Henry James
Romanziere americano
(New York, 1843 - Londra, 1916) 

A lungo trascurato in Europa - soprattutto in Francia, dove il suo capolavoro, Gli ambasciatori, pubblicato nel 1903, fu  tradotto soltanto nel 1950 -, lo scrittore americano Henry James esercitò tuttavia un'influenza capitale sugli iniziatori della modernità che furono Proust, Gertrude Stein, Joyce, ed ebbe continuatori immediati, come Edith Wharton, l'autrice de L'età dell'innocenza (1920). Ma, per decenni, negli Stati Uniti ed in Europa, il suo nome fu eclissato dalla gloria del   fratello, il filosofo William James, di un anno più grande.

La sua opera, che copre cinquanta anni di vita letteraria (da 1865 al 1915), ha avuto evoluzione lenta: di volta in  volta romantica, realistica, naturalista, prima di arrivare alle analisi psicologiche ammirevoli che hanno consacrato definitivamente quest'autore segreto, intransigente, ignorato da vivo. Profondamente artista e penetrato del senso del suo lavoro (“la mia opera, è la mia salvezza"), Henry James, come Flaubert e più tardi Proust, si è molto lentamente spogliato delle sue imperfezioni, reminiscenze romantiche e scorie naturaliste, per raggiungere questo punto supremo dove “si opera il salvataggio, per così dire, della quantità compatta della vita, trasfigurandola, fissandola per sempre nell'opera d’arte" (Charles du Bos).
Tutto, in quest'opera, la limpidezza e l'equilibrio dello stile, la bellezza dei dialoghi e delle evocazioni, è il frutto di una lunga e difficile ricerca della perfezione. Fa  eco a ciò la ricerca dei personaggi creati da James, eterni sradicati, lacerati tra il passato ed il presente, il Nuovo Mondo ed il Vecchio (Gli ambasciatori), nostalgici di ciò che avrebbero potuto essere (La tigre nella giungla), incapaci di realizzare completamente le loro passioni amorose o artistiche (La cifra nel tappeto).

Henry James ha minuziosamente descritto i mondi chiusi, opprimenti, dove si affrontano e si celano  i desideri inconfessati (Piazza Washington, Il giro di vite), universo crudele  dominato da figure sublimi di donne, possedute dalla loro sete di vivere e d’amare (Le ali della colomba). Nella sua esplorazione dei movimenti inconsci  dell’essere, Henry James, per vie molto diverse, è sceso  in profondità come Dostoevskij. Come lui, ha presentito e presagito le scoperte della psicoanalisi (Che cosa sapeva Maisie - What Maisie Knew) (1897); The Spoils of Poynton (1897). Per l'impiego  che fa del “monologo interiore” e della tecnica “del punto di vista”, annuncia non soltanto Proust, ma anche Joyce, Faulkner, Virginia Woolf ed il Nouveau roman. Si è potuto dire di lui che “aveva messo, per primo, le tecniche romantiche tradizionali al servizio dell'enigma"(B. Pingaud).

Una vita di scrittura
Di nazionalità americana, Henry James fu naturalizzato inglese nel 1915. Suo nonno, emigrato irlandese di confessione presbiteriana, aveva fatto fortuna negli Stati Uniti. Suo padre, banchiere dai costumi aristocratici ed intellettuale dalla forte personalità, era un appassionato della cultura europea; in particolare, si interessava a Swedenborg. Henry,  suo fratello William, il futuro filosofo del pragmatismo, e i suoi altri due fratelli e la   sorella sono allevati in modo molto libero  e crescono nel culto delle cose dello spirito  e della civilizzazione culturale del Vecchio Mondo. A partire dal 1855, Henry restò in Europa con la sua famiglia, in particolare a Ginevra, a Bonn ed a Parigi, dove fece studi poco curati. Si sente straniero fra gli altri adolescenti, ed è costantemente “avido di scambiare la sua sorte con quella di un altro, avendo la certezza assoluta di guadagnare in questo baratto”. Solitario, sobrio, scrive già pièce teatrali e romanzi

