<<<Ritorno all'Indice Recensioni
Cerca in questo Sito o nel web Servizio fornito da FreeFind

La Frusta! Cerca nel Web
Esempio 1
Esempio 1
Blaise Cendras -  Piccole storie negre per i  bambini dei bianchi - Donzelli, Roma 2006

Sette anni dopo la pubblicazione della “Anthologie nègre”, che contribuì a diffondere in Europa lo straordinario patrimonio delle tradizioni orali africane, Blaise Cendrars dà alle stampe, nel 1928, una raccolta di fiabe ispirate a quella medesima tradizione, tradotte per la prima volta in italiano con l’intero corredo delle illustrazioni originali di Pierre Pinsard.  Un libro che ha tutta la grazia poetica del poliedrico genio nato in Svizzera e francese d’adozione, che introduce in un mondo dove le leggi naturali godono di una rinnovata libertà, gli animali dialogano con gli uomini, le divinità scendono in terra per dirimere le controversie e l’universo dei viventi viene riletto sulla base delle leggende e dei miti della creazione. 

In queste storie, che nascondono la complessità delle relazioni dell’orizzonte animistico, veniamo a sapere da un vecchio che Ngan, il coccodrillo, è il totem più potente, anche se l’identità del Totem supremo, Osusu il Ngan-Esa, è accessibile soltanto ai bambini. Un’indagine dal sapore esoterico attorno all’inafferrabile aspetto dell’ombra la presenta come un’entità taciturna e senza occhi, che riposa nella foresta ed esce la notte acquattandosi dietro le spalle dei cantastorie. “A mezzogiorno è dappertutto”, pronta a distribuire incanti e malefici, mentre col buio diventa pesantissima e nessuno è più in grado di spostarla, anche se la sua natura più riposta e veritiera è quella del gioco e della danza. Ci si imbatte in fantastici apologhi, quello che ha per titolo “Il dono della velocità” ad esempio, in cui la lepre, un tempo dotata del dono della malizia, chiese al Creatore Mu-Ungu il talismano della velocità. Impaurita dall’ombra delle sue stesse orecchie, fugge a perdifiato e si rifugia in un cespuglio dove il fantasmatico inseguitore scompare. Ma il Creatore la schiaffeggia per la troppa viltà lasciandole un’eterna ferita sul labbro spaccato a metà. In appendice alle piccole storie negre si è scelto di includere un altro scritto di Cedrars, “Com’è che i bianchi un tempo erano neri”. Racconta di come i figli del Dio Mani-Puta, Manicongo e Zonga, scendono in terra. Solo Zonga, immergendosi nelle acque di un magico lago, riesce a cambiare il colore della pelle diventando un bianco. I Bianchi e i Neri vivono in perenne litigio, perciò si recano dal Dio Nzamé che assegna loro le prove del ferro, del miele e del fiume. Saranno i Bianchi a superarle dimostrando maggiori attitudini pratiche. Il premio è l’accesso alla Terra della Ricchezza, da cui i Neri rimarranno per sempre banditi.



da  
In questo volume, compaiono due blocchi del corpus dell'"Antologia negra". Sfrondate da ogni intento didascalico, le storie qui raccolte nascono da quella scintilla che accende il talento narrativo dell'autore al contatto con un materiale di partenza che non aveva nulla di infantile. Il suo intento era di ricreare un immaginario africano che riuscisse a divertire i più piccoli e al contempo a stupire gli adulti. 

dal27 ott. 2006
Prima paginaFili di fumoEnferRecensioniRivistaProfili di autori
ContattaciAtlante Letterario Bacheca pubblicaCompiti

Blaise Cendrars (pseudonimo di Frédéric-Louis Sauser (1 settembre 1887-21 gennaio 1961), è uno scrittore svizzero di lingua francese. Nacque a  La Chaux-de-Fonds, nel cantone  di  Neuchâtel, in  Svizzera, in una famiglia borghese d'origine bernese ma  francofona, e venne naturalizzato francese nel 1916.

I  viaggi, reali o immaginari, sono la principale  fonte di ispirazione della sua poesia  (La Prose du transsibérien et de la petite Jehanne de France un magnifico poema, illustrato da Sonia Terk-Delaunay, 1913) come nelle sue opere in prosa (L'oro. La straordinaria storia del generale Suter , 1925, il tragico destino di John Sutter, milionario rovinato dalla scoperta  dell'oro su un suo terreno ; Bourlinguer, 1948).

Dopo essersi arruolato nell Legione straniera,  participa alla Prima Guerramondiale dove perde il braccio destro. Questo evento segna profondamente la sua opera perché il braccio destro è quello che gli consente di scrivere, come quello di un pianista. La guerra ha dunque deciso della sua vocaizone di scrittore.
  
La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line