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John Fante
John Fante, scrittore e sceneggiatore statunitense (Denver, 1909 – Los Angeles, 1983).

John Fante, scrittore e sceneggiatore statunitense di origine italiana, nasce l’8 aprile del 1909 a Denver, nel Colorado. Suo padre, Nicola Fante, è un immigrato italiano originario di Torricella Peligna in provincia di Chieti (Abruzzo) mentre la madre, Mary Capolungo, originaria di Chicago, è anche lei figlia di immigrati lucani.
L’infanzia dello scrittore è turbolenta e caotica, ciò nonostante riesce a diplomarsi pur svolgendo lavori precari. La povertà ed il rapporto conflittuale col padre, lo costringono ad abbandonare la provincia in cui vive e a trasferirsi a Los Angeles nel 1930. Qui si iscrive all’università ma con scarsi risultati, sebbene ciò gli consenta di avvicinarsi al mondo della scrittura. E’ in questo periodo infatti, che vengono pubblicati i suoi primi lavori.
John Fante scrive per alcune riviste tra cui The American Mercury e The Atlantic Monthly anche grazie alla conoscenza di Henry Louis Mencken, saggista e giornalista statunitense. Agli inizi degli anni trenta collabora come sceneggiatore con il cinema di Hollywood, attività che svolge solo per guadagno e non per passione, mentre in Italia coopera con Dino De Laurentiis. Nel 1934 inizia a scrivere il suo primo romanzo “La strada per Los Angeles” (1936) seguito da "Aspetta primavera, Bandini”, replicato subito dopo con “Chiedi alla polvere” (1939).
Il romanzo è ambientato in California durante la Grande depressione. Il protagonista è Arturo Bandini, un giovane aspirante scrittore statunitense figlio di immigrati italiani, che dopo la pubblicazione di un suo racconto, si trasferisce a Los Angeles in cerca di fortuna. Qui incontra una cameriera messicana, Camilla Lopez, con la quale intreccia una relazione tormentata e passionale. I temi affrontati sono principalmente la povertà, l’ingiustizia sociale ed il sogno americano. Sono particolarmente belle le parole che il protagonista pronuncia sulla tomba della ragazza nell’ultima parte del romanzo:

Lei apparteneva alle colline, ora, e le colline l'avrebbero nascosta. Dovevo lasciarla tornare alla loro solitudine, lasciarla vivere con i sassi e con il cielo, lasciare che il vento giocasse con i suoi capelli fino alla fine.
Era quella la sua strada.

Dopo la crisi narrativa durante il periodo della guerra, lo scrittore pubblica “Una vita piena” (1952) e successivamente il romanzo “La confraternita dell’uva” nel 1977.
Il romanzo “La confraternita dell’uva”, intitolato nella prima edizione italiana “La confraternita del Chianti”, descrive la storia del rapporto conflittuale tra un muratore in pensione, Nick Molise ed il figlio Mario, la moglie e l’altro figlio scrittore, Henry.

Una sera, lo scorso settembre, telefona mio fratello da San Elmo per informarmi che mamma e papà avevano tirato in ballo un’altra volta la faccenda del divorzio.
“Bè, che c’è di nuovo?”.
“Stavolta fanno sul serio” disse Mario. (Tratto dal’incipit del libro).

Tramite la figura di Nick, l’autore descrive quella del padre alle prese con i suoi sogni irrealizzati ed una famiglia, sulla quale scarica la propria amarezza e frustrazione. Lo scrittore descrive la realtà italoamericana del periodo, la figura del padre e dei suoi amici, che definisce “vecchi ubriaconi”.
A causa del diabete dal quale è affetto, John viene costretto all’amputazione delle gambe e diventa cieco, il suo ultimo romanzo infatti, “Sogni di Bunker” (1952) viene redatto dalla moglie sotto dettatura, nella quale viene conclusa la saga di Arturo Bandini, suo alter ego. Dopo la morte avvenuta l’8 maggio del 1963, John Fante viene premiato dall’Associazione Internazionale degli scrittori (PEN) degli Stati Uniti e definito da Charles Bukowski “il narratore più maledetto d’America”.

Joanna Plewniak

dal 6 giu. 2013
Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez...
"Attenzione: colui che entrerà in scena all'inizio di questo romanzo, in qualità di umile spalatore di fossi, è uno dei personaggi più leggendari prodotti dalla letteratura moderna. Attenzione ad Arturo Bandini, il possente scrittore, lo spietato condottiero, l'invincibile mezzofondista, l'amante irresistibile, il tenero figlio che dà sangue e sudore per mantenere una famiglia di femmine parassite. Bandini l'immortale, orgoglio d'Italia e d'America; l'astuto Bandini che nessuno mette nel sacco; egli sta per fare la propria comparsa e conquisterà il mondo." (Sandro Veronesi)
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