Charlotte Brontë - Jane Eyre - Riassunto e analisi
Jane Eyre è un romanzo, parzialmente autobiografico, in cui attraverso gli amori di una povera governante e di un ricco gentiluomo viene svelato tutto un contesto storico e sociale. Un romanzo psicologico che si dilata nel romanzo sociale e un romanzo sociale che si focalizza nel microcosmo di una vicenda sentimentale anatomizzata nel dettaglio. Il romanzesco vi viene messo al servizio del reale, e l’impressione dominante rimane la veridicità: veridicità suprema dei personaggi, più reali di molti esseri viventi. Le osservazioni di Jane su Rochester, sulla società che la circonda e su se stessa, le descrizioni dei luoghi, della natura, della temperatura stessa, ogni cosa è elemento palese di verità. Brontë si stupiva, per bocca di Jane Eyre, che ci sia gente incapace «di cogliere il carattere di una persona o di non sapere osservare e descrivere gli aspetti essenziali delle persone o delle cose». Essa stessa possedeva una percezione eccezionale di questi aspetti rilevanti, una percezione che rende credibile un racconto di cui alcuni elementi (in particolare tutti gli eventi associati alla pazzia di uno dei personaggi), potrebbe generare incredulità.
Jane conosce da bambina ogni tipo di traversia: rimasta orfana, è accolta dalla zia che la odia e la interna fino all’età di diciotto anni in un collegio di una terrificante severità. Due persone si prendono cura di lei; una coetanea che diventa la sua sola amica e confidente ma sarà stroncata dalla tubercolosi e una istitutrice che le vuole bene e che intuisce la sua intelligenza ed i suoi talenti. Ecco tutto il bagaglio emozionale di Jane.
Quando a diciotto anni Jane ottiene un’occupazione come governante a Thorncliff, è una donna già fatta, razionale, con un pensiero personale già formato, schivante le convenzioni e i pregiudizi. È xxxxxxxxx xxxxx maturità stupefacente che Rochester inizia ad interessarsi a lei. Si è rimproverato alla Brontë il carattere idealistico xxxxxxxxx xxxxx con Rochester. Occorre in effetti leggerle come dei dialoghi platonici : «xxxxxxxxx xxxxx una giovane donna ordinaria, xxxxxxxxx xxxxx, sia priva di cuore o di anima? Siete in errore! Io ho cuore quanto xxxxxxxxx xxxxx più anima di voi(...) Non mi xxxxxxxxx xxxxx le abitudini e le convenzioni correnti o del pari come ad un xxxxxxxxx xxxxx: è il mio spirito che parla al vostro; come se xxxxxxxxx xxxxx ultraterreno e ci trovassimo inginocchiati dinanzi a Dio: xxxxxxxxx xxxxx». Ecco rivelata la profondità dell’xxxxxxxxx xxxxx di Jane per Rochester: è un xxxxxxxxx xxxxx che va oltre le xxxxxxxxx xxxxx sociali (spietate in quell’epoca verso le xxxxxxxxx xxxxx: basta xxxxxxxxx xxxxxe individui di ceto sociale differente xxxxxxxxx xxxxxi: La Nuova Eloisa e Il Rosso e il Nero o per restare in ambito inglese Sense and Sensibility di Jane Austen che mette questa xxxxxxxxx xxxxx). Un amore, anche, che va oltre le stesse costrizioni della natura xxxxxxxxx xxxxx ed uguali, come se fossero già entrati nell’eternità.
Dichiarazione stupefacente da parte di una donna così giovane. Ella esibisce xxxxxxxxx xxxxx più o meno coscientemente tutti gli amanti: un sentimento incondizionato, fondato sull’armonia dei cuori più ancora xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx platonico. Jane Eyre ama Rochester con xxxxxxxxx xxxxx femminilità. Quanto a Rochester, è difficile vederlo come un essere privo di carnalità!
Ma cos’è xxxxxxxxx xxxxx Rochester? La sua bellezza? «Quest’uomo ha sopracciglia spesse, una fronte ampia e squadrata, un naso più xxxxxxxxx xxxxx una xxxxxxxxx xxxxx, un xxxxxxxxx xxxxx e xxxxxxxxx xxxxx rigorose, sì, indubbiamente rigorose ed anche xxxxxxxxx xxxxx che come voleva la fisiognomica dell’epoca riflette il xxxxxxxxx xxxxx di Rochester, uomo scettico, disincantato, collerico, xxxxxxxxx xxxxx: che può passare dalla xxxxxxxxx xxxxx all’indifferenza più altera, se non alla crudeltà. xxxxxxxxx xxxxx però sviare da questi atteggiamenti fastidiosi; percepisce sotto di essi un grumo di sofferenza, e che essi servono axxxxxxxxx xxxxxrsi agli altri.
E a chi somiglia xxxxxxxxx xxxxx ha l’aria di una bestiolina; placida, grave, dal fascino dimesso. Ma al lettore, al quale si rivolge costantemente, e che xxxxxxxxx xxxxx essere profondo; la sua passione intensa e immutabile, la sua penetrante lucidità, la sua intelligenza xxxxxxxxx xxxxxche interviene sempre per correggere gli accessi o gli eccessi della sua sensibilità, la sua capacità infinita di attendere e xxxxxxxxx xxxxx. Tutte qualità che le serviranno per penetrare nel carattere duro del suo padrone, a capirlo e amarlo gradatamente con tutto il suo essere, quindi, giunto il momento della prova suprema, a sopportare le conseguenze penose della rottura.
