Joseph Conrad (pseud. di Józef Konrad Korzeniowski).
(Romanziere britannico d'origine polacca (Berdicev, Ucraina, 1857 - Bishopsbourne, Kent, 1924). 6) 

Col vero nome di Teodor Jósef Konrad Korzeniowski, Joseph Conrad nacque nel 1857 in Polonia, quando questa era sotto la sovranità russa. Suo padre è nazionalista, ed è possibile che questa condizione di “colonizzato” abbia influenzato il suo giudizio futuro, espresso nei suoi romanzi, sul colonialismo britannico (giudizio che, se non può essere considerato come fondamentalmente critico, è in ogni caso lontano dall'adesione). Il forte impegno politico dei suoi genitori per le idee nazionaliste -che li condurrà all'esilio - spiega  certamente   l'importanza nella sua opera delle figure di rivoluzionari, come nell'Agente segreto o Sotto gli occhi dell'occidente (vedine una disamina qui).

Il padre è anche  un uomo di lettere (traduttore e scrittore),  esule per avere partecipato alle lotte d'indipendenza nazionale. Conrad perse molto presto, a 11 anni,  entrambi i  genitori. Preso in famiglia dallo zio, fece i suoi studi all'istituto universitario di Cracovia e manifestò, fin dall'età di dodici anni, la vocazione di  marinaio. Nel 1874, decide di lasciare la Polonia per impiegarsi  nella marina commerciale, per sfuggire ad un arruolamento forzato nell'esercito russo, ma anche per gusto dell'avventura (nutrito fin dalla più tenera età  dalle  letture del capitano  Marryat (Frederick Marryat 1792 – 1848, romanziere inglese), come  testimonierà in alcuni dei suoi saggi).

Si  impiega inizialmente,  nel 1875, nella marina mercantile francese, quindi nella marina inglese. Nel1886, passa con  successo l'esame di capitano ed è naturalizzato inglese. Conrad coniuga ben presto la formazione e l'esperienza del marinaio con una vera cultura alto di gamma: Dostoevskij è una sua lettura abituale mentre apprende l’inglese letterario leggendo Shakespeare durante le pause  che gli lasciava la sua vita di marinaio, sballottolato tra la Gran Bretagna, l'Australia e le Indie.
  Per qualche anno praticò il cabotaggio sull'oceano indiano. A seguito di una delusione sentimentale, ritornò a Londra dove, nel 1889, iniziò a scrivere La follia di Almayer, di cui   interruppe la redazione per prendere il comando di una nave che doveva risalire l'alto Congo. Sofferente di reumatismo, egli dovette fare ritorno in Inghilterra nel 1894. Il successo ottenuto dalla La follia di Almayer (pubblicato nel 1895) lo convinse a seguitare  a scrivere. Sposato nel 1896, si stabilì in Inghilterra e si dedicò alla letteratura fino alla   morte.

Parallelamente alla narrazione dell'avventura propriamente detta, generalmente ridotta all'essenziale, tutti i racconti di Conrad descrivono un'esperienza critica, segnata dallo sviluppo di un assillo: l'amore (La follia di Almayer), il rimorso (Lord Jim, 1900), il presentimento di una distruzione imminente (Tifone, 1903), la prova di iniziazione e l'ingresso nella vita adulta (Linea d'ombra 1917). Quasi tutta l'opera di Conrad ha per sfondo il mare che è allo stesso tempo promessa e  pericolo: Il negro del "Narciso", 1897; Lo specchio del mare, 1906; Racconti del mare, 1919; Il pirata, 1923. Affascinato dalle forze animalesche - la follia e la perversione che covano sotto la   fragile cuticola della civilizzazione umana (Cuore di tenebra, 1902, portato sullo schermo da F. Ford Coppola nel 1979: Apocalypse Now)-, disegna sottilmente le incrinature che annunciano il crollo della società vittoriana. Conrad ha anche dedicato molti bei racconti all'evocazione dei complotti anarchici e dei movimenti rivoluzionari che erano d'attualità nella sua epoca e da cui trasse  notevoli spunti di narrazione drammatica (L'agente segreto, 1907; Sotto gli occhi d'occidente, il 1911).

