AMORE
Mi sono innamorata la prima volta all’età di undici anni. Lui si chiamava Sergio ed era mio coetaneo. Un
pomeriggio su una panchina dei giardini pubblici di Genova mi diede il primo vero bacio della mia vita. La
sua lingua nella mia bocca mi sembrò una cosa strana.
Ho bisogno di essere innamorata per stare veramente bene, piena di voglia di vivere e curiosa di ogni sensazione.
Quando mi succede divento fedelissima (a parte il mio lavoro di pornostar) e copro il partner di attenzioni
e coccole riuscendo a farlo sentire l’unico uomo della mia vita. Purtroppo però le mie storie d’amore
non durano quasi mai più di un anno perché voglio una relazione sempre intensa ed entusiasmante come i
primi tempi e quando il rapporto diventa abitudinario e scontato non mi interessa più. Spesso ricevo proposte
di matrimonio ma credo che non mi sposerò mai perché sto bene soprattutto da sola e odio avere impegni
defi nitivi.

AMBIZIONE
L’ambizione mi ha sempre spinta ad andare avanti nella vita con testardaggine, metodo e volontà. Il sucesso
mi piace e vorrei diventare un personaggio conosciuto in tutto il mondo.

ANDREA (RONCATO)
Con il popolare comico del duo “Gigi e Andrea” ho avuto una bella storia di sesso. Lo conobbi nel 1985 sul
set del fi lm “I pompieri”, mi sembrò molto maschio e desiderai subito di fare l’amore con lui. Era simpatico,
generoso e aveva un bel cazzo. Rimanemmo insieme due mesi. Voto 7

ARBORE (RENZO)
Lo conobbi in casa di amici e si dimostrò subito molto gentile. Mi aiutò in un provino alla Rai (dove poi fui
scritturata), mi fece fare l’attrice nel video della sua canzone “Smorza ‘e lights” e andammo a letto insieme...
Non molto fantasioso e forse un po’ timido.
Voto 6

AUTOMOBILI
Adoro le macchine sportive: la Mercedes Coupè, la Lamborghini Diablo, la Ferrari Testarossa, la Pontiac
Trans Am, la Porsche Targa. Mi piace guardarle, possederle, guidarle. Io ho una Mercedes Coupè 3500 nera
con gli interni di pelle rossa.

BENIGNI (ROBERTO)
L’ho conosciuto nel 1982 quando sono andata a passare un weekend con la mia amica Antonella nella casa
in Toscana di Dado Ruspoli. Roberto era tra le molte persone invitate e ad Antonella piaceva da impazzire,
aveva deciso di farselo a tutti i costi ma lui non ne voleva sapere. Una sera lei mi disse: “E’ molto timido, non
so cosa fare, perché non mi dai una mano?”. La notte abbiamo aspettato che tutti fossero andati a letto, siamo
entrati nella sua stanza e piano piano ci siamo infi late sotto le lenzuola. Era davvero buffo: dormiva con tanti
indumenti addosso, calze, mutande, canottiera di lana. Era molto carino e abbiamo tentato di spogliarlo e toccarlo.
Lui è saltato giù dal letto e ha cominciato a correre per la stanza gridando: “Siete matte, mi vergogno!”.
Abbiamo riso tutta la notte, poi ci siamo addormentati insieme.

BIANCHERIA INTIMA
La porto sempre ed è la mia passione. La uso per sentirmi più femminile e per il gusto di farmela togliere. La
preferisco di pizzo e di colore nero, bianco e rosa pallido. Di reggiseno porto la quarta misura, di mutandine
la seconda, di reggicalze la prima.

BUGIE
Sono sempre state utilissime alla mia vita movimentata da amori e amanti ma le ho sempre usate a fi n di bene
per evitare di dare dispiaceri inutili alle persone o per modifi care in meglio la realtà. Amo anche gratificare i
miei uomini con “Tu sei il migliore di tutti...Non ho mai, fatto l’amore così bene come con te”.

CASA
Amo la mia casa, la curo in tutti i particolari, adoro gli stili Barocco e Neoclassico. E’ il mio punto di riferimento,
il mio nido e deve essere confortevole, con tutte le comodità possibili e molto ordinata. Mi piace
circondarmi di oggetti di arte sacra e colleziono statue, inginocchiatoi e acquasantiere. Dormo in una stanza
tutta rosa in un letto a baldacchino Luigi XVI e preparo le mie cene in una cucina di marmo nero.
Il bagno è nero e oro con tanti specchi e conchiglie e lo considero l’ambiente più importante. Qui mi rilasso
e penso, mentre mi faccio lavare da un uomo che mi piace. Un’altra mia passione sono le fontane: in terrazza
ne ho una seicentesca di marmo bianco e nell’ingresso due dell’Ottocento.

CAZZO
Mi piace grande, durissimo e lungo quanto basta (diciotto centimetri). Il più grosso che ho visto in vita mia
apparteneva a un ragazzo di Trieste: era talmente esagerato che quando facevamo l’amore quasi non entrava.
Il più piccolo era di un bellissimo commerciante di pellami di Bologna che in erezione non superava i dieci
centimetri.

CHAMPAGNE
Lo adoro e la marca che preferisco è Cristal.

CIAVARRO (MASSIMO)
Nel 1982 eravamo compagni di classe alla scuola di recitazione “Alessandro Fersen”. La sua faccia da fotoromanzo
aveva qualcosa che mi affascinava. Non ci misi molto ad invitarlo a casa mia e quando si spogliò vidi
che aveva un bel corpo e portava i boxer. Glieli tolsi in fretta... Voto 6+

CINEMA
Un pomeriggio del 1981 passeggiavo con un mio amico lungo una spiaggia del lago di Bracciano. Arrivai
ad un pontile dove stavano girando un fi lm e vidi Renato Pozzetto che chiacchierava con Edwige Fenech.
Mi avvicinai a curiosare e un uomo anziano, il produttore, mi chiese: “Come ti chiami? Ti piacerebbe fare il
cinema? Se vuoi puoi portarmi delle tue foto domani nel mio uffi cio a Cinecittà”.
Il giorno dopo gli portai delle Polaroid che avevo trovato a casa e la settimana successiva mi telefonò per
offrirmi un piccolo ruolo nel fi lm “La compagna di viaggio” (la protagonista era Annamaria Rizzoli). La mia
parte consisteva nel fare il bagno a seno nudo sotto le cascate di Saturnia. Da allora ho cominciato a lavorare
nel cinema, mi sembrava tutto facile e tutti mi sorridevano...
Dopo un anno di comparsate in varie commedie all’italiana e di innumerevoli provini mi proposero di girare
un fi lm porno e accettai con curiosità.
Fu facile e divertente, lavorai senza vergogna e senza preoccupazioni, mi sembrava naturale fare delle scene
di sesso “sul serio”.
Feci l’amore con quattro uomini. Mi ricordo che uno di loro mi eccitava molto, si chiamava Marco e durante
le pause della lavorazione mi scopava in un bagno appoggiata a un lavandino...
Non mi posso defi nire una vera attrice perché amo interpretare quasi esclusivamente me stessa e la decisione
un po’ pazza di diventare una pornodiva è nata dal preciso desiderio di fare qualcosa nello spettacolo di poco
tradizionale e scioccante.

COMANDAMENTI DELL’AMORE
Dal mio spettacolo “Pornografia”:
“....
Primo: la cosa più importante è che tu cominci senza fretta, accarezzami il corpo attraverso i vestiti, il seno, la
pancia, le braccia e poi giù, più giù, accarezzami la fi ga... Nel frattempo baciami sulla bocca.
Secondo: ora toglimi i vestiti con decisione e lasciami indosso solo le mutandine e il reggiseno.
Terzo: scopri il seno e comincia a baciarlo e a succhiarlo con dolcezza.
Quarto: sposta le mutandine e accarezzami la fi ga, leccala e succhiala come sai fare tu.
Quinto: avvicinati con la bocca alla figa, leccala e succhiala come sai fare tu.
Sesto: adesso lascia che te lo tiri fuori e che ti masturbi....Mi piace masturbarti.
Settimo: ora voglio guardare te mentre lo fai da solo, voglio che ti tocchi, fatti guardare.... Ma non devi venire,
quello lo farai dopo, su di me, dove vorrai tu.
Ottavo: leccami di nuovo la fi ga, fammi venire, fammi godere.
Nono: mentre sto ancora venendo devi mettermi il cazzo dentro e mi devi scopare.
Decimo: devi scoparmi tanto, fino in fondo, nella figa e nel culo...
Per tutto questo ti amerò di più, ti amerò di più”.

COPERTINE
Adoro vedermi vedermi sulle copertine dei giornali! La prima me la dedicò nel 1984 Blitz (un giornale di nudo
soft), la prima “seria” l’Europeo nel 1985 e da allora ne ho avute più di cento.

CUCINA
Cucinare è uno dei miei divertimenti, mi riesce bene e lo faccio quasi tutte le sere. I miei piatti preferiti sono:
il risotto alla milanese, il pesto, la cima alla genovese, la polenta con i funghi e le crêpes con la marmellata.
Mangio molto, soprattutto insieme alla persona che amo e questa è la mia cena ideale per un incontro d’amore:
gnocchi al pesto con molto aglio, fegato alla veneta con molta cipolla e banane fritte.

CULO
Voglio parlarvi di una parte del mio corpo molto desiderata dagli uomini: il culo. Qualcuno lo giudica un po’
troppo grosso ed effettivamente è piuttosto ingombrante e vistoso. Uno dei miei amanti, che lo voleva sempre,
si era persino inventato un gioco: se indovinavo quanti soldi aveva in tasca vincevo e mi “salvavo”, se invece
sbagliavo... A Fellini è sempre piaciuto moltissimo. La prima volta che andai nel suo uffi cio a Cinecittà mi
salutò con una pacca sul sedere. Nel fi lm “Ginger e Fred”, dove ebbi una piccola parte, me lo fece mostrare
alla macchina da presa mentre lui diceva a sua moglie: “Guarda che bel culo ha la Moana!”. La Masina sorrideva...
A me piace farmelo toccare, stringere e “usare” ma quest’ultima cosa soltanto se l’uomo è veramente esperto
e sa come fare.... Comunque tengo sempre in casa un lubrificante veramente eccezionale che risolve tutti i
problemi: “Anal Cream”.

CURVE DELIZIOSE
Il 1986 rappresentò l’inizio della mia carriera di pornostar. Da qualche mese ero entrata a far parte dell’agenzia
di Riccardo Schicchi, il manager di Ilona Staller, ed insieme avevamo costruito il mio primo live-show: “Sesso
telcomandato”. Con molte diffi coltà Riccardo riuscì a programmare il mio spettacolo insieme a quello di Ilona
al Teatro delle Muse di Roma (un locale che fi no allora era sempre stato riservato alle rappresentazioni di
prosa) e decise di chiamarlo “Curve deliziose”. Per tre settimane mi trovai di fronte a una platea di uomini e
ragazzi curiosi ed eccitati (c’erano anche alcune donne). Ilona si esibiva nel primo tempo ed io nel secondo.
Nel mio show mi spogliavo e facevo al pubblico domande sul sesso: “Come ti piace far l’amore? Quali sono
i tuoi sogni erotici? Cosa mi faresti?”. Ma il pezzo forte era quando mi sedevo su una poltroncina di raso
bianco, allargavo le gambe e mi masturbavo, poi saliva qualcuno dal palcoscenico, si inginocchiava e mi leccava
mentre la gente urlava e applaudiva. Prima della fi ne scendevo in platea e salutavo il pubblico facendomi
accarezzare dapperttutto.
Fu un vero successo perché in Italia era la prima volta che si vedeva uno show così spinto. Purtroppo però
Ilona ed io fummo denunciate per atti osceni in luogo pubblico, processate e condannate a sette mesi senza
condizionale. “Curve deliziose” diventò un “caso” e ne parlarono tutti i giornali per mesi.