Attraverso un intrico di eventi causati xxxxxxxxx xxxxxRochester, infatti, per il quale la presenza di Jane gli è diventata necessaria come il respiro, riesce a indurla a dichiararsi.
Tremendo è il colpo ricevuto da Jane: si sente mancare, «senza volontà xxxxxxxxx xxxxx il mio cuore, affondai in un profondo abisso in cui non incontrai alcun appiglio, e ne fui sommersa».
Maxxxxxxxxx xxxxxntenzione di ferirla e Jane non ha difficoltà a perdonarlo pur prendendo contestualmente l’amarissima decisione di separarsi dall’uomo che ama. xxxxxxxxx xxxxxncipio di moralità molto lontano dai nostri tempi possibilisti e forse per questo a noi xxxxxxxxx xxxxx. xxxxxxxxx xxxxx è xxxxxxxxx xxxxx ciò che dice il filosofo xxxxxxxxx xxxxx dice “no” ai “si” del corpo, che esiste xxxxxxxxx xxxxxJane si dice che «le leggi ed i principi non sono fatti per i momenti della vita quando non siamo tentati. Sono fatti per xxxxxxxxx xxxxx come quello che vivevo, e allorché sia il corpo che l’xxxxxxxxx xxxxx si ribellavano contro il loro rigore, il loro carattere implacabile li xxxxxxxxx xxxxxerli a mio piacimento, quale sarà mai il loro valore? Ho sempre creduto che tali leggi ne avessero uno; e se adesso non pxxxxxxxxx xxxxxa chi farei mai del male? Chi mai nel mondo si preoccupa di me?»,xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx xxxxxxxxx xxxxx xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxLa sua xxxxxxxxx xxxxxonata, più devo avere rispetto di me stessa». xxxxxxxxx xxxxxe ad una voce interiore, altrettanto imperiosa dell’amore al quale rinuncia, che ci rende Jane così profondamente vicina: «Era un xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx. Una mano di ferro scuoteva lxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxrebbe potuto desiderare essere amata come me; e colui che mi amava xxxxxxxxx xxxxx, a quest’idolo!»
«Assenza, il più crudele dei dolori!» È su questo duro percorso che si xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx Prova fisica della povertà, del freddo, della fame, e, in ultimo, di un xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx che è, rispetto a Rochester, ciò che è il giorno rispetto alla notte. Non soltanto St John Rivers è bello ma «è un xxxxxxxxx xxxxxche, nel perseguimento dei suoi ideali, è senza pietà per le sensazioni ed i desideri della gente dappoco. È meglio dunque che gli esseri meschini si tengano discosti da lui se temono di essere xxxxxxxxx xxxxx verso il bene».
Rivers che è un clergyman (ministro della chiesa anglicana) rappresenta l’ideale xxxxxxxxx xxxxx «per il servizio del Supremo Sovrano ». Se propone a xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx, non è per amore, ma per convenienza, per farne la sua sodale. Brontë xxxxxxxxx xxxxxil cupo Rochester che sfida le potenti leggi sociali e religiose per legare Jane alla propria vita; il solare Rivers xxxxxxxxx xxxxx. «Io presentivo che se mai avessi sposato quest’uomo buono, puro come una fonte profonda non illuminata dal sole, avrebbe potuto farmi morire rapidamente senza farmi spandere xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxore estremamente dolorosa, una tortura». Agisce sempre in Jane questo scabro realismo che fa barriera alle lusinghe ed alle seduzioni.
Tutte le carte del gioco dell’amore sono ora distribuite: ecco Jane, sexxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxper Rochester. Ecco Rivers, che ha tutte le qualità che dovrebbero renderlo piacevole, o, in ogni caso, esibisce tutte quelle che fanno difetto in Rochester. Ma questi è lontano. Jane xxxxxxxxx xxxxx). Ed affronta coraggiosamente l’ultima prova, quella che per solito affronta nelle fiabe il cavaliere alla ricerca dell’amata. Arrivando nei luoghi dove vive Rochester, scopre con orrore che il suo maniero è andato completamente distrutto dalle fiamme. Apprende tuttavia che Rochester, volendo salvare sua moglie, alfine morta nell’incendio, è diventato cieco ed infermo e vive recluso.
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Ed invero l’incontro tra i due oscilla fra il sublime e il lacrimevole. xxxxxxxxx xxxxxrischia di far collassare tutta la struttura narrativa nel romanzesco più puro e allarmante.
Lungo e duro è stato il cammino di Jane verso l’amore. È passata dallo stupore dell’amore nascente alla tortura dell’amore tradito, quindi vietato; xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx Brontë, dalle mani febbrili della scrittrice.
Quanto a Rochester, le prove della vita, gli hanno fatto perdere quella durezza che egli traeva dalla sua ricchezza e dalla sua condizione sociale, mettendo a nudo il meglio di sé stesso.
Tocchiamo il cuore, il nodo e l’essenza di questo romanzo: la sua xxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx xxxxx trovassimo inginocchiati dinanzi a Dio: uguali come in effetti siamo». Quest’uguaglianza è quella della nudità delle anime. In questo senso v’ è in Brontë, nella sua concezione dell’amore e delle prove necessarie al suo sviluppo (poiché come in una combustione è necessario che si distruggano le scorie perché resti l’amore puro) qualcosa che la collega, avuto riguardo dei tempi e dei luoghi, ai tragici greci ed ai mistici.
a.s.
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