Eric Berne - A che gioco giochiamo

Sinossi

(Games People Play). Opera dello psicologo statunitense Eric Berne (1910-1970), pubblicata nel 1964. 
Berne, che iniziò la sua carriera come psicoanalista, in questo libro espone la teoria e le applicazioni dell'analisi "transazionale", una forma di analisi del comportamento e di psicoterapia da lui stesso elaborata. Il nuovo tipo di analisi costruito da Berne muove da una delle intuizioni più recenti della cultura americana: la rappresentazione della realtà umana in forma di giochi, derivazione di certi presupposti della teoria matematica dei giochi negli anni Quaranta. L'analisi transazionale attribuisce all'individuo tre differenti "stati dell'io": Genitore, Adulto, Bambino. L'io Genitore impartisce all'individuo ordini e insegnamenti parentali, l'io Adulto esercita una valutazione obiettiva e critica della realtà, l'io Bambino spinge l'individuo a comportamenti infantili e arcaici. Questa tripartizione non è comparabile a quella di Freud (Super-Io, lo, Es), dato che essa serve a Berne solo per descrivere il rapporto sociale (il quale implica almeno due persone), come "transazione" tra i rispettivi stati di due individui. Tra le transazioni che si verificano tra individui impegnati in uno scambio sociale, Berne distingue varie forme: i "rituali", le "procedure", i "passatempi", e infine i "giochi" Un "gioco" è un insieme ricorrente di transazioni tra individui: la loro motivazione è nascosta - agli stessi giocatori - in modo che esse possono essere ripetute con monotonia, fino a caratterizzare l'intera vita di un individuo. Un caso di gioco tipico è quello che Berne chiama "Tutta colpa tua", diffusissimo tra coniugi. Eccone un esempio: la moglie si lamenta perché il marito non le permette di partecipare ad attività sociali, tanto che non ha imparato a ballare. Dopo il trattamento psichiatrico, prende il coraggio di iscriversi a una scuola di danza e si accorge, disperata, di avere una paura morbosa delle piste da ballo ... Diventa così chiaro che il marito di cui si lamentava - e che non a caso lei si era scelto in quanto, tra i corteggiatori, era il più autoritario - le proibiva una cosa di cui lei aveva paura, entrando così come pedina nel suo gioco. Il suo io Bambino aveva scelto un marito che le impedisse di prendere coscienza delle sue fobie. Berne descrive molti altri giochi, tra cui il PAR ("Prova a riscuotere"). il PAFF ("Prova a farla franca"). il THBFDP ("Ti ho beccato, figlio di puttana"). "L'alcolizzato", "Il Tribunale","L'occupatissima" ecc. Questa accurata e arguta descrizione dei giochi ha un fine catartico: cioè che ci si renda conto del "gioco che stiamo giocando" a nostra insaputa, per liberarcene, e non giocarlo più. Non tutti i giochi però, per Berne, sono "cattivi": un capitolo è riservato, difatti, ai "giochi buoni". "Buono" è quel gioco che contribuisce sia al benessere degli altri giocatori - quelli cioè che sono coinvolti nel gioco - sia alla completa realizzazione di chi dà avvio al gioco. Nella parte finale il libro affronta in modo più generale l'importanza dei giochi nella vita sociale. In essa l'artificialità del gioco è contrapposta a quei valori che Berne considera positivi: la consapevolezza dei propri desideri, la spontaneità, e la vera intimità tra 
gli individui che rende superfluo ogni gioco. Trad. di V. Di Giuro (Milano, 1967).
S.Ben. 
(Dizionario delle opere e dei personaggi Bompiani)

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Esempio 1
Testo fondamentale della psicologia contemporanea, A che gioco giochiamo ha costruito l'ipotesi e gli strumenti di un nuovo tipo di analisi terapeutica, l'analisi transazionale, utilizzando la rappresentazione della realtà in forma di giochi. Dire gioco significa dire in un altro modo, semplice ed esemplare, in che posizione e in che ruolo una persona intende mettersi rispetto a un ambiente o a un'altra persona. Il marito che tormenta la moglie, l'amico che perseguita l'amico, il superiore che si rivale sul dipendente, con lo stesso motivo o pretesto, tendono a ricreare circostanze sempre uguali. L'analisi transazionale, come metodo e come teoria, consente al giocatore, di identificare il suo ruolo nel gioco che tende a ripetere, e definisce così la base per una possibile autonomia critica dai meccanismi di gioco, e forse per una possibile liberazione.
<<< Vedi l'ottima analisi  del testo di Berne condotta da S. Angileri

L'osservazione dell'attività sociale spontanea, condotta in maniera particolarmente produttiva in certi gruppi di psicoterapia, rivela che ogni tanto la gente muta atteggiamenti, punti di vista, voce, vocabolario e altri aspetti del comportamento. Insieme col comportamento spesso cambia anche il modo di sentire. In un determinato individuo, un certo tipo di comportamento corrisponde ad un particolare stato psichico, mentre un altro è in rapporto con un atteggiamento psichico diverso, spesso incompatibile con il primo. Questi cambiamenti e differenze suggeriscono il concetto di stati dell'io." (Eric Berne - Da "A che gioco giochiamo ?")
 
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La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line
Eric Berne (1910- 1970)
Nato Eric Bernstein da padre medico e madre scrittrice, l'autore crebbe a Montreal, Canada. Si laureò presso la McGill University nel 1935 con una laurea in medicina, e frequentò corsi di  psicoanalisu presso la Yale University. Diventato  cittadino degli Stati Uniti,  lavorò presso il Mt. Zion Hospital di New York e nel 1943 cambiò il suo nome in Eric Berne. 
Durante la Seconda Guerra Mondiale Berna  lavorò come psichiatra dell'esercito americano, e poi riprese i suoi studi con  Erik Erikson al San Francisco Psychoanalytic Institute. Si stabilì in California alla fine del 1940. Ebbe un apptroccio libero e disincantato con la psicoanalisi, e il suo lavoro sugli stati dell'Io si è evoluto nel  decennio successivo in analisi transazionale. Ha fondato  l'Associazione Internazionale di Analisi Transazionale, dividendosi tra studio privato di consulenza e pratica  ospedalieria 
Berne ha scritto su diversi temi. Oltre al suo bestseller Games People PlayWhat Do You Say After You Say Hello (1975), dove  esamina l'idea di ' vita come copione', ha scritto anche Guide to Psychiatry and Psychoanalysis (1957), Structure and Dynamics of Organizations and Groups (1963), Sex in Human Loving (1970) e, postumo, Beyond Games and Scripts (1976). Vedi anche la biografia di Elizabeth Watkins Jorgensen, Eric Berne: Master Gamesman (1984). 
Berne amava descriversi come  un "Bambino" ben sviluppato e una volta si descrisse come "un adolescente di 56 anni". Fu un giocatore di poker e si  sposò tre volte. Morì nel 1970. 

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