DE CRESCENZO (LUCIANO)
Me lo presentò nel 1981 la mia ex compagna di avventure Antonella. Mi sembrò un uomo affascinante, ironico
ed intelligente e mi invitò subito ad andare in vacanza con lui al Club Mediterranèe di Taormina dove doveva
presentare ai giornalisti un suo libro, “Zio Cardellino”. Presto scoprii che il sesso era il suo chiodo fi sso e
che avrebbe voluto scopare dalla mattina alla sera. Un pomeriggio successe un episodio divertente. Stavamo
facendo l’amore nel nostro bungalow ed eravamo molti impegnati quando, proprio nel momento migliore,
si aprì di colpo la porta che avevamo dimenticati di chiudere a chiave e comparve una vecchia cameriera.
Luciano fece un balzo sul letto e cercò inultilmente di coprirsi, la cameriera rimase impietrita per qualche
secondo a guadare la scena e poi se ne andò scusandosi.
Io sul letto ridevo come una matta ma lui, che era molto timido, si vergognava di essere stato scoperto mentre
stava facendo l’amore, probabilmente temeva di essere considerato un intellettuale poco serio! Voto 7

DENARO
Mi piace guadagnarlo, toccarlo, spenderlo e metterlo in banca (da buona genovese sono piuttosto parsimoniosa).
Per me è il mezzo per poter fare e avere quasi tutte le cose che desidero. Senza soldi non mi sento né
tranquilla né felice.

DE NIRO (ROBERT)
Una notte del 1983 al Jackie O, un locale notturno allora di moda a Roma, incontrai De Niro. Era in compagnia
di Harvey Keitel, un suo amico attore. In quei giorni stavano in Italia per girare delle scene del fi lm di Sergio
Leone “C’era una volta in America”. Un amico comune ci presentò e bevemmo insieme tutta la notte.
Bob era simpatico e molto trasandato, portava scarpe rosicchiate, pantaloni lisi e un maglioncino consumato.
Mi disse: “Mi piaci perché sei fatta come una negra”. Lui invece non mi attirava molto e all’alba decisi di
andarmene con il suo amico Harvey.

DENUNCE
Fino ad oggi ne ho collezionate sei per atti osceni in luogo pubblico e sono stata condannata ad un totale di
24 mesi di reclusione senza condizionale. Sono in attesa del giudizio appello e ho molta fi ducia nella giustizia
italiana.

DISCHI
Forse non tutti sanno che nell’estate del 1989 ho inciso un disco-mix. Si intitola “Supermacho” e non è mai
stato distribuito. Nessuno riesce ad immaginare che io abbia altre capacità oltre a quella di fare l’amore in
pubblico.

DONNA OGGETTO
Le femministe (quelle stupide) mi accusano di essere una donna oggetto perché nel mio lavoro di pornostar
mi presto a tutte le fantasie sessuali degli uomini (che poi sono anche quelle delle donne).
Io invece non mi sento usata e mi piace rappresentare il sesso in tutte le sue forme. Per me la donna oggetto è
la casalinga che lava, cuce, stira e cucina per la famiglia, molto spesso con poche gratifi cazioni.

EROTISMO
Per me è una sensazione animale, violenta, chiara, senza sottintesi, che si può vedere, odorare, toccare. E’
tutto quello che mi fa venire voglia di fare l’amore, come sentire l’odore della persona che desidero o guardare
mani e bocche pensando a quello che potrebbero farmi.

ESIBIZIONISMO
Ricordo che quando avevo tredici anni era già un’esibizionista. Mia madre mi dice sempre che lo ero anche da
bambina e che ho sempre cercato di catturare l’attenzione degli altri: “... Quando avevi quattro anni e venivano
ospiti a casa cercavi nei miei cassetti bracciali ed orecchini, ti mettevi tutto addosso e ti facevi ammirare”. Da
ragazzina avevo i capelli lunghi e biondi, il seno prosperoso e gli uomini mi guardavano. Questo mi faceva
piacere e mi vestivo in modo da suscitare le loro fantasie con gonne corte e magliette attillate.
Quando andavo al mare con i miei compagni di scuola mi toglievo il reggiseno e mi divertivo a farmi fotografare
con una Polaroid che portavo sempre con me. Anche oggi mostrarmi agli altri è una cosa che adoro, sono
un’esibizionista convinta.

ESTETICA
Il mio senso estetico rispecchia la mia personalità e certamente non è mediato dalle mode e dalla cultura.
Mi piace tutte quello che è esagerato, luccicante, vistoso e originale e non mi importa quando dicono che ho
cattivo gusto.

FALCAO (PAULO ROBERTO)
Una sera del 1982 il mio agente Ciarlantini mi portò a una festa in un ristorante di Trastevere e mi presentò il
calciatore Falcao, allora l’ottavo re di Roma. Cominciammo a chiacchierare, nacque subito una certa simpatia
e alla fi ne della serata ci scambiammo i numeri di telefono.
Qualche giorno dopo mi chiamùò e mi invito a colazione a casa sua.
Decisi di incontrarlo sapendo bene quello che sarebbe poi successo...
Ho sempre avuto un debole per gli sportivi perché di solito fanno bene l’amore e hanno una mentalità pulita
ed infantile che adoro, però da Paulo Roberto mi sarei aspettata qualcosa di più, era carino e con un bel corpo
ma decisamente troppo sbrigativo...
Voto 5

FILMOGRAFIA
La compagna di viaggio
Regia di Ferdinando baldi (1981)
Ruolo: una ragazza che fa il bagno nuda nelle cascate di Saturnia.

I miracoloni
Regia di Francesco Massaro(1981)
Ruolo: la cassiera di un bar.

Delitto carnale
Regia di Cesare Canevari (1981)
Ruolo: l’acrobata di un circa eredita una fortuna da un vecchio zio.

Valentina ragazza in calore
Regia di Raniero Giovanbattista
Ruolo: una ragazza di campagna che va in città alla ricerca di nuove esperienze (Hard).

Erotica Flash
Regia di Roberto Montero (1981)
Ruolo: una star di fumetti erotici e le sue avventure in un castello pieno di insidie (Hard)

W la foca
Regia di Nando Cicero (1981)
Ruolo: una ragazza di facili costumi e le sue avventure negli scompartimenti di un treno.

Borotalco
Regia di Carlo Verdone (1982)
Ruolo: una ragazza che fa il bagno nuda in piscina davanti agli occhi spaventati di Carlo Verdone.

Vieni avanti cretino
Regia di Luciano Salce (1982)
Ruolo: una giovane e provocante scienziata.

La vita continua
Regia di Dino Risi (1983)
Ruolo: la segretaria “particolare” di Vittorio Mezzogiorno.

Vacanze di Natale
Regia di Carlo Vanzina (1983)
Ruolo: l’amante di Jerry Calà.

Dagobert
Regia di Dino Risi (1984)
Ruolo: una concubina del re.

A tu per tu
Regia di Sergio Corbucci (1984)
Ruolo: una concubina di Johnny Dorelli

Ginger e Fred
Regia di Federico Fellini (1985)
Ruolo: una modella che mostra le curve.

Doppio misto
Regia di Sergio Martino (1985)
Ruolo: la moglie infedele di Andrea Roncato.

I pompieri
Regia di Neri Parenti (1985)
Ruolo: la moglie infedele di Lino Banfi

Fantastica Moana
Regia di Riccardo Schicchi (1986)
Ruolo: il sogno proibito di un fan (Hard).

Moana la bella di giorno
Regia di Riccardo Schicchi (1987)
Ruolo: una prostituta che incontra i suoi clienti (Hard).

Moana la scandalosa
Regia di Riccardo Schicchi (1987)
Ruolo: una ragazza che diventa una pornostar (Hard).

Provocazione
Regia di Piero Vivarelli (1988)
Ruolo: una vedeva cinica e vogliosa.

Diva Futura
Regia di Ilona Staller (1988)
Ruolo: Moana e le sue amiche in aiuto di uno scienziato alla ricerca del vaccino anti Aids.

The Beefeaters (una calda femmina da letto)
regia di Jim Reynold (1989) Usa
Ruolo: un agente segreto che mette KO le guardie della regina inglese (Hard).

Ecstasy
Regia di Luca Ronchi (1989)
Ruolo: una modella erotica alle prese con una droga misteriosa.

Palm Spring Holidays (super vogliose di maschi)
Regia di Jim Reynold (1989) Usa
Ruolo: una ragazza che ritrova sua sorella dopo tanti anni e insieme a lei decide di “festeggiare” a base di
sesso. (Hard).

Inside Napoli
Regia di Mario Altieri (1989)
Ruolo: l’amante ninfomane di un camorrista. (Hard).

I vizi transessuali di Moana
Regia di Jim Reynold (1989) Usa
Ruolo: una spia alla ricerca di un microfi lm alle prese con avversari ambigui (Hard).

Cicciolina e Moana ai Mondiali
Regia di Mario Bianchi (1990)
Ruolo: Moana insieme a Cicciolina fa vincere i campionati mondiali di calcio agli italiani mettendo Ko gli
avversari (Hard).

Moana l’insaziabile
Regia di Henry Pachard (199O) Usa
Ruolo: Moana cerca il maschio ideale attraverso inserzioni sui giornali. (Hard).

Malibù gorilla
Regia di Alex De Renzi (1990) Usa
Ruolo: Moana proprietaria di una palestra soddisfa tutti i desideri dei suoi clienti (Hard).

La casa del piacere
Regia di Mario Bianchi (1990)
Ruolo: una porcona! (Hard)

Foreign Affairs
Regia di Gerad Damiano (1991) Usa
Ruolo: un’aspirante fotomodella va dallo psicoanalista ossessionata dal fatto che tutti vogliono fare l’amore
con lei... (Hard).

FUMETTI
Sono sempre stati la mia passione. Avevo undici anni e un pomeriggio a casa di due cugini più grandi di me,
sotto una pila di Diabolik e di Tex Willer, trovai qualcosa di diverso. Erano fumetti dove uomini e donne si
baciavano e si toccavano . E’ stata la prima volta che ho visto immagini pornografi che. Mi piacevanbo quei
bei ragazzi disegnati, quelle donne con le tette e il sedere grandi, con la bocca carnosa e gli abiti vistosi; le
guardavo ammirata e pensavo che un giorno anch’io sarei stata così. Dal 1988 viene pubblicato un fumetto
erotico intitolato “Moana” ed ispirato alle mie fantastiche avventure sessuali. Lo leggo sempre per trovare
nuovi spunti!

GAY
Sono molto amata ed ammirata dai gay ed io per loro ho sempre avuto un’attrazione particolare. Mi piacciono
perché come me sono eccessivi, esagerati, anticonformisti, e devono difendersi dalla mentalità borghese della
gente.Molti hanno una gentilezza e un savoir faire che gli uomini tradizionali non si sognano nemmeno e quando
incontrano una donna che gli piace (raramente) possono diventare amanti eccezionali, sensibili e perversi al
punto giusto.

