Halina Poświatowska
Poetessa  polacca  Częstochowa 1935 - Varsavia, 1967

Halina Poświatowska, una delle più importanti figure della letteratura polacca moderna e contemporanea, è nata a Częstochowa il 9 maggio del 1935. Nel 1945, la poetessa fu colpita da una grave malattia al cuore che la costrinse a trascorrere lunghi periodi a letto. Fu proprio nel sanatorio di Kudowa, che Halina incontrò quello che sarebbe poi diventato suo marito, Adolf Poświatowski, anch’egli affetto da malattie cardiache. La prematura scomparsa del coniuge, gettò la scrittrice in uno stato di profonda angoscia e disperazione.
Solo più tardi, dopo un’operazione al cuore praticata negli Stati Uniti, la scrittrice riprese a vivere, studiare e pubblicare i suoi lavori, tra cui si ricordano la sua prima e seconda raccolta di poesie “Inno idolatrico” e “La giornata odierna”, seguita dalla terza “Ode alle mani” nel 1966. Nel 1967, la casa editrice Wydawnictwo Literackie, pubblicò la sua autobiografia in prosa  con il titolo “Racconto per un amico”.
La scrittrice scomparve l’11 ottobre dello stesso anno, dopo pochi giorni dalla seconda operazione al cuore che aveva deciso di affrontare per migliore le proprie condizioni di salute.


Nuovamente desidero un amore oscuro

Nuovamente desidero un amore oscuro
un amore che uccide
è così che invoca la morte
un condannato

sopraggiungi buona morte
sii generosa come una notte di agosto
sii calda
sfiorami delicatamente

dal momento in cui ho conosciuto il suo vero nome
preparo il mio cuore
ad un ultimo improvviso
sussulto.


Stammi vicino…

Stammi vicino
Perché solo allora
Non sento freddo

Il gelo soffia dallo spazio

Quando penso
A quanto sia grande
E quanto io

Allora ho bisogno
Delle tue due braccia chiuse
Due raggi dell’universo.



Traduzione a cura di
Joanna Plewniak




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Halina Poświatowska
Fermare il mondo significa vederlo, capirlo, conoscerlo. Le descrizioni della vita come negazioni del non essere, contenute nelle liriche d'amore, nelle poesie riflessive, si concentrano attorno a ogni inezia - lo scaffale dei libri, il letto, una lampada, un mazzo di fiori. Troviamo congiunti l'atteggiamento possessivo e quello contemplativo, una consapevolezza fortemente marcata della propria corporeità e l'ascolto in se stessa. È la definizione del soggetto che è stato chiamato Halina Poswiatowska. Un'osservazione fredda, distaccata, a volte con tenerezza, ma senza eccessiva emozione. Halina Poswiatowska - creatura corporea, a volte vegetale, verde stelo, foglia, ripresa mentre si accoccola, mentre si tinge le unghie o aspetta un bacio. È lei che osserva il lavoro del proprio cuore, che guarda i piedi oziosi immersi "fino alle caviglie nella filosofia".

Romanzo autobiografico, "Racconto per un amico" narra della vita breve e intensa di Halina Poswiatowska, la grande poetessa polacca scomparsa nel 1967 a soli 32 anni. Dopo un'infanzia all'insegna della Seconda guerra mondiale, Halina cresce, ma un'angina mal curata le ha lesionato il cuore e la convivenza con la malattia e l'ostinata lotta per una vita normale segnano d'ora in poi la sua vita: a scuola, con gli amici, durante i primi amori. A 18 anni, Halina sposa un pittore conosciuto in sanatorio, ma due anni dopo il marito muore. Con i fondi raccolti da amici e estimatori, Halina viene mandata a Philadelphia per farsi operare a cuore aperto. Dopo l'operazione decide di restare in America.
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