Gaetano Cappelli - Parenti lontani - Mondadori, Milano 2000, ora Marsilio 2008

Sono giunto alle 415 pagine di questo romanzo attraverso una piccola avventura che capita ai lettori. Mi accadeva di leggere quest'estate (2007) il libro di Dorothy Zinn sulla raccomandazione, un saggio di etnologia culturale condotto con la classica ricerca "sul campo", che in questo caso era il comune di Bernalda nel materano. La vicina di ombrellone, mia figlia, stava invece leggendo un romanzo dal titolo wertmülleriano Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo di Gaetano Cappelli. Succedeva dunque che eravamo entrambi stesi su una spiaggia rovente della Sicilia ma con la testa ci trovavamo nella stessa regione, la "magica" Basilicata, immersa in pratiche clientelari, basilischi, perdigiorno, storie di briganti, insomma quel  Sud sotto Eboli dove Cristo si è fermato e da dove noi siamo invece irreversibilmente partiti.
Ovviamente non ho resistito alle pressioni della figlia che mi ingiungeva di leggere assolutamente il romanzo di Cappelli (è bello quando sono i figli ad assegnarti i compiti, segno che almeno da educatori  non abbiamo fallito, salvo non considerare queste ingiunzioni una loro piccola vendetta per i paterni "consigli che non si possono rifiutare" del passato!).  Sia come sia, ancora timoroso dell'imbeccata - non abbiamo gli stessi gusti in letteratura, ma lei ha imparato a conoscere i miei sebbene, ahimè, a non condividerli del tutto -,  ho abbordato, subito dopo il libro della Zinn, l'Aglianico e ne sono  rimasto talmente irretito, diavolo di un Cappelli, da desiderare di andare a ritroso e comprare subito su Internet qualche sua opera precedente, Parenti lontani, appunto.
Insomma, come fanno tutti i lettori un po' carogna, gli volevo dare un'altra verifica prima di farlo entrate nel mio pantheon privato: se  aveva scritto un romanzo altrettanto riuscito, m'ero imbattuto in uno scrittore da adottare. E così è stato. Cappelli è diventato un mio grande scrittore, e come accade in questi casi, ti viene voglia di leggere anche le sue note della spesa, il suo diario di adolescente, i suoi primi scritti sul giornale locale...

Parenti lontani  (per la cui ampia disamina  - questi sono infatti appunti sparsi di lettura -  rimando al bello spoglio critico che ne ha fatto il mio amico Bartolomeo Di Monaco qui) è un romanzone come se ne scrivevano una volta: con una struttura narrativa forte, dei personaggi altrettanto fortemente sbalzati, un'allure stilistica magistrale. La storia di Carlino di Lontrone si avvale di una scrittura umorale, erratica (talvolta troppo) con il filo del racconto che si avvoltola a serpentina, a cavaturaccioli, a vite senza fine; una trama senza un apparente nucleo stringente (se non il racconto della vita di Carlino che si dipana lungo gli anni '70 e '80 del secolo/millennio scorsi), favolosamente prolissa e  di eccellente fattura stilistica, oh questo sì, con improvvise accensioni e rapidi  guizzi, volgente al "grottesco triste" o all'aperta ilarità strapaesana.