GELOSIA
Quando inizia una storia d’amore ogni mio fi danzato è contento ed orgoglioso di stare con una pornostar
famosa. Dopo un po’ le cose cambiano... Cominciano a chiedermi di smettere con la pornografi a e vogliono
che io faccia solo fi lm e servizi fotografi ci “normali”. Soffrono, piangono e a me dispiace, ma purtroppo per
loro non ho mai pensato di rinunciare alla mia attività perché mi fa sentire creativa e sicura.
Dal mio partner non accetto la minima infedeltà, sono possessiva e gelosa anche se cerco di non farlo troppo
vedere perché ho molto paura di scoprirmi e di mostrarmi vulnerabile.

GENITORI
I miei genitori Alfredo e Rosanna vivono in Francia e hanno esattamente vent’anni più di me; mio padre
lavora in un centro di ricerca nucleare, mia madre fa la casalinga. Ricordo che quando uscì nei cinema il mio
primo fi lm hard per un anno non mi rivolsero la parola, erano rimasti veramente scossi. Io non tentai di dare
spiegazioni perché penso che ognuno di noi debba fare della propria vita ciò che vuole. Adesso con loro ho un
rapporto buono ma diffi cile e capisco che per dei genitori è impossibile accettare che la fi glia sia una pornostar.
Nonostante tutto, specialmente con mia madre, ci vediamo e ci sentiamo spesso. Lei mi dice sempre: “Ma
quando smetterai di fare queste porcherie?”. E mio padre: “Vuoi metterti a fare un lavoro un po’ più serio? Del
teatro per esempio...”.

GIOIELLI
Sono come una gazza ladra, quando vedo luccicare non capisco più nulla! Amo tutto ciò che è d’oro e sono
allergica a qualunque altro tipo di metallo. Le mie pietre preferite sono gli smeraldi e i brillanti. Possiedo
gioielli bellissimi (regali di amanti e miei acquisti) che custodisco in banca e quando li indosso mi sento
meglio fi sicamente. Nell’agosto del 1987 mi ero fi danzata con Massimo, un noto gioielliere di Milano. Aveva
ventitre anni, era bruno, bassino, ricco, simpatico e viziato. Ricordo che prima di fare l’amore si divertiva a
farmi indossare i gioielli che mi regalava. Io mi divertivo più di lui!

GRILLO (GIUSEPPE)
Lo conobbi una sera d’agosto del 1985 alla Gritta, un bar di Portofi no, ovviamente aveva la battuta pronta e
mi fece morire dalle risate.
Mi piacciono gli uomini spiritosi e decisi di passare con lui quella stessa notte.
A letto ci sapeva fare ed era dolcissimo...
Ci siamo frequentati per tre mesi, poi ci siamo persi.
Voto 7-

HOBBIES
Il mio hobby preferito è collezionare vestiti e scarpe. In casa ho una grande stanza solo per loro perché vederli
tutti insieme mi dà sicurezza e un senso di ordine. È una camera tappezzata di stoffa rosa e illuminata da un
lampadario di cristallo rosa. In una parete c’è un grande specchio ovale e su degli scaffali varie teste di legno
per i miei cappellini. Sopra un manichino di velluto nero metto il vestito che indosserò la sera, su un altro
appoggio cinture e foulards. Le scarpe (porto il numero 40) sono allineate dentro una vetrina e i loro tacchi
non hanno mezze misure: o sono raso di terra o a spillo e altissimi (almeno dieci centimetri). Sia i vestiti che le
scarpe mi piacciono originali, non seguo le mode e non metto cose qualunque. Faccio acquisti dove mi capita,
nei negozi più lussuosi e nei mercati dell’usato, ma la maggior parte dei miei abiti li disegno da sola e poi li
faccio realizzare da un mio amico costumista. Sono molto gelosa della stanza guardaroba, non faccio entrare
nessuno e la tengo sempre chiusa a chiave.

INFANZIA
Ricordo la mia infanzia come un periodo sereno e senza problemi. I miei genitori erano affettuosi e attenti
ai miei bisogni e a quelli di mia sorella Mima, di due anni più giovane. Mia madre ci aiutava a correggere i
miei compiti e si preoccupava che fossimo sempre in ordine e ben vestite. Mio padre cercava di consigliarci
buone letture, tutte le domeniche ci portava a Messa e dopo a comperare le paste. tra di noi c’era una grande
armonia ma guai a parlare di sesso! Era l’unico argomento tabù. Quando cominciai ad interessarmi ai ragazzi
ovviamente l’atmosfera cambiò, i miei diventavano possessivi e severi, terrorizzati dalla possibilità che io
potessi avere dei rapporti sessuali. Di sera non mi facevano uscire e io scappavo dalla fi nestra, mi proibivano
di leggere libri spinti (Moravia era considerato osceno) e io lo facevo di nascosto, mi obbligavano a vestire da
collegiale e io, uscita da casa, correvo da una mia amica a mettermi minigonna e tacchi alti. Non vedevo l’ora
di diventare maggiorenne e di essere fi nalmente libera!

LESBISMO
Le lesbiche mi hanno sempre corteggiato ma sessualmente non hanno mai stimolato la mia fantasia. Qualche
volta è capitato che un amante libidinoso abbia avuto la curiosità di vedermi fare l’amore con una donna.
La prima volta successe proprio così....
Avevo ventidue anni e frequentavo Nino, un industriale di Bologna che da tempo insisteva per farmi incontrare
una sua amica. Una sera decisi di accontentarlo. Lei era una trentacinquenne bruna e piccolina che mi baciò e
mi leccò dappertutto e riuscì a farmi godere anche se io non ero coinvolta.

LETTERE
Ogni giorno ricevo moltissime lettere dai miei ammiratori. Me le spediscono a casa o le portano personalmente
quando faccio i miei spettacoli in giro per l’Italia. Sono lettere d’amore, di sesso o di odio. Le leggo
tutte ma rispondo solo a chi stimola la mia fantasia.
Questa è una piccola antologia...
“Cara signorina Moana, sono un suo ammiratore, il mio nome è Antonio ed esercito il mestiere di avvocato
qui nella mia piccola Pavia. Le scrivo perché sono un bambino cattivo che vorrebbe tanto essere punito da Lei
e diventare il suo schiavo personale...Vorrei che Lei mi camminasse addosso con i suoi tacchi a spillo, che mi
sputasse in faccia e pisciasse addosso. Se Lei desidera posso essere a sua disposizione per tutto; sarei onorato
di pulire la sua casa, lavare per terra, lucidare la cucina e i bagni, trasportare cose pesanti e faticose...”
(Antonio B., Pavia)
“Amore mio, la notte quando il sonno ti accarezza, dopo gli amplessi ardenti e i baci tuoi, rimango sveglio
a contemplarti. T’amo! Amore mio, amore mio, vivrem l’eternità! Da sempre ti aspettavo e ti sognavo ed
ora per sempre ti vorrei con me. Sguardo che strugge il cuor, bocca adorata, amore mio, amore mio, vivrem
l’eternità!”
(Giuseppe F., Bari)
“Cara Moana, ti ammiro sempre, sei cosi sexy, cosi tanto da innamorarsi di te e, se vuoi, chiederti in sposa.
Ti ho già scritto altre volte ma forse le missive le ha ricevute il tuo manager...Collimo con te in due modi:
abbiamo fatto tutti e due il liceo, tu linguistico ed i classico e poi collimiamo nel senso che a me l’armonia del
corpo umano mi stuzzica, come mi stuzzica il tuo splendido sexy corpo che ammiro nelle riviste sexy in cui tu
compari da vera Super Star. Se tu mi offrissi te stessa in un dono d’amore come è il matrimonio io ti ripagherò
di eguale e cordiale amore. Moana sei una bella biondona, io ho 50 anni e voglio amarti e spostarti...”
(Franco B., Cremona)
“Ciao Moana, mi trovo qui in carcere a Reggio perché a Verona ho fatto del casino a causa tua, mi hanno strappato
le tue foto e io mi sono incazzato. Scusa, scusa, e ancora scusa, tre volte scusa come tre rose d’amore.
Ciao e a presto.”
(Giovanni C., Reggio Calabria)
“Ciao Moana ti scrivo queste poche righe nella speranza che tu voglia concedermi un incontro privato. So che
una Diva, una donna del tuo fascino non è facilmente raggiungibile da chi non fa parte di un certo Olimpo,
ma se vorrai darmi questa opportunità ti prego fammi sapere dove e come posso incontrarti a tua discrezione.
Sarei felice di poterti invitare a cena, godere della tua compagnia e farti un enorme regalo.”
(Dott.Sergio S., Milano)
“Sei bella come un chiaro di luna, la tua fi erezza affascina sconvolgendo l’anima, i tuoi gesti entrano dentro il
cuore in maniera violenta. Bella Moana sei solo un sogno ma ti ringrazio perché mi aiuti a vivere.”
(Luigi, Milano)
“Cara Moana, sono quello che ogni giorno ti manda lettere e poesie. Vorrei venire nel tuo camerino per conoscerti
di persona ma sono troppo emozionato e non ci riesco. Sono cosi agitato che non riesco a muovermi e
non capisco più niente.”
(Marco, Brescia)
“Carissima Moana siamo un gruppo di cinque avieri della caserma dell’Aeronautica di Macerata. Siccome a
fi ne marzo concluderemo il CAR per trasferirci a Viterbo potremmo incontrarci? Sappi che siamo V.A.M. e
cioè gli avieri con il fallo più lungo della caserma. Sappiamo dove abiti e quindi verremmo a trovarti l’8 aprile
(domenica) per trascorrere una grande giornata di sesso. P.S. Abbiamo i cannoni pieni da un mese.”
(Massimo G. SARAM, Macerata)
“Cara Moana per me sei un vero amore e un bel corpo e una bella fi ca nera quante seghe che faccio solo per
te cara Moana mi piacerebbe avere qualche fi glio da te vorrei conoscerti di persona so che tu hai sotto la fi ca
tutta nera e hai i capelli biondi cara amica del cuore spero che mi mandi una foto con dedica e il tuo numero di
telefono per me sei bellissima vorrei leccare la tua grande fi ca tutta nera e aver ben quattro fi gli da te...”
(Edmondo P., Como)
“Moana Pozzi, abbiamo saputo che lei nella prossima settimana si esibirà con il suo spettacolo laido ed osceno
in un teatro di Trieste. La invitiamo a cambiare idea, la consigliamo di non farsi vedere da queste parti e la
diffi diamo di presentarsi. In caso contrario ne subirà le conseguenze pagando duramente. Non le permetteremo
di fare le sue porcate nella nostra città, Dio è con noi.”
(Ordine Nuovo, Trieste)

LETTURE
Sono un’appassionata lettrice di libri e riviste e non mi perdo nessuna novità. Tra i giornali preferisco Eva
Express, Beach Culture, Sub e Fermo Posta.
Gli scrittori che amo sono: Moravia, Kundera, Allan Poe, Marguerite Yourcenar e Anais Nin.

MASTURBAZIONE
Masturbarsi fa bene alla salute e scarica le tensioni. Di solito mi tocco quando sono sola a casa, distesa sul
letto o in bagno, nelle toilette di treni e arei, viaggiando in macchina o sul set dei miei fi lm porno. Mi eccita
soprattutto farlo davanti ad un uomo che mi piace.

MEDITAZIONE
Secondo me fare l’amore è una forma di meditazione. Nel dicembre del 1988 partii per le Maldive perché
sentivo il bisogno di abbandonare i miei ritmi troppo veloci e volevo concentrarmi su me stessa. Dopo pochi
giorni scelsi come primo compagno di meditazione un italiano istruttore di wind surf che iniziò il suo corteggiamento
proponendomi passeggiate al tramonto tropicale. Ben altre erano le mie intenzioni e decisi di
prendermi subito quello che volevo... Tre giorni dopo incontrai un velista israeliano e vidi per la prima volta un
cazzo circonciso. Poi fu la volta di un trentenne milanese appassionato di pesca subacquea con cui “meditai”
fi no al termine delle vacanze.

