è conosciuta  la vera gioia di vivere se non si è vissuti nell'Ancien Régime », come dichiara la nota formula di Talleyrand. E ciò vale tanto   più se la douceur de vivre,  xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx nel suo luogo naturale: l'alcova. L'alcova aristocratica beninteso, il tempio sfarzoso (come è dato  in una scena del nostro racconto), del piacere "senza domani", non il  mesto xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx libertino, epicureo o "eudemoniste" , come di volta in volta viene definito l'eros aristocratico  settecentesco, esso è magnificato (e a noi tramandato) xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx"alto di gamma" è accompagnata, nel secolo del materialismo erotico, da una più bassa, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxi suoi capolavori erotico- filosofici  (vedi Thérèse philosophe).
Non solo "letteratura del basso ventre", né solamente  libri "che si leggono con una mano sola", xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxd un netto avanzamento nello studio di quella "scienza individuale" che è l'erotismo. E tutto ciò avviene nel secolo seguente  a quello, moraliste,  xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx  des passions ed des moeurs degli individui, e che  ne aveva proseguito le naturali indagini aggiungendo, nell'epoca sensista e dell'homme machine,   allo studio dei moti del cuore quello... delle sue terminazioni nervose .
Contribuirono alla diffusione e volgarizzazione  di  tale studio i mass-media di allora: i volumi in ottavo. xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, e i libri erotici e pornografici soprattutto, inondano il secolo diciottesimo.   Le edizioni fomentano nella prima parte del secolo  le seduzioni, e nella seconda  le sedizioni: erotismo nella prima parte del secolo e rivoluzione nella seconda.  xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx di rimandi tra il mediato e l'immediato che centuplica le sensazioni e corrompe i sensi e le coscienze oltre ogni dire, tanto da xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx", ma anche il romanziere Rousseau - seppure all'atto di scrivere  un romanzo - a esclamare contraddittoriamente che "bisogna dare romanzi ai popoli corrotti".
Il confine tra erotismo e pornografia non era tracciato allora, come non lo è adesso. Trattandosi, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxdegli altri, mentre solo il proprio sarebbe il vero erotismo. Ma se si va comunque alle definizioni, il confine dovrebbe passare laddove "le relazioni sessuali sono descritte con insistenza e compiacimento" (Barchilou) o, sxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx carnali, [mentre] l'erotismo è questa stessa descrizione vista in funzione di un'idea dell'amore o della vita sociale". E  se tutto ciò che è erotico non è xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx francese, da Retif de La Bretonne, che coniò anche la parola...comunismo) vi si possa trovare dell'erotismo.

Sia come sia,  questo  racconto nasce da una scommessa, pare effettivamente pronunciata dall'autore, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx.
Il racconto sembra quasi partire da  una sfida,  che ha tutta l'aria di  costituire anch'essa una scommessa: quella della Madame de T..., intelligenza motrice della narrazione, autentica Vxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxdi gabbare contemporaneamente 1) l'amante di lui, ossia la Contessa di***; 2) il proprio amante in carica; 3) il proprio marito;  e 4) forse, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx e che sparisce in questa, del 1818, che offriamo in lettura).
Madame de T...ha tutto in testa dal momento in cui coglie la sua giovane vittima, oziosa e inconsapevole, nel palco d'opera. xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx  La strategia di questa notte "senza domani"  è tutta nella testa di questa libertina, nella sua erotizzata volontà  che non ammette xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxche subire un mutato  valore di posizionamento quando la donna "muove".

«Perché questo capriccio di Madame de T...? - scrive Raymond Trousson - Per niente. xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx, le viene l'idea di cambiare, xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx. Perché è chiaro che lei non ha l'intenzione di rinunciare al suo Marchese come anche di rompere l'unione di Damon con la sua contessa, né soprattutto di intrecciare col giovane una nuovo legame: xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx ricordo».

Se questo è il paesaggio morale, il paesaggio naturalistico che circonda il racconto è  da "chiaro di luna", xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx in questo racconto. Non dolci  "adagio" da pianoforte, ma l'algido tintinnare di note clavicembalistiche del puro piacere. "All'opposto del xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxnomia nelle passioni e la prodigalità nei piaceri". (Trousson) Tutto vi è  sottoposto alle regole di un razionalismo sensuale (io godo, dunque sono), ove l'abbandono dei sensi non è un cedere alle ragioni xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx come in un sogno, godere di un  programmato  abbandono ad un'estasi fugace,  xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx e  diurna. Questo sdoppiamento  può avvenire solo se alla persona si affianca scientemente, come in un gioco teatrale, il personaggio, solo se ci si vede axx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx (e qui Denon celebra una furtiva rivincita sul drammaturgo fallito).
Sia Madame de T...che Damon rinviano se stessi ad una parte, ad un gioco teatrale, dove il copione e la regia già fissati chiedono solo una buona interpretazione. Si può trarre il massimo profitto dalla situazione solo se si sa interpretare la propria parte, e tutti  gli attori, Damon, marito,  amante, sembrano quasi avvisati che la buona riuscita di tutta la "commedia" può avvenire solo se si sa stare bene nel ruolo, nella parte assegnata dal destino. 
Ancora Trousson: «La pièce finisce bene, a cento leghe dal tragico: morale se ce n'è una  d'un  epicureismo raffinato che rifiuta di crearsi delle chimere e di soffrirne. Niente spazio ai grandi sentimenti o al dramma: questa notte, questo 'bel sogno' non avrà domani».