Nel 1860, ritorna in America, ma preferisce a New York la Nuova Inghilterra (Boston, Newport quindi Cambridge). Dopo avere cercato la sua vocazione nella pittura, studia diritto a Harvard. Nel 1861 (ha allora di diciotto anni), un incidente mai chiarito danneggia in modo irreversibile la sua colonna vertebrale, cosa che rafforza in lui la sensazione “di una differenza” irriducibile; riformato, non partecipa alla guerra di secessione (1861-1865). È possibile che con l'incidente e la lesione, senza reali gravi conseguenze, non abbia altro che “somatizzato” (come  Flaubert l’epilessia) l’idadeguatezza a vivere del giovane Henry, straniero nelle scuole europee e nell'università americana. Fino al 1875, Henry, che non aveva bisogno di lavorare per vivere, spende il suo tempo tra l'Europa e gli Stati Uniti. Esonerato, grazie alla fortuna familiare, dalla necessità di scegliere una carriera, James si dedica alla letteratura. Comincia la sua carriera letteraria nel 1864 pubblicando, nella stampa  periodica, novelle ed articoli di critica (Watch and Ward, 1871). Nel 1875, dopo molti viaggi e   numerose tergiversazioni, decise di installarsi in Europa. A Parigi (1875-1876), si lega con Flaubert, Zola, Maupassant e Turgenev (la cui l'opera lo seduce), quindi preferisce Londra (1876) dove conduce una vita mondana abbastanza discreta,   spendendo doviziosamente il suo tempo tra la frequentazione dei salotti e l'elaborazione della sua opera. Viaggiò molto, in particolare in Italia.

Non gli si conosce nessuna vicenda amorosa, né femminile, né maschile. La sua storia fu l'evoluzione di uno stile, di una visione. Si può sostenere, infatti, che i temi jamesiani sono presenti in lui fin dall'origine: la dialettica tra i due continenti Europa e America (metafora della separazione dei sessi?), il puritanesimo della Nuova Inghilterra, l’ occultismo, l'innocenza cosciente (di cui Che cosa sapeva Maisie ne fornisce il modello). L'anno 1875 (Henry James ha trentadue anni) costituisce la data divisoria uscendo in quell’anno, a New York, il primo libro importante di Henry James, Roderick Hudson, (Roderick Hudson (1875); dall'intrigo caratteristico: un giovane avvocato americano lascia la sua famiglia, il suo lavoro, la suo fidanzata per Roma, dove va a studiare   scultura. Diventa un artista famoso, vive un amore infelice, l'America (sotto le sembianze della   madre) vuole riconquistarlo, salvarlo, egli muore in un incidente di montagna
In trent’anni, Henry James scriverà molti romanzi, spesso voluminosi,   numerose novelle, spesso lunghe. Improvvisamente, nel 1904, una nuova rottura si produce. Dopo avere pubblicato di fila tre romanzi-fiume: Le ali della colomba (The Wings of the Dove)   (1902), Gli ambasciatori (The Ambassadors) (1903) e  La coppa d'oro (The Golden Bowl) (1904),   importanti novelle, in particolare La tigre nella giungla (The Beast in the Jungle) (1903), una saggio su Zola (1903), rinuncia al genere romanzesco. Viaggia in America. I suoi libri non avevano avuto alcun successo. I  sui insuccessi al teatro negli anni 1890 lo avevano segnato; nel 1896, il suo dramma Guy Domville (18959 era stato fischiato. Alcuni biografi parlano di profondo scoramento. James non abbandona la letteratura, ma imprime una forte spinta riformatrice alla  sua attività. Durante i dodici anni che gli rimangono da vivere, scrive la sua autobiografia, di cui pubblica soltanto due dei tre volumi - Notes of a Son and Brother (1914),  A Small Boy and Others (1913); -, il terzo volume, incompiuto, The Middle Years, uscirà dopo la sua morte, nel 1917. Dal 1907 al 1909, pubblica la grande edizione, detta “di New York”, della sua opera completa, rimaneggiando di molto gli undici romanzi e le sessantasei novelle che ha preso in considerazione, e dotandole di prefazioni o di postfazioni che ci fanno sentire a quale punto aveva coscienza della sua arte: nel 1934, questi testi critici costituiranno un libro che l'editore intitolerà L'arte del romanzo; illuminano le opere di James molto anche i suoi taccuini, tenuti dal 1878 al 1911 e pubblicati nel 1947, ci informano con precisione sulla  genesi della sua opera. Nel 1910, pubblica un'ultima raccolta di novelle, (The Finer grain). Nel 1914, riprende un romanzo abbandonato nel 1900, The Sense of the Past, dall'intrigo sovrannaturale, e   lo interrompe nel 1915; aveva precedentemente interrotto la redazione di un altro romanzo, The Ivory Tower.
Quando la prima guerra mondiale scoppiò, Henry James capì che un mondo crollava, ed i suoi esegeti affermano spesso che questo crollo Henry James lo aveva previsto. La sua volontà di diventare cittadino britannico (1915) appare allora come un atto disperato.