MISS ITALIA
Nel 1981 partecipai al concorso di Miss Italia come “Miss Cinema Roma” e mi classifi cai tra le prime dieci.
Mi sembrò un’esperienza inutile, noiosa e per niente divertente.

MOANA
È il nome di un’isola delle Hawaii e in dialetto polinesiano signifi ca “il punto dove il mare è più profondo”. I
miei genitori lo hanno scoperto sfogliando un atlante geografi co e quando mi hanno battezzata hanno dovuto
insistere molto con il prete che non voleva darmi un nome senza “Santo protettore”. Io sono contenta della
loro scelta perché Moana ha un suono dolce ed è originale, per il mio lavoro è perfetto e tutti pensano che sia
inventato.

MONTESANO (ENRICO)
Mi fu presentato nel 1983 da O., un mio amico regista e sceneggiatore. Una sera uscimmo tutti e tre insieme
per andare da “Otello”, un ristorante vicino piazza Navona. Dopo cena andammo nell’uffi cio di O. e cominciammo
a perdere tempo in chiacchiere e convenevoli sapendo benissimo dove volevamo arrivare.... Tra una
risata e l’altra cominciai a spogliarmi e in pochi minuti fi nimmo a letto a fare l’amore. Rimasi intenerita dall’aspetto
mingherlino del corpo nudo di Montesano. O., invece aveva tutte “le carte in regola” e da vero regista
diresse le operazioni. Alla fi ne della notte me ne andai contenta di averli fatti felici.
Voto 6-

MORTE
Morire non mi fa paura, temo solo la sofferenza fi sica.
Quando succederà desidero essere cremata, non voglio il funerale, lapidi e fotografi e. Le mie ceneri dovranno
essere sparse nel mare.

NOTTE
Se dipendesse da me le giornate comincerebbero a mezzogiorno. Da quell’ora in poi mi sento sempre meglio
fi no a raggiungere il massimo della vitalità con il buio, quando tutto mi sembra più affascinante ed io divento
più sensibile. Di notte mi piace stare in casa a fare l’amore e a guardare la televisione, oppure esco e vado
nei miei locali preferiti, poco frequentati dalla gente tradizionale: bar e discoteche gay, club privati conosciuti
solo da un piccolo giro di persone.

NUTI (FRANCESCO)
Francesco è un vero sentimentale: ti tiene la mano per strada, con la chitarra ti suona canzoni romantiche
scritte da lui, fa l’amore per ore senza stancarsi ed è un amante del sesso orale.
Tutto sommato è un uomo che non mi dispiace.
Voto 7

ORGASMO
Il primo orgasmo della mia vita l’ho avuto masturbandomi all’età di undici anni.
Per me “venire” ogni volta che faccio l’amore o che mi accarezzo è una cosa necessaria altrimenti dopo sento
un disagio fi sico.
La volta che ho provato più orgasmi è stato quattro anni fa con un ragazzo greco che è riuscito a farmi godere
quattro volte in una notte.

ORGE
Non sono il mio passatempo preferito, amo di più dedicarmi ad una sola persona per volta. Nel sesso mi piace
l’intimità e la presenza di altra gente mi distrae. Nella vita privata mi è capitato molte volte di fare l’amore con
più persone contemporaneamente ma sempre per caso o per compiacere qualche amante.
Nel mio lavoro di pornostar le orge sono all’ordine del giorno perché, al mio pubblico piace vedermi del tutto
disponibile ad ogni tipo di fantasia. L’orgia più impegnativa che ricordo è avvenuta sul set del mio fi lm porno “Moana la bella di giorno” dove ho fatto l’amore con otto ragazzi neri.

PAURA
Mi spaventano solo tre cose la sofferenza fi sica, la vecchiaia e la dipendenza affettiva da una persona.

PELLICCE
Sono freddolosa ed amo le pellicce morbide e calde. Ne possiedo 10 che elenco in ordine di preferenza: visone
bianco, visone rosa, visone rosso, marabù nero, zibellino, volpe bianca, volpe nera, visone selvaggio, visone
nero e volpe rossa.

PIETRANGELI (NICOLA)
Incontrai Nicola qualche anno fa a Roma in un circolo sportivo e mi sembrò subito un bell’uomo. Aveva un
aspetto elegante e ci sapeva fare. Dopo i soliti convenevoli ci demmo appuntamento per andare a cena.
Mi passò a prendere con una Ferrari rossa e a fi ne serata mi portò a casa sua, un attico pieno di coppe e
medaglie. Finimmo quasi subito a letto dove mi mostrò l’album fotografi co delle sue vittorie tennistiche. Facemmlo
l’amore piuttosto velocemente e dopo mi invitò a restare a dormire. Lui si infi lò un piagiama azzurro ed io ci
rimasi male perché non sopporto dormire insieme a uomini che indossano il piagiama. In quel momento capii
che non era il mio tipo.
Voto 6

PITTORI
Appena arrivata a Roma per guadagnare qualcosa risposi a delle inserzioni su Il Messaggero: “cercasi modella
per pittore”. Iniziai a posare nuda per aspiranti artisti e mi ritrovai nelle case di vecchi che volevano semplicemente
fare i guardoni e negli studi di chi pensava di fare sul serio. Mi davano 10.000 lire all’ora.

POLITICA
Un pomeriggio di dicembre del 1981 Antonella, una mia amica intrallazzona, mi telefonò tutta eccitata e mi
disse: “Questa sera sono riuscita ad organizzare una cena con un politico importante, mettiti il vestito più
provocante che hai... Voglio che tu lo conosca perché se vuoi fare l’attrice ti può essere molto utile... Adora le
ragazze vistose”. Quella sera al ristorante mi sentivo nervosa e fuori luogo, a tavola io e Antonella eravamo le uniche donne in mezzo a dieci uomini che parlavano sempre di politica. Lui, il segretario di un partito di sinistra, continuava a
guardarmi pieno di interesse e dopo cena mi invitò a bere qualcosa nell’albergo dove viveva.
Non facemmo l’amore come avrei voluto ma si masturbò accarezzandomi. Poi mi disse che aveva troppi pensieri
per riuscire a “concentrarsi” (come quasi sempre successe in seguito).
A quell’incontro ne seguirono molti altri. Ci vedevamo nel suo albergo, in qualche ristorante di moda o a casa
di una sua amica editrice.
Qualche volta dormivo con lui.
La mattina mandava il suo segretario personale a comprarmi dei vestiti e scarpe perché io avevo solo l’abito
da sera del giorno prima e non potevo uscire dall’albergo tutta luccicante!
Il politico era un uomo spiritoso e con lui mi divertivo. Una mattina ricevette nel suo studio un cardinale
mentre io ero nella stanza accanto. I mei vestiti erano spasi dapperttutto e ridevo all’idea dche il cardinale
si sarebbe potuto accorgere di qualcosa. Quando lui mi chiamava al telefono nel residence dove vivevo si
presentava dicendomi: “Sono un ammiratore dell’Hotel...”. Credo che mi volesse bene e cercò di aiutarmi nel
lavoro. Mi fece fare un servizio fotografico per Playmen, poi mi presentò al direttore di Raidue che mi inserì come
conduttrice, insieme a Bobby Solo, in un programma per ragazzi “Tip Tap Club”.
A lui non piaceva che io desiderassi fare cinema, diceva che era un ambiente poco setrio e che avrei, dovuto
punbtare tutto sulla televisione. Mi chiedeva spesso come facevo a mantenermi a Roma. A me seccava dirgli
che avevo degli amanti generosi e gli rispondevo che i miei genitori mi mandavano un mensile.
Quando otto mesi dopo per colpa del mio carattere bizzarro smettemmo di frequentarci mi dispiacque. Infatti
se all’inizio avevo pensato di trarre solo vantaggi dalla sua amicizia poi mi ero affezionata alla sua gentilezza
e alle sue attenzioni.
Voto 7 e mezzo.

PORNOGRAFIA
E’ la rappresentazione dei nostri sogni più intimi, dei desideri più segreti.

POZZETTO (RENATO)
E’ divertente come i personaggi dei suoi fi lm e con lui andavo sempre a feste dove si potevano incontrare
“tutti”. Spesso veniva con noi un suo amico produttore, Achille Manzotti, un milanese dal comportamento
cafone ma simpatico. Facevamo tardi e aspettavamo l’alba nell’hotel Lord Byron ridendo e giocando a mimare
i titoli dei fi lm. Renato era così spiritoso che malgrado fi sicamente non fosse il massimo aveva un non so che
di erotico. Mi diceva: “Sicuramente nella vita avrai successo perché riesci a piacere a tutti”.
Voto 6+

PRETI
Alle scuole medie il mio insegnante di disegno era un prete, Don Antonio, una persona sensibile ed intelligente
che ascoltavo con piacere. Qualche volta con la scusa di spiegarmi qualcosa che non avevo capito o di prestarmi
un libro cercava di rimanere solo con me dopo la lezione. Io ho sempre evitato ogni occasione perché
l’idea di piacergli mi metteva in imbarazzo.
Quando abitavo a Trastevere con la mia amica Niki veniva spesso a trovarci Padre Filippo, un frate francescano
che avevamo conosciuto un pomeriggio in una libreria. Era un trentenne decisamente carino, un’intellettuale,
uno che sapeva sempre tutto. Ci portava al teatro o a cena nei ristoranti vegetariani e alla domenica al
Luna Park dell’Eur. Filippo per essere un prete era veramente particolare, vestiva in jeans e maglietta Lacoste
e non aveva paura di farsi vedere in giro con due belle ragazze. Noi lo incontravamo quasi sempre vestite in
minigonna o molto scollate e ci divertivamo a provocarlo un po’. Lui non ci provava mai ed io mi chiedevo
perché ci frequentasse.
Una volta ho avuto come amante un prete.
Aveva quasi cinquant’anni, veniva a trovarmi con la tonaca nera e mi regalava libri di poesie (il primo fu “I
fi ori del male” di Baudelaire). Quando se ne andava dopo un incontro mi salutava dicendo: “Che gli dei ti
proteggano”. Allora io gli rispondevo: “Perché gli dei e non Dio?”.
Ad essere sincera mi faceva molta impressione scopare con un sacerdote e avevo dei sensi di colpa. Forse per
questo la nostra storia durò pochissimo, oltretutto a letto non era un granché.

PROIBITO
Per me è proibito: non sperimentare tutto ciò che ci incuriosisce, avere troppa fi ducia negli altri, non sapersi
lasciare andare ai sentimenti e alle passioni, non tenere in forma il proprio corpo, maltrattare gli animali e le
piante, lasciarsi prendere dalla tristezza per più di una volta alla settimana.

PROSTITUZIONE
Molti mi dicono: “Sei una puttana, una prostituta pubblica”. Non mi importa di quello che la gente pensa di
me e comunque nell’essere puttana non ci vedo niente di male.

PUBBLICITA
Ho mangiato dei biscotti “Saiwa” vestita da casalinga, ho tenuto in mano una coscia di pollo “Aia” con un
costume da odalisca, ho accarezzato la leva del cambio di una “Opel Corsa” e mi sono sdraiata con un bikini
di pallettes dorate su un divano del mobilifi cio “Rossetti”.