  Autentico uomo di mare, contrariamente ad Emilio Salgari che lo fu solo nell'immaginazione, Conrad tuttavia non farà l'elogio della vita marittima, contrariamente all'altro capitano, Marryat (i cui ritratti  di “ midshipman"  testimoniano tuttavia la violenza che aveva dovuto subire in quest'universo crudele), e l'esperienza di Conrad si tradurrà dopotutto in una serie di disillusioni. Ai valori della navy diffusi da Marryat in Masterman Ready o Mr. Midshipman Easy, Conrad opporrà la realtà di un'esistenza poco gloriosa, quella di Jim o di Marlow. L'evocazione dell'universo del mare si trova in romanzi come Tifone, che gioca sulla prossimità che esiste tra l'eroismo e la stupidità, come Il negro del "Narciso" che evocano, dopo Herman Melville e il  suo Billy Budd, la violenza del mondo dei marinai, come   Lord Jim, nel quale i sogni d'eroismo marittimo del personaggio principale non resistono alla prova dei fatti, o come in Cuore di tenebra, nel quale il viaggio marittimo si declassa in un viaggio fluviale  in una bagnarola. 



Conrad ed il romanzo d'avventura.
Joseph Conrad è certamente il più apprezzato degli autori di romanzi di avventure e, con Robert Louis Stevenson, quello che ha esercitato la più grande influenza sull'evoluzione del genere. L'ascendente di Conrad sulla letteratura occidentale è tuttavia molto più ampio  di Stevenson, e fa di lui una figura eminente della letteratura moderna che va oltre il genere del romanzo d'avventura. La sua influenza ad esempio si rivelerà sorprendentemente e inaspettatamente notevole sugli autori francesi della prima metà del XX secolo non legati stricto sensu al genere romanzo  d'avventura: André Gide gli deve qualcosa per il suo  Viaggio in Congo, così anche il primo Malraux de  I conquistatori, del 1928, e de La via reale  del 1930. Blaise Cendrars (v’è del Lord Jim nel suo Rhum. L'avventura di Jean Galmot) o Jacques Rivière hanno subito direttamente la sua influenza. Quanto a Louis Ferdinand Céline, concepisce l'episodio africano del suo Viaggio al termine della notte come una riscrittura di   Cuore di tenebra. In una misura inferiore, i nomi di Joseph Kessel, André Serstevens o, anche, John Masefield, Bernard Traven o Ernest Hemingway devono essere riportati all'opera di Conrad.

L'opera di Conrad è profondamente legata ai motivi  immaginari del racconto di viaggio e del romanzo d'avventura, che l'autore non cessa di interrogare di romanzo in romanzo. Lo fa combinando gli approcci contraddittori delle due estetiche dominanti nella letteratura inglese del secoloXIX: il romance (letteratura d'immaginazione con intenti di intrattenimento ed evasione) e  il novel (letteratura realistica seria con intenti  di analisi psicologica o sociale). Come   ha mostrato Ruth M. Stauffer in Joseph Conrad, His Romantic-Realism, l'associazione di queste due estetiche fino ad allora fondamentalmente opposte (in particolare in Stevenson che teorizza, per di più, la loro incompatibilità
in molti dei suoi saggi) è una delle chiavi d'analisi della sua opera. Questa critica mette in evidenza un certo numero di livelli nei quali Conrad fa giocare l'opposizione tra realismo e romance. Mostra così che la struttura del racconto non obbedisce, presso quest'autore, ad una narrazione ad episodi - forma espositiva che agevola  la messa in evidenza della successione degli avvenimenti avendo l'azione come elemento narrativo e preoccupazione centrale - come avviene nella maggior parte dei romance. Le peripezie prescelte, tipiche del romance,pur straordinarie e meravigliose, si iscrivono tuttavia nella tradizione romanzesca realistica: tutto avviene come se un racconto -romance  venisse  riletto in una prospettiva realistica, convertito in un puzzle narrativo di interpretazioni, che tenterebbero di spiegare l'esperienza e l'avventura del personaggio. Così, i combattimenti di Jim nella giungla hanno senso soltanto se li si vede in relazione all'esistenza ed ai difetti del personaggio (Lord Jim); la lotta dei marinai nella tempesta può spiegarsi secondo due concezioni del mondo, quella del capitano, di un rigore assoluto anche a  rischio di perdere tutto, e dei suoi secondi, che cercano di sopravvivere (Tifone). Il viaggio nei territori selvaggi dell'Africa per recuperare il referente di un'impresa commerciale diventa un'immersione nell'inconscio ( Cuore di tenebra).  In Linea d'ombra, la grande bonaccia che impedisce l'abbrivo della nave diventa prova di iniziazione del giovane secondo, e stilema da Bildungsroman, "romanzo di formazione". Insomma gli eventi, fantastici, meravigliosi, ambientati sullo sfondo di quinte esotiche,  diventano il riflesso del personaggio e si combinano per spiegarlo, e in ultima istanza fungono da stilema metaforico per una seria e impegnata analisi di mondi sociali e interiori.