Aggiungiamo, a chiusura della nostra breve presentazione, qualche parola sullo stile, che c'è xx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxi della miniatura e del cammeo  e nei cenni rapidi al paesaggio, alleggerito  caso mai ci fosse stato un iniziale intento serio, da una  ludica  e disincantata regia voltaxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxx», scriverà Denon alla Albrizzi. Un'abiura totale da qualsiasi impegno con l'arte di scrivere.
Oltre che per i suoi protagonisti, anche per Denon scrittore, sembra altrettanto ferreo l'imperativo: una scrittura "senza domani".

Alfio Squillaci
                                             

3.Cenni bibliografici

Opere di Denon:

a) Denon, Vivant, Voyage dans la basse et la haute Égypte pendant les campagnes du Général Bonaparte, Paris, Le Promeneur, 1998, 357 p. Édition d'Hélène Guichard, Adrian Goetz et Martine Reid ;

Denon, Vivant, Lettres à Isabelle Teotochi. 1788-1816, Paris, Éditions Paris-Méditerranée, 1998 Textes présentés par Daniela Gallingani et Marianna Tagliani ;

Denon, Vivant, Pages d'un journal en Italie, Paris, Gallimard/Le promeneur, 1998 Édition établie par Elena Del Panta ;

Denon, Vivant, Vies remarquables de Vivant Denon, Paris, Gallimard/Le promeneur, 1998 Anthologie rassemblée par Patrick Mauriès ;

Denon, Vivant, Point de lendemain, Gallimard, 1965.

b) Opere su Denon

J. Nowinski, Baron Dominique Vivant Denon (1747 1825) Hedonist and Scholar in a Period of Transition, Rutheford-Madison-Teanek, Fairleigh Dickinson University Press, 1970;

Jean Chatelain, Dominique-Vivant Denon et le Louvre de Napoléon, Paris, Librairie académique, Perrin, 1973;

Giuliana Toso Rodinis:  I fiordalisi, il berretto frigio, la Sfinge, Firenze, Olschki 1977;

Atanasio Mozzillo, Viaggiatori   stranieri nel Sud, Edizioni di Comunità, Milano, 1982;

Raymond Trousson (a cura di) Romans libertins du XVIII siècle, Paris, Laffont (Bouquins) 1993 ;

Philippe  Sollers, Vivant Denon, le chevalier du Louvre, Paris, Plon 1995 .

c) Film."Les Amants" (1958), di Louis Malle con Jeanne Moreau e Alain Cuny, liberamente tratto da Senza domani e ambientato nell'epoca delle riprese.

A.S.



















dal 1 dicembre 2001
Isabella Teotochi Albrizzi Marini
in un ritratto di Louise Vigée-Lebrun
Locandina del film di Louis Malle (1958) liberamente tratto dal rac- conto di Denon "Senza domani".
Avvertenza
Il presente testo riporta la postfazione all'edizione  italiana di "Point de lendemain"
di Dominique Vivant Denon, edita da "Scriba Studio"
di Milano nel 2000.

-



Messo in rete addì 1 dicembre 2001
© Alfio Squillaci
Riproduzione Riservata

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Esempio 1
Calabria felix
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Senza domani
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A Parigi, una qualche sera di uno degli ultimi anni dell'Ancien Régime, un gruppo di amici si pose la seguente questione: è possibile raccontare una storia erotica senza usare parole indecenti? Pensavano tutti di no, salvo il giovane Vivant Denon. Per dimostrare la sua tesi, Denon scrisse allora "Senza domani", un racconto che oggi ci appare come un vertice della letteratura erotica. In poche pagine, con scansione impeccabile, si svolge qui una storia di seduzione, inganno e felicità, che si apre e si chiude nel corso di una sola notte. Con mano leggera e segno preciso, Denon ha afferrato, come per gioco, l'effimero erotico in tutta la sua magia. Seguiamolo, provvisti di maschera, nel "boschetto labirintico di questa avventura d'amore" e ascoltiamone subito le prime parole, se vogliamo sapere che cos'è un ritmo perfetto: "Amavo perdutamente la Contessa di...; avevo vent'anni ed ero ingenuo; lei m'ingannò, io mi arrabbiai, lei mi lasciò. Ero ingenuo, la rimpiansi; avevo vent'anni, mi perdonò: e poiché avevo vent'anni, poiché ero ingenuo, ancora ingannato, ma non più lasciato, mi credevo l'amante più amato, e quindi il più felice degli uomini".



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Come tele di ragno. D. V. Denon e J. F. Champollion nell'Oficina dei papiri ercolanesi
Bonaparte in Egitto. Due cronache tra illuminismo e Islam

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Vivant Denon. Viaggio nel Regno di Napoli 1777-1778

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