Virgilio Brocchi  - La Razza  - Mondadori,  Milano 1935

« L'ho ucciso , perché non si uccidesse. L'ho ucciso perché credo nell'eternità, e volevo che per l'eternità fosse mio sposo chi come sposo doveva essermi tolto...»   e l'ossa fremono amor di patria mentre il groppo alla gola s'ingrossa e le lacrime sgorgano come da una fontana... Rientri in te dopo questa La Razza  di Virgilio Brocchi che ancora c'è voglia di rileggere qualche pagina dal volumetto Mondadori Milano, Semper et ulteridius progredi, del IV 1935 A. XIII:
«Intendiamoci io non credo affatto al feroce mito della "razza" nel senso degli Atta Troll nibelungi, che si proclamano ariani in contrasto col mondo; e tanto meno ci posso credere pensando ala Sicilia che è un meraviglioso crogiolo dove si sono rimescolati popoli di tute le origini, piombati lì dentro da tutti i punti cardinali, e tanto vi hanno insieme ribollito che si sono amalgamati in un solo metallo. Fenici e Greci, Romani e Cartaginesi, Saraceni, Normanni, Aragonesi, mescolando in quell'ardore di vulcano...»

Lei, la marchesina Rosalia, fuma e guida l'automobile, ma alla fine sono i sentimenti radicati nel cuore che le impongono la strada ed è tutto un ribollire d'Onore e  d'Amore coi villani che, commossi, approvano.

Se volessi trovare un'allegoria calzante ci metterei Michael Jackson su un strada sporca mentre avanza come un re tra  troll urlanti che confidano in lui. E  il vecchietto gli dice: do the right think, man.
Si,  Fai la cosa giusta Rosalia!
Facci piangere col tuo tragico amore !

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dal 27 sett. 2002
Esempio 1
Copertina del periodico fascista e razzista   diretto da Telesio Interlandi   dal 1938.
CORRIERE DELLA SERA, 1 Nov. 1938 
GUIDO PIOVENE:
"Recensione del libro di Telesio Interlandi (Fondatore e direttore "Difesa della Razza") "Contra Judeos":
"Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'è di giudaico nella cultura.
Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei è il risultato di una tenace battaglia".

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CORRIERE DELLA SERA, 5 Lug.1941 CURZIO MALAPARTE:
"Basta spingersi nei quartieri poveri (di Jassy) per rendersi conto del pericolo sociale che rappresenta la enorme massa del proletariato giudaico. E' infatti dai miseri tuguri di quei quartieri che sono partite le prime fucilate contro i soldati"


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CORRIERE DELLA SERA,11 Giu.1939 PAOLO MONELLI:
"(Gli ebrei) appaiono tutti uguale, come i cinesi, come i negri, come i cavalli, adeguati agli incroci consanguinei, dall'eguale vita, dagli uguali squallidi orizzonti. Non si capisce la ragione di questo darsi d'attorno per tutta la giornata, di questo affaccendarsi senza tregua. Sono miserabili, tengono stretti i loro quattrinelli nella pezzuola o nel pugno. Sono un inesausto serbatoio, questi ghetti polacchi. Ogni anno di ebrei ne emigrano a decine di migliaia, invadono il mondo, eppure son sempre più numerosi. Sono oggi quattro milioni, prolifici e straordinariamente resistenti nonostante le miserabili condizioni di vita.
La Polonia paga oggi il fio di una politica troppo accogliente per secoli."

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