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Drieu La Rochelle
Pierre Drieu La Rochelle
Romanziere, drammaturgo, saggista francese (Parigi, 1893 - id., 1945 ).

Cresciuto  in una famiglia della piccola  borghesia segnata dalle liti dei genitori  e da problemi economici, Drieu La Rochelle espresse, in Mesure de la France (1922), lo smarrimento dei giovani francesi nel periodo successivo alla prima guerra mondiale, nella quale fu ferito tre volte; ne La comèdie de Charleroi (1934), la sua evocazione di quel grande  massacro e l'estrinsecazione della sua difficoltà a trovarvi  un senso, richiamano  le interrogazioni di Céline nel Viaggio al termine della notte.
Legato a Louis Aragon, Drieu La Rochelle aderì inizialmente  al movimento dada, non riuscendo ad integrarvisi. Fu affascinato  dall'azione, movenza interiore  che tratteggiò  ne  L'uomo pieno di donne (1925) ed in Gilles (1939), resoconto delle sue avventure amorose dove tuttavia si assegna un ruolo maldestro, quello di un don Giovanni di debole carattere.
Lo slittamento  verso l’estrema destra

La Rochelle condivide per molti tratti aspetti interiori che lo accomunano a personaggi-limite, Céline, Brasillach,  che occuparono la scena della Francia e dell’Europa nel periodo tra le due guerre e sotto il nazifascismo. Tragici furono tali personaggi ma altrettanto tragica fu l’epoca - sotto la doppia ipoteca delle dittature fascista e comunista che attanagliavano l'Europa -che furono destinati a vivere.
Spirito  tormentato, ossessionato dal suicidio ( vedi Fuoco fatuo, 1931), ebbe idee  politiche molto fluttuanti.  Nel 1917 fu attratto dal comunismo, quindi si mostrò favorevole ad un'Europa forte (Le Jeune Européen, 1927 ; Genève ou Moscou, 1928 ), saggi in cui viene  denunciata la decadenza materialista della democrazia, pur criticando la dottrina hitleriana (L'Europe contre les patries, 1931). Poco a poco, tuttavia, soprattutto a seguito delle sommosse del 6 febbraio 1934 e di un viaggio effettuato nella Germania nazista nello stesso periodo, Drieu scivolò  verso il fascismo, nel quale vedeva un rimedio contro la disperazione e la mediocrità. È di questi anni il  libro dal titolo sintomatico: Socialisme fasciste (1934).
Attratto  dalla personalità di Doriot, dopo che quest'ultimo aveva rotto col partito comunista, Drieu La Rochelle aderì alla Partito  popolare francese e pubblicò Avec Doriot, plaidoyer pour un fascisme à la française (1937 ),  (Con Doriot, difesa di un fascismo alla francese) ossia distinto da quello di Mussolini e di Hitler.   Drieu fu tuttavia deluso dall’ avvicinamento di Doriot all'Italia fascista e alla Germania nazista, e ruppe con lui fin dal 1938. Finirà tuttavia a sua volta per aderire apertamente al nazismo, pubblicando  una serie di libri di militanza politica in difesa dell’abbracciata ideologia: Ne plus attendre (1941 ); Notes pour comprendre le siècle (1941 ); Chronique politique (1943 ); Le Français d'Europe (1944 ).
Direttore de la Nouvelle Revue française (la rivista delle edizioni Gallimard, punto di riferimento dell’establishment letterario francese) sotto l'occupazione, ottenne la liberazione di Jean Paulhan, allora nelle mani del Gestapo (1941). Successivamente, la NRF assunse toni nettamente filonazisti. E durante l’occupazione nazista della Francia Drieu La Rochelle si avvicinò a  Otto Abetz, al quale propose di creare un partito filonazista. Scrisse anche articoli  collaborazionisti su Le Figaro ed in Je suis partout, cercando tuttavia, difronte ai miasmi della politica,  salvezza nella letteratura. Sono di  questo periodo  L'uomo a cavallo(1943) ed I  cani di paglia (1944).
Il 15 marzo 1945, alla Liberazione, imputato di collaborazionismo col nazismo, si suicidò.
La sua opera, testimonianza tragica del disagio di tutta una generazione, è stata completata dalla pubblicazione postuma di alcuni scritti (Racconto segreto, composto appena prima del suo suicidio e pubblicato nel 1948; Exorde, 1961; Memorie di Dick Raspe, 1966) e dal suo Diario 1944 –1945, più volte pubblicato anche in Italia.(1961).

Fuoco fatuo (Le feu follet)

Di grande spessore emotivo e di grande riuscita letteraria resta quel libro così bello e necessario che è Fuoco fatuo, da cui Louis Malle ha tratto un bel film nel 1963 con musica di Erik Satie.
Il 5 novembre 1929 lo scrittore surrealista Jacques Rigaut, uno dei più cari amici di Drieu La Rochelle, si toglie la vita. Fuoco fatuo, pubblicato due anni dopo, è il romanzo-testimonianza ispirato dalla sua tragica fine, ma anche l'affresco di un'epoca tormentata che ha avuto in Drieu uno dei suoi più grandi cantori.
Alain, il protagonista del romanzo, è il prodotto di una società alla deriva e al tempo stesso un uomo in rivolta, che rifiuta il mondo degradato e privo di valori "eroici" che lo circonda. Lo scrittore francese diventa qui l'osservatore quasi scientifico, per implacabilità e minuzia di analisi, degli ultimi giorni di un uomo che, già sconfitto dagli eventi e dalla droga, ha deciso di compiere l'unico gesto individuale ormai possibile per sfuggire alla menzogna dell'irrealtà quotidiana e per aderire, finalmente, alle cose.


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dal 2 gen. 2003
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Il 5 novembre 1929 lo scrittore surrealista Jacques Rigaut, uno dei più cari amici di Drieu La Rochelle, si toglie la vita. "Fuoco fatuo", pubblicato due anni dopo, è il romanzo-testimonianza ispirato dalla sua tragica fine, ma anche l'affresco di un'epoca tormentata che ha avuto in Drieu uno dei suoi più grandi cantori. Alain, il protagonista del romanzo, è il prodotto di una società alla deriva e al tempo stesso un uomo in rivolta, che rifiuta il mondo degradato e privo di valori 'eroici' che lo circonda. Lo scrittore francese diventa qui l'osservatore quasi scientifico, per implacabilità e minuzia di analisi, degli ultimi giorni di un uomo che, già sconfitto dagli eventi e dalla droga, ha deciso di compiere l'unico gesto individuale ormai possibile per sfuggire alla menzogna dell'irrealtà quotidiana e per aderire, finalmente, alle cose. Al romanzo segue "Addio a Gonzague", un testo inedito in Italia, ritrovato fra le carte di Drieu, che da diversa angolatura prospetta il medesimo tema centrale del romanzo.


La parabola politica di Pierre Drieu La Rochelle, l'intellettuale parigino nato nel 1893 e morto, suicida, nel 1945, presenta tratti di straordinaria complessità e variegatezza. Dal repubblicanesimo conservatore degli esordi al totalitarismo integrale dell'ultimo periodo, viene proposta in questo libro la biografia politica di un grande irregolare attraverso gli anni compresi fra l'inizio della prima guerra mondiale e la fine della seconda: dalla stagione del dubbio a quella delle ossessioni (europeismo, socialismo, antisemitismo), l'itinerario di Drieu viene infine a comporre un mosaico che non può non evidenziarne, assieme alla carica profetica di denunciatore della decadenza, la forza critica ed inquietante dell'intellettuale realista.

scheda di Germinario, F. L'Indice del 2000, n. 11

Il pensiero politico di Drieu in Italia non ha mai riscosso particolare attenzione e interesse; forse perché la storiografia sul fascismo, per motivi facilmente comprensibili, ha privilegiato la dimensione nazionale. Fatto sta che quello di Rocca è uno dei pochi saggi dedicati a Drieu nell'ultimo decennio.
L'approccio a scrittori impegnati in politica implica spesso la soluzione di un problema di prospettiva: dove rintracciare la loro "politicità", nella parte narrativa e professionale o nella pubblicistica politica? Nel caso in questione, in Gilles e nei Cani di paglia o nel Socialismo fascista? Rocca ha cercato di tenere assieme le due dimensioni, cercando di fornire un quadro a tutto tondo della politicità di Drieu.
La tesi centrale di Rocca è che, dal 1911 al 1945, quello di Drieu è stato un percorso ideologico nel complesso coerente, privo di fratture e svolte significative. Il giudizio è accettabile, soprattutto (o anzi: solo se) in riferimento a quello che rimane il problema di fondo che percorre la produzione di Drieu: l'ossessione per la decadenza. Fascismo, europeismo, comunismo sono visti, volta a volta, o nello stesso tempo, come soluzioni politiche alla decadenza dell'Europa, prima che della Francia. Ad avviso di Rocca, fermo restando che la vera grande passione politica di Drieu fu solo Hitler, lo scrittore francese fu fascista solo durante la guerra, non prima, quando pure aveva aderito al Ppf di Jacques Doriot. Il fatto è che, malgrado il proliferare delle leghe di estrema destra, nella Francia degli anni trenta essere o dichiararsi fascisti non era facile: fascismo e nazionalsocialismo erano vissuti, specie il secondo, come vicini poco affidabili. Non è un caso che Charles Maurras non avesse rapporti cordiali con gli ambienti che ruotavano attorno a "Je suis partout" e agli infatuati del nazismo "immenso e rosso" (Robert Brasillach).
Nella galleria degli intellettuali fascisti del Novecento, l'importanza di Drieu è da rintracciare nell'avere egli, se non introdotto, certo sviluppato il tema dell'europeismo e del superamento del nazionalismo. Con Drieu la cultura di destra parla ormai di continenti e non più di religione della nazione. Operazione teorica certo innovatrice, se si considera che la critica del nazionalismo Drieu la sviluppa nella nazione che, proprio con Maurras, aveva fornito un contributo teorico-politico decisivo alle culture del nazionalismo.
Si confronti inoltre la critica al marxismo sviluppata nel Socialismo fascista e si verifichi se il rigore e l'acume teorico hanno qualcosa da invidiare alle obiezioni dei filosofi che avevano animato alla fine del secolo precedente il dibattito sulla "crisi del marxismo". Il che dovrebbe mettere in guardia dagli intellettuali fascisti che si diffondono nell'esaltazione ditirambica del comunismo. Quando Drieu scopre che forse è divenuto comunista, nell'Italia di Salò qualcuno scrive che, se proprio bisogna scegliere, è meglio Stalin che la coppia Roosevelt-Churchill. Con Drieu e gli intellettuali fascisti che civettano col comunismo, siamo vicini al "socialismo reazionario" di marxiana memoria, ossia a un comunismo reazionario, deproletarizzato e deprivato dei contenuti di classe, col Capitale mandato al rogo. Tutto è intercambiabile e trasversale; la destra vale la sinistra - solo se entrambe sono estreme - e il nazista vale il comunista. Per questi intellettuali fascisti, delusi spesso da Hitler e Mussolini, ovvero timorosi che il materialismo anglosassone possa conseguire la temuta vittoria sulla civiltà europea, il comunismo slavo, barbarico e unto di sudore dovrebbe compiere il lavoro sporco che non è riuscito ai ceti enragés rifluiti nei fascismi: opporsi, appunto, alla decadenza. Ciò che non era riuscito alle falangi delle SA e dello squadrismo era delegato a un proletariato abbrutito e retrocesso al rango di nuova plebe. Insomma, la prospettiva era quella di salvare la civiltà europea, spesso intesa in termini razziali, con una massiccia trasfusione di barbarie comunista non ancora civilizzata.

Diario di un delicato è comunque un testo significativo anche per chiarire, seppure in maniera indiretta, alcuni aspetti del pensiero più strettamente politico dell’ultimo Drieu, quello che modifica il proprio rapporto con le diatribe ideologiche per volgere l’attenzione alle filosofie orientali, alla Grecia antica e al suo sotterraneo irrazionalismo, nonché alla questione ebraica nella sua dimensione culturale – Drieu in questi anni è vicino al nazismo – e alla ripulsa sistematica delle convenzioni, nel contesto d’una radicalizzazione aristocraticista che genera un dandysmo del resto mai, come rileva De Angelis, ortodosso, ma sempre parziale e manierato, come a copertura di più profonde evoluzioni: nel solipsismo del diario viene così a galla il retro della scena, la parte oscura del Drieu che sta ancora scrivendo sui giornali collaborazionisti per proclamarsi fascista europeo sulle rovine della guerra mondiale.

DRIEU LA ROCHELLE OU LE BAL DES MAUDITS
de : "Jacques Lecarme"
L'ouvrage est composé de deux parties : une étude des différents aspects de la personnalité de Drieu comme écrivain, poète, nouvelliste, critique littéraire, la NRF mais aussi son engagement politique, son ralliement au fascisme, sa collaboration puis son suicide, un "Drieu suicidant" selon l'expression de J. Lecarme. Cette étude est augmentée d'une partie originale composée de portraits juxtaposés : Drieu et Malraux, Céline, Aragon, Brasillach, Sartre, Nizan. L'auteur se risque à un rapprochement littéraire insolite : Drieu - Modiano.
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