PUBBLICO
Quando faccio il mio show in giro per l’Italia posso fi nalmente vedere il mio pubblico. L’età varia dai diciotto
ai sessant’anni, ci sono tipi da stadio e intellettuali, militari e donne curiose. Alcuni guardano in silenzio
godendosi semplicemente lo spettacolo e accontentandosi di farmi una carezza quando gli passo vicino, altri
pretenderebbero di salire sul palco per far l’amore con me. Spesso scopro qualcuno che facendo fi nta di niente
si masturba senza vergogna. I più passionali sono i sardi e i veneti, i più composti i liguri e i siciliani. Quando
torno in camerino trovo sempre regali di ogni tipo: lettere, fi ori, pupazzi di peluche, biancheria intima, specialità
gastronomiche del posto e bigliettini con inviti d’amore.

RELIGIONE
Sono nata in una famigli religiosa e ho frequentato scuole di preti e suore. Naturalmente dovevo andare a
messa tutte le domeniche e comportarmi bene (che era sempre e soltanto riferito allo stare alla larga dal sesso).
Fino all’età di tredici anni non ho mai provato sentimenti nei confronti di Dio se non una grande paura dei
suoi possibili castighi. Quando ho avuto le prime esperienze sessuali ho sentito che non c’era niente di male,
non provavo sensi di colpa e non capivo perché Dio avrebbe dovuto proibire di fare l’amore. Sono cresciuta
e adesso credo in Dio senza più superstizioni. I Comandamenti che rispetto sono: non avrai altro Dio al di
fuori di me, onora il padre e la madre, non uccidere, non rubare. Istintivamente credo negli angeli e nei diavoli.
Prego sempre per me e per gli altri la mattina quando mi sveglio e la notte prima di dormire. Certe volte
quando sono sola leggo la Bibbia e l’apro a caso con la speranza di trovare quello di cui ho bisogno in quel
momento. Credo nella vita dopo la morte e immagino il Paradiso come un posto in campagna con tanti alberi,
pieno di tutto quello che abbiamo amato sulla terra. Penso che avremo vicino le persone a cui abbiamo voluto
bene e che il tempo non esisterà.

SCANDALI
Il personaggio Moana è nato attraverso gli scandali. Tutto cominciò nel 1981 mentre stavo conducendo “Tip
Tap Club” (un programma per ragazzi su Raidue) e uscì nei cinema di tutta Italia “Valentina ragazza in calore”,
il mio primo fi lm hard che avevo girato per divertimento l’anno prima appena arrivata a Roma. Alla Rai fecero
fi nta di niente e mi lasciarono fi nire la trasmissione, ma i giornalisti si scatenarono e cominciarono ad intervistarmi
e a curiosare nella mia vita privata per sapere se ero veramente io la protagonista del fi lm porno.
Qualche anno dopo, quando avevo già intrapreso il mio lavoro di pornostar, mi consacrarono defi nitivamente
personaggio scandalo le polemiche provocate da due trasmissioni televisive: “Jeans 2” su Raitre e “Matrioska”
su Italia Uno. “Jeans 2”, nel 1987, scatenò la Federcasalinghe, un’associazione di donne benpensanti che
mandarono una lettera al direttore della Rai dicendo: “Non vogliamo che i nostri soldi versati per il canone
servano all’utilizzo di simili personaggi”.
Nel programma avrei dovuto dare consigli scherzosi alle casalinghe su come diventare più seducenti con il
proprio marito. Partecipai ad una sola puntata e poi fui invitata gentilmente ad andarmene. In cambio però da
tutta questa storia ricevetti una valanga di pubblcità.
Dopo quattro mesi in “Matrioska” avrei dovuto mostrarmi nuda ai telespettatori dicendo: “Ma perché dovrei
vergognarmi?”. La sera della prima all’ultimo momento e senza preavviso il programma venne sostituito con
un telefi lm.
Il giorno dopo successe il fi nimondo: i diringenti Fininvest avevano deciso di sopprimere Matrioska perché
“troppo provocatorio”. Dopo tre mesi di polemiche e altrettanta pubblicità registrammo più o meno lo stesso
programma usando un altro titolo “L’Araba Fenice” e fi nalmente riuscii a mostrarmi nuda ai miei fans.

SCUOLA
A scuola sono sempre stata considerata una persona intelligente e creativa ma assolutamente svogliata. Detestavo
soprattutto fare i compiti a casa perché avevo l’impressione di perdere tempo. Ho fatto il liceo scienti-
fi co e contemporaneamente ho studiato per sei anni chitarra classica in conservatorio. A ventun’anni mi sono
iscritta alla scuola di recitazione “Alessandro Fersen” e l’ho frequentata con scarsi risultati.

SET
Per me godere veramente durante una scena è quasi impossibile perché, anche se l’attore mi piace, mi manca
il tempo per concentrarmi e avere l’orgasmo a causa delle continue interruzioni per cambiare le inquadrature,
le luci e per ritoccare il trucco; invece il partner deve “venire” e in maniera ben visibile per contratto almeno
due volte al giorno. Appena fi nita la scena facciamo la doccia e andiamo a tavola per una pausa dove i ragazzi
per tenersi in forma consumano decine di uova e vitamine!

SOGNI
L’acqua è l’elemento ricorrente dei miei sogni. Spesso mi trovo in una grande casa su una spiaggia con il
mare calmo. Improvvisamente si alzano delle onde alte come palazzi che si avvicinano sempre di più, fi no
a sfondare porte e fi nestre. IO sono terrorizzata ma nuoto e rimango a galla mentre le persone che stanno
sulla spiaggia vengono trascinate via. Tutto viene distrutto tranne me. In un altro sogno viaggio a bordo di
una macchina lungo l’autostrada. A un certo punto vedo le luci di un’ambulanza e della polizia. Mentre mi
avvicini scopro un incidente con molte persone coinvolte. La maggior parte di loro sono sdraiate sull’asfalto,
decapitate o pive di arti. Malgrado l’orrore procedo con la mia auto sopra i corpi e i feriti e sento distintamente
il rumore delle ossa che si spezzano sotto il peso della macchina. Vorrei fermarmi ma qualcosa più forte di me
mi spinge ad andare avanti.
Altre volte devo camminare in equilibrio su una corda tesa sopra un mare immenso e minaccioso, ogni
momento sto per cadere ma non succede mai; oppure mi trovo di fronte ad un enorme bilancia con il diavolo
e Dio che mi tengono per mano.

SPORT
Ho ereditato la passione per lo sport da mio padre che è un patito della ginnastica. Dedico alla mia forma fi sica
due ore al giorno studiando danza moderna alla scuola IALS, facendo footing a Villa Pamphili e andando nei
fi ne settimana a fare immersioni subacquee.

TARDELLI (MARCO)
Nel 1984 ho avuto con lui una storia d’amore telefonica.
Mi era stato presentato da un amico giornalista che conosceva bene i miei gusti in fatto di uomini. Nel periodo
in cui ci siamo frequentati facevamo raramente l’amore a causa dei suoi continui viaggi e ritiri con la Juventus,
però stavamo al telefono per ore cercando di conoscerci meglio, raccontandoci quello che avremmo voluto
fare insieme e parlando soprattutto di sesso.
Quando capitava a Roma per giocare una partita lo raggiungevo di notte nell’albergo dove stava con i suoi
compagni di squadra che, complici, lo aiutavano a sfuggire ai controlli del Mister. Il suo compagno di stanza
gentilmente mi cedeva il posto e tornava alle sette della mattina quando io me andavo di nascosto.
Mi piaceva molto fare l’amore con Marco e trovavo eccitante il suo comportamento spontaneo e dolce, come
un ragazzo alle prime armi. Della nostra storia ricordo un episodio divertente...
Lui doveva partire per giocare con la Nazionale in Australia e mi telefonò dicendomi che sarebbe rimasto
all’areoporto di Roma per due ore in attesa del volo. Era un mese e mezzo che non ci vedevamo e tutti e due
avevamo una gran voglia di abbracciarci.
Presi la mia Mercedes e lo raggiunsi a Fiumicino. Marco mi stava aspettando davanti alle “partenze”, lo
feci salire in macchina e lo portai in un parcheggio. Ci sedemmo nei sedili posteriori e cominciammo a fare
l’amore incuranti della gente che passava. Nei giorni che seguirono parlammo molte ore al telefono....
Voto 8

TEATRO
A furia di sentirmi dire che “fare teatro è una cosa seria” nel 1983 decisi di presentarmi ad un provino dove
cercavano una giovane attrice per un piccolo ruolo in una commedia musicale con Antonella Steni. Venni
scelta per due mesi recitai al teatro Parioli di Roma in “L’Adorabile Imputata”. Guadagnavo solo ventisettemilalire
al giorno ma ero molto soddisfatta perché mi sembrava di fare un lavoro importante e di imparare a
recitare. Ma dopo poco tempo capii che il teatro non faceva per me, volevo diventare velocemente un protagonista
e mi resi conto che con il mio carattere non avrei mai sopportato un’interminabile gavetta.

TIMIDEZZA
Sono una persona molto timida e mi imbarazzo con facilità. Succede quando vengono messi allo scoperto i
miei sentimenti o quando mi accorgo di non essere all’atezza della situazione. Mi accade anche quando faccio
delle conferenze stampa e vedo davanti a me fotografi e giornalisti che mi scrutano. Mi sento molto più a mio
agio quando sono su un palcoscenico e mi esibisco nuda oppure sul set di un fi lm porno.

TRENI
Una volta viaggiando in treno da Roma a Milano stavo sfogliando una rivista completamente assorta nei
miei pensieri. Oltre a me nello scompartimento c’erano solo due persone: una donna anziana e un ragazzo
ventenne, bruno e non bello. Sentivo che mi guardava con insistenza e mi ero scocciata. Smisi di leggere, mi
alzai e andai nel corridoio. Mi appoggiai con i gomiti al fi nestrino e cominciai a guardare il paesaggio.
Non erano passati nemmeno cinque minuti quando sentii sulla schiena la pressione di un corpo. Intuii subito
che era il ragazzo del mio scompartimento e fui così sorpresa della sua sfacciataggine che lo lasciai fare.
Rimanendo dietro di me cominciò a toccarmi il seno. Avevo paura che passasse qualcuno ma mi era venuta
una tremenda voglia di scoparmelo. Senza nemmeno dirgli una parola lo presi per mano e lo portai in bagno.
Gli misi subito una mano sul cazzo, lui mi guardava e non parlava....

TROISI (MASSIMO)
Nel 1982 conobbi Massimo Troisi, era un bel ragazzo timido e feci subito dei pensieri su di lui... Ci dormii tre
volte e ci feci l’amore qualche volta di più.... Voto 6

UOMO IDEALE
Il mio uomo ideale per una storia d’amore deve essere non necessariamente bello ma con un bel cazzo, sensibile,
intelligente, educato e un po’ pazzo. Che sia ricco non mi interessa, mi basta che almeno possa badare a se
stesso. Lo cerco da tempo e dapperttutto, tra gli sportivi e gli intellettuali, tra i ragazzi di borgata e i personaggi
famosi. Ancora non sono riuscita a travore uno che fa per me ma forse dovrei accontentarmi di più.
Anni fa con una mia amica avevamo fatto una classifi ca un po’ scherzosa dell’uomo ideale sulla base delle
nostre esperienze personali.
Al primo posto avevamo messo gli sportivi, calciatori e tennisti in testa. Hanno il fi sico allenato, piacevole
al tatto, tanto fi ato e di solito fanno l’amore per tutta la notte. Mai frequentarli prima di ritiri o di partite
importanti: si risparmiano sempre.
In seconda posizione c’erano i maschi un po’ rozzi e animaleschi. Sono puro sesso, non hanno molti problemi
e ti dicono sempre quello che pensano. Di solito sono anche dolci e affettuosi. Al terzo posto gli intellettuali.
Ti fanno immaginare storie d’amore anche se stanno facendo solo una scopata e con loro hai l’impressione di
non perdere tempo, fanno fi nta di interessarsi alla tua parte spirituale e ti consigliano i libri da leggere. Anche
se a volte non sono molto dotati sicuramente hanno studiato come leccarti. All’ultimo posto avevamo messo le
persone “quadrate”, quelle che non escono mai dai limiti, che di sera non possono fare tardi perché la mattina
si devono alzare presto, che sono soggetti a mille acciacchi, dall’emicrania alla gastrite e che quando fanno
l’amore rimangonio zitti e non ti dicono cose spinte.