L'America e l'Europa, l'innocenza e la perversione
Il tema jamesiano considerato come principale dalla critica tradizionale, l'opposizione tra la vecchia Europa e la giovane America, anima i primi tre romanzi di James: Roderick Hudson (1875), L'americano (The American) (1877); Gli europei (The Europeans) (1878); e tre lunghe novelle: Daisy Miller (1878), An International Episode (1879), The Pension Beaurepas (1879).

L'americano, Christopher Newmann, abbandona l’attività di vendita di apparecchi sanitari, alla quale deve la sua fortuna, per trovare in Europa cultura e moglie. Si fidanza con una aristocratica parigina, la cui famiglia riesce ad eliminare l'intruso, come la famiglia della bella Christine eliminava Roderick Hudson per sposare un principe romano. Gli europei - Félix Young e   sua sorella, la baronessa Munster - sono americani che ritornano a Boston per cercare fortuna; Félix si sposa, ma la baronessa, delusa dal suo pretendente, ritorna in Europa, preferibile “ad un paese di civilizzazione arretrata e di bassa moralità”. Un giovane americano, ricco e bello, Daisy Miller, colpisce l'aristocrazia romana con la libertà del suo comportamento; contrae a Roma un male mortale mentre contempla il  Colosseo al chiaro di luna in compagnia di Giovanelli, un aristocratico interessato a ridare lustro al suo blasone; sulla sua tomba, Giovanelli rivela l'innocenza della ragazza. L'eroe di Un episodio internazionale, lord Lambeth, in viaggio di affari negli Stati Uniti, s’invaghisce  della cognata di un finanziere americano Sig.na Alden. Quando questa gli rende visita a Londra, la madre e la sorella del lord Lambeth lo respingono. The Pension Beaurepas riunisce a Ginevra le famiglie americane Church e Ruck; la Sig.ra Church preferisce l'Europa all'America, dove sua figlia vorrebbe ritornare; Il Sig. Ruck vorrebbe partire, ma sua moglie e sua figlia aspirano al lusso europeo, mentre il suo fallimento incombe.

Breve romanzo, Washington Square (1880) rinuncia al confronto Europa-America e riprende il tema descritto in Daisy Miller, che James svilupperà fino a  La coppa d'oro (1904): il personaggio principale, una giovane donna ricca, americana, soggiace ad un opportunista (qui, americano, generalmente europeo). L’invitante Catherine ama sempre più Morris Townsend, da cui suo padre l’allontana, in particolare portandola a visitare l'Europa. Quando, dopo anni, Townsend ritorna, è lei che lo mette alla porta con spirito, quello spirito che non aveva avuto precedentemente. Pubblicato l'anno successivo, (1905), Ritratto di signora (Portrait of ha Lady) affronta un tema simile, in 700 pagine. Isabelle Archer lascia l'America per l'Inghilterra quindi per l'Italia, riceve un'eredità importante, ama appassionatamente e sposa un cacciatore di dote, Gilbert Osmond, americano che vive a Firenze, e che governa sentimentalmente la sua amante, la terribile signora Merle. Quest'intrigo avrebbe potuto produrre un romanzo balzacchiano. L'originalità di James è che vive la passione dell'eroina, altrettanto intelligente e libera (come un'americana) quanto sensibile (e masochista), che considera il mondo quotidiano con un  cuore il cui ritratto potrebbe essere il suo.

