A Jane Eyre s'è ispirata con una punta di  polemica la scrittrice anglo-caraibica Jean Rhys nel redigere il suo romanzo Il grande mare dei Sargassi (Wide Sargasso Sea).
Infatti caraibica era la prima moglie di Rochester, Bertha Mason, segregata in soffitta. Il romanzo della Rhys mette in alternanza le voci di Rochester (seppur non nominato esplicitamente) e Antoinette Cosway moglie ripudiata e battezzata Bertha, e si pone come ipertesto rispetto al  testo originario di Charlotte nel tantivo di ricostruire gli antefatti che nell'ipotesto sono lasciati nell'ombra (è stato detto che è un tale of the telling piuttosto che un telling of the tale).  Il romanzo nella seconda parte prende vita propria, ma certo è un significativo esempio della forza che ha questo classico inglese nella narrativa anglosassone. 




















Inoltre è proprio dalla segregata viva Bertha che Sandra  Gilbert e Susan Gubar prenderanno ispirazione per il loro lavoro: La pazza in soffitta (The Madwoman in the Attic dedicato alla Bronte e all'immaginario femminile ottocentesco.

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  Charlotte  Brontë - Jane Eyre  -                                                                           Riassunto e analisi


Jane Eyre  è  un romanzo, parzialmente  autobiografico,  in cui attraverso  gli amori di una povera   governante e di un ricco gentiluomo viene svelato tutto un contesto storico e sociale. Un romanzo psicologico che si dilata nel romanzo sociale e un romanzo sociale che  si  focalizza nel microcosmo di una vicenda sentimentale anatomizzata nel dettaglio.   Il romanzesco vi viene messo al  servizio del reale, e l’impressione dominante rimane la veridicità: veridicità suprema dei personaggi, più reali di molti esseri viventi. Le osservazioni di Jane su Rochester, sulla società che la circonda e su se stessa, le descrizioni dei luoghi, della natura, della temperatura stessa, ogni cosa è elemento palese di verità. Brontë si stupiva, per bocca di  Jane Eyre, che ci sia gente incapace «di cogliere il carattere di una persona o di non sapere  osservare e descrivere gli aspetti essenziali delle persone o delle cose». Essa stessa possedeva una percezione eccezionale di questi aspetti rilevanti, una percezione che rende credibile un racconto di cui alcuni elementi (in particolare tutti gli eventi associati alla pazzia di uno dei personaggi), potrebbe generare incredulità.

Jane conosce da bambina  ogni tipo di traversia: rimasta orfana, è accolta dalla zia che la odia e la interna fino all’età di diciotto anni in un  collegio di una terrificante severità. Due persone si prendono cura di lei; una coetanea che diventa la sua sola amica e confidente ma sarà stroncata dalla tubercolosi e una istitutrice che le vuole bene e che intuisce la sua intelligenza ed i suoi talenti. Ecco tutto il bagaglio emozionale di Jane. 