Quando Conrad prende in prestito i temi degli intrighi sentimentali (Un colpo di fortuna), racconti marinareschi (Tifone), romanzi esotici (Un reietto delle isoleCuore di tenebra…), o il coraggio delle figure cavalleresche e romantiche (Lord Jim, Nostromo…), rimette non soltanto questi temi in una prospettiva realistica, ma riconsidera gli stereotipi del romanzo  da un punto di vista critico: non si agisce più impunemente nel mondo; ogni azione si iscrive in una catena di reazioni e di interpretazioni, e le conseguenze dei loro atti sfuggono molto spesso ai personaggi.

Lo si è visto: la relazione tra    romance e   novel mette in gioco la definizione del romanzo di avventura per Conrad, ma anche, quella del racconto di viaggio, che esita tradizionalmente tra un gusto per il sogno spaesante  e disorientante ed una volontà di ritrarre esattamente il mondo.
È forse in   Cuore di tenebra che la dialettica  tra romance e novel appare più chiaramente. Si traduce infatti con un prestito preso dal genere  del racconto autobiografico di viaggio (la vicenda attinge ai ricordi trasfigurati di fatti spiacevoli realmenti occorsi a Conrad in occasione del suo viaggio in Congo), ma riformulato in una prospettiva romantica che si iscrive nella tradizione del romanzo di avventure esotiche, di cui può essere letto come un'interpretazione delle ambiguità e dei miti.  In quest'opera, Conrad riprende molte caratteristiche del proprio viaggio: stesso ingaggio a  Bruxelles, stessa delusione quando scopre che comanderà una semplice nave fluviale, stesso disgusto per la violenza del colonialismo francese (la scena della cannoniera che spara assurdamente sulla giungla sembra  essere autentica) e del colonialismo belga (le morti lungo la strada, i prigionieri, i feriti e gli agonizzanti…), stesso tipo di inconvenienti grotteschi, stesso ritorno profondamente pessimista in Europa. Mancano tuttavia gli eventi essenziali, l’incontro  con Kurtz e l'esperienza dell'abisso. Ma è ciò che fa il carattere fondamentalmente fittizio dell'opera: Conrad converte un'esperienza tutto sommato banale in riflessione allo stesso tempo sul colonialismo, sulla natura umana, e sul romanzo. Il colonialismo è presentato come un'esperienza dell'assurdo, votato alla crudeltà e al fallimento  (ed in ciò Conrad radicalizza il discorso sviluppato in Follia d' Almayer, nel quale il punto di vista degli autoctoni veniva a bilanciarsi con la narrazione coloniale senza rimetterla fondamentalmente in discussione) - ma è il colonialismo nelle sue forme francesi e belghe che è criticato, non quello degli inglesi. La crisi, la follia di Kurtz, esplode a partire dal fatto  che la natura selvaggia dell'Africa rivela la ferocia fondamentale dell'uomo, la wilderness,  che è fondamentale nell'immaginario del romanzo d' avventura anglosassone - e che dimostra  che l'uomo può in qualsiasi momento scivolare nella feroce selvaggeria. È dunque anche una riflessione sul romance e sul romanzo d' avventura che è suggerita. Confrontando l'immaginario del romanzo d' avventura (quello  della conquista coloniale, del conflitto tra civilizzazione e ferocia e del fascino sconvolto per la violenza) a pratiche di scrittura realistiche (l'introspezione, l'analisi psicologica…), Conrad mette in evidenza il suo carattere principalmente mitico. Kurtz è un "essere linguistico", una leggenda che  esiste finché esiste soltanto con la sola magia della parola (della fiction). Ma la realtà fa andare in pezzi  la fantasticheria mitizzante che si era formata attorno a Kurtz: l'avventuriero- principe, il superuomo, al momento in cui lo si incontra, non è che un mostro, “scavato all'interno",  come sono vuoti quegli esseri di carta che sono i funzionari coloniali.

