Giuseppe Petronio
Critico e storico della letteratura italiano - (Marano di Napoli, 1 settembre 1909 – Roma, 13 gennaio 2003)

Cento anni fa, il primo settembre 1909, nasceva a Marano (Napoli) lo storico e critico letterario marxista Giuseppe Petronio. Dopo gli studi a Reggio Calabria, Napoli e Roma, fu insegnante d’italiano e latino nei licei e quindi docente di Letteratura italiana alle Università di Cagliari e Trieste, ove diede origine a una illustre “Scuola triestina”. Ha diretto dal 1967 e per decenni la rivista “Problemi” e dal 1984 è stato il presidente dell’“Istituto Gramsci” friulano.
Antifascista fervente, nel dopoguerra approdò al Marxismo e iniziò a dedicarsi a una intensa attività politico-sindacale con il Partito Socialista prima, con il partito Comunista poi. Scrisse molti libri, lui che ne aveva letti tanti e che aveva detto: «i libri vanno letti con la freschezza dell’adolescenza e insieme con l’esperienza degli anni maturi: candidi come colombe, astuti come serpenti» (del Marxismo aveva scritto: «Ha lasciato dietro di sé libri con i quali dobbiamo fare i conti»).
Con il manuale “L’attività letteraria in Italia: storia della letteratura”, scritto nel 1966 e rielaborato e riedito più volte, portò nelle aule scolastiche i metodi della critica letteraria marxista svolgendo un ruolo importante nell’affermare la laicità e la democraticità della scuola. Con i suoi saggi critici di grande forza pedagogica e divulgativa, si dedicò invece agli studi sull’Illuminismo e sulla letteratura del primo e secondo Ottocento, ma si occupò anche con divertita curiosità della letteratura di massa e di consumo (in tempi di globalizzazione) e del romanzo giallo o poliziesco (considerato lettura di evasione e divenuto con lui oggetto di studio ma anche tema utile per capire meglio la nostra società). Prestava attenzione al linguaggio e al metodo storiografico (una lettura del testo letterario che ne riunisse il significato sociologico e la realtà formale); molto critico della «Italietta delle veline» e della «sgangherata tivù dei biscardi», non si sentì mai tradito dal Marxismo, del quale diceva: «Che piaccia o no rimane un grande fatto di cultura e un metodo ancora valido per analizzare la realtà... come metodo critico, come capacità di leggere il proprio tempo, resta assolutamente attuale».
Petronio, spentosi all’età di quasi 94 anni, pochi anni prima di morire - ancora energico e vitale - scrisse il suo ultimo libro “Le baracche del rione americano”, romanzo di memorie, che racconta con l’usuale senso critico le sue esperienze di vita, il suo impegno letterario e la sua intensa partecipazione politica, ripercorrendo la formazione umana e culturale di un intellettuale protagonista del Novecento. A proposito di questo percorso nella memoria, scrisse: «Io vorrei tanto... rivivere l’animo di un tempo... ricalarmi intero in quel mio lontano e vicino passato, e perdermi in esso... Occorrerebbero doti di artista e una saga, un ciclo di romanzi alla Balzac o alla Zola... E viene infine il momento che il passato è lunghissimo, il presente un attimo effimero, il futuro uno spazio breve... da riempire tutto, finché sarà dato, con il massimo di attività e di piacere». (uno spazio di cui «la morte esalta il valore»).
Per lui sono stati usati i termini di “storicismo marxista”, “umanesimo laico” (fece parte dell’Associazione per la difesa della scuola laica di Stato”), “socialismo umanitario”, e spregiativamente quelli di “veteromarxismo” e “sociologismo”, ma un fatto è certo: egli seppe raccogliere le istanze di una società che - uscendo dalla paralisi del regime totalitario e dalla guerra - aspirava a modificarsi in senso democratico. Scrisse di lui Edoardo Sanguineti: «Uno dei rappresentanti più significativi di un’attenzione sociologica, di ispirazione marxista, portata alla letteratura»; Giulio Ferroni attestò  alla sua morte: «Con Petronio è scomparso uno degli ultimi grandi storici letterari italiani del ’900».

Silvia Iannello


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Opere  di Giuseppe Petronio (da Wikipedia)

Giosue' Carducci, pagg. 145, D'Anna, Messina, 1930
Il Decameron: saggio critico, pagg. 140, Laterza, Bari, 1935
Francesco De Sanctis 1817-1883, pagg. 124, Paravia, Torino, 1939
Formazione e storia della lirica manzoniana, pagg. 97, Sansoni, Firenze, 1947
Pirandello novelliere e la crisi del Realismo, pagg. 60, Lucentia, Lucca, 1950
Bonifacio VIII, pagg. 80, Lucentia, Lucca, 1950
Antologia Della Narrativa Romena, pagg. 488, Guanda, Modena, 1956
Parini e l'illuminismo lombardo, pagg. 300, Feltrinelli, Milano, 1961
Dall'illuminismo al verismo: saggi e proposte, pagg. 306, Manfredi, Palermo, 1962
Antologia della critica letteraria, 3 volumi (La Civiltà comunale, Dal Rinascimento all'Illuminismo, Dal Neoclassicismo al Decadentismo), pagg. 2292, Laterza, Bari, 1967
Dizionario Enciclopedico Della Letteratura Italiana, 6 volumi, Laterza, Bari, 1970
Il romanticismo, pagg. 196, Palumbo, Palermo, 1973
Letteratura di massa e di letteratura di consumo: guida storico e critica, Laterza, Bari, 1979
Il punto su: il romanzo poliziesco, pagg. 220, Laterza, Bari, 1985
Il sesso ossessivo: psicanalisi e critica letteraria, pref. di C. Bordoni, Zolfanelli, Chieti, 1992, ISBN 8874974035
Il racconto del Novecento letterario in Italia (1890-1940), pagg. 294, Laterza, 1993,
La letteratura italiana raccontata da Giuseppe Petronio, 5 voll., Mondadori, 1995
Il Piacere Di Leggere (La letteratura italiana in 101 libri), pagg. 372, Mondadori, Coll. "Oscar saggi", 1997
Sulle tracce del giallo, Gamberetti, Roma, 2000, ISBN 8879900285
Baracche del Rione americano, Unicopli, Milano, 2001, ISBN 8840007156