Lungo romanzo anche, Le bostoniane (The Bostonians, 1885,) dove si oppongono non più l'Europa e l'America ma il sud ed il nord degli Stati Uniti. Un giovane avvocato del Mississippi con sede a New York si reca per lavoro a Boston, dove incontra Olive, una femminista, e la protetta di questa, Verena. Strappa Verena ad Oliva (che aveva portato la sua amica in Europa). Quest'opera, spesso detta “naturalista”, descrive la società bostoniana più di quanto penetra nelle pieghe più intime dei cuori e delle impressioni come   faceva nel Ritratto. Benché rappresenti un nuovo tipo di legame, quello, audace nella letteratura del tempo,  tra Verena ed Oliva, e benché il tema del potere (costante in James) corra lungo tutto il libro, I bostoniani non irretisce particolarmente, non più dei due romanzi che gli succedono (e che gli esegeti di James hanno a lungo giudicato trascurabili): Principessa Casamassima (The Princess Casamassima) (1886); e La musa tragica (The Tragic Muse) (1890);
In compenso, incantevoli sono la maggior parte delle novelle scritte a partire dal 1880 ed il romanzo Che cosa sapeva Maisie (What Maisie Knew, 1897). Dopo che i suoi genitori hanno divorziato, la piccola Maisie li osserva e funge da legame tra i loro odi ma anche tra una graziosa governante ed il padre, per essere infine eliminata dall'egoismo degli adulti, dominati dalla passione sessuale e dall’ amore per il denaro. L'arte di Henry James consiste qui nel collegare dati contraddittori in un unico ambiente domestico   - la coscienza innocente ed accorta di una bambina - e passare questi dati sotto una lente d'ingrandimento che sfuma i tratti essenziali affinché, allertata la nostra attenzione, venga ad impregnarsi di essi. Nello stesso tempo che quest'arte raggiungeva maturità (l'autore di Maisie ha cinquantaquattro anni), l'esperienza penosa del teatro spingeva Henry James a presentare come romanzi due opere teatrali che non aveva fatto rappresentare: L'altra casa (The Other House) (1896) (la cui prima versione era un copione teatrale), pubblicato nel 1896, ha come fulcro la vita di un bambino, il cui assassinio mira a separare due amanti; The Awkward Age (1899); (romanzo interamente dialogato), pubblicato nel 1899, racconta gli inizi penosi di una ragazza, che potrebbe essere Maisie adolescente, nel salotto della madre. Inoltre La protesta (The Outcry), pubblicato nel 1911, era inizialmente anch'essa una opera teatrale.
Due novelle della stessa epoca mettono in scena bambini: Lo scolaro (The Pupil) (1891), torturato intellettualmente da suo padre con una perversità di cui il lettore non sa se ne sia cosciente o meno; Il giro di vite (The Turn of the Screw) (1898), intitolato così perché un giro di vite supplementare li inserisce nell'orrore quando la tragedia raggiunge i bambini. È in quest'opera, la più famosa dei romanzi di James, che il sovrannaturale interviene maggiormente. Fantasia o realtà, la storia ci presenta “il mondo delle profondità” dove il male e la maledizione, il terrore dell'infanzia, l'angoscia, la nozione “di segreto terribile” si mescola senza che le spiegazioni vengano a districarli. Tale tessitura caratterizza Il carteggio Aspern (The Aspern Papers) (1888)  e La cifra nel tappeto (The Figure in the Carpet) (1896). In queste due novelle, dedicate ciascuna ad uno scrittore, morto (Aspern) o vivo (Hugh Vereker), James ci suggerisce che il segreto del genio letterario, se esiste, è sottilmente rintracciabile nell'opera stessa, che occorre sapere leggere, e senza teorizzare questa conoscenza. Ne La gabbia (In the Cage) (1898), novella pubblicata nel 1898, tratta anch'essa il segreto: un'unione illegittima, nascosta a tutti, non sfugge alla modesta postelegrafonica con la quale un giovane aristocratico non aveva scambiato due parole, ma dalla sua gabbia di telegrafista leggeva nel suo cuore con benevolenza. Ne La tigre nella giungla (1903), anche Mary Bartram legge per anni in John Marcher che ama e che non cessa di confidargli le sue pene: una bestia lo minaccia; se gli amanti platonici scoprono la natura di questa minaccia, John Marcher si libererà: questa bestia che li minaccia è l'egoismo di Marcher, che non ha neppure compreso quanto la sua amica lo ami.

