da Jack Kerouac, per descrivere la cerchia di intellettuali che si era formata attorno allo scrittore John Clellon Holmes, autore del primo romanzo della Beat Generation, che andava sotto il titolo di Go!. Negli anni Sessanta, gli autori di riferimento sono stati principalmente: Jack Kerouac, Gregory Corso, Neal Cassady, Lawrence Ferlinghetti, Allen Ginsberg e William Burroughs, quest’ultimi presenti in On the Road con gli pseudonimi di Carlo Marx e Old Bull Lee.

Joanna Plewniak

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Jack Kerouac
Scrittore e poeta statunitense
(Lowell, 1922- St. Petersburg, 1969).

Jack Kerouac, padre del movimento della Beat Generation degli anni Ottanta, è considerato uno dei maggiori scrittori della letteratura americana del XX secolo. Ritenuto a lungo esponente della controcultura americana, è stato rivalutato per la sua spiccata capacità di illustrare gli aspetti contraddittori della società in cui è vissuto, dal consumismo allo sfruttamento dei lavoratori, dal capitalismo al benessere riservato a pochi, innalzandosi a voce narrante dell’esistenzialismo umano e del decadimento dei principali valori umani, quali: amicizia, amore e cultura.

Sigmund Freud
Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti.

II mito di San Francisco nasce sui fondamenti culturali della "beat generation", la generazione dei poeti nuovi che si riuniva nel quartiere italiano di North Beach. Kerouac veniva dall'Est, ma San Francisco fu il luogo in cui si proiettò la sua vita e, insieme, la sua opera: quella era la "sua" California, frontiera estrema e terra di libertà. Senza di essa non ci sarebbe stata una meta da raggiungere nel viaggio "On the Road" di Sal e Dean, né un punto di partenza per gli "Angeli di desolazione" e "I vagabondi del Dharma", non il punto di crollo di "Big Sur".

Alla radice di questo romanzo, pubblicato nel 1958 e subito processato per oscenità, c'è una vicenda reale, la storia d'amore vissuta dall'autore con una ragazza di colore, che in queste pagine rivive come in una confessione tanto difficile quanto liberatoria. Al centro, la figura di Mardou, sensuale, fascinosa, una creatura della notte attorno alla quale gira vorticosamente, ossessivamente, la vita dell'amante, e la città stessa (New York nella realtà, San Francisco nella finzione letteraria): una città onirica, cupa, frenetica, piena di alcol, di droghe, di sesso, di arte e di vita. Ma soprattutto, ciò che emerge dalla lettura dei "Sotterranei", è la rivoluzionaria lingua di Kerouac, che così descriveva la propria scrittura: "Ho inventato una nuova prosa, la prosa moderna, ondate spontanee e prive di revisioni, rapide, mozzafiato, come il jazz". Postfazione di Fernanda Pivano.

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Le uniche persone per me sono i matti:
quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune,
ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose,
che esplodono come ragni tra le stelle.
(On the Road, Jack Kerouac).

Vita
Jean Louis Kerouac nacque a  Lowell, nel Massachusetts, il 12 marzo del 1922 da una famiglia franco canadese di origine bretone. Ultimogenito di due fratelli,  Gerard e Caroline, lo scrittore ebbe un’infanzia felice offuscata tuttavia, dalla morte prematura del fratello maggiore, avvenuta nel 1926.
All’età di sei anni, il piccolo Kerouac iniziò a frequentare a Lowell la scuola parrocchiale di ST. Louis de France, e successivamente nel 1932, dopo il trasferimento a Pawtucketville, la Barlett Junior High School. In quel periodo, il giovane Kerouac denotava ancora una certa difficoltà nell’esprimersi in lingua inglese, dovuta anche al fatto, che in casa parlasse francese. Ciò nonostante, Jack era un ragazzo brillante e molto dotato: aveva una grande capacità mnemonica ed era portato per gli sport, soprattutto la corsa. Nel 1933, scrisse il suo primo racconto The cop on the beat, seguito da Doctor Sax (1959) opera basata sui racconti polizieschi pubblicati sul quindicinale Smith and Street. Nel 1939, Jack si diplomò alla Lowell High School e nello stesso anno, ebbe una relazione con Mary Carney, riportata successivamente nel romanzo Maggie Cassady.