Hai davanti, dunque, il ricco universo mentale e romanzesco di Cappelli, e questo è il suo stile. Tu pensi a petto di questo imperioso flusso narrativo che ti afferra per la gola e ti trascina fino all'ultima  pagina che se il miracolo (quello del lettore preso per il naso e portato dove vuole il demiurgo-narratore) avviene, com' è avvenuto, non occorre dopotutto una grande storia da raccontare (anche se questo è il solito solido Bildungsroman però, con le sue malizie strutturali ben nascoste), ma che basta avere una penna ben temperata e una mano sicura che ti sappia trasformare un paesello della "magica" Basilicata nell'ombelico del mondo.
Resta confermato l'assioma di Flaubert che lo stile è una "maniera assoluta di vedere le cose", che non è questione di cosa racconti ma di come la racconti, restando asseverata anche la massima che fu di Zola (Romanzo sperimentale)  che la rappresentazione/comunicazione letteraria non è che una sezione di realtà attraversata da un temperamento: una luce che si rinfrange in un prisma. E quello di Cappelli è il temperamento di un affabulatore instancabile e visionario, capace di aprire epicicli ed epicicli narrativi, fondendo e confondendo le storie, aggiungendo e sottraendo personaggi vorticosamente, nella certezza di condurre in porto tutti  gli eventi e tutti gli esistenti narrativi. Egli sa  infatti  perfettamente che agli inizi del romanzo tutto è possibile, a metà le cose divengono probabili, alla fine tutto diventa necessario (P. Goodman). Da qui anche la sua giusta preoccupazione di "chiudere" i suoi accumuli narrativi in un finale necessario (questo avviene in maniera del tutto convincente anche nell'Aglianico che si avvale di una doppia e intersecata storia che trova negli episodi finali la sua chiave di volta), nel proposito di tradurre un "meccanismo di rivelazione" qual è un romanzo di formazione, in un "meccanismo di risoluzione" quali sono ad esempio i noir  in cui tutto si deve spiegare e ogni satellite anticipatore deve essere inserito in una sua orbita necessaria. Questo non solo per pagare il debito contratto col lettore che in cambio di essere stato uncinato e trascinato nel  mondo interiore dell'artista chiede anche un finale esemplare ( il "come va a finire" che ci si scambia pigramente sulle spiagge), ma soprattutto perché l'artista stesso sa che nel finale tutti i romanzi diventano deboli (E.M.Forster).

Certo, la sospensione dell'incredulità avviene qui - specie nel sottofinale, allorché Carlino appena ventitreenne diventa un top manager con risalto a Wall Street e nei giornali economici - chiudendo un occhio da parte del benevolo lettore. L'iperbole della trama viene accettata solo per la bravura dello scrittore intento a parodiare sia le regole del capitalismo che quelle del romanzo a trama proliferante e ad abusare con l'acume dell'affabulatore strapaesano (la provincia d'Italia è piena di straordinari cacciaballe) delle agnizioni e dei coups de théâtre.

Alla fine si esce sazi e arricchiti da questo volume in cui il locale e il globale, la Basilicata e gli USA, finiscono nella stessa rete magistralmente. Nella mente resteranno alcuni personaggi straordinari, Nonnilde, Pit, Incoronata, Cybil, e alcuni episodi di grande presa emotiva (per noi che siamo coetanei di Cappelli), alludo al concerto dei New Trolls e all'atmosfera degli anni '70 nel Sud dei nostri giovanili anni perduti. Ma tutto il romanzo resta immerso in un "magico" (qui l'aggettivo è davvero necessario) favolismo narrativo  meridionale che difficilmente ci abbandonerà.
Alfio Squillaci
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Esempio 1
Gaetano Cappelli
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dal 9 luglio 2002
Un romanzo alla scoperta del "Nuovo Mondo", dagli anni Settanta della contestazione agli anni Ottanta degli Yuppies, ricco di personaggi e miti di due decenni di culture giovanili. Carlo, il protagonista, dopo un'infanzia e un'adolescenza vissute in un piccolo paese del Sud, tra le scorribande al seguito dell'idolatrato amico Pit e le soffocanti atmosfere della grande famiglia matriarcale retta con polso di ferro dalla tremenda Nonnilde, abbandona l'Italia per l'America. Dopo un training massacrante Carlo, che vuole emulare le imprese di suo padre, viene trasformato in uno spregiudicato uomo d'affari dal ricchissimo zio Richard.