Novella pubblicata nel 1896 collega  i temi dell'arte e della circuizione: in  The Spoils of Poynton, un aristocratico inglese impiega la sua vita a fare del suo castello di Poynton un capolavoro; lo lascia alla sua nuora quando suo figlio si sposa e questa distrugge l'opera con semplice volgarità.

Henry James e Marcel Proust
I tre lunghi capolavori di James pubblicati tra il 1902 ed il 1904 mostrano un'arte di grande sintesi (per usare un'espressione applicata all'ultimo periodo di Cézanne, morto nel 1906). Tutti e tre hanno per personaggio principale un essere dotato per l'osservazione. Ne Le ali della colomba (1902), che ha Venezia per scenario, e ne La coppa d'oro (1904), che si svolge in Inghilterra, due donne ricche difendono passivamente il loro amore contro un adulterio. Nei due casi, gli amanti senza fortuna che ambiscono a quella del coniuge legittimo, la cui innocenza si combina ad una coscienza acuta, non sono gente volgare ma dei maudits, preda di un male in un certo qual modo genetico: la povertà. Inoltre, non tradiscono realmente ma rispettano la donna ricca, maledetta per non essere amata. Ne La coppa d'oro, la situazione   diventa più complessa: la donna ricca porta a suo padre un amore tale che le tensioni erotiche si muovono dall'uno all' altro dei soggetti del quartetto; ne Le ali della colomba, toccato dalla grazia, il marito diventato vedovo rinuncia alla fortuna di sua moglie, fortuna che sarebbe un male tanto quanto la povertà. I cacciatori di dote senza carattere di Daisy Miller e di Washington Square hanno subìto un cambiamento che è quello della scrittura; questa sarebbe donna, e da James la scrittura si riconcilia con se stessa: gli esseri più forti sono donne.

Capolavoro dei capolavori, Gli ambasciatori ha  per protagonista la scrittura visionaria e millesimata. Il personaggio principale, Lambert Stretler, di cinquanta anni, viene da Boston, da cui la sua padrona (che ha fatto fortuna vendendo in tutti gli Stati dell'Unione dei prodotti innominabili nei quali la rammemorazione de L'Americano può farci immaginare degli apparecchi sanitari) lo ha inviato a indagare su suo figlio, Chad Newsome, il cui soggiorno a Parigi si protrae senza ragione. Stretler cerca la verità (un segreto che avevamo indovinato abbastanza rapidamente) con tanta finezza che detta verità acquisisce ai suoi occhi, come a quelli del lettore, la sua naturale evidenza, che è quella della vita, della Francia, di Parigi, di un pranzo a «la Tour d'argent»  (celeberrimo ristorante parigino non esplicitamente nominato tuttavia), di una passeggiata in barca (il travelling più straordinario che una penna ci abbia mai dato). Tutto ciò impone di pensare a Proust - nella cui opera è citata una pletora di scrittori e non una sola volta James-, ed al principio proustiano secondo il quale l'artista deve suggerire e non spiegare. Più di Proust, James applica questo principio, una generazione prima di lui.
Numerosi altri paralleli si impongono. Un modello scientifico incoscio determina i due autori: fisica delle particelle (o elettricità) in James;  genetica in Proust. Tutti e due amano  appassionatamente Balzac (se James   riconosce per maestro l'americano Hawthorne, l’inglese Jane Austen gli è senz'altro più accostabile), presentano affinità con Dostoevskij, hanno il terrore del male, si prestano all'indagine poliziesca (e al voyeurismo). In sintonia coi libri e il loro tempo, prolungano la loro frase, il loro stile, come un pittore il suo gesto. È curioso constatare che negli anni 1908-1916 tutti e due si ritirano dal mondo, uno a Londra, l'altro a Parigi, per scrivere il loro passato. Lo stesso anno 1914 escono Notes of a Son and Brother (1914) e  Dalla parte di Swann.

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Le bostoniane
Romanzo di Henry James (1885).

Sullo sfondo di teatiche femministe, quest'opera si articola attorno ad un trio, quello formato da un giovane avvocato di New York, sua cugina femminista militante, e la desiderabile Verena Tallant. Nonostante la cugina   voglia preservare Verena dagli uomini per farne l’emblema delle suffragette, l'avvocato finisce per conquistare la bella. Oltre l'ironia che si sviluppa col sussidio di una penna affilata, questo romanzo è nuovamente l'occasione di un'immersione cara a Henry James nella complessità dei cuori e degli esseri.

Gli europei
Romanzo di Henry James (1878).

Negli Europei, Henry James sfrutta il tema dell'opposizione tra vecchio e nuovo mondo che svilupperà nuovamente, venticinque anni più tardi, ne Gli ambasciatori. Si tratta qui di europei affascinati dagli Stati Uniti, al contrario degli americani che scoprono l'Europa che saranno gli eroi dell'altro romanzo. James segue così a Boston i suoi due personaggi, un uomo ed una donna: il primo vi trova l'amore e vi celebrerà le sue nozze; la seconda ritornerà ben presto nell terra natale, delusa da un'avventura sentimentale abortita.

Le ali della colomba
Romanzo di Henry James (1902).
Quest'opera ci introduce nell'universo di una ricca ereditiera condannata dalla malattia: Milly dolce “colomba" è manipolata  dalla sua amica Kate che la spinge a sposare il proprio amante. Dopo l’allontanamento di Milly, Kate intende sposare a sua volta il giovane vedovo diventato ricco. Benché non ignori nulla delle intenzioni della sua amica, Milly lega la sua fortuna al giovane uomo che, finalmente, rinuncia. Tuffando i suoi personaggi in un clima mortifero, Henry James dimostra in questo romanzo tutta la scorrevolezza della sua analisi psicologica.

Gli ambasciatori
Romanzo di Henry James (1903).

Europeo d'adozione, Henry James ha attinto dalla sua esperienza la materia degli ambasciatori. Questo romanzo racconta la seduzione esercitata da Parigi e la sua atmosfera su un cinquantenne della est coast degli Stati Uniti. Lambert Strether è incaricato di fare rientrare all'ovile l'erede di una grande famiglia di Boston che si è  innamorato di un francese, signora de Vionnet. Ma, conquistati a sua volta dallo spirito di libertà che regna sulla capitale, torna solo in America, impregnato per sempre della cultura “della vecchia Europa".



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La Frusta! Cerca nel Web
dal 3 gen. 2003
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La storia del "Giro di vite" è la storia di due meravigliosi bambini posseduti dagli spiriti maligni di due servitori morti, e della loro infelice e coraggiosa istitutrice, che con tutta la forza del suo amore lotta, invano, per salvarli dal maligno influsso? Oppure l'istitutrice, che è la narratrice del racconto, narra una storia frammentaria, angosciata, allucinata che nulla ha a che vedere con la realtà? Il dibattito critico-interpretativo che ne è nato, e che ancora oggi si riaccende con sorprendente regolarità, accompagna il lettore lungo un secolo di storia della cultura e della critica letteraria: dall'approccio simbolico a quello psicanalitico, dallo strutturalismo al decostruzionismo, al femminismo e agli studi di genere. Un percorso che questa edizione riscostruisce puntualmente, indicandone nella introduzione i momenti e le svolte salienti, e rilevando nelle note i nodi testuali e le soluzioni, sempre contraddittorie, sempre inadeguate ma sempre stimolanti.