Negli anni tra il 1939 e il 1940, Jack frequentò la Horace Mann Preparatory School a New York, dove ebbe modo di mettersi in mostra sia in campo letterario che sportivo. Successivamente, grazie ad una borsa di studio per meriti atletici, Kerouac s’immatricolò alla Columbia University ma, a causa di un infortunio, fu costretto ad abbandonare gli allenamenti e trascorse gran parte del tempo libero, frequentando locali jazz, teatri, cinema e musei. Visitò la città e conobbe personaggi importanti, che influenzarono fortemente la sua vita e le opere, come ad esempio Henri Cru, Remi Boncoeur, in On the Road.

Dopo un’esperienza sulle navi mercantili, una volta tornato a New York, Kerouac riprese a frequentare l’università e soprattutto gli ambienti del Greenwich Village, pullulanti di artisti bohèmien. Nello stesso periodo iniziò la sua storia con
Edie Parker, sua futura moglie, dalla quale si sarebbe separato subito dopo il rilascio dal carcere, nel quale era stato rinchiuso per favoreggiamento in un caso di omicidio. Una volta abbandonato definitivamente il football, Kerouac si dedicò alla lettura di scrittori vari tra cui: William Saroyan, Hemingway, Dos Passos, Joyce, Dostoevskij ed in modo particolare, Thomas Wolfe. Nel 1944, avvenne  l’incontro con Lucien Carr, giornalista statunitense che lo presentò a William Burroughs ed Allen Ginsberg e due anni più tardi, nel 1946, fece la conoscenza di Neal Cassady, un giovane galeotto che aveva interessi letterari e che per lo scrittore, divenne fonte d’ispirazione perché emblema dell’emarginazione sociale del suo tempo.

Tra i primi viaggi che Kerouac fece attraverso l’America del Nord, e che vennero poi narrati in On the Road, c’è quello che fece per giungere a Denver da Cassady. Tra 1946-48, Kerouac esordì come scrittore con il romanzo The town and the city (1950), che gli procurò un successo immediato, seguito da The Dharma Bums (I vagabondi di Dharma) in cui descriveva i suoi interessi spirituali filo-buddisti. Ritornato a New York, Kerouac conobbe la seconda moglie, Joan Haverty e nel 1951, finì in sole tre settimane On the Road (Sulla strada), pubblicato nel 1957. Dopo la fine del secondo matrimonio, Kerouac conobbe Alene Lee, protagonista del romanzo The Subterraneans (I sotterranei), seguito da San Francisco Blues e dal poema Mexico City Blues, ispirato ai ricordi d’infanzia misti all’assunzione di droga ed alcool. Dopo un periodo di permanenza a Big Sur, lo scrittore ritornò nuovamente a New York dalla madre, fino alla tragica notizia della scomparsa di Neal Cassady, morto assiderato sui binari di una ferrovia nel 1968.
L’annuncio del decesso dell’amico, contribuirono a devastare psicologicamente e fisicamente Kerouac, che morì la mattina del 21 ottobre del 1969 in Florida, a St. Petersburg, a seguito di un intervento chirurgico al fegato.

On the Road
On the Road venne scritto da Kerouac in sole tre settimane, dal 2 al 22 aprile del 1951, su un unico rotolo di carta e pubblicato nel 1957 a New York. Il romanzo, ambientato alla fine degli anni ‘40, è diviso in cinque parti scritte sottoforma di episodi. Nella prima parte del romanzo il viaggio, che avviene tra i mesi di luglio e ottobre del 1947, inizia a New York. Il personaggio principale e narratore è Sal Paradise, pseudonimo di Jack Kerouac, uno studente con aspirazioni letterarie che decide di compiere un viaggio attraverso l’America del Nord, talvolta solo, talvolta accompagnato dai compagni, assetati di una libertà sconfinata. Tra loro c’è Dean Moriarty, pseudonimo di Neal Cassady, il giovane che Jack Kerouac aveva realmente conosciuto diventando per lui, fonte d’ispirazione. Durante il tragitto, la compagnia fa esperienza di qualsiasi cosa trovi sulla strada, dal sesso promiscuo alla musica jazz, dai discorsi sconnessi dovuti all’uso della benzedrina a momenti di grande euforia.

- Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati.
- Dove andiamo?
- Non lo so, ma dobbiamo andare
         (On the Road)

Nella seconda parte si narrano i viaggi di Sal e Dean, nel periodo che va dal Natale 1948 a febbraio 1949, mentre nella terza, viene descritta la permanenza di Sal a Denver nel ‘49 ed il suo viaggio da San Francisco a Denver, Chicago e New York insieme a Dean. Con quest’ultimo, Sal conduce una vita all’insegna del viaggio per circa due anni, per poi ritornare nuovamente a New York. A differenza di Dean,  dopo un periodo passato lontano da casa, Sal sente spesso l’esigenza di tornare nella sua città, dalla famiglia che Dean non ha, e di avere un lavoro fisso che dia un senso alla sua vita. Ciò nonostante, Sal riparte con Dean alla volta del Messico, luogo nel quale avverrà la rottura con l’amico. Nella quarta parte infatti, nell’estate del 1950 Dean e Sal s’incontrano a New York, partono per Denver e successivamente per il Messico. Nella quinta ed ultima parte, viene descritto il ritorno di Kerouac a casa ed il suo incontro con Laura, pseudonimo di Joan Haverty, che diventerà la seconda moglie dello scrittore. Il romanzo si conclude con l’ultimo incontro con l’amico Dean, ed al suo abbandono.

Analisi
Lo stile adottato dall’autore nel romanzo On the Road, è quello della “prosa spontanea”, caratterizzata da una tipologia narrativa libera, talvolta priva delle tradizionali regole grammaticali e sintattiche. Da un punto di vista narrativo, il romanzo potrebbe essere accostato allo “stream of consciousness” di James Joyce, privo di punteggiatura e di un nesso logico, che caratterizza i pensieri dei suoi personaggi. Questo stile, senza norme apparenti, segue la fluidità del processo mentale dal quale scaturisce quello lessicale, come afferma lui stesso in The Essentials of Spontaneous Prose:

Prima soddisfa te stesso, e poi al lettore non mancherà lo choc telepatico e la corrispondenza significante perché nella tua e nella sua mente operano le stesse leggi psicologiche. (On the Road)

L’opera inoltre, riprende lo stile del grande romanzo americano, che Kerouac aspirava a creare, ricco di descrizioni dettagliate e rappresentazioni di sconfinati paesaggi, che oltre a simboleggiare la libertà del viaggio, ne sottolinea la solitudine. Il romanzo descrive il movimento culturale della Beat Generation, di cui fa parte anche Dean Moriarty, coprotagonista del romanzo, il cui stile di vita è in netto contrasto con quello della società borghese del suo tempo, secondo cui una casa ed un lavoro fisso rappresentano i punti cardine. Il ragazzo vive infatti, un’esistenza priva di responsabilità e dettami, facendo uso di alcool e benzedrina, viaggiando per il continente americano e facendo esperienza di tutto ciò che incontra per la sua strada: sesso, musica jazz e amicizie varie. Sal, che rappresenta l’alter ego dell’amico, pur essendo inquieto e desideroso di libertà come Dean, è comunque più legato alla società borghese e questo lo si nota, quando dopo ogni viaggio sente il bisogno impellente di tornare ad un luogo fisso e ad un lavoro che abbia senso. In questo suo atteggiamento è possibile captare un nesso con la filosofia schopenaueriana, secondo cui la vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia. Non a caso infatti, il romanzo inneggia alla fuga, alla velocità, al movimento: chi si ferma è perduto, perché lasciato solo con se stesso.


Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? È il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l'Addio. Ma intanto, ci si proietta in avanti verso una nuova, folle avventura sotto il cielo. (On the Road)

Il viaggio rappresenta dunque, una metafora della libertà, della fuga dalle regole che la società impone, una scappatoia che non ha una via d’uscita, perché porta inevitabilmente alla solitudine, all’esclusione dalla società. La caratteristica che più rappresenta l’opera di Kerouac, è rappresentato quindi dalla continua oscillazione tra l’inquietudine e la ricerca della tranquillità, la follia e la quotidianità, il movimento e la stasi, la metropoli e la città. In età adulta, dopo uno stile di vita dissoluto, Kerouac decide di ritornare a Lowell, dove rivive i periodi dell’infanzia, ma invano, perché subito dopo sente il bisogno di fuggire nuovamente. Si tratta di una fuga che termina con la morte dell’autore, dopo un periodo di grande tristezza come testimoniano i romanzi dell’ultimo periodo della sua vita.

Beat Generation
La Beat Generation, movimento letterario, artistico e poetico, si è sviluppata nel secondo dopoguerra, soprattutto negli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Le caratteristiche principali di questo movimento furono: promiscuità sessuale, uso di psicofarmaci, rifiuto del materialismo ed interesse per la religione orientale, soprattutto il buddismo. Lo sviluppo del movimento fu influenzato da eventi storici, come la guerra del

Vietnam, gli Hippy di Berkeley e Woodstock, e successivamente, il grande “mito americano”. Il termine Beat, che può vantare una vasta gamma di traduzioni in italiano, come derivante dal temine beat-itudine o battuto, è stato utilizzato perla prima volta nel 1948 
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