Quando a diciotto anni Jane ottiene un’occupazione come  governante a Thorncliff, è una donna  già fatta,  razionale, con un pensiero personale già formato, schivante le convenzioni e  i pregiudizi. È xxxxxxxxx xxxxx maturità stupefacente che Rochester inizia ad interessarsi a  lei.  Si è rimproverato alla Brontë il carattere idealistico xxxxxxxxx xxxxx con Rochester. Occorre in effetti leggerle come dei dialoghi   platonici : «xxxxxxxxx xxxxx una giovane donna ordinaria, xxxxxxxxx xxxxx, sia priva  di cuore o di anima?  Siete in errore!  Io ho  cuore quanto xxxxxxxxx xxxxx più anima  di voi(...) Non mi xxxxxxxxx xxxxx le abitudini e le convenzioni correnti o del pari come ad un xxxxxxxxx xxxxx: è il mio spirito che parla al vostro; come se xxxxxxxxx xxxxx ultraterreno e ci  trovassimo inginocchiati dinanzi a Dio: xxxxxxxxx xxxxx».  Ecco rivelata la profondità dell’xxxxxxxxx xxxxx di Jane per Rochester: è un xxxxxxxxx xxxxx che va oltre le xxxxxxxxx xxxxx sociali (spietate  in  quell’epoca verso le xxxxxxxxx xxxxx: basta xxxxxxxxx xxxxxe individui di ceto sociale differente xxxxxxxxx xxxxxi: La Nuova Eloisa e Il Rosso e il Nero o per restare in ambito inglese Sense and Sensibility di Jane Austen  che mette questa xxxxxxxxx xxxxx). Un amore, anche, che va oltre  le stesse costrizioni della natura xxxxxxxxx xxxxx ed uguali, come se fossero già entrati nell’eternità.
Dichiarazione stupefacente da parte di una donna così giovane. Ella esibisce xxxxxxxxx xxxxx più o meno coscientemente tutti gli amanti: un sentimento incondizionato, fondato sull’armonia dei cuori più ancora xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx platonico. Jane Eyre ama Rochester con xxxxxxxxx xxxxx femminilità. Quanto a Rochester, è difficile vederlo come un essere privo di carnalità!
Ma cos’è xxxxxxxxx xxxxx Rochester? La sua bellezza?  «Quest’uomo ha sopracciglia spesse, una fronte ampia e squadrata, un naso più xxxxxxxxx xxxxx una xxxxxxxxx xxxxx, un xxxxxxxxx xxxxx e xxxxxxxxx xxxxx rigorose, sì, indubbiamente rigorose ed anche xxxxxxxxx xxxxx che come voleva la fisiognomica dell’epoca riflette il xxxxxxxxx xxxxx di Rochester, uomo scettico, disincantato, collerico, xxxxxxxxx xxxxx: che può passare dalla xxxxxxxxx xxxxx all’indifferenza più altera, se non alla crudeltà. xxxxxxxxx xxxxx però sviare da questi atteggiamenti fastidiosi; percepisce sotto di essi un grumo di sofferenza, e che essi servono   axxxxxxxxx xxxxxrsi agli altri.
E a chi somiglia xxxxxxxxx xxxxx ha l’aria di una bestiolina; placida, grave, dal fascino dimesso. Ma al lettore, al quale si rivolge costantemente, e che xxxxxxxxx xxxxx essere profondo; la sua passione intensa e immutabile, la sua penetrante lucidità, la sua intelligenza xxxxxxxxx xxxxxche interviene sempre per correggere gli accessi o gli eccessi della sua sensibilità, la sua capacità infinita di attendere  e xxxxxxxxx xxxxx. Tutte qualità che le serviranno per  penetrare nel carattere duro del suo padrone, a capirlo e  amarlo  gradatamente con tutto il suo essere, quindi, giunto  il momento della prova suprema, a sopportare le conseguenze penose della rottura.

Attraverso un intrico di eventi causati xxxxxxxxx xxxxxRochester, infatti, per il quale  la presenza di Jane gli è diventata   necessaria come il respiro, riesce a indurla a dichiararsi. 



















Tremendo è il colpo ricevuto da Jane:  si sente mancare, «senza volontà xxxxxxxxx xxxxx  il mio cuore, affondai in un profondo abisso in cui non incontrai alcun appiglio, e ne fui sommersa».
Maxxxxxxxxx xxxxxntenzione di ferirla e Jane non ha difficoltà a perdonarlo pur prendendo contestualmente l’amarissima decisione di separarsi dall’uomo che ama. xxxxxxxxx xxxxxncipio di moralità molto lontano dai nostri tempi possibilisti e forse per questo a noi xxxxxxxxx xxxxx. xxxxxxxxx xxxxx è xxxxxxxxx xxxxx ciò che dice il filosofo xxxxxxxxx xxxxx dice “no”   ai “si” del corpo, che esiste xxxxxxxxx xxxxxJane  si dice che  «le leggi ed i principi non sono fatti per i momenti della vita quando non siamo tentati. Sono fatti per xxxxxxxxx xxxxx come quello che vivevo, e allorché sia  il corpo che l’xxxxxxxxx xxxxx si ribellavano contro il loro rigore, il loro carattere implacabile li xxxxxxxxx xxxxxerli a mio piacimento, quale sarà mai il loro valore?  Ho sempre creduto che tali leggi  ne avessero uno; e se adesso  non pxxxxxxxxx xxxxxa chi farei mai del  male? Chi mai  nel mondo si preoccupa di me?»,xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx xxxxxxxxx xxxxx xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxLa sua xxxxxxxxx xxxxxonata, più devo avere   rispetto di me stessa». xxxxxxxxx xxxxxe ad una voce interiore, altrettanto imperiosa dell’amore al quale rinuncia, che ci rende Jane così profondamente vicina: «Era un xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx. Una mano di ferro scuoteva  lxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxrebbe potuto desiderare essere amata come me; e colui che mi amava xxxxxxxxx xxxxx, a quest’idolo!»