Esempio 1
dal 12 sett.2009
Come gli studiosi che hanno una precisa identità culturale Petronio ha ripercorso più volte il proprio cammino mentale e lo svolgimento che esso ha avuto dall'adesione giovanile al concreto e al vivente di De Sanctis, allo storicismo di Croce, allo storicismo integrale del marxismo: era l'evoluzione culturale delle generazioni che nel divenire tentavano di ritrovare il principio necessitante  e vitale .Sicchè tutta la metodologia di Petronio è un evoluzione verso il concreto: già attraverso una storia della critica non idealistica ( negli anni Cinquanta, con trenta volumi pubblicati da Palumbo) Petronio rinsaldava i punti di forza della nuova cultura che lo porteranno alla pubblicazione di Parini e l'illuminismo lombardo(1961), incentrato sull'accentuazione polemica del concetto di ragione illuministica nei confronti della ragione dell'Arcadia; polemicamente impegnato è  anche, in Dall'illuminismo al verismo (1962), nell'indicare le articolazioni interne e le novità dell'illuminismo, il ripudio del preromanticismo, la rivendicazione dell'originalità  del primo romanticismo lombardo. Negli anni sessanta la creazione della nuova metodologia letteraria di Petronio è sorretta dalla prima edizione di L'attività letteraria in Italia (1964), fondata sul concetto della letteratura educatrice, sulla storicità della letteratura (rinvigoritasi in Petronio dall'incontro con Marx, Gramsci, Lukàcs), sui limiti dei metodi formalistici (strutturalistici, semiologici). Tale opera  la prima che si rifà consapevolmente a Gramsci nel delineare una letteratura su uno sfondo sociale  indica l'allargarsi, nella società di massa, della base dei lettori, spiega la frattura tra società aristocratiche ed età borghese e, poi, di massa. La creazione, nel 1967, della rivista “Problemi” alimenta il vasto dibattito  suscitato dallo studio della letteratura di massa e di consumo, dalla rivalutazione del thriller, del fumetto, della letteratura  fantascientifica, del romanzo rosa, ecc. mentre i problemi  libri (dal 1972) concorrevano al rinnovamento dei metodi diventati immobili a causa della crisi della società e del problema educativo. Il quadro del Novecento letterario veniva completamente rinnovato nei primi anni Settanta da Petronio che con estrema chiarezza vedeva l'artificiosità formalistica della nuova avanguardia in pagine che rimangono memorabili per la loro forza e per il richiamo all'impegno della nostra cultura.
Fonte: Fondazione Corrado Alvaro
Giuseppe Petronio riceve il premio "Corrado Alvaro"
Una serie organica di saggi, la storia di una polemica, ormai ventennale, che un critico e storico letterario ha combattuto per riassegnare alla letteratura generi (soprattuto il "giallo", ma anche la narrativa di spionaggio e di fantascienza, quella "rosa", i fumetti ecc.) che una certa critica bollava come "paraletteratura". Apre il volume e gli dà il titolo, un lungo saggio che traccia la storia dell'incontro dell'autore e di una o più generazioni, con il "giallo", lettura di evasione prima, poi oggetto di interesse e studio, infine tema privilegiato per capire meglio la nostra società.
Cerca in questo Sito o nel web Servizio fornito da FreeFind

La Frusta! Cerca nel Web
I contenuti
Il racconto che si estende nel primo volume di quest'opera, che va dal 1980 al 1940, illustra la letteratura italiana del primo Novecento, le sue tecniche e le sue opere come elemento naturale di una precisa temperie sociale e culturale, frutto di eventi di storia e di costume, ma anche delle paure, delle illusioni e delle speranze collettive di uomini del loro tempo. In quest'ottica, perciò, fatti che le storie letterarie trascurano assumono per Petronio un rilievo di spicco: il movimento operaio, la questione femminile, le reazioni alla nascente civiltà delle macchine, la guerra, il costituirsi di una società di massa, il dirigismo fascista e il suo ambiguo rapporto con gli intellettuali, l'impatto con l'America, il continuo allargarsi e modificarsi del pubblico. Nel secondo volume, che presenta la letteratura italiana fra il 1940 e il 1990, si snoda invece la narrazione degli ultimi cinquantanni di cultura del nostro paese, una vicenda in cui si intrecciano storia politica e letteratura, società e storia del gusto, ideologie e coscienze individuali. Fornendo un'analisi spregiudicata anche delle ultime prove d'autore, Giuseppe Petronio, con la freddezza e capacità di comunicazione sviluppate in anni di insegnamento, ci guida per mano attraverso il Novecento letterario italiano con un'opera che si propone come modello di una storia letteraria consona a una moderna società di massa.

Loading
La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line