Andrea Bajani
Morto un papa
  Portofranco, 2002


Se non ricordo male, soltanto con Tre uomini in barca (Jerome), Il lamento di Portnoy (Roth) e Straniera (Dovlatov) avevo riso tanto come ho riso con Morto un papa di Andrea Bajani (Portofranco editore, 7,75 euro. Non sbattetevi, ché in libreria purtroppo non si trova - non si è MAI trovato, credo. Se
volete leggerlo, andate sul sito www.portofrancoeditori.it e ordinatelo da lì. Oppure chiamate direttamente l'editore, Alberto Gozzi, al numero 0118121379).

Almeno in una pagina ogni due una battuta, un gioco di parole, una situazione comica, un nonsense... da alcuni paragrafi si potrebbe tranquillamente estrarre materiale per una barzelletta, una storiella divertente.

Bellissima e perfettamente riuscita l'idea della narrazione "ipertestuale", che si svolge su - almeno - due piani: il testo vero e proprio e le note a piè di pagina.

Su Tuttolibri di qualche tempo fa Giovanni Tesio parlava di ascendenze manganelliane sulla scrittura di Bajani. Io invece ci ho ritrovato un bel po' di David Foster Wallace, soprattutto La scopa del sistema, e in parte Infinite Jest.

La strepitosa immagine del papa con bandana sul cranio e mitra a tracolla resterà nella storia della letteratura comica di questi anni, lo dico senza esagerazione.

Il romanzo di Bajani mi sembra - tra le altre cose - un efficace ritratto della burocrazia italiana, un percorso divertente e (ma) agghiacciante nei cunicoli tortuosi di uffici, assessorati, timbri, carte bollate (partite iva pure per fare i terroristi!).

Due idee/immagini bellissime, nascoste nelle pieghe di una narrazione di "genere" (o di metagenere?) ma che valgono l'intera bibliografia passata, presente e futura di autori major che se la tirano da qui a Marte (leggi Bevilacqua, Baricco, Mazzantini, Tamaro, De CarloYoshimoto, Erri De
Luca...). La prima: quella che spinge Adamo a imbracciare le armi ("Sono arrivato ultimo, tutto quello che so mi è stato raccontato"). Ci si potrebbe discutere su per una decina di giorni ininterrottamente, su 'sta cosa qua...
La seconda: l'immagine poeticissima del gruppo degli sgangherati sovversivi che tirano sassi a un bidone, mentre viene giù la grandine su piazza Navona.
Leggetelo.

Piero Sorrentino
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Esempio 1
dal 10 gen. 2003
Un padre che si sbellica davanti a una tv che trasmette incessantemente le sequenze del rapimento Moro; una madre si chiede chi diavolo abbia sposato e riversa la sua angoscia su un bambino incredulo...




ANDREA BAJANI

è nato a Roma nel 1975. Si occupa di narrativa per L'Indice, Pulp e Fernandel. Morto un papa è il suo primo romanzo.

La sua vita in azienda è fatta di giornate passate a scrivere lettere di licenziamento, guardando i colleghi "in esubero" che ripongono gli oggetti personali dentro piccole scatole e si avviano lentamente verso casa. La sua vita fuori dall'ufficio, invece, è l'invenzione di una paternità: un ciclone messo in movimento da Martina e Federico, che sono troppo piccoli per diventare grandi e aspettano il ritorno del padre dall'ospedale. Dopo tante parole sprecate per congedare la gente, bisognerà trovarne di intatte per spiegare a loro due che non tutte le cose finiscono, e non tutti i saluti sono degli addii. 

Piero Sorrentino
La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line