Lo stile di Joseph Conrad, rigoroso e limpido, costituisce uno degli esempi rari (Beckett, Cioran, Nabokov, Kundera) di conoscenza totale della lingua del paese d'immigrazione da parte di uno scrittore straniero.

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Sotto gli occhi dell'occidente
Romanzo di Joseph Conrad (1911).

Un cospiratore russo ha appena assassinato un dignitario del regime. Chiede asilo al suo amico, l'idealista Razumov, che lo denuncia. Allo stesso tempo, quest'ultimo è preso nell'ingranaggio della contro-rivoluzione. Integrato nella polizia segreta, Razumov è inviato in missione a Ginevra per infiltrare un gruppo di rivoluzionari. Presto, si lega ad una delle ispiratrici del gruppo, Nathalie, sorella dell'amico che ha un tempo denunciato. Lacerato, Ramuzov non può sopportare questa situazione. Si confessa a Nathalie, prima di fuggire. Morirà schiacciato sotto un treno.

Romanzo di un fallimento, Sotto gli occhi dell'occidente è anche quello delle interrogazioni tipiche dell'opera di Joseph Conrad. I fatti ed il loro senso si giustappongono, mentre i destini individuali si fondono nell'avventura collettiva, l’io nel mondo, il ritratto dei personaggi caratterizzati nel loro ambiente politico e sociale.

Tifone
Romanzo di Joseph Conrad (1903).

Mentre naviga nel mar della Cina, il "Nan-Shan", che riporta nella loro patria dei  coolies (lavoratori non qualificati reclutati, spesso con la forza o con contratti capestro, in India e sulle coste della Cina nel XIX e agli inizi del XX)cinesi , affronta un tifone terribile. In questa situazione drammatica in cui nessuno conosce l'uscita, i personaggi rivelano il loro vero carattere: il capitano silenzioso Mac Whirr dà prova di un coraggio e di una presenza di spirito all'altezza delle sue funzioni, mentre il suo primo tenente cede al panico, al contrario del secondo e del capo meccanico, che si mostrano eroici. La nave finisce per guadagnare un buon porto, ma un altro dramma esplode  durante la traversata: nel corso della tempesta, numerosi passeggeri hanno perso i loro averi, e la situazione è esplosiva. Mac Whirr manifesta di nuovo il suo sangue freddo e, effettuando una divisione equa del denaro restante, riesce a calmare la sommossa.

Questo romanzo epico dal tono così giusto deve molto all'esperienza personale di Conrad, che fu capitano nella marina mercantile britannica prima di dedicarsi alla scrittura.


Lord Jim
Romanzo di Joseph Conrad (1900).

