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Cristina De Stefano - Belinda e il mostro: vita segreta di Cristina Campo - Adelphi, Milano  

Cristina Campo - Lettere a Mita -  a cura di Margherita Pieracci Harwell  - Adelphi, Milano 1999

Dal newsgroup  "Italia Cultura Libri", un appassionato intervento di "Eusebia"

Da: "eusebia" <eusebiaparrotto@inwind.it>
Oggetto: biografia di Cristina Campo
Data: lunedì 3 giugno 2002 20.08

Ho letto il libro e poi ho avuto la possibilità di parlarne con
l'autrice, e quello che scrivo riporta anche le impressioni che ho avuto
dopo quell'incontro.

Dunque, il lavoro di Cristina De Stefano è stato lunghissimo,
meticoloso, maniacale. Ha indagato davvero dappertutto, e forse anche
troppo: ha raccolto materiale su ogni esperienza, ogni contatto, tutta
la quotidianità di cui era possibile sapere su Cristina Campo, e dopo
cinque anni ne ha fatto un libro. Un libro che sta stravendendo, ora in
ristampa perchè le prime cinquemila copie sono già andate, stanno
preparando l'edizione francese e ha anche, naturalmente, incrementato le
vendite dei libri di Cristina Campo.

De Stefano racconta tutto con estremo puntiglio, accompagnando ogni
momento con abbondanti citazioni di Cristina Campo. Un lavoro immane,
senza dubbio. Non a caso il libro si apre con quasi tre pagine di
ringraziamenti, pagine in cui ci sono quasi solo dei nomi, uno dietro
l'altro. E ci sono anche Elemire Zolla, Vanni Scheiwiller, Mario Luzi,
Margherita Pieracci Harwell, che sono le persone che meglio conobbero
Cristina Campo. Documentatissima, dunque.

Cristina De Stefano, alla presentazione del libro che si è tenuta qui a
Trento, ha affermato di essere più che innamorata, 'posseduta' da
Cristina Campo. E quindi che non è stato facile prendere le distanze
emotive da un lavoro che nasce da una passione sconfinata. Che la
tentazione della sfumatura adorante, del giudizio personale era forte.
Ma ha fatto di tutto, e c'è riuscita anche troppo (trovo quasi algido il
suo stile, infatti) per evitare quella partecipazione emotiva che
avrebbe potuto distogliere l'attenzione del lettore dalla figura di
Cristina Campo.

Ora, potrei dire ancora: il taglio è sicuramente quello
giornalistico-divulgativo: prosa piana, senza particolari espedienti
narrativi nè guizzi di originalità; che non ha lo spessore di un saggio
scientifico (nè questo era nelle intenzioni dell'autrice); che la foto
di Cristina Campo in copertina è stupenda: con quello sguardo sublime e
deciso, così come lei era; con la bocca silenziosa, dal disegno
perfetto; che ci sono altre foto più o meno conosciute all'interno (fra
cui un paio decisamente di cattivo gusto, a mio avviso, della sua stanza
fotografata qualche giorno dopo la sua morte, con le sue carte sparse
sul letto e per terra).

Ma la cosa più importante che si può dire di questo libro è: a cosa
serve? Che senso ha scrivere la biografia di una figura schiva e
appartata come Cristina Campo, raccontare quei meri fatti della sua
esistenza che tanto lontani sono dalle sue scritture? Cristina Campo
scrisse di sè che "ha scritto poco, e vorrebbe aver scritto anche meno":
era attenta a non dire una parola più del necessario, e ciascuna doveva
essere al massimo della raffinatezza: distillata, cesellata, curata fino
a raggiungere la quintessenza della purezza. A cosa serve, dunque,
sapere come viveva, chi e come amava, se e quanto era triste?
Tutto quello che è importante sapere della vita di Cristina Campo sta
nelle bellissime 'Lettere a Mita': lì c'è molto, tutto di lei. Tutto il
resto, per quanto autentico, per quanto documentato, per quanto scritto
con amore, è inutile.


ciao eusebia (Parrotto)


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dal 5 giugno 2002
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Esempio 1
Segreta e appartata, Cristina Campo scomparve nel 1977, nel silenzio quasi generale di una società letteraria che non era ancora in grado di capirla. Oggi critici e pubblico sembrano averla riscoperta, e la sua parabola esistenziale sommessa ma decisiva impone qualcosa di più, che vada al di là dei frettolosi stereotipi. Questa biografia, ricca anche di immagini, raccoglie le poche testimonianze edite e le moltissime inedite e sorprendenti - tratte da lettere, testimonianze e dal preziosissimo e finora sconosciuto diario del padre - sulla più misteriosa delle scrittrici italiane. 

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