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Karl Jaspers -  Piccola scuola del pensiero filosofico -ES, Milano, 1998, pp.165.

Scriveva M.me de Staël, in De L'Allemagne, che la differenza fondamentale tra la cultura francese e quella tedesca risiedeva nel fatto che la prima si fondava su l'esprit e si rivolgeva attraverso la conversazione brillante dei salotti a delle donne profumate; mentre la seconda si reggeva sul geist e aveva come riferimento, negli stift (seminari luterani) o in grigie aule universitarie, degli uomini vestiti di nero. Ognuno può trarne le proprie conclusioni e scegliere in quale patria culturale vivere. Certo è che il "profondismo" e l'astrattismo è stato il punto forte (e debole) della cultura filosofica tedesca. In questo libro del "profondo " Jaspers viene espresso il massimo di spirito divulgativo della filosofia tedesca ( se si esclude pensatori come E. Fromm che su altri punti hanno trovato l'incontro con le grandi masse di lettori). Si tratta di tredici lezioni di filosofia tenute da Jaspers presso l'ente radio-televisivo bavarese nei primi anni '60 e pubblicate qualche anno dopo in Germania. Adesso appaiono per la prima volta in Italia. Il lettore che voglia aprirsi qualche varco nel difficile e rarefatto mondo della filosofia potrà abbordare questo volumetto e trovare la trattazine dei temi che senza smettere la forma di austera meditazione, concedono più di un punto di contatto alla comprensione dei meno dotti. Per averne qualche idea si prenda la lezione sulla morte: «La morte sta di fronte ad ognuno. Ma non sapendo noi quando essa verrà, viviamo come se non dovesse sopraggiungere mai. Essendo in vita non crediamo propriamente in essa, sebbene sia per noi la cosa più certa».
Alfio Squillaci

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