Vedi anche: Ulysses. Riassunto e commento

... e il profilo di James Joyce


Un lettore d'eccezione: Ezra Pound recensisce l'Ulysses di James Joyce.


Edmund Wilson legge Finnegans Wake
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Le lettere qui pubblicate risalgono all’anno 1909 e furono scritte in occasione del secondo viaggio di Joyce a Dublino. Indirizzate alla sua compagna Nora Barnacle rimasta a Trieste, il loro erotismo scatologico ha a lungo impedito la pubblicazione. Nora ha non soltanto partecipato a questo scambio pornografico ma sembra avere spesso preceduto il marito nell’audacia delle iniziative, principalmente allo scopo di scoraggiare in  lui le pratiche solitarie  come  anche di allontanarlo dalle prostitute. Purtroppo  le lettere di Nora sono scomparse (definitivamente?) dalla circolazione. Per maggiori  informazioni su questa corrispondenza erotica dell’anno 1909 - vero inno all’amore coniugale - e il loro carattere d'illuminazione sull’opera di Joyce, si rinvia  al lavoro di Brenda Maddox, “Nora”.
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« Il 16 giugno 1904 James Joyce vide passeggiare lungo il fiume Liffey, a Dublino, una bella ragazza alta, dritta, rossa di capelli, fiera, come lo sono le ragazze irlandesi. [...] Lui le rivolse la parola e lei...rispose. Due giorni dopo, di sera, andarono in una parte buia del porto, e incominciarono a baciarsi. Ma all'improvviso lei prese l'iniziativa. Lei! Aveva provato un vero "colpo di fulmine" nei riguardi di quel ragazzo appena più grande di lei; se n'era innamorato profondamente, e quella sera fece un gesto che intuì decisivo per i loro rapporti. Gli mise la mano nei pantaloni, e, secondo la biografa di Nora, l'americana Brenda Maddox, lo fece diventare uomo. »

Giorgio Pressburger
"Corriere della Sera"
24 luglio 2003
Cara Nora...Tuo Jim

Mia cara,
dovrei cominciare col chiederti perdono, forse, per la lettera delirante che ti ho scritto ieri sera. Mentre la scrivevo, la tua lettera era dinanzi a me ed i miei occhi erano
fissati, come lo sono ora ancora, su una certa parola. C’è qualcosa di osceno e di lubrico nell’aspetto stesso delle parole. La  loro sonorità stessa è simile all’atto in sé, breve, brutale, irresistibile e satanico.
Cara, non ti  offendere per ciò che ti ho scritto. Tu
mi ringrazi  per il bel nome che ti ho dato. Sì,  cara,
è un bel  nome: “Il mio bel  fiore selvatico dei campi!”
Il mio  fiore blu-notte di pioggia!” Vedi che sono ancora un po’ poeta. Ti mando anche un libro molto grazioso in regalo: ed è il regalo di un poeta alla donna che ama. Ma... molto vicino e  nell’intimo di quest’amore spirituale che ho per te, esiste anche un desiderio selvaggio, bestiale, di ogni centimetro del tuo corpo, di ciascuna delle sue parti segrete e  vergognose, di ognuno dei
suoi odori e dei suoi movimenti. Il mio amore per te mi induce a  pregare lo spirito della Bellezza e dell’Amore eterno  riflesso  nei tuoi occhi, ma anche di rivoltare sotto di me  questo tuo ventre  
così morbido e di scoparti da dietro, come fa un maiale in fregola con la sua   troia,  beandomi delle zaffate di  sudore che salgono  dal  tuo  culo ma anche del  pudore che segnalano  le tue mutande bianche di ragazzina e la tua biancheria intima dispiegata  e della confusione che denunciano  le tue  guance bollenti ed i tuoi  capelli in disordine.
Mi induce anche, il mio amore,  a scoppiare in singhiozzi  di tenerezza  e d’amore per una sola parola, di tremare d’amore per te che cogli un accordo  o un  ritmo musicale, ma anche  a stendermi  su di te - testa contro piedi,     sentire le tue dita cxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxastrata tra le tue grosse cosce e le mie mani stringono i cuscini rotondi del tuo culo e la mia lingua   ti lecca avidamente la figa  rossa e carnosa. Ti ho insegnato a  lasciarti andare all’ascolto xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxarmi segni osceni con le  labbra e la lingua, ad attizzare le mie voglie con sfregamenti e rumori lubrichi, ed anche a compiere in mia presenza l’atto corporale più imbarazzante e più disgustoso. Ti ricordi del giorno in cui hai  sollevato l’orlo della veste e mi hai lasciato stendere sotto di te per osservarti in piena azione? Tu che avevi  vergogna allora di incrociare soltanto il mio sguardo.
Sei mia,   mia cara, mia! Ti amo. Tutto ciò che ho appena scritto, è frutto di un momento di follia  bestiale.  L’ultima goccia di semexxx xxxxx xxxxx xxx xx la tua figa che xxx xxxxx xxxxx xxx xx il xxx xxxxx xxxxx xxx xx, l’amore delle mie poesie, l’amore dei miei occhi per i tuoi occhi speciali e tentatori, viene a soffiare xxx xxxxx xxxxx xxx xx.  Il cazzo  xxx xxxxx xxxxx xxx xx, tremante  per lxxx xxxxx xxxxx xxx xx che ti ha inferto, che già si ode un inno leggero salire dai  xxx xxxxx xxxxx xxx xx cuore,   cantare la mia adorazione tenera e pietosa per te. Nora la mia cara fedele, la mia piccola scolaraxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx  vorrai (la mia piccola amante chexxx xxxxx xxxxx xxx xxda scopare!) sei sempre il mio xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx.
Jim.
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Mia dolce puttanella Nora
Ho fatto come mi hai detto, sporca figliola, me lo sono menato due volte leggendo la tua lettera. Vado xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx essere fottuta di culo. Sì, ora mi ricordo di quella notte in cui ti ho fottuta così a lungo il popò. xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx. Il cazzo è rxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx e vedevo la tua faccia spiritata ed i tuoi occhi folli. Ad ogni colpo di coda che ti davo la tua lingua impudica guizzava fra le tue labbra e se ti davo xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx grassi fuoriuscivano crepitando dal deretano.  Avevi un culo  pieno di peti xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxe poi una gragnuola di minuscoli peti  che si concludeva con una  colata di umori che sgorgava xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx ad uno ad uno ad ogni colpo di coda. Credo chexxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx non il peto molle che immagino nelle donne grasse. È improvviso e secco e sporco come quello che una ragazza sfrontata mollerebbe xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx a mollarmeli, questi bei peti, in faccia,   perché  possa respirarne  il   profumo.
Dici che quando ritornerò me lo  succhierai e vuoi che io ti lecchi lxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx mentre dormo vestito e che  xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx ti impossessi del  grosso mickey del tuo  amante, e che  lo ingoi con la    tua bocca umida e che lo succhi  ancora e  ancora fino a quando diventa più grosso e più duro, e che te lo fai venire in bocca. xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxed aprirò delicatamente le tue mutande ardenti, quindi mi  stenderò dxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx all’orlo peloso. Tu xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxnel   sonno. Allora leccherò sempre più veloce  e ancora più veloce come un cane vorace fino a che il tuo xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx e che  la tua figa non  xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx Nora scoreggiona, mio sporco uccellino fottitore. C’è una parola stuzzicante, amore, che hai sottolineato per farmelo menare meglio. Scrivimela  ancora  con dolcezza, e altre più sporche, PIÙ SPORCHE..
Jim.

