Otto Weininger  
Saggista austriaco (Vienna 1880- 1903a) 

  Nel 1903, pubblica Geschlecht und Character (Sesso e carattere), libro che diventò popolarissimo dopo il suo suicidio all'età di 23 anni. Ai nostri giorni, quest'opera  è spesso denunciata come sessista ed antisemita, anche se altri continuano a considerarla come opera che attesta  una grande saggezza spirituale.
  
Otto Weininger è figlio di  Adelheid e Leopold Weininger, orafo ebreo d'origine ungherese. Studente brillante, si iscrive all'università di Vienna una volta conseguita la  maturità. Studia soprattutto  filosofia e  psicologia ma anche le scienze naturali e la medicina. Ha nozioni anche di molte lingue straniere (l'italiano, il francese ed il norvegese poiché ammira Ibsen).

Nell'autunno 1901, Weininger prova a trovare un editore per “Eros e  Psiche”, opera  che propone per il conseguimento della sua tesi di laurea nel 1902. Incontra Sigmund Freud che non raccomanda tuttavia il suo testo a  nessun  editore. La sua tesi è accettata e Weininger consegue la laurea. Il 21 giugno 1902 si converte al protestantesimo.

Dopo avere viaggiato per un po’ attraverso l'Europa, torna a Vienna dove inizia  a soffrire di depressione. Nel giugno del 1903, dopo due anni e mezzo di lavoro accanito, il suo libro "Sesso e carattere - un'indagine fondamentale”, rimaneggiamento della sua tesi di laurea, è pubblicato da  Braumüller & CO, editori viennesi. Questo lavoro è, secondo l'autore, un tentativo “di illuminare le relazioni sessuali di una luce nuova e  decisiva”. Anche se il libro non è respinto dalla critica, non crea il clamore atteso.

Il 3 ottobre 1903, Weininger affitta una camera al 15 Schwarzspanierstrasse, nella casa in cui Beethoven morì. Il giorno dopo, è trovato in stato di incoscienza, steso a terra, il petto   squarciato da una ferita   procurategli da un proiettile. È portato d'urgenza all'ospedale dove muore all'età di 23 anni. August Strindberg scrisse all'amico intimo di Weininger, Artur Gerber, l’ 8/12/1903: “Quale uomo sconosciuto e misterioso, questo Weininger! Nato con la colpa, come me! (...) il fatto che abbia deciso di andarsene per me vuol dire che aveva perfettamente il diritto di farlo”.

Sesso e carattere
Nel suo libro Sesso e carattere, Weininger afferma e tenta di provare scientificamente che tutti gli esseri umani sono composti da un'associazione tra una sostanza maschile ed una sostanza femminile. L'aspetto maschile sarebbe attivo, produttivo, cosciente e morale/logico; il suo pendant  femminile sarebbe passivo, improduttivo, inconsciente e  amorale/alogico. In questo senso, la dualità maschile/femminile è una versione della dualità metafisica tradizionale carne /spirito.

Questa dualità maschile/femminile che Weininger riconosce in ogni individuo è associata ad una tematica morale che dimostra una forte influenza di Kant: ogni individuo ha il dovere di raggiungere un superamento della sua componente femminile o carnale a  favore della sua componente maschile o spirituale, cosa che risuona come un'eco all'imperativo categorico kantiano che prescrive al soggetto di superare la sua parte sensibile a  favore della sua parte intellegibile. Weininger sostiene che quest' emancipazione dovrebbe essere riservata alle “donne maschili”, per esempio ad alcune lesbiche, e che la vita di una donna sarebbe consumata nella funzione sessuale:   dall'atto sessuale, come prostituta, e dal suo prodotto, come madre. La donna sarebbe così un’ “unificatrice”. All'opposto, il dovere dell'uomo o meglio del  “maschile” della personalità, sarebbe di cercare di essere un genio e di superare la sessualità a favore di un amore astratto di Dio, dell'Assoluto, che troverebbe in sé stesso.

Una parte significativa di questo libro tratta del genio, senza alcuno dubbio scritta sulla scorta della sua esperienza personale. Oltre al suo evidente ancoraggio romantico, questa preoccupazione per il tema del “genio” denuncia ulteriori  influenze kantiane. Weininger afferma che alcune persone non sarebbero geni per esempio per la matematica o la musica, ma che esisterebbe soltanto il genio universale, nella quale tutto esiste ed ha un senso. Avanza l'ipotesi che tale genio sarebbe probabilmente presente in ogni individuo, ad un certo grado.

In un altro capitolo, Weininger, egli  stesso ebreo convertito al cristianesimo protestante nel 1902, analizza l’archetipo ebreo come “femminile” e   profondamente non religioso, senza vera individualità (cuore) e senza senso del bene e del male. Il cristianesimo è descritto come la “più alta espressione della più alta fede”, mentre   il giudaismo è chiamato “l'estrema  codardia". Weininger attacca la decadenza dei tempi moderni e la attribuisce in grande parte alle influenze femminili e dunque ebree. Da questa decadenza discende che tutti presentano una parte di femminilità, ciò che egli chiama tout-court “Ebraicità”.

Weininger si   suicidò con un colpo di pistola al cuore a Vienna, nella casa in cui Beethoven, l'uomo che considerava come il  più grande dei geni, morì. Questa fine lo rese famoso, ispirò molti suicidi mimetici e decretò al suo libro un successo immenso. Il suo lavoro ricevette l’apprezzamento lusinghiero di August Strindberg, che scrisse che quest'ultimo “aveva probabilmente risolto il più complicato dei problemi”, il “problema della donna”.

Influenze
 In una lettera a Jacques Le Rider, resa nota  nel 1986, Emil Cioran dice che ciò che l’affascinava in  Weininger era “l’esagerazione vertiginosa, l'infinito nella negazione, il rifiuto del buon senso, l’intransigenza mortale, la ricerca di una posizione assoluta, la mania di condurre un ragionamento  al punto in cui  si distrugge egli stesso e dove manda in rovina l’edificio di  cui fa parte”.
Karl Kraus, Robert Musil, Ludwig Wittgenstein, e in Italia Italo Svevo e   Julius Evola furono fortemente   influenzati da Weininger.



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pagina a cura di Alfio Squillaci
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Otto Weininger vedi il brillante saggio di Gilad Atzmon
Fonte:http://www.gilad.co.uk/
Traduzione it. per www.comedonchisciotte.org a cura di LAURA


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