Marco Bacci - Giulia che mi sfugge - Baldini & Castoldi, Milano, 1998, pp.179.

Avete amato Jim Morrison, i film di Wenders, i romanzi di Burroughs e di Huxley, i libri di Chatwin, lo zen, Jung e Reich? Siete fanatici della Rete e proprietari di un prodigioso orologio in grado di retrodatare di un minuto la vostra realtà? Se trovate interessante una storia in cui Andrea, da ex broker a Hong Kong, in seguito ad un terremoto finanziario da lui provocato finisce custode in un Sacrario tedesco sulle Dolomiti e qui in una baita, dove vive, si accoppia con una Giulia nella "Posizione-del-grillo-che-si-prepara-al-salto-dal-filo-d'erba-curvo", oppure la "Posizione-del-serpente-tra-le-cesoie-minacciose"... Se vi riconoscete in quella chincaglieria culturale (ahimè quella della mia generazione) e sentite ancora il fascino della prosa casual di un quarantaquattrenne... ebbene, ecco il vostro romanzo. Quanto a me, allorché a pag.123 l'io narrante ha buttato lì un «ditemelo se vi sto annoiando», ho annotato a margine un «Nooooo» seguìto da una grandinata di punti esclamativi.


Alfio Squillaci
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