«Assenza, il più crudele dei dolori!»  È su questo duro percorso che si xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx Prova fisica della povertà, del freddo, della fame, e, in ultimo, di un xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx  che è, rispetto a  Rochester, ciò che è il giorno rispetto alla notte.   Non soltanto St John Rivers è bello ma «è un xxxxxxxxx xxxxxche, nel  perseguimento dei suoi ideali, è senza pietà per le sensazioni ed i desideri della gente dappoco. È meglio dunque che gli esseri meschini  si tengano discosti da lui se temono di essere xxxxxxxxx xxxxx verso il bene». 
Rivers che è un clergyman  (ministro della chiesa anglicana) rappresenta l’ideale xxxxxxxxx xxxxx «per il servizio del Supremo Sovrano ».   Se propone a xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx, non è per amore, ma per convenienza, per farne la sua sodale. Brontë xxxxxxxxx xxxxxil cupo Rochester che sfida le potenti leggi sociali e religiose per legare Jane alla propria vita; il solare  Rivers xxxxxxxxx xxxxx.  «Io presentivo che se mai avessi sposato quest’uomo buono, puro come una fonte profonda non illuminata dal sole, avrebbe potuto farmi morire rapidamente senza farmi spandere  xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxore estremamente dolorosa, una tortura». Agisce sempre in Jane questo scabro  realismo che fa barriera  alle lusinghe  ed alle seduzioni.

Tutte le carte del gioco dell’amore sono ora distribuite: ecco Jane, sexxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxper Rochester. Ecco Rivers, che ha tutte le qualità che dovrebbero renderlo piacevole, o, in ogni caso, esibisce tutte quelle  che fanno difetto in Rochester. Ma questi è lontano. Jane xxxxxxxxx xxxxx). Ed affronta coraggiosamente l’ultima prova, quella che per solito affronta  nelle fiabe il cavaliere alla ricerca dell’amata. Arrivando nei luoghi dove vive Rochester, scopre con orrore che il suo  maniero è andato completamente distrutto dalle fiamme.  Apprende tuttavia che Rochester, volendo salvare sua moglie, alfine morta nell’incendio, è diventato cieco ed infermo e vive recluso.


xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxvxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx
xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx
xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx




















Ed invero l’incontro tra i due oscilla fra il sublime e il lacrimevole. xxxxxxxxx xxxxxrischia di far collassare tutta la struttura narrativa nel romanzesco più puro e allarmante.

Lungo e duro è stato il cammino di Jane verso l’amore. È passata dallo stupore dell’amore nascente alla tortura dell’amore tradito, quindi vietato; xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx Brontë, dalle mani febbrili della scrittrice. 
Quanto a Rochester, le prove della vita,  gli hanno fatto perdere quella durezza che egli traeva dalla sua ricchezza e dalla sua condizione  sociale, mettendo a nudo il meglio di sé stesso.
Tocchiamo il cuore, il nodo e l’essenza  di questo romanzo: la sua xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx trovassimo inginocchiati dinanzi a Dio: uguali come in effetti siamo».  Quest’uguaglianza è quella della nudità delle anime. In questo senso  v’ è in Brontë, nella sua concezione dell’amore e delle prove necessarie al suo sviluppo (poiché come in una combustione è necessario che si distruggano le scorie perché resti l’amore puro)  qualcosa che la collega, avuto riguardo dei tempi e dei luoghi, ai tragici greci ed ai mistici.
a.s.

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Esempio 1
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Molte delle esperienze dell'autrice ricorrono nei romanzi che scrisse, dei quali "Jane Eyre" è il più celebre. Jane, esplicito alter ego della scrittrice, dopo anni di stenti e di solitudine, diventa istitutrice presso la famiglia Rochester. Il padrone di casa, cinico, è conquistato dalla personalità della ragazza. Ma quando scopre che la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia, Jane fugge abbandonando l'uomo che le aveva chiesto di sposarlo. Sarà un enigmatico presentimento a farla tornare indietro e a preparare lo sviluppo finale del romanzo.

Il matrimonio deciso, ecco che nel momento in cui il pastore sta per  benedire le nozze, spunta  un testimone che rivela l’esistenza di un’unione precedente, e la presenza a Thornfield (il castello di Rochester) di una donna,  legittima consorte, che, colpita da una forma incurabile di pazzia, vi è segregata sotto buona guardia.
Ed è la scena dell’agnizione  degna dell’incontro di Oreste ed  Elettra nella trilogia greca di Euripide. Jane è appena giunta al cader del giorno nella proprietà dove ormai Rochester vive con la sola compagnia di  due servi. Si offre di dargli da bere, mentre egli si stringe in un angolo della stanza vicino ad un magro fuoco di camino.  Pilot, il vecchio cane, l’ha appena riconosciuta e Rochester aguzza l’orecchio all’eccitazione dell’animale che Jane calma con qualche parola.
Immagini tratte dal film omonimo diretto da Julian Amyes, con Timothy Dalton, Zelah Clarke, Judy Cornwell (1983)

dal 17 nov. 2003
<<< Scarica il testo originale in inglese di Jane Eyre preceduto da un breve riassunto.