8 dicembre 1909
44 Fontenoy Street, Dublino.
2 dicembre 1909
44 Fontenoy Street, Dublino.

9 dicembre 1909
44 Fontenoy Street, Dublino.

Mio dolce, sporco,  uccellino fottitore,
Eccoti un’altra banconota per comperarti mutande graziose, calze o giarrettiere. Compera mutande da puttana, amore mio, e non trascurare di xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxun  po’ di dietro.
Sembri ansiosa di sapere come ho accolto la tua lettera che dici più sconcia della mia. xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx o due. Penso al passo dove dici ciò che farai con la lingua (non penso al fatto che lo succhierai) ma soprattutto a quella parola stuzzicante che xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx. Gli è che una tale parola (insieme alle altre due o tre che non hai scritto) eccita di per sé  udirla  sulle labbra di una rxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxunghissima, piena di queste e di altre cose; di te scrivimi, mia cara. Tu sai come farmelo rizzare. Dimmi  le più menome cose di  te,  purché  siano oscene e intime e  zozze. Non scrivere null’altro. Che ogni frase sia piena di suoni e di parole sporche. xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxil tuo culo, amore mio, alle tue tette perché fa una cosa così  sporca. Adoro la tua figa non tanto perché è la parte che scopo ma xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx tutto il giorno che  rileggere la parola divina che hai scritto e la cosa che xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxlabbra farfugliare queste parole oscene che eccitano divinamente, vedere la tua bocca xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx  e gustare le grasse e sporche scoreggine che xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxfottere fottere fottere all’infinito la figa  del mio dolce, sporco, uccellino fottitore .
Sono felice ora, perché la mia xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx vuole che la fotta in bocca e   vuole sbottonarmi la patta  ed estrarrexxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx vuole farmi  la mia piccola fottitrice nuda, la mia spudorata segaiola che si sditalina, la mia piccola morbida scoreggiona.
Buona notte,  piccola fighetta; mi xxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxhe, amore. Titillati  il  bottoncino  mentre scrivi, così che te ne vengano di più sconce.  Scrivi le parolexxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xxxxx xxxxx xxxxx xxx xx pressate contro la tua figa morbida e  bollente, amore, e tirati su la gonna un momento e sfregale contro il tuo culetto scoreggione. Fai di più se vuoi e mandami allora la lettera, mio dolce, sporco,  uccellino fottitore dal culo scuro.
Jim.

(© LaFrusta. Traduzione a cura di A.S. della redazione de "LaFrusta". Riproduzione riservata. Vietato il deep link. Copia originale depositata in corso particolare)
dal 1 settembre 2003
Nora Barnacle e James Joyce

Nora: The Real Life of Molly Bloom, di Brenda Maddox Euro. 12,58 Ordina da iBS Italia

In 1904, having known each other for only three months, a young woman named Nora Barnacle and a not yet famous writer named James Joyce left Ireland together for Europe -- unwed. So began a deep and complex partnership, and eventually a marriage, which endured for thirty-seven years.
This is the true story of Nora, the woman who, transformed by Joyce's imagination, became Molly Bloom, arguably the most famous female character in twentieth-century literature. It is also the story of Ireland, a social history encapsulated in the vivid recreation of Joyce and his small Irish entourage abroad. Ultimately it is the portrait of a relationship -- of Nora's complicated, committed, and at times shocking relationship with a hardworking, hard drinking genius and with his work.
In NORA: THE REAL LIFE OF MOLLY BLOOM, the award-winning biographer Brenda Maddox has given us a powerful new lens through which to see both James Joyce and the woman who was in turn his inspiration and his salvation.

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