AA.VV (Colombo, Ginsborg, Foa, Augias, De Mauro, Manzella, Sanvitale, Cardini) -  Italia, Istruzioni per l'uso - Giunti, Firenze, 1997, pp 110


Di questo volume collettaneo, che raccoglie gli atti di un convegno, segnaleremo solo l'intervento dello storico inglese Paul GinsborgAlle origini della crisi attuale: la cultura politica italiana in una prospettiva storica. Il breve e denso saggio ha infatti il pregio di fornirci degli aperçus formidabili su quel rompicapo che è diventato ormai l'Italia.
Di fronte alla crisi che si è aperta davanti a "una delle democrazie più corrotte d'Europa", Ginsborg ci invita a penetrare la superficie degli eventi recenti che la riguardano (alcuni anche confliggenti, come la lotta dei magistrati per la legalità e la versione videocarismatica della democrazia di Berlusconi entrambe appoggiate dagli italiani) per coglierne i processi conflittuali profondi, di lunga durata, che affondano nella storia e nell'antropologia. 
Le origini della crisi attuale vanno ricercate, per Ginsborg, nella cultura politica di un Paese come il nostro: a) mediterraneo; b)cattolico; c) civilmente incompleto, ossia un Paese che non ha portato a termine la sua "rivoluzione borghese". La "mediterraneità" dell'Italia si estrinseca soprattutto nel peso che hanno avuto nella nostra vita civile istituti antropologicamente forti quali il familismo amorale, il clientelismo, il particolarismo in genere, e che hanno costituito il telaio su cui si sono intessuti i comportamenti privati e pubblici dei nostri connazionali. A tutto ciò si connette il peso del cattolicesimo ove si consideri che: la Chiesa cattolica "ha una struttura e una ritualità molto vicine a quelle del clientelismo contemporaneo" (raccomandarsi, ricordiamo, si dice "averci santi in paradiso"); la dottrina cattolica della Chiesa ha sempre svalorizzato i doveri verso  la società civile; la Chiesa, Stato dentro lo Stato, ha sempre alimentato (o mai scoraggiato), la radicata sfiducia verso lo Stato.
Ancora più stimolante il punto che segnala la debolezza della "rivoluzione borghese". Questa per Ginsborg non è un 
momento ma un processo, ossia un arco temporale di lunga durata, che vede il duplice fenomeno dell'affermarsi del capitalismo, sul versante economico, e della formazione dello Stato moderno,  su quello politico. Ma sia il Mercato che lo Stato, visti non solo come fatti ma come valori hanno stentato ad affermarsi nel nostro Paese perché soffocati da quei vecchi modelli di cultura politica la  cui cortocircuitazione è alle radici della crisi attuale.
Alfio Squillaci





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