Neal Leon Cassady
Scrittore statunitense
(Salt Lake City 1926-
San Miguel de Allende 1968)


Vita
Neal Leon Cassady nasce a Salt Lake City,
Utah, l’8 febbraio del 1926 durante un viag-
gio dei suoi genitori: Maude Jean Scheuer
e Neal Marshall Cassady. Dopo esser rima-
sto orfano all’età di soli dieci anni,  il piccolo
Neal cresce con il padre alcolizzato a Denver, nel Colorado, passando gran parte del tempo per strada o in riformatorio. Durante il periodo della  giovinezza, viene ripetutamente arrestato per furto d’auto all’età di quattordici, quindici e sedici anni.

Nel 1941 incontra Justin W. Brierly, un rispettabile insegnante di Denver il quale, impressionato dalla vivace intelligenza del ragazzo, ne diventa presto il mentore: lo aiuta ad essere ammesso alla East High School, dove lui stesso insegna, e supervisiona i suoi scritti.  Malgrado la buona volontà di Brierly di strappare Neal dalla strada, il ragazzo continua a compiere furti venendo ripetutamente arrestato tra il 1942 e 1944. Nel giugno del 1944, Neal sconta una pena di undici mesi in prigione. Durante questo ed altri periodi di detenzione in carcere, Neal e Brierly si scrivono lettere, molte delle quali costituiscono i primi scritti dell’autore statunitense.




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La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line
Nel mese di ottobre 1945, Neal sposa LuAnne Henderson, una bionda quindicenne che diventa ben presto fonte d’ispirazione per gli altri artisti appartenenti alla Beat generation. Nel 1947 Cassady e LuAnne si trasferiscono a New York, dove incontrano Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Hal Chase, un altro pupillo di Brierly. Neal fa ben presto amicizia con loro, con Ginsberg in particolare, col quale intreccia una relazione amorosa che durerà per circa vent’anni. Dopo l’annullamento
del matrimonio da LuAnne, Neal sposa Carolyn Robinson dalla quale ha tre figli. Durante questo periodo, pur lavorando per la Sourthen Pacific Railroad, Neal mantiene i rapporti con i “Beat”, dai quali inizia ad allontanarsi per questioni di pensiero filosofico. Viene arrestato nel 1958 per lo spaccio di una piccola quantità di marijuana in un night club di San Francisco, pena che sconta nel penitenziario di San Quintino. Nel giugno del 1960, Neal esce dal carcere ed è costretto a far fronte agli obblighi familiari, tra cui il divorzio da Carolyn. Dopo un periodo di libertà vigilata nel 1963, Neal condivide un appartamento con Allen Ginsberg e  Charles Plymell a San Francisco in Gough Street. Nell’estate del 1942 incontra Ken Kesey che lo introduce nel gruppo dei Merry Pranksters, dedito all’uso di droghe psichedeliche. Nel 1967, Neal va in Messico con un collega di nome George e la compagna Anne Murphy.

La morte di Neal Cassady avviene nel 1968: lo scrittore, al termine di una festa di matrimonio tenutasi il 3 febbraio a San Miguel de Allende (Messico), si incammina lungo i binari della ferrovia per raggiungere la città più vicina, con indosso solo un paio di jeans e una t-shirt. La notte è fredda e piovosa, Cassady s’addormenta ed entra in coma. Lo scrittore viene trovato il mattino seguente dal dottor Anton Black e trasportato nell’ospedale più vicino, dove muore poche ore più tardi.
La causa della morte di Cassady rimane ancora incerta: i partecipanti alla festa di matrimonio dichiararono che lo scrittore aveva assunto una notevole quantità di un potente barbiturico, che potrebbe averlo condotto facilmente all’overdose, soprattutto se combinato all’alcool. Allen Ginsberg scrisse un’elegia bellissima per la morte dell’amico:

Ok Neal Spirito etereo
lucente come l'aria che muove
azzurro come alba di città
felice come luce emanato dal Giorno sulle nuove case della città
Giganteschi mattoni Maya sorgono ricostruiti
nel Lower East Side
finestre splendono nello smog latteo.
Apparenza non necessaria adesso. […]
(10 febbraio del 1968).


Opere
Neal era una persona istintiva e passionale, caratteristica che risalta anche nei suoi scritti. Le sue lettere sono lunghe, spontanee, piene di slang e riferimenti sessuali. Questa tipologia di scrittura, fu d’ispirazione all’amico Jack Kerouac, il quale iniziò un percorso basato su una scrittura libera, senza perbenismi e totalmente priva di regole. Durante il viaggio da Denver a New York, Neal vive una storia d’amore con Ginbserg, periodo durante il quale Kerouac scrive Visioni di Cody, dedicato alla figura dell’amico e pubblicato solo dopo la sua morte. Il libro che diede fama a Neal, fu sicuramente Sulla Strada di Kerouac. Le opere di Neal, consistono per lo più in centinaia di lettere, inviate a Kerouac e altri, che contribuirono a definire il movimento della Beat Generation.

Neal racconta tutta la sua storia nella sua autobiografia, The First Third and other writings
(I Vagabondi 1971), a cui lavorò tra il 1948 ed il 1954 e di cui completò solamente il prologo e tre capitoli. L’autore aveva in mente di ripercorrere il primo “terzo” della sua
vita in cui ricostruisce la storia americana da metà ‘800 agli anni ‘30, periodo in cui si era stabilito nella parte settentrionale del Missouri. L’autore descrive la disfatta della famiglia e la vita di strada col padre a Denver. Nel secondo “terzo” parla della sua giovinezza, di quando la sua donna aveva tentato il suicidio, dei furti d’auto, delle storie d’amore e dell’inizio della sua amicizia con Kerouac e Ginsberg. La parte finale è incentrata sul periodo degli anni ’60 durante il quale Neal si unisce ai Merry Prankers,  diventando un eroe culturale della nuova generazione.

Joanna Plewniak

Jack Kerouac sulle note di San Francisco
AutoreBonifacio Dario


II mito di San Francisco nasce sui fondamenti culturali della "beat generation", la generazione dei poeti nuovi che si riuniva nel quartiere italiano di North Beach. Kerouac veniva dall'Est, ma San Francisco fu il luogo in cui si proiettò la sua vita e, insieme, la sua opera: quella era la "sua" California, frontiera estrema e terra di libertà. Senza di essa non ci sarebbe stata una meta da raggiungere nel viaggio "On the Road" di Sal e Dean, né un punto di partenza per gli "Angeli di desolazione" e "I vagabondi del Dharma", non il punto di crollo di "Big Sur".
Jack Kerouac