Situato nell'opera del romanziere a cavallo tra il ciclo “malese" e il ciclo “marino",  Lord Jim è incentrato sul destino tragico di un eroe segnato da un atto di codardia in gioventù: ha abbandonato la sua nave sul punto di affondare. Disonorato, si lancia in una carriera d'avventuriero che lo porta fino a  un'isola della Malesia. Vi acquisisce una nuova identità d'uomo coraggioso e scopre l'amore.Un uomo che conosce il suo passato sbarca sull'isola. Tradisce la fiducia di Jim massacrando i  suoi protetti. Nuovamente disonorato, lord Jim non cerca neppure di difendersi quando la morte si abbatte su di  lui.

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Bibliografia

1895 ALMAYER'S FOLLY – La follia di Almayer.

1896 AN OUTCAST OF THE ISLANDS –  Un reietto delle isole .

1897 THE NIGGER OF THE "NARCISSUS" – Il negro del "Narciso".

1898 TALES OF UNREST (Karain , a Memory, The Idiots, An Outpost of Progress, The Return, The Lagoon) – Inquietudine.

1900 LORD JIM – Lord Jim.

1901 THE INHERITORS (in collaborazione con Ford Madox Ford)

1902 YOUTH - A NARRATIVE, AND TWO OTHER STORIES (Youth, Heart of Darkness, The End of the Tether).

1903 TYPHOON, AND OTHER STORIES (Typhoon, Amy Foster, Falk, To-morrow) – Tifone.

1903 ROMANCE (in collaborazione con Ford Madox Ford) – L’avventura.

1904 NOSTROMO – Nostromo.

1906 THE MIRROR OF THE SEA – Lo specchio del mare

1907 THE SECRET AGENT – L’agente segreto.

1908 A SET OF SIX (Gaspar Ruiz, The Informer, The Brute, An Anarchist, The Duel, IlConde) – Sei racconti.

1911 UNDER WESTERN EYES – Sotto gli occhi dell'Occidente

1912 SOME REMINISCENCES (altro  titolo: A PERSONAL RECORD) – Ricordi personali.

1912 'TWIXT LAND AND SEA (A Smile of Fortune, The Secret Sharer, Freya of the Seven Isles) – Tra terra e mare.

1913 CHANCE – Un colpo di fortuna.

1913 ONE DAY MORE (copione teatrale, adattato da  To-morrow).

1915 VICTORY – Vittoria.

1915 WITHIN THE TIDES (The Planter of Malata, The Partner, The Inn of the Two Witches, Because of the Dollars) – In margine alla maree.

1917 THE SHADOW LINE – La  linea d'ombra.

1919 THE ARROW OF GOLD – La freccia d'oro.

1920 THE RESCUE – La riscossa.

1921 NOTES ON LIFE AND LETTERS.

1923 THE ROVER –

1923 THE SECRET AGENT (copione teatrale adattato dal racconto omonimo).

1924 LAUGHING ANNE (copione teatrale  adattato da « Because of the dollar »).

1924 THE NATURE OF A CRIME (copione teatrale).

1925 TALES OF HEARSAY (The Warrior's Soul, Prince Roman, The Tale, The Black Mate) – Ultimi racconti.

1925 SUSPENSE – L’attesa.

1926 LAST ESSAYS.

1928 SISTERS Sorelle (incompiuto).




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Pagina a cura di Alfio Squillaci


Romantic realism nella letteratura e nell'arte

Il termine ( e il concetto) è da tempo corrente nella critica letteraria angloamericana.  Classici gli studi di riferimento come quello pioneristico di Ruth M. Stauffer: Joseph Conrad, his romantic realism del 1922, o  lo studio di Donald Fanger (1965) sul realismo romantico di DostoevskijDostoevsky and Romantic Realism: A Study of Dostoevsky in Relation to Balzac, Dickens, and Gogol.
Lo storico franco- americano  Jacques Barzun ha sostenuto in  Classic, Romantic, and Modern,1943 (Reprint University Of Chicago Press, 1975) che il romanticismo è stato falsamente contrapposto al realismo e che piuttosto il romanticismo è realismo.

ll termine è attivo anche da lungo tempo nella critica d'arte. Il critico d'arte  John Baur l'ha definito come "una forma di realismo modificato per esprimere un atteggiamento o significato romantico". (Goodrich, Lloyd; Baur, John I. H. (1961). American Art of Our Century. New York: Frederick A. Praegar. p. 121). Secondo Theodor W. Adorno, il termine "realismo romantico "è stato utilizzato da Joseph Goebbels per definire la dottrina ufficiale della arte prodotta nella Germania nazista, anche se quest' uso non ha raggiunto larga diffusione.