VECCHIAIA
Penso alla vecchiaia con orrore e non riesco a trovarci nessun aspetto piacevole o costruttivo. Le uniche cose
che mi fa venire in mente sono il decadimento fi sico e la morte.

VERGINITA
Ho perso la mia verginità nella primavera del 1976 all’età di quindici anni. Lui ne aveva ventitré, si chiamava
Antonio ed era uno studente universitario.
Un pomeriggio mentre stavo aspettando l’autobus si fermò con la sua Mini Cooper e mi chiese se volevo un
passaggio. Accettai e mi ritrovai nella pineta di Mornese. Lui non mi piaceva ma devo ammettere che avevo
un gran desiderio di provare cosa fosse il sesso nel modo più completo. Sentii molto dolore, non mi divertii
affatto e dopo quell’esperienza passò un anno prima che facessi l’amore di nuovo.

VIAGGI
Ho cominciato a viaggiare sin da piccola per seguire mio padre nei suoi spostamenti di lavoro. Ho abitato
in Spagna, in Canada, in Brasile, in Argentina e ogni volta ero felice di cambiare abitudini e tipo di vita. Da
allora viaggiare è diventato il mio passatempo preferito e appena ho un po’ di tempo libero parto (quasi sempre
da sola). Di solito le mie mete sono posti di mare soprattutto in Oriente: Thailandia e Indonesia. Da qualche
tempo vado a Eliat, sul Mar Rosso, a fare immersioni sub e d’estate passo un periodo a Ibiza. Mi piace anche
andare a New York e nelle capitali d’Europa del nord dove adoro uscire di notte alla ricerca di incontri strani
ed intriganti.

ZINGARI
Una zingara mi ha predetto: “Avrai successo nel lavoro, guadagnerai molti soldi, ma sarai sfortunata in
amore”.


MOANA CON INTERVISTA
(maggio 1993)
di Roberto D’Agostino

Quando pubblicò la rivista “Moana’s Club” (maggio 1993), mi capitò di intervistarla per l’”Espresso” e mi
confessò con la sua voce flautata, caricaturata tante volte da Sabina Guzzanti, la sua “filosofia” di pornostar.
Sul settimanale, uscì una paginetta; quel che segue è invece la trascrizione completa e inedita di quell’incontro.

- Da che cosa nasce questa provocazione pornografi ca che sta dilagando in ogni angolo della società, compresa
quella più famigliare e bacchettona?

Secondo me è solo un fatto di curiosità morbosa, che comunque la gente non accetta. La gente vive male
la propria sessualità. La vera perversione è la routine, l’abbrutimento nel lavoro quotidiano. La pornografi a
invece esalta il lato oscuro desiderio. Il sesso è anche nero, contorto, corrosivo; non è sempre una cosa solare,
gioiosa. A me piace l’oscenità; mi annoia invece la volgarità, che è cattivo gusto e basta. L’osceno è “il”
sublime.

- E ti capita di incontrare molte persone capaci di vivere l’oscenità come stato di grazia?

Devo ammettere che ho conosciuto poche persone veramente oscene. Alcuni ragazzi con cui ho avuto storie di una notte. E’ diffi cile trovare una persona capace di oscenità, è una cosa veramente speciale.

- Un esempio di oscenità?
Mi è successo una volta di portarmi a casa due ragazzi. Li avevo incontrati in un locale: si erano messi lì
a fare l’amore, e come riescono ad essere porci gli omosessuali... Non vedo tra gli eterosessuali un sesso
vissuto come piace a me, così trucido. Ho visto in queste due persone - forse l’espressione del volto, il modo
di fare, il modo di prendersi, il modo di baciarsi - il sesso che io cerco: l’assolutà libertà di fare le cose, senza
preoccupparsi di niente, il piacere del sesso puro. Ci sono tanti omosessuali che riescono a scopare anche una
donna perché amano il sesso.

- Mi fai un esempio invece di erotismo povero, degradato, privo di santa oscenità?
Basta vedere quanto è gretto il pubblico che viene a vedere i miei spettacoli. Ieri sera ho fatto uno show a
Ferrara davanti a una platea che poteva essere di duecento anni fa: vivono la libertà erotica ancora come una
cosa assolutamente speciale, ti guardano come un marziano. Eppure è un pubblico normalmente giovanissimo,
18-25 anni; nei teatrini, invece, viene gente anche più grande, perfi no ottantenni. E non capiscono nulla di
quello che fai, potresti metterti lì con uno straccio addosso, fare uno spettacolo sconclusionato e andrebbe
bene lo stesso: vivono il sesso come un fatto bestiale. Ecco, mi piacerebbe far capire alla gente che pornografi a
non è solo un giornalaccio schifoso, dove non c’è anima e cuore dentro.

- Cosa ne pensi dei giudizi che si abbattono immancabilmente sui fruitori di pornografi a. Giudizi del tipo: che
disperate solitudini...
Che stronzate: se uno si eccita a guardare una cassetta, ma che vuoi? Vuoi sindacare anche su questo? Se ti
piace una cosa, può scendere anche Gesù Cristo a dirti che non va bene, ma se a te piace, basta, non c’è altro
da dire.

- Riesci ancora a distinguere un confi ne tra pornografi a e perversione?
Mah, io credo che uno sia perverso al punto giusto quando vive la propria sessualità veramente come vuole;
l’importante è che non si castri. Se a una persona veramente piace scopare soltanto in una posizione, a luce
spenta, senza farsi vedere, e tutto questo lo stimola, benissimo. L’importante è che poi non pensi “uh, come
mi piacerebbe essere con un’altra”, e non lo dice: allora scatta la bugia, la volgarità, l’inganno, la falsità. Se
senti dentro la voglia di rimorchiarti cinque persone e portatele tutte a casa; se invece preferisci masturbarti
davanti a un video, va benissimo. Però lo devi vivere bene, senza sensi di colpa.

- Durante la tua carriera sei riuscita a mescolare il Diavolo e l’Acqua Santa, le ospitate televisive da Pippo
Baudo e i fi lm hard-core, l’”Harem” della Spaak e la pratica porno. Mi spieghi come hai fatto?
Non vuol dire, sai: io faccio tante altre cose che esulano dalla pornografi a, fi n da quando ho iniziato la mia
carriera: interpretavo fi lm porno, poi partecipavo a una trasmissione in tivù. Io credo di avere avuto il merito
di dimostrare che questa separazione, volendo, non c’è. Dipende dalla persona; perché poi vedi che tante altre
ragazze che fanno il mio stesso lavoro, non riescono ad andare al di là di quello. E’ bello essere un’artista che
fa tante cose, no? - Perché ti si consideri un’artista?
Sì. Anche usando la fi ca, si può essere un’artista. Ed esce fuori questa cosa, dalla persona che è, da quello che
dice, e fa. C’è modo e modo di usare la fi ca, di usare il corpo.

- Se dovessi farti un processo, che cosa metteresti a tuo carico?
Io credo di essere molto eccessiva perché nella mia sobrietà...

- Scusa, ma ho capito bene: sobrietà?
Magari è la mia follia, ma io credo di essere una persona sobria. Poi uno si spoglia in mezzo alla piazza, come
quando facevo certe perfomances con Ilona, che erano molto belle, molto divertenti, ma poi le cose passano,
cambiano, devi fare qualcosa di diverso. Non puoi per l’eternità entrare nei locali e far vedere i seni. Allora è
più interessante far vedere una pornostar, magari un po’ coperta, così sei tu che immagini le cose che lei fa, o
le cose che può fare. E’ più eccitante, piuttosto che vedere questa gente che sempre si sbraccia, che fa di tutto
per farsi notare. Quando vado in giro, sono esattamente sobria. Magari ho il vestito trasparente, però il mio
comportamento è diverso. E non lo faccio apposta, perché in realtà io sono così. Che vuol dire essere così?
Essere psicopatici, schizofrenici, avere una doppia personalità.

- Quanto incide l’esibizionismo nella tua vita?
Sì, io sono molto esibizionista. Però, quando parlo, non mi piace dire delle volgarità, non mi piace parlare ad
alta voce.

- Faresti delle foto a letto con Sgarbi, come la tua collega Milly D’Abbraccio?
No.

- Mi dicono che Sgarbi ha provato anche con te...
Sì, però non scrivere queste cose: non voglio inimicarmi Sgarbi. E’ una persona simpatica. Però, a me quel
tipo di esibizionismo lì, non piace. Una sera uscivo dalla trasmissione di Ferrara, io stavo col mio ragazzo, e
lui mi ha invitato a cena. Credo che Sgarbi non abbia bisogno di avvalersi di nessuno per essere personaggio,
perché è una persona competente.

- Il cosiddetto porno-liberismo di oggi è nato con l’apparizione di Ilona Staller. Cicciolina ha tracciato, come
si dice, il solco e il ghetto del porno si è di botto aperto alla platea nazional-popolare.
Però Ilona, anche se poi è diventata onorevole, non credo che sia riuscita ad entrare in certi spazi dove io sono
andata a fi nire, tipo i programmi dei ragazzi, ospite di trasmissioni per famiglie. Al punto che spesso la gente
non ci fa nemmeno caso al lavoro che faccio; a volte sono le donne, le mamme, le bambine a chiedermi gli
autografi . Non è fantascienza? Mica è facile diventare un personaggio tivù avendo fatto l’hard, facendo gli
spettacoli che faccio io; è sicuramente diffi cile. Non esistono altri casi.

- Devi però ammettere che l’alone diabolico della pornostar, oggi non esiste più. Basta sfogliare un qualsiasi settimanale e vedi le varie D’abbraccio avvinghiate agli Sgarbi di turno.
Hai detto bene: abbracciate ai vari Sgarbi di turno. Io sono diventata personaggio costruendo le mie situazioni
senza valermi della vicinanza di nessun tipo di celebrità. C’è stata una costruzione, giorno dopo giorno; non
è che mi sono fi danzata con un personaggio tradizionale e poi lui mi ha portato in giro, mi hanno fotografato,
eccetera eccetera. Io sono una che esce ma non troppo: non mi piace farmi fotografare vicino alla gente, se
non capita per caso; non organizzo servizi fotografi ci accanto agli attori famosi; perché mi piace essere indipendente
dagli altri.

- All’età di 32 anni, come immagini il tuo futuro? Pensi di continuare a lungo a fare la pornodiva?
Il mio personaggio è in salita: questo vuol dire che è stato costruito in modo solido, non c’è nulla di improvvisato;
certo, potrò diventare vecchia, brutta, a allora smetterò di lavorare. Cosa ho in mente? Siccome il mio
personaggio mi piace così com’è, e non m’interessa in futuro di fare la nonna o la zia, allora dirò basta: Moana
deve essere questa che è. Non lavorerò più, farò altre cose. La rivista, per esempio. Non mi piace espormi se
non mi sento pienamente a mio agio fi sicamente: il mio pubblico sì, mi stima, mi dice che sono intelligente,
tutte queste balle qui, però mi segue perché sono così, ora.

- La gente quando ti vede pensa veramente: “Ecco una donna intelligente!”?
Penso di sì.

- I tuoi fans non ti vedono invece come un oggetto sessuale e basta?
Ma in quel momento, sul palco o sul set, sono un oggetto sessuale. E’ quello il mio lavoro. Quando uno parla,
si spiega, ha un altro ruolo; l’importante è che quello che uno fa sia motivato da qualcosa, sempre. Ci deve
essere una ragione; e quando c’è, per pazza che possa essere, è giusto così.

- Leggendo le note della tua rivista mi appare evidente che ti consideri un puro oggetto di masturbazione.
Non sempre; a volte esagero nelle cose che scrivo, o che dico: tante volte vivo più con la fantasia, mi costruisco
delle immagini che sono più forti di quello che è la realtà.

- Noto che per te il sesso è molto legato alla visione, alle fantasie, all’immaginario. Perché?
Per me il sesso deve partire dalle immagini; è la testa che deve vedere. Riesco a creare tutto con l’immaginazione.

- Perché uno si deve appagare di un erotismo cartaceo, mediatico, irreale?
Guardare è comunque molto piacevole. Il prossimo numero della mia rivista avrà come tema l’esibizionismo;
e ho fatto una specie di mio percorso erotico attraverso le immagini che hanno stimolato la mia fantasia. C’è
una foto, per esempio, degli anni Settanta: una ragazza qualunque con una parruccona nera, stivali col tacco
largo, che sembra dire: oggi faccio una cosa pazza, mi faccio fotografare con due uomini e poi non se ne parla
più... Adesso, miei servizi compresi, sono tutti troppo leccati, troppo morbidi, e poi le donne: si vede che lo
fanno solo per lavoro. Quelle di ieri sembravano persone vere e infatti sono molto più eccitanti. Le foto che si
fanno adesso, guardandole così, a freddo, non mi eccitano; questo vale anche per i video. Infatti i video porno
che mi piacciono sono quelli più crudi possibili, con le persone poco belle fi sicamente; devono essere persone
molto normali per stimolare la mia fantasia. Se invece si tratta di cose molto estetiche, come quelle che faccio
io, li guardo con un altro occhio, come un quadro. Certamente sono meno eccitanti. A me piace l’assoluta
normalità, nel guardare. Amo infatti i fi lm casalinghi, girati dalla gente comune.
Cosa ne pensi di quella famosa frase di Ennio Flaiano che recita così: “La pornografi a è noiosa: fa pettegolezzo
su un mistero”?
C’è gente per cui è noiosa, sicuramente; però come mai c’è tanta gente che se la gode, se la guarda? Altrimenti,
come te lo spieghi? Io non li capisco quelli che vanno a vedere i fi lm porno al cinema, bisogna vederli a casa.
Flaiano diceva che era noiosa, ma ci sono tanti altri artisti di parere diverso.

- Cos’è per te la virilità?
Essere uomo... Si può esserlo in mille modi; se uno viene stimolato da un film, perché no? Deve essere un
giochino diverso, come faccio io ogni tanto, non deve essere una regola la virilità.

- Il diario che pubblichi in queste pagine svela una pimpante vita da libertina...
Ma io non vivo da libertina. Non sono cose scandalosissime: sono cose che succedono a tante ragazze normali.

- Che lavi i piatti, non c’è scritto.
Perché non li lavo, è la verità. Ho un cameriere per questo. Non mi piace, voglio dedicarmi ad altre cose: vado
a fare la corsa, ginnastica, che tante donne non fanno assolutamente. Ognuno ha la sua normalità.

- Sei convinta che le donne siedono sulla loro fortuna?
Non per tutte; per tante è una cosa che sta lì così, per caso. Io sono contenta di essere donna. E non mi uso
così a caso, mi piace usarmi se c’è una bella motivazione, se c’è una persona che mi piace tanto. A me non
piace scopare per scopare, infatti non scopo tutti i giorni; scopo quando ho la stimolazione giusta; così tanto
per farlo, mi annoio. Io non esco tutte le sere, due volte a settimana mi puoi vedere in giro: vado da dieci anni
alla scuola di ballo dello Ials e poi mi piace andare a ballare all’Alibi tra i miei amici gay: sono i ballerini
i miei amici. Non frequento quasi mai la gente dello spettacolo perché mi annoio, preferisco uscire da sola,
cambiare locale ogni dieci minuti. Non amo uscire in comitiva perché devi sempre trovare qualcosa da dire.

- I gay: perché?
Mi piacciono tantissimo. Ecco, il mio ideale sarebbe proprio...

- Scopare un gay?
Io l’ho già fatto tante volte: mica una volta sola. Ho avuto una storia con uno che aveva 38 anni, ed era stato
quindici anni con un uomo. Io penso che uno non s’innamora dell’uomo o della donna, ma del sesso. E’
assai improbabile ma potrebbe succedere anche a me di innamorarmi di una donna. Ma non credo perché
non mi piace sessualmente. Alla donna manca qualcosa. La donna da sola non ha senso. E’ il cazzo, secondo
me, quello che fa il Sesso. Senza il cazzo, non esiste l’atto sessuale. Infatti non capisco il lesbismo, perché
manca qualcosa; mentre capisco l’omosessualità maschile. E’ un sesso completo. Posso capire che due donne
si trovino meglio insieme per un fatto di comodità, di facilità di rapporto, di non dover andare troppo a fondo,
perché stare con una persona dell’altro sesso implica un viaggio diverso, fuori dalla tua personalità, più diffi -
cile, devi dare di più. Invece una donna è una come te: troppo facile.

- Cosa rimproveri alle donne?
Sono sempre lì che si fanno scegliere per forza, sempre lì a fare le gattine, non hanno mai un’iniziativa; a
me piace la donna femminile esteticamente, ma soprattutto quella che sa essere maschio all’occorrenza. In
fondo, mi piacerebbe scopare un uomo. Sarebbe bello avere anche il cazzo. Il cazzo è una bella presenza.
Ecco, bisognerebbe avere tutt’e due: cazzo e fi ca; è troppo poco una cosa sola. A parte che una delle cose che
mi piace di più è vedere due uomini che fanno all’amore, più che un uomo e una donna. Mi diverte di più. Non
so spiegare bene il perché. Io ho una componente maschile dentro di me molto forte: oltre che essere presa
nell’atto sessuale, mi piace molto prendere, pur essendo io una persona di carattere molto femminile, molto
tranquilla.

- Be’, non è poi così diffi cile: basta attrezzarsi con un membro finto.
Come idea è molto eccitante, però non è una parte del tuo corpo.

- Cosa rimproveri, invece, agli uomini?
Io so che alla maggior parte degli uomini piace essere presi. La verità è che a molti uomini piace il cazzo, però
non te lo dicono, pensano che tu pensi che sono froci, quindi hanno paura di perdere la loro dignità.

- Da quello che mi dici e fai, immagino che tu non sia una femminista militante. O sbaglio?
Che vuol dire essere femminista? Che le donne valgono quanto gli uomini, non c’è dubbio. Io facevo un
discorso strettamente legato al sesso. Io ho provato ad andare con le donne fuori dal set, ma non ci sono mai
riuscita, perché non ci credo, mi sento ridicola, però ho provato a fare l’amore con donne più d’una volta, tante
volte, però devo dirti che quando è fi nito, mah, è troppo morbida la donna, non sento la forza, capisci? A me il
sesso piace con dei contrasti fortissimi. Ti ripeto: a me piace l’osceno; il volgare è cattivo gusto e basta.

- Hai riempito le pagine della tua rivista con immagini di persone deformi. Perché?
Le ho trovate in un libro di Diane Arbus. Mi piacciono queste fi gure, non credo che siano errori della natura ma
siano parte della natura, e su di me hanno un fascino spaventoso. Quando vedo una persona così mi accorgo
di guardarla - e questo può pensare che io la guardi perché è brutto - invece la guardo con una curiosità di tipo
diverso: mi affascina la natura quando si manifesta in modo particolare.

- Sei per caso masochista?
Sì, sono un po’ masochista... non tantissimo, mi piace il dolore giusto. Mi dirai: qual è il dolore giusto?
Mah...

- Perché hai la fissa delle mani?
Amo tantissimo le mani. Una donna, anche stupenda, con le mani brutte mi fa orrore. Le mani devono essere
belle, soprattutto quelle femminili. Preferisco un brutto volto, delle brutte gambe, però mi piacciono le mani
e i piedi belli. Della bellezza del volto, non me ne importa nulla. Mi sono piaciute delle persone che hanno
scatenato commenti del tipo: ma come fai a stare con quello lì? A me piace. Che ti devo dire?

- Gli esperti del settore dicono che non c’è più erotismo, lamentano la caduta del desiderio, preannunciano
un grande freddo sotto le lenzuola. Secondo te, c’è un rimedio?
Ho sempre pensato che il tipo di esistenza che quotidianamente si fa sia deleterio per la vita sessuale. La
stanchezza del lavoro è una tragedia: devi mettere a raduno tutte le tue forze. La prima cosa che rovina la
sessualità dell’uomo è il lavoro, per quanto il lavoro ti possa piacere. Bisognerebbe lavorare quattro ore al
giorno, e poi assolutamente crearsi uno spazio per essere sereni.

- Lo scrittore Curzio Malaparte era convinto che “gli organi genitali hanno sempre avuto una grande importanza
nella vita dei popoli latini, e specialmente nella vita del popolo italiano”. E aggiungeva: “La vera
bandiera italiana non è il tricolore, ma il sesso, il sesso maschile”. Sei d’accordo?
Sono d’accordissimo: per gli italiani è così. Però non è tutto: ci sono altre cose nella vita che si vivono con
l’immaginazione, non solo col corpo.

- C’è qualcuno fra gli intellettuali che ammiri?
Sono un’adoratrice di Andy Warhol: lui amava tantissimo la pornografi a, con questi primi piani di lunghi
pompini. Gli piaceva guardare, aveva un tipo di estetica che ho anch’io. E poi ho letto dei racconti di William
Borroughs che mi hanno veramente turbato: lui è veramente osceno e perverso. Mi piace come descrive il
mondo dell’omosessualità.

- Adesso che libro hai sul comodino?
Sto leggendo Nietzsche: mi interessa molto come concetto di volontà, perché è una cosa che mi riguarda
molto. Ci credo.

- Anche Alba Parietti cita Nietzsche.
Davvero? Che cosa mi hai detto! Madonna santa, allora no!

- Per caso, ti sta sulle palle Alba?
No, non mi piace essere una copiona. Comunque sto leggendo “Al di là del bene e del male” e “Così parlò
Zarathustra”. Prima di Nietzsche mi sono letta Bataille: “l’Erotismo”, “La storia dell’occhio”, “L’azzurro del
cielo”.

- Come Bataille, anche tu sei convinta che l’orgasmo sia una piccola morte?
Non lo vedo così; devo dirti che preferirei non arrivarci. Bataille è un necrofi lo, si scopa addirittura le persone
morte nella “Storia dell’Occhio”.

- L’orgasmo, durante il tuo lavoro ce l’hai?
A me è capitato qualche volta che mi piacesse, però dipendeva molto dal ragazzo con quale lavoravo. Pensa
se non fosse così: saresti morto alla fi ne della giornata. Quando lavori dieci-dodici ore, come fai? Se ti piace
con tutti, povera te! Tanto è vero che i ragazzi fanno due scene e poi hanno fi nito il lavoro. Non li puoi usare
tutto il giorno: non ce la fanno fi sicamente. Sono rari quelli che riescono a fare di più. Se non sei una star nel
campo, fai tre-quattro fi lm l’anno; gli altri invece lavorano in tutte le produzioni, come questo Rocco Tano, che
ha fatto tanti fi lm con me, e lui lavora venti giorni al mese. Poi arrivano a casa la sera, che vuoi che facciano?

- Per te è diverso?
Una donna non fatica così tanto. In fondo è come costruire una specie di quadro, mica devi rispondere per
forza alla realtà. E’ come una scena di un fi lm di guerra, l’importante è che quella scena sia emozionante e che
renda bene; e poi mica si ammazzano davvero.

- Come mai non hai mai fatto video cogli animali?
Perché mi sembra una cosa che non faccia parte della Natura; quindi gli animali fanno l’amore cogli animali,
gli uomini cogli uomini; non ci vede niente di amorale, comunque. Se a qualcuno piace...

- Come è la vita privata di una pornostar?
Io faccio una vita tranquillissima: quando invito delle persone a casa, sono due, tre. Non mi piace la bolgia.
Credo che nella confusione non si costruisca niente.

- E la tua vita sentimentale, come va?
Quando sto con una persona, sto solo con quella persona. Io non ho storie che durano una vita: la più lunga è
durata due anni e mezzo. E ho sperimentato tantissime cose con la vita di coppia, con una persona puoi fare
tantissima esperienza. In questo periodo, per esempio, ho una storia con una persona molto disponibile.

-Immagino estremamente disponibile.
Guarda: finché tu mi dai l’appagamento giusto, io sono fedele. E non perché ho deciso di essere fedele, ma
perché non ho voglia di cercare uno che mi faccia godere meno di te. Scusa, perché devo andare a cercare uno
per strada, se io sto bene con te: in quel momento sei tu il fulcro della mia vita sessuale.

- Hai amiche?
Amiche, no. Ti sembrerò pazza, ma l’amicizia femminile è un impegno. A parte che non vado d’accordo con
le donne, ma non per motivi di gelosia, perché quella è bionda, quella è nera, non è per quello: non mi piace la
psicologia femminile. A meno che non si tratti di donne specialissime. Ultimamente ho conosciuto Emanuela,
una ragazza intelligente, molto interessante che organizza mostre d’arte. Non mi interessano le ragazze che
incontro in giro, la sera in discoteca. Che propongono? Di andare a comprare vestiti, prendere il the da qualche
parte, a fare shopping: io mi annoio. Mi sembra di perdere tempo, e io detesto perdere tempo. Con gli uomini
mi diverto di più. E ti premetto che i miei amici sono quasi tutti omosessuali; a parte che non ti guardano con
quell’aria che ti devono sempre studiare ogni movimento che fai, puoi andare in giro con loro, rimorchi o non
rimorchi, non ti giudicano mai. Se ne fregano. Sono un po’ come me. Qualunque cosa fai, passa. A me piace
così. E ci si diverte. Invece quando sto con la gente “normale”, che palle!

- Che rapporti hai con le tue colleghe del porno?
Non esistono. Anche con Ilona: ottimi rapporti di lavoro, in tanti anni mai una discussione, prima di tutto
perché evito qualunque tipo di discussione. Insomma, rapporti molto cortesi, però non ho mai avuto il desiderio
di andarle a raccontare una cosa mia.

- C’è una frase del poeta americano John Giorno che trovo splendida: “Nessun cazzo è duro come la vita”.
Sei d’accordo?
Verissimo. Ne sono sicura. Bisogna faticare il meno possibile per fare soltanto le cose creative, quelle che ci
piacciono, e basta. Più vado avanti più perdo l’interesse per il guadagno.

- L’eros spinge alla creatività?
Sicuramente, prima ero molto legata ai soldi: mi piaceva il denaro più di tutto. Mi sono sempre piaciuti tanto
in quanto potevano permettermi di possedere cose belle. A me piace avere i quadri, le sculture, tutto quello che
è bello, e quindi pensavo che fosse questo lo scopo della vita. Guadagnare tante soldi per circondarsi di tutti
gli oggetti che ci piacciono. Gli oggetti danno molto, sono belli; e più passa il tempo e più mi innamoro degli
oggetti che ho comprato. Negli ultimi anni sono molto cambiata: ho cominciato prima di tutto a rinunciare a
tanti lavori, e a tanti soldi: se volessi, farei un video al giorno. Negli ultimi tempi ho capito che bisogna essere
creativi, e ho rinunciato a tanti video di merda. Adesso guadagno di meno. Una scelta precisa. Per esempio,
fare questo giornale: può essere una pazzia ma mi fa piacere averci investito il mio tempo, i miei soldi, perché
adesso bado di più ad altre cose. Naturalmente devo lavorare, però sto rinunciando a tante cose che una volta
non avrei mai detto di no. Prima, invece: sì, quanto mi dai? questo? allora facciamo questo video.
Adesso no. Senti: ma questo video che storia è? A me piace fare il fi lm erotico, però adesso voglio metterci
le mani anch’io, perché è diventato uno sfacelo, dalle sceneggiature ai produttori. Che non fanno più come
prima: che scrivevano la storia, per loro contano le scene: otto scene hard di cui tre orge, quattro... Così fanno.
Ultimamente non sapevo nemmeno cosa stavo girando. Come i pazzi. Una specie di inferno. Invece in America
è un’altra storia: arrivi in albergo, trovi la tua sceneggiatura, poi viene il regista, infi ne vai su un set che
è un vero set. E si lavora cogli orari giusti, gli abiti giusti, e con un certo amore: vedi proprio gli attori che
curano la loro persona, che curano la scena, il regista che si dà da fare. Qui, è tutto un “’nnamo, famo, daje”...
Ma perché un fi lm porno deve essere una cosa infi ma? Allora ho detto basta: sono due anni che io ho messo la
croce: sono due anni che non giro un fi lm porno. Se li giro, li produco da sola.

- I tuoi video migliori?
I più belli sono quelli di un paio di anni fa, quelli di Gerard Damiano, il regista di “Gola profonda”; ho fatto
tre fi lm con lui, in America, in presa diretta.

- C’è qualcuno che non ti saluta, quando vai a fare l’ospite in tivù?
E’ successo, ma non mi vengono in mente dei personaggi. A volte accade nelle serate: qualche donna si è
alzata e se ne è andata. A me fa incazzare. Fa venire in mente che lui l’ha convinta: dài, vieni, non è niente
di... e poi non ha resistito: questo è troppo. Il mio spettacolo, l’hai visto com’è? Non c’è proprio nulla di
pornografi co. Poi, per me, non esiste differenza tra porno e erotismo. NON ESISTE.

- Aldo Busi dice che l’erotismo è un concetto borghese.
Io non faccio differenza. Io conosco il sesso: e conosco quello che mi eccita e quello che non mi eccita. E
basta.

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Nel  1991 - un anno prima dell'esplosione della cosiddetta Tangentopoli, termine irridente, fumettistico e denso di complicità antropologica col quale gli italiani hanno designato un tratto drammatico della loro storia, ossia lo scoperchiamento per mano di un pugno di magistrati della spaventosa corruzione in cui viveva la Nazione e che portò alla fine della cosiddetta prima Repubblica (quella invero in cui ancora viviamo visto che non è cambiata la Costituzione formale dell'Italia né quella  materiale degli italiani) -  l'attrice di film porno Moana Pozzi pubblicò a sue spese, cacciando circa sessanta milioni dell'epoca e in un numero imprecisato di esemplari, adesso introvabili, questo suo "La filosofia di Moana", sorta di massimario  organizzato sotto forma di dizionario essenziale, in cui racchiuse tutto il suo pensiero sul mondo, la vita, il sesso.
Tre anni dopo moriva in un ospedale di Lione, a 33 anni.

Ritengo che gli storici futuri dovranno in qualche modo chinarsi a raccogliere qualche briciola di questi "pensieri" se vorranno ricostruire appieno un pezzo del costume, della vita sociale e anche politica del nostro Paese alle soglie di quella grande esplosione, la quale come  è stato detto (da Piero Gobetti) per altri fenomeni storici sorti sotto il segno della continuità più che della rottura, come il fascismo, più che una rivoluzione  fu una rivelazione, ossia rivelò gli italiani a sè stessi, alle loro eterne insufficienze civili, ai loro endemici lassismi e braghi morali, alle loro persistenti complicità e connivenze collettive.

"In Italia tutto è probito, e tutto è permesso" diceva altrove Moana Pozzi cogliendo nel profondo un tratto dello spirito pubblico e della morale collettiva del Bel Paese, indicando con questa massima, ci è sembrato, quella dicotomia schizofrenica, certo di matrice cattolica, di adire  da un lato a una  moralità  alta,  inattingibile, che certamente non è di questo mondo e purtuttavia calata in norme puntigliose, minuziose, cavillose, ossessive, e dall'altro suggerendo un tacito e complice "rompete le righe", "aggiustatevi e acconciatevi come potete".

Credo che l'attrice porno Moana avesse compreso questa ambiguità morale di fondo del nostro Paese - che come diceva Federico Fellini è cattolico sicuramente al cento per cento, ma nel senso che una metà crede di esserlo e l'altra dice di esserlo-, e ne abbia tratto le conseguenze, le "sue" conseguenze, che furono senza ambagi   diritte e dirimponenti, e tese al raggiungimento del proprio scopo: la massima raccolta di denaro e il massimo dispendio di edonismo. Una scelta di vita senza infingimenti ed ipocrisie, ma anch'essa sorretta da una  (a)moralità altrettanto leggendaria, inattingibile dai comuni mortali,  e che si rivela essere  l'esatto rovescio di quella cattolica, ma altrettanto  inosservabile.

La Filosofia di Moana
Esempio 1
Moana Pozzi
Per quanto si sia mostrata, Moana Pozzi è rimasta un personaggio enigmatico. Col suo modo di essere e di porsi, impunemente trasgressivo da un lato e ironicamente familiare dall'altro, ha fatto vacillare lo stereotipo della pornodiva un po' squallida, vuota e volgarotta. Figura atipica, è diventata l'icona incontrastata del cinema porno, ma anche un simbolo degli anni Ottanta. Questo volume è un diario che ripercorre con immagini, documenti e dichiarazioni la sua vita scandalosa e contraddittoria. Ma è anche un viaggio nel mondo del porno visto con gli occhi della sua protagonista più eccellente, nonché uno sguardo indiscreto sulla vita privata dei tanti personaggi dello spettacolo e della politica che non hanno saputo resistere al suo fascino.
AMANTI
Ho avuto molti amanti (sempre in contemporanea con un fidanzato ufficiale) giovani e meno giovani, industriali, costruttori, gioiellieri, tutti ricchi e generosi. Mi regalavano le mie cose preferire: soldi, gioielli, pellicce e soddisfavano ogni mio capricccio. Spesso erano uomini stravaganti.... Ricordo con particolare simpatia Massimo, un industriale di Modena che per eccitarsi aveva bisogno di organizzare un’incredibile messa in scena. Mi faceva travestire da diavolessa con un mantello di raso nero lungo fi no ai piedi, biancheria intima rossa e una maschera con le corna. Lui si nascondeva nudo nella sua grande casa e mi chiedeva di cercarlo; una volta trovato dovevo scoparmelo.
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