Vincitore concorso Opera Prima 2005
Nata nel 1978, Piovesan già dispone di una lingua chiara, che nulla concede alla retorica. Gli affetti, gli amori, ma anche la città e le «dissonanze» che coinvolgono la dimensione intima (e sociale), sono scolpite con lucido stupore, talvolta con esattezza commossa. Cosi per esempio in ‘A fine giornata’ o in quegli sguardi tra la pelle e il tempo, dove l’ ‘altro’ viene destrutturato con grande semplicita’ da quella inerzia che e’ il luogo comune.[...] [...]Il desiderio è quello di una parola che sappia ricucire lo strappo, dal sé, dall’altro, da un mondo in cui non sempre ci si può riconoscere.
dalla prefazione di Mary B. Tolusso
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Tagli le verdure a cubetti regolari,
e le disponi per colore,
quasi avesse la priorità sul tempo di cottura.
Per te il bello è sempre stato più importante.
Mangiamo verdure croccanti e mi spieghi
la posizione da mantenere nella danza, mentre io
penso alla posizione da mantenere nella vita,
poi apri le braccia e mi trascini in una acrobazia.
Chissà se lo sai, il campanello che suona
sta incorniciando il nostro ultimo ricordo.
*
A fine giornata
scendevano le scale in branco,
"Siamo cigolanti come treni vecchi".
Diceva la cameriera
toccandosi il ginocchio
dopo una mattina carponi
a strofinare lo straccio.
"Ma non sono brutta
e neppure stupida,
infondo ci ho un po' di tutto,
e sto bene"
*
Te le ricordi ancora
le croccanti passeggiate
tra le foglie gialle e rosse,
l'odore del sottobosco,
la merenda di metà mattina
col cioccolato nero e il pane
del forno a legna
sedute sulle pietre del ristoro?
Te ne sei andata così,
fiore di pesco in volo.
Quotidiano rito, ignorato dai più
sono un milione, o forse più
a farsi strappare.
*
Mi hanno detto che prima o poi passa.
Laura, ma quando passa?
Le braccia tese, i pugni chiusi
a stringere la coperta
che non copre mai abbastanza
*
Poi dopo,
solo il silenzio isolante
che segna
il passo del cuore.
La paura, in fondo e’ degli attimi
che precedono l’evento.
Non nella battaglia, o prima
nella fantasia.
*
Mi prendi sempre in giro tu,
per come parlo,
del fatto che prego.
Credi sia facile
abituarsi all'ignoto.
Da noi ci si conosce di fatto:
la famiglia, la casa
e tutto quanto.
I malandrini si sa
se ne stanno alla larga.
Tutto è protetto
da una conoscenza di generazioni.
Non come qui, negli alveari di città,
dove il vicino è uno sconosciuto,
un contratto a termine.