La scrittrice/filosofa Ayn Rand si è descritta come una realista romantica, e molti dei suoi seguaci della c.d. filosofia oggettivista  che lavorano nel campo artistico  applicano a sé questo termine. 

Esempio 1
In questa monografia, ormai un classico in tutto il mondo, Edward Said affronta l'opera e la vita di Joseph Conrad. L'oggetto letterario più specifico dello studio sono le opere brevi di Conrad, quelle in cui lui sosteneva di trovarsi più a suo agio, e che meglio raccontano della sua incapacità di sentirsi ordinato e fluido come un lungo romanzo, ma piuttosto frammentario e molteplice. L'uomo che ha scritto "Cuore di tenebra" ha lasciato otto volumi di lettere in cui analizza, racconta, rielabora, costruisce e distrugge il suo passato, la sua storia di uomo e scrittore, di migrante e di straniero. Edward W. Said guida il lettore attraverso l'epistolario di Conrad, la sua vita, fatta di una lingua che non gli appartiene e le sue discrasie; in un percorso strutturato Said ci aiuta ad acquisire consapevolezza, ci regala il suo strumento e illumina quello di Conrad.


"Cuore di Tenebra" è apparentemente il racconto di un viaggio. Il marinaio Marlow, appassionato di carte geografiche e avido di peregrinazioni e scoperte, a bordo di un battello a vapore risale il corso di un fiume che serpeggia in un luogo selvaggio e in via di colonizzazione. Deve raggiungere e recuperare un uomo, Kurtz, che si trova laggiù ormai da tempo a fare incetta di avorio per conto di una compagnia commerciale europea. Il viaggio all'interno di un'immensa wilderness geografica e naturale tuttavia si trasforma presto in un viaggio mitico e simbolico dell'anima, una peregrinazione nell'inconscio, oscura sede della tenebra del cuore dell'uomo. Cosa scoprirà il giovane marinaio una volta giunto a destinazione? Viaggio inquieto e appassionante, il percorso che conduce Marlow a Kurtz e alla rivelazione di una dolorosa realtà interiore è carico di una seducente forza che ha ancora molto da dire all'uomo contemporaneo.
«Ho cercato di infondergli un po' dello spirito dell'epoca. Fra i miei antenati, ho avuto due ufficiali di Napoleone: un mio prozio materno e il nonno paterno. Si tratta dunque quasi di un affare di famiglia»: così scriveva Joseph Conrad ad un amico a proposito di questo lungo racconto, raccolto insieme ad altri cinque nel 1908 sotto il titolo di A Set of Six (Un gruppo di sei); 'un racconto militare' - come recita il sottotitolo - che prese spunto da una serie di conversazioni che lo scrittore ebbe a Montpellier con un ufficiale di artiglieria. Se, come è stato osservato, si tratta del racconto forse meno conradiano fra quelli del grande scrittore, è pure vero che anche in quest'opera la grande arte di Conrad si svela in tutta la sua potenza, e proprio nel reiterarsi quasi imponderabile del conflitto che mette di fronte i due protagonisti della vicenda, l'aristocratico D'Hubert e l'impetuoso Feraud, nell'ambito del ben più vasto conflitto delle guerre napoleoniche. Si è giustamente sottolineato come il senso dell'onore sia al centro della vicenda; e tuttavia c'è un aspetto non meno importante, e forse preponderante, da richiamare, e cioè l'assoluta inconsistenza dei fatti da cui tutto trae origine, ma che non vale a scongiurare l'ineluttabilità della sorte che i due contendenti si trovano ad affrontare. Ed è forse questo l'aspetto più conradiano dell'intera narrazione.
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