Qui

Charlotte  Brontë
Il professore
Baldini Castoldi, 2003

Qui

"Il professore" è il primo romanzo scritto da Charlotte, la più famosa delle tre sorelle Bronte. A suo tempo non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Gli si preferiva "Jane Eyre", in cui l'elemento fantastico e romantico predominava, così venne pubblicato solo dopo la morte. Questo romanzo narra in prima persona la storia di un uomo sensibile e colto, che fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire per andare a insegnare in una scuola in Belgio. Qui conosce Frances, una ragazza molto giovane e senza mezzi che da allieva diventa insegnante. Dopo alterne vicende, contrattempi e incomprensioni, la storia si conclude con un matrimonio.

Vedi anche di Charlotte Brontë
Villette
Fazi, Roma 2003

Qui

Pubblicato nel 1853, "Villette" è l'ultimo romanzo di Charlotte Brönte, l'unico che non si concluda con il matrimonio della protagonista, l'unico che abbia come titolo un luogo. Villette (immaginaria città del Continente in cui si adombra Bruxelles) rappresenta infatti un luogo fisico e una regione dell'anima: luogo della vita e della morte, della perdita e della speranza, ultima terra dove può realizzarsi l'amore. "Come sopportare la vita?", aveva chiesto Charlotte all'amato professor Héger: "Villette" è, in un certo senso, la risposta a questa domanda; per potersi riconoscere veri non si deve piacere al mondo, ma essere amati da chi si ama.

Vedi anche sulle sorelle Brontë questa monografia disponibile su IBS:

May Sinclair 
Le tre Brontë
Liquori, Napoli 2000
Esempio di un modo nuovo di fare biografie, questa monografia delle Bronte che l'autrice scrive nel 1912 insegue e tesse un effetto: "un effetto di unità, di consonanza, di profonda e tragica armonia", che è dettato innanzitutto dal luogo biografico, un angolo dello Yorkshire, che agisce sulle Bronte con la fatalità di un destino poetico. May Sinclair coglie tutta la novità delle Bronte: la nascita di una mistica della passione femminile; la forte coscienza della diseguaglianza dei sessi presente con tutto il suo carico di dolore nei romanzi di Charlotte, ma che non manca neppure in quelli di Anne; la prosa superba di Emily rispetto alle insufficienze della vita.

<<< Vedi anche Cime tempestose
di Emily Brontë
<<< Vedi un profilo delle sorelle Brontë. In questo sito.
«Poco dopo Charlotte, l’innamorata, scrisse ma non pubblicò un romanzo, The Professor, che raccontava in modo appena velato le sue esperienze sentimentali a Bruxelles. È un’opera indubbiamente mancata, nella quale l’inesperta aquiletta si affanna a rompere con gli artigli le reti della propria ignoranza letteraria. Ma ad ogni rigo vi si sente un vergine vigore che è già più di una promessa. L’anno dopo , senza preamboli, ecco Jane Eyre, uno dei più singolari romanzi del tempo, nel quale l’inesperienza è diventata originalità, la vita oppressa e conculcata dell’autrice diviene origine del primo manifesto femminista, della prima proclamazione dei diritti della donna a non esser più, come Charlotte dice, “the male’s cattle”, il bestiame del maschio. Nel Jane Eyre l’autrice si rivela padrona della propria tecnica e produce un libro pieno di fuoco contenuto, uno dei romanzi più vitali e commoventi che siano stati scritti».

Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Sandra M. Gilbert (Professor of English, University of California, Davis, USA)
Susan Gubar (Professor of English and Women's studies, Indiana University, USA)
 
The Madwoman in the Attic

The Woman Writer and the Nineteenth-century Literacy Imagination

In this work of feminist literary criticism the authors explore the works of many major 19th-century women writers. They chart a tangible desire expressed for freedom from the restraints of a confining patriarchal society and trace a distinctive female literary tradition.
Vedi  su Charlotte  Brontë questo bel sito italiano QUI


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