Loreta Cerasi Mandrelli,  Arlette , il romanzo di una donna dell'anno Mille. Gabrielli Editori, Verona 1999


Poco si è meditato sull'indicibile libertà concessa al narratore del romanzo storico. Posto il vincolo (in parte un impedimento in parte una straordinaria opportunità) della Storia, la storia (ossia la vicenda narrata) si svolge con la più assoluta e direi panica erraticità della fantasia.  Di più: il déplacement spazio-temporale, consustanziale a  questo genere di romanzo, favorisce ancor più la narcosi del lettore, la sua illusione e sospensione di incredulità. 
La Storia ha un riflesso sensuoso, comunica già di per sé quel frisson cui alludeva Flaubert in una lettera alla Colet, e reca con sé il fascino triste dei secoli perenti, degli evi conclusi. Anche il gioco dell'andirivieni temporale è eccitante: il raffronto sempre implicito a tutto il meccanismo narrativo è infatti  tra l'Oggi e l'Ieri...È come guardare una foto (che per questo io fuggo) tra il Qui e Adesso e il Là e Allora
C'è intrattenimento e ammaestramento nel romanzo storico. Il primo è dato dai grandi quadri della rivisitazione del passato, il secondo dalla "metafora" che la storia dentro la Storia sottende. Ad esempio ne "Il resto di niente" di Enzo Striano la metafora è data dalle impasses perenni della Sinistra italiana. Si racconta della "suocera" Fonseca Pimentel perché "nuora" (la Sinistra italiana) intenda. Nel romanzo della Cerasi la pretesa metaforizzante è data nientemeno che dalla Donna e dalla Femminilità. «Era nella maternità dei figli maschi che si nascondeva il potere», leggiamo in un passo di Arlette, e più avanti : «Altro essere mogli altro essere madri. Altro essere serve, altro le custodi della discendenza, senza la quale l'uomo non è  nulla».
La storia e la Storia si fondono. Qui è narrata la vicenda di una donna "al tempo delle Cattedrali", quella  di Arlette di Falaise, nell'Alta Normandia, donna di umili origini che secondo la consuetudine dei normanni poligami  (more danico, ossia per un atto di vassallaggio sessuale) divenne la concubina di Roberto il Magnifico e generò nel 1027 Guglielmo detto il Conquistatore, colui che nella battaglia di Hastings (1066) diede di fatto l'avvio alla grande storia inglese. Sotto questo peplum (termine con cui negli anni sessanta si indicavano i film storici) c'è una dolce, tenera, ma tenacissima teoria delle ragioni della donna. La scommessa della Cerasi è quella di estendere il suo "pensiero" femminile su una vicenda (una storia di succubanza se non di vero e proprio servaggio sessuale) che certamente vista con gli occhi di oggi sarebbe senz'altro intollerabile... ma forse non troppo se si potesse dare una sbirciatina nei talami coniugali di molti borghesi (e non) d'oggidì. Ma la Storia,  distanziando la vicenda nel tempo, rafforza la "metafora" che è quella, signori, del perenne trionfo femminile su tutto, anche su una sopraffazione sessuale come questa. Qualcuno, con altri intenti ha scritto del "pensiero debole", quell'arretrare della ragione davanti alla durezza del mondo, per meglio "spiegarlo"; analogamente ha funzionato il pensiero femminile, reculer pour mieux sauter. Un pensiero "laterale" quello delle donne che a differenza di quello degli uomini, i quali estendono il loro dominio sulle cose del mondo, ha preferito (faute de mieux) il potere obliquo (ah Teodora, ah Messalina, ah Madame Pompadour!) ossia il potere sugli uomini, che su quelle cose del mondo hanno potere.
Si passano momenti di perfetto straniamento nella lettