Jack London
Scrittore statunitense, (San Francisco 12 gennaio 1876 - 22 novembre 1916)).

Autore sorgivo, aurorale, diretto e immediato,  né  letterato di tipo europeo né tanto meno uomo di profonde e meditate idee, la sua semplice quanto inoppugnabile lettura del mondo si fonda sulla struggle for life di conio darwiniano e si salda, nella sua vita e nella sua opera tanto breve la prima quanto intensa la seconda, alla lotta diuturna e incessante dell'uomo contro una natura ostile e selvaggia assumendo forme tanto disperate quanto struggenti di prometeismo eroico e soccombente. La wilderness infatti, di cui tutta la sua opera si sostanzia, resta lo scenario di fondo di questo scrittore non tanto ingenuo quanto si possa credere a prima vista, lo sfondo di una lotta che resta ancora ferina e primordiale nonostante l'avanzare della civiltà. Rimarchevole la sua sensibilità di scrittore e di uomo schietto e sincero, nel volgere lo sguardo, nella resa artistica di questa lotta - che è sempre individuale, solitaria -, ai compagni di viaggio della vita:  gli uomini abbrutiti e sfruttati come bestie sì ma anche le bestie medesime che sostengono in sé, nella propria inesprimibile natura animale,  il carico del proprio dolore, e di riuscire  perciò non meri rimandi metaforici (come nelle favoledi Esopo) ma, per la prima volta nella narrativa occidentale, protagonisti in prima "persona".

Una vita americana
John Griffit Chaney nacque a San Francisco il 12 gennaio 1876.  La   madre, Flora Wellman (1843-1922, ragazza ribelle di  famiglia aristocratica e dedita alla pratica dello spiritismo, allora di gran voga in tutto l’Occidente) venne abbandonata dal  padre, William Henry Chaney (1821-1903, giornalista, avvocato ed eminente astrologo). Flora  tenta di suicidarsi prima di sposare otto mesi più tardi, John London, un vedovo padre di due bambini, droghiere e veterano della guerra civile, del quale il piccolo John volle prendere il cognome in aggiunta al nome di elezione, Jack. Ad appena sei mesi, il piccolo è affidato alle cure di  Virginia (” Jennie”) Prentiss, una vecchia schiava nera.
Nel 1878 per fuggire un’epidemia di difterite la famiglia si rifugia a Oakland. Nel 1881, i London si trasferiscono in una farm (azienda agricola) ad Alameda, dove Jack comincia le scuole elementari, quindi nel 1883, la famiglia va a vivere  in una nuova farm   a San Mateo County, infine nel 1885 nella valle di Livermore prima di ritornare nuovamente a Oakland.

A Oakland, Jack abbandona la scuola per sovvenire alle necessità della famiglia. Comincia tutta una serie di piccoli lavori fra i quali anche quella di strillone di giornali. Ma, dal 1886, comincia a leggere anche con passione per sfuggire al duro tirocinio del vivere quotidiano, grazie in particolare alla complicità di Ina Coolbrith, bibliotecaria della città alla "Oakland Free Library" (questi episodi avranno larga risonanza in Martin Eden).
Nel 1887, entra alla Oakland Cole Grammar School. Nel 1890, lavora in una fabbrica di conserve di salmone.
Nel  1891, conclude gli studi di primo grado. Prende in prestito  300 dollari dalla sua vecchia balia per l’acquisto di una barca a vela, "Razzle Dazzle", con la quale inizia un’attività di allevamento di ostriche.  È anche un periodo in cui Jack, giovane ragazzone americano, non si sottrae alla compagnia di teppistelli da bar presso il porto di Oakland.
Fa alcune regate competitive nella baia di San Francisco e si aggrega, nel 1892, al servizio di controllo di pesca di Benicia. Alla fine dell’anno, raggiunge i suoi genitori nella loro nuova residenza di Oakland.

Il 20 gennaio 1893 si imbarca sul trealberi  Sophie Sutherland per una battuta di otto mesi di caccia alla foca al largo del Giappone. Il suo primo racconto Un tifone al largo del Giappone  sarà ispirato da questa esperienza. È anche l’occasione per la prima remunerazione di un pezzo scritto, che appare presso il “San Francisco Morning Fall”. In seguito a questo primo viaggio, nel giugno di quell'anno, diventa operaio in una centrale termica. Ma la crisi economica lo riduce alla disoccupazione. Il 6 aprile 1894, si aggiunge al "General Kelly’s Army of unemployed working men" (Lega di lavoratori disoccupati) per una marcia collettiva di protesta verso Washington, la capitale federale. Iniziandosi alle teorie socialiste, legge Nietzsche, Darwin, Spencer. Scrive ma non pubblica nulla. In seguito vagabonderà a attraverso  gli Stati Uniti e il Canada, fino alle cascate del Niagara, fatto che gli varrà di essere arrestato, proprio per vagabondaggio,  il 29 giugno 1894, ed un soggiorno di un mese presso il penitenziario di lavori forzati della contea di Erie di Buffalo, nello Stato di New York.  Di ritorno a Oakland, lavora in una fabbrica di iuta, quindi in diversi opifici. Riprende i suoi studi alla Oakland High School nel 1895, che termina in 18 mesi. Ha vent’anni, e la  coscienza piena di essere uno sfruttato. Per Jack London ormai, l’ American way of life, questo sogno americano per il quale milioni di immigranti attraversano gli oceani, gli appare come un’ impostura. Inizia a militare nelle file dei Socialisti, è conosciuto sotto il nome di “Boy Socialist” di Oakland, raggiunge il Socialist Labor Party quindi è ben presto arrestato per comizio in pubblico senza autorizzazione, venendo ben presto rilasciato.

Nel  settembre di quell'anno entra all’università di di Berkeley in California  per un semestre. Nel 1897, lascia l’università e partecipa alla corsa verso l’oro del  Klondike (gold rush, febbre dell'oro viene definito questo evento storico. Il Klondike è una regione tra USA e Canada nel nord ovest del continente americano)  in società con James Shepard, suo fratellastro. Il 30 agosto, supera così il terribile passo Childhood e riesce ad attraversare lo Yukon prima dello scioglimento delle nevi. Il 16 novembre seguente, il giovane minatore  registra la sua concessione, un fondo di terreno che sfrutterà in realtà soltanto per pochissimo tempo. L’8 giugno 1898, soffrendo di scorbuto, lascia  Dawson City ed è così di ritorno da quest’avventura, senza avere fatto fortuna, come molti, e   scoprendo che John London, suo padre adottivo, è morto il 14 ottobre precedente.

Nel grande Nord canadese tuttavia, a contatto coi trappers, gli indiani e la natura selvaggia, Jack London, che si è già saggiato in passato nella scrittura, ha infine trovato la sua fonte di ispirazione.  La mente  ricca di questi ricordi epici, ed avendo coscienza di essere il solo sostentamento della madre, si tuffa nove ore al giorno nella letteratura, redigendo novelle,  racconti brevi (short stories), per le grandi riviste. Nel 1899, comincia così una collaborazione proficua con "The Overland Monthly". Questi racconti di avventure, crudeli ed eroici  ad un tempo, sono nelle aspettative e nel gusto del grande pubblico. Nel dicembre, incontra Anna Strunsky.
Il 7 aprile 1900, si sposa con Elizabeth (” Bessie”) Mae Madern. La coppia parte in luna di miele in bicicletta a Santa Cruz. Avranno due figlie, Joan il 15 gennaio 1901 e Bess il 20 ottobre 1902. Nel 1900, Jack London pubblica il suo primo romanzo, Il figlio del lupo. È ormai diventato un autore di successo. Incontra Charmian Kittredge.

La ragazza delle nevi esce nel 1902. Assunto da un giornale californiano come corrispondente di  guerra per seguire la rivolta dei Boeri, Jack London, sulla strada verso l’Africa australe, si ferma a Londra il 6 agosto. Nella capitale inglese, si maschera da clochard e passa   tre mesi e mezzo fra gli operai e i senza casa. Da quest’immersione nei bassifondi ignobili dell’ East End, Jack London trae materiale per Il popolo dell’abisso, un pamphlet drammatico denunciante la miseria crescente causata dal capitalismo.
Suo padre biologico muore  l’8 gennaio 1903. Pubblica Il richiamo della foresta, la storia di Buck, un cane da slitta che torna allo stato selvaggio, gli dà la celebrità. Il richiamo della foresta sarà venduto in sei milioni di copie. Nient’ altro che l’amore ("The Kempton-Wace Letters"), è un  dialogo epistolare sulla natura dell’amore, scritto a due mani con la socialista militante Anna Strunsky.  Jack si separa dalla moglie per  unirsi a Charmian Kittrege.

Lo scoppio,  nel 1904, della prima guerra di Corea tra russi e giapponesi, lo vede corrispondente di guerra per "The Examiner" di San Fransisco. Viene espulso dai giapponesi. Le sue cronache di guerra vengono raccolte nel volume   La Corea in fiamme. Sua moglie chiede il divorzio. Più che mai militante, l’autore si presenta senza successo come candidato socialista al municipio di Oakland.  Percorre in seguito il paese,  moltiplicando le conferenze che procurano molto  scandalo.
Il 19 novembre 1905, si risposa a Chicago con Charmian Kittredge, il giorno dopo della sentenza del suo divorzio. Nel gennaio 1906, parte in luna di miele in Giamaica. Pubblica un altro dei suoi grandi successi Zanna bianca. Ammiratore di Melville e di Stevenson, London si fa costruire una barca, Snark, e comincia un giro del mondo che dovrebbe durare 7 anni.

Nell’aprile 1907 si imbarca per Honolulu, quindi  per le isole Marchese e Tahiti. Pubblica Prima di Adamo, qui il narratore si immagina in uomo preistorico alle prese con tribù ostili e belve.
Nel 1908, tuttavia, deve fermarsi a Sydney, in Australia per un attacco di malaria. Pubblica Il tallone di ferro, una sua visione del mondo da  militante soicialista.  Vi fa  la descrizione di una società di caste, sorta dal capitalismo, da imporre agli Stati Uniti, prima che i  Socialisti rivoluzionari non riescano ad instaurare il comunismo. Il 9 dicembre abbandona il suo giro del mondo. Lascia l’Australia il 7 aprile 1909 e rientra a Oakland il 21 luglio, molto indebolito. Nel 1909,  esce Martin Eden ampiamente autobiografico è una sorta di parabola negativa della propria riuscita sociale dove l’eroe, deluso dall’elemento superficiale del suo successo, si disperde in fuga volontariamente nei mari del Sud. Il romanziere si è nel frattempo installato in California, a Glen Ellen vicino a Oakland, dove si occupa   della sua azienda agricola di cui nomina sovrintendente sua sorella adottiva, Eliza London Shepard. Il 13 giugno, sua moglie partorisce  una figlia,  Joy, che sopravvive soltanto 38 ore.
Con Radiosa aurora nel 1910, l’autore ritrova il grande Nord. Nel 1911 hanno luogo i suoi viaggi per mare che gli ispireranno  La crociera del Snark.
Intraprende un viaggio intorno al Capo Horn dal 2 marzo e 26 luglio 1912. London perde il   secondo bambino.
Nel 1913, esce John Barleycorn, la sua autobiografia incentrata sulle sue vicende di alcolista.  Il libro diventerà da “bibbia”degli abolizionisti. L’8 luglio, è operato di appendicite. Il 22 agosto, il suo ranch,   la cui costruzione gli era costata  80.000 $, viene totalmente distrutto da un incendio. Nel 1914, il 24 aprile, parte per Vera Cruz, a bordo di una nave da guerra, per seguire la rivoluzione messicana. Dal 23 settembre al 29 gennaio, effettua una crociera sul fiume Sacramento. Per riposarsi, resta alcuni mesi ad Hawaii con sua moglie nel 1915, dove scopre e fa conoscere agli USA il surf, “sport degli dei”. Jack London continua a militare nel Partito socialista fino al 1916 anno in cui ne fuoriesce, giudicandolo troppo tiepido, ma più certamente a causa delle contraddizioni derivanti dai propri successi. La piccola signora nella grande casa è l’ultimo romanzo di Jack London a essere stato pubblicato egli da vivo. Nel 1916, l’America puritana respinge questa storia e grida allo scandalo. Tuttavia, lontano da qualsiasi tono facile  che il tema avrebbe potuto concedere, l’autore descrive con squisitezza e sottigliezza una situazione, fuori dalla norma, premonizione di un cambiamento della società, e del posto che la donna vi occupa.
  Colpito  da uremia, egli muore, nella notte tra il  21 e il 22 novembre 1916, dopo aver ingerito  una forte quantità di medicine. Non ha che 42 anni.




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Esempio 1
Jack London
Jack London in Rete:

<<<  J. London - The World of Jack London. (Web site created and maintained by David A. Hartzell). Un atto d'amore. Completo e appassionato sito sullo scrittore di San Francisco e punto d'avvio per J. London nel web.
<<< La peste scarlatta - Lettura. In questo sito
<<< Guerra alla Cina - In questo sito



R.Barthes, Frammenti di un discorso amoroso,
Einaudi 2001

Un viaggio nel viaggio di un altro viaggio. Nel 1897 Jack London lasciò San Francisco per l'Alaska sulla scia della febbre dell'oro scoppiata in quegli anni. Tra mille peripezie raggiunse il Klondike, e proseguì al di là delle montagne, fino a Dawson City in Canada e lungo il fiume Yukon. Non trovò l'oro che cercava ma riportò a casa qualcosa di più prezioso: la messe di osservazioni e di ricordi che trasformò poi nei suoi racconti più famosi. A Dawson City il giornalista Dick North, partito dalla California sulle tracce di Jack London, rimase per oltre vent'anni dopo aver rintracciato i luoghi da lui descritti e aver identificato la capanna di tronchi dove Jack aveva trascorso un intero inverno.In questo libro North ricostruisce l'avventura di London collocandola in un mosaico che ricrea il sapore di epopee e di terre lontane. L'edizione italiana è curata da un altro appassionato conoscitore di London e del Grande Nord, Davide Sapienza, che nel 2006 ha ripercorso le tracce di North e di London nello Yukon. Con un saggio inedito di Jack London sulla corsa all'oro.

dal 11 nov. 2003
Umberto Eco sul modello attanziale

Fa ormai parte della koiné di ogni studioso di strutture narrative  (ed evito qualsiasi richiamo erudito a variazioni retoriche secondarie) che in una storia si agitano, sì, degli attori, ma gli attori incarnano degli Attanti, se volete dei ruoli narrativi attraverso cui l'attore può passare cambiando magari la sua funzione nella struttura della fabula. Tanto per capirci, in un romanzo comssono agitarsi le forze del male o dell'umana debolezza contro quelle di una provvidenza che muove i destini di tutti, e uno stesso attore come l'Innominato può passare improvvisamente dal ruolo dell'Oppositore a quello dell'Adiuvante.

U.Eco da "Il romanzo", Vol.V, Lezioni,  pp.271-272
Jack London, in briciole
«Buck possedeva una qualità della vera grandezza: l’immaginazione….

«La giusta funzione di un uomo è di vivere, non di esistere.»

«La repulsione stessa del palato dimostra che l'alcool non è gradito all'organismo... eppure, malgrado il ribrezzo fisico i ricordi più felici della mia infanzia sono proprio quelli delle ore passate nei saloon.»

«Se riuscire a dimenticare è segno di sanità mentale, il ricordare senza posa è ossessione e follia.»

«Un osso al cane non è carità. Carità è l'osso diviso con il cane, quando sei affamato quanto il cane.»

«Preferirei essere una superba meteora, ogni mio atomo esploso in un magnifico bagliore, piuttosto che un sonnolento e perseverante pianeta.»

«L'alcolismo mina l'uomo. Lo rende inabile a vivere coscientemente la propria vita.»
La stella di Jack London, nel tempo, non si è mai offuscata. A più riprese, anche in Italia, editori importanti o di nicchia lo hanno ritradotto, rieditato, riproposto in forme diverse. Lettura formativa, propedeutica, per adolescenti, esempio irriducibile dell'anticanone americano, archetipo dello scrittore on the road: i temi e gli ambienti come la scrittura di Jack London sono un laboratorio inestinguibile di evocazioni e spunti anche sulla modernità. L'editore Mattioli 1885 aveva già stampato una bella edizione di La crociera dello Snark, il racconto del tentativo, iniziato nel 1907 e mai concluso, di fare il giro del modo toccando i luoghi di Stevenson e di Melville a bordo di un ketch lungo 16 metri, e ora fa tradurre ex novo il notissimo To Build a Fire nella sua versione più tarda, quella che London fece pubblicare nella raccolta Lost Face.
Non è il caso di perdersi in sofisticate questioni filologiche, ma certamente il racconto che leggiamo in questa nuova veste rappresenta l'estremizzazione dei rapporti tra uomo e natura, tra uomo e cane, tra uomo e morte che sono contenuti, a un grado più basso, nella versione del celebre racconto sempre circolata (quella pubblicata in I racconti dello Yukon e dei mari del Sud, Mondadori, 2003). Qui, infatti, un uomo non meglio identificato (mentre nel 1902 e poi nel 1903 il protagonista aveva un nome e un cognome), forse un cercatore d'oro, decide, nonostante le temperature siano scese al di sotto dei quaranta gradi sotto lo zero, di attraversare i boschi sugli argini dello Yukon, il gelido fiume che scorre nei territori del Klondike (un altro dei luoghi mitici dove Jack London peregrinò negli della sua giovinezza). L'esito naturale sarà la morte per congelamento, ma prima l'uomo lotterà strenuamente contro gli attacchi del gelo. Stremato e sorpreso dal freddo sempre più intenso, durante una sosta cercherà almeno di ingollare una galletta. Ma la bocca e l'intero viso sono congelati, non può neppure muovere le labbra. Allora, nonostante le mani siano a loro volte immobilizzate, proverà appunto ad accendere un fuoco. Ma quali e quante saranno le difficoltà. Pochi i rami intorno e umidi i fiammiferi, alla fine un tenue crepitio darà vita al falò di fortuna. Breve sarà però la vittoria, perché inavvertitamente l'uomo farà cadere dai rami piegati un cumulo di neve che, in un attimo, copre fuoco, cane e uomo. Ancora qualche disperato tentativo e all'uomo non resta che un'unica via d'uscita: uccidere il cane per affondare nelle sue viscere calde le mani e finalmente riuscire a muoverle.
Questo è il momento di maggiore intensità del racconto, il momento in cui s'inverte l'ordine naturale o forse quello in cui la legge di natura prende il totale sopravvento (anche Jack London ha le sue ambiguità): il cane avverte un cambiamento nel padrone e scappa lontano decretandone la morte. "Qualcosa l'aveva sorpreso e la sua natura sospettosa avvertiva il pericolo, non sapeva di che tipo, ma a suo modo, in qualche zona del cervello, sviluppò diffidenza nei confronti dell'uomo. Al suono della voce abbassò le orecchie e l'istinto gli fece intensificare il movimento delle zampe anteriori. Il cane non si avvicinò, ma l'uomo si mise a quattro zampe e strisciò verso l'animale. Quell'insolita postura eccitò il sospetto nell'animale, che arretrò di sghembo, evidentemente allarmato".
Altro che Eden perduto, altro che riposizionamento dell'essere umano nella catena evolutiva: il conflitto è più che mai dichiarato, aperto, insanabile. Il cane a cui London ha affidato, in molti suoi racconti e romanzi, un ruolo di testimone, di osservatore neutro dell'umano agire, qui sembra andare oltre il talento istintuale. Avverte, prima dell'uomo, l'odore della morte, prima dell'uomo sa che l'unica via di scampo è altrove, con altri uomini, quelli che lui solo raggiungerà in un campo non lontano, e non con quell'esemplare destinato al fallimento. La traduzione è molto ben fatta, segue l'andamento strappato del racconto, non evita le ripetizioni, e insiste sull'inesorabile andamento negativo. E al lettore insegna, senza la coda di tante sciocchezze, che cosa vuol dire il concetto di wilderness.
  Camilla Valletti.
Perché leggere Jack London, si chiede il curatore di questa raccolta, sottolineando la distanza che separa il lettore di oggi da questo "irregolare" della letteratura americana, bistrattato dalla critica accademica o osannato come portavoce degli oppressi e degli emarginati, sull'onda delle mode culturali. Indubbiamente il tema conduttore di tutta la sua opera è la lotta dell'individuo contro l'esterno, sia esso il gelo sconfinato dell'Alaska o la prigione della struttura sociale, ma anche questa chiave di lettura rischia di ingabbiare lo scrittore in una formula. Non è immediatamente facile individuare ciò che anche oggi può catturare il lettore giovane, quello per cui Zanna Bianca è, nella migliore delle ipotesi, un remoto ricordo dell'infanzia. La carta spesso vincente di Jack London pare essere la capacità di spiazzare, di smontare le aspettative del lettore. Prendiamo una tra le storie della presente raccolta (tutte famose, diversamente significative): Batard, in cui il tema rassicurante dell'alleanza tra il cane e l'uomo è rovesciato nel rapporto di odio irriducibile che lega i due e che li porterà a una morte raccapricciante: viene da pensare a Poe. Oppure vediamo come in A sud dello Slot il contrasto Jekyll/Hyde venga riproposto nella figura del giovane insegnante di sociologia che per fare ricerca sul campo si trasforma gradualmente in agguerrito sindacalista. Per l'occasione London mostra una scontrosa vena umoristica a beneficio del mondo accademico. A costo di trascurare una delle più intense creazioni, L'apostata, giustamente nota, vanno ricordati Nel reparto idioti e le storie sul pugilato, Il messicano e Una bella bistecca: sono rappresentazioni di diverse emarginazioni, raccontate senza pietismo, con uno stile asciutto che riesce quasi sempre a evitare la retorica dei buoni sentimenti. E invece con le due storie ambientate nei Mari del Sud cambia tutto, ci sembra di essere di fronte a un altro scrittore: sullo sfondo di una natura che evoca un technicolor degli anni cinquanta, viene rappresentato il dualismo innocenza nativa - violenza colonizzatrice con tutti i cliché del caso: il generoso protagonista di Il pagano è un improbabile santino che dona la vita per l'amico bianco. In Addio Jack, a proposito dell'intervento dei bianchi nelle Hawaii, si legge: "Il missionario, che era venuto per donare il pane della vita, finì con lo spazzar via l'intero banchetto pagano". È ben vero che in letteratura come nella realtà l'ideologia è molto pericolosa.
  Franca Cavallarin
Bibliografia

1900 The Son of the Wolf

1901 The God of His Fathers

1902 Children of the Frost

1902 The Cruise of the Dazzler

1902 A Daughter of the Snows

1903 The Kempton-Wace Letters

1903 The Call of the Wild

1903 The People of the Abyss

1904 The Faith of Men

1904 The Sea Wolf

1905 War of the Classes

1905 The Game

1905 Tales of the Fish Patrol

1906 Moon-Face and Other Stories

1906 White Fang

1907 Before Adam

1907 Love of Life and Other Stories

1908 The Iron Heel

1909 Martin Eden

1910 Lost Face

1910 Revolution and Other Essays

1910 Burning Daylight

1911 When God Laughs and Other Stories

1911 South Sea Tales

1912 The House of Pride and Other Stories

1912 A Son of the Sun

1912 Smoke Bellew

1913 The Night-Born

1913 The Abysmal Brute

1913 John Barleycorn

1913 The Valley of the Moon

1914 The Strength of the Strong

1914 The Mutiny of the Elsinore

1915 The Scarlet Plague

1915 The Star Rover

1916 The Little Lady of the Big House

1916 The Turtles of Tasman

1917 The Human Drift

1917 Jerry of the Islands

1917 Michael Brother of Jerry

1918 The Red One

1919 On the Makaloa Mat

1920 Hearts of Three

1922 Dutch Courage and Other Stories
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