Chissà se nel 1898, quando The Turn of the Screw uscì a puntate sul "Collier's Weekly", Henry James immaginava che la sua storia avrebbe visto allargarsi lo "hushed little circle" che aveva radunato intorno al fuoco del suo mistero, fino a diventare un classico. Oggi come allora, la domande che instilla nei suoi lettori sono le stesse. Sono davvero fantasmi o solo proiezioni della mente le figure che la protagonista della storia vede aggirarsi nella tenuta di Bly per prendere con sé, in un crescendo di angoscia, le anime dei due piccoli orfani – Miles e Flora – alla cui educazione è stata preposta? La storia va intesa cioè come un'allegoria della lotta tra il bene e il male oppure come indagine dell'inconscio? Nell'introduzione, passando in rassegna un secolo di critica jamesiana, Giovanna Mochi, curatrice e traduttrice di questa nuova edizione con testo a fronte, invita a non soffocare la bellezza del racconto nelle maglie di un'interpretazione troppo stringente. Anche se, come lo stesso James ha sostenuto nella prefazione della "New York Edition", si configura come pezzo di bravura pura e semplice, The Turn of the Screw non volge infatti le sue energie verso un unico scopo. Al contrario, implica sempre una partita a carte coperte, che adombra i suoi segreti senza mostrarli. In questi blanks di senso, spetta al lettore cercare la cifra nel tappeto della storia: non però in una rivelazione che ne chiarisca una volta per tutte il significato, ma nella seducente ambiguità dei suoi livelli di realtà. La letteratura è per James un gioco cui, nello stesso tempo, credere e non credere. Verità e finzione non sono del resto le categorie più adatte quando si hanno davanti leggendarie creature fatate, che chiamano le proprie vittime per vederle danzare sotto la luna.
Luigi Marfè

Esempio 1
L'americano è Christopher Newman, un quarantenne di bella presenza e di notevoli fortune, accumulate fabbricando vasche da bagno, va in Europa per migliorare la sua cultura e cercare moglie. Moglie che naturalmente deve far parte dell'antica nobiltà. A Parigi incontra Claire de Cintré, giovane e bella vedova, e se ne innamora ricambiato. Ma la nobile famiglia si oppone con tutti i mezzi: i parenti di Claire, tipici rappresentanti della corrotta e decadente Europa, muovono guerra all'americano (dei cui soldi avrebbero pure un gran bisogno...) e riescono a convincere la giovane a rinunciare al pretendente. Per strane circostanze Newman entra poi in possesso di un documento che contiene un segreto che potrebbe rovinare la famiglia di Claire. Potrebbe usarlo come una leva per riaprire i giochi o quantomeno per vendicarsi, ma, nel suo innato idealismo, decide di non farne uso: Claire, distrutta, si fa monaca carmelitana. Il romanzo, il secondo nella cospicua produzione dell'autore, ha il pregio di avere una grande accessibilità pur presentando già gran parte di quei motivi di stile e di contenuto cha faranno di James il più sottile e penetrante indagatore del comportamento umano che conti la moderna letteratura. Christopher Newman, quest'"uomo nuovo" dal simbolico nome, gaffeur impenitente dal sublime cattivo gusto, ma leale e moralmente integro, è uno dei personaggi più simpatici oltre che dei più felici che siano usciti dalla penna di Henry James.



Il panciotto di Henry James. Lettere a Mrs. Ford 1907-1915
Un grande scrittore, Henry James, corrisponde con un'amica, Mrs. Ford, che gli sferruzza un panciotto: un panciotto con fili di seta verde, che James si farà poi "montare" a Londra, portando il suo "tesoro dal sarto che certo ne resterà folgorato". È un argomento minimo, ma James, da grande scrittore qual è, lo rende un oggetto di lodi assolutamente esagerate (tramite la figura dell'iperbole), ottenendo effetti decisamente umoristici. Il panciotto di queste lettere inedite, scoperte casualmente nel 1999 dalla curatrice Rosalind Bleach, avrà anche una glorificazione pittorica: è ben visibile nel ritratto di James dipinto da John S. Sargent nel 1913. Questa corrispondenza caratterizzata dalla "leggerezza", include anche nomi di amici artisti, scrittori, musicisti; si oscura poi con la malattia di James, la morte del fratello William, e con l'arrivo della prima guerra mondiale: si fa allora compassionevole e seria, ed esprime tutto il dolore di James davanti alla morte di tanti giovani.

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