Parenti lontani racconta la storia di Carlino di Lontrone, un giovane orfano alla scoperta del mondo, dalle notti on the road nella lontana provincia lucana, alla New York degli anni Ottanta, dove s'imbatterà in tycoon arroganti, maghi guru e gangster, artiste d'avanguardia e miliardarie bizzose, barboni e snob squattrinati e in una ragazza che sembra una favolosa nullità e che è invece destinata a diventare un'icona del nostro tempo: Madonna.
Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo
AutoreCappelli Gaetano
Strana davvero la vita! Il brillante Riccardo Fusco sembrava destinato a grandi cose e ora trascina la sua esistenza schiacciato dal successo della moglie regista che lo ha ridotto al ruolo umiliante di baby-sitter delle quattro figlie, tradendolo inoltre col primo attore di passaggio. Graziantonio Dell'Arco, una vecchia conoscenza del liceo su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, è invece divenuto uno degli uomini più ricchi e famosi d'Italia. Ma anche lui ha i suoi guai, insolentito com'è dall'inimitabile dandy Yarno Cantini che lo ha additato alla nazione intera come il principe dei neo-cafoni. L'incontro fortuito tra i due amici di un tempo sembrerà dare a Riccardo una via di fuga dalla sua piatta esistenza catapultandolo nel mondo dorato del jet set, e a Graziantonio l'occasione di vendicarsi di Yarno, attraverso una storia piena di colpi di scena, dove in un esilarante gioco d'incastro tra presente e passato s'incontrano personaggi come Chatryn Wally Triny, la sofisticata critica newyorkese cui spetta di stabilire qual è il vino migliore del mondo, e la ributtante strega Lia la Bavosa detentrice dei segreti della magia lucana; l'avido latifondista Michelantonio Dell'Arco che da improbabile re del gas metano si trasformerà in re della gassosa, e il subdolo giocatore di biliardo Carmine Addario suo complice; l'artista Mikail Nikolaevic Trepulov, costretto a dipingere ritratti di Stalin e lo sfortunato pittore italiano Ernesto Dell'Arco.
BIOGRAFIA

Gaetano Cappelli vive a Potenza, dove è nato nel 1954. Si e' occupato di rock e minimal music, producendo saggi ormai introvabili come Minimal trance music ed elettronica incolta, (Sconcerto, 1982), firmato insieme a Tomangelo Cappelli, vero e proprio libro di culto per gli appassionati del genere.   Ha curato l'edizione degli scrittori del romanticismo tedesco Jean Paul e Adalbert von Chamisso.   Ha scritto un ritratto di Mario Schifano per le edizioni i Campi dell'oblio, stampato in venticinque copie e ripreso nel catalogo della mostra a Spoleto, curata da Achille Bonito Oliva (Charta, '98), dopo la morte dell'artista. Suoi racconti sono apparsi un po' dovunque su  riviste e antologie.

Ecco un elenco dei piu' importanti su antologia: "Qualcosa di blu" su Nero italiano (Mondadori, '90), "Tre mestieri sentimentali" su Italiana (Mondadori,'91), "Toccati" su Panta (Quadrimestrale '91, n.6, Bompiani), "Vero amore" su Crimine (Stampa alternativa, '95), "Due racconti di fine estate" su Raccontare Trieste 1998 (Trieste Carta & Grafica, '98), "Canzoni della giovinezza perduta" su Prefigurazioni (Avagliano Editore, '99), "Salvati", sull'antologia di scrittori del Sud Disertori (Einaudi, 2000). Ha curato, con Michele Trecca e Enzo Verrengia, l'antologia Sporco al sole, racconti del sud estremo (Besa, '98).  Ha pubblicato i romanzi: Floppy disk (Marsilio, '88), Febbre (Mondadori, '89), Mestieri sentimentali (Frassinelli, '91), I due fratelli (De Agostini, '94), Volare basso (Frassinelli,'94), Errori (Mondadori,'96), Parenti lontani (Mondadori,'00, Marsilio '08), Il primo (Marsilio,'05), Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo (Marsilio '07)



  Vedi anche in questo sito: G. Cappelli - La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo - Lettura di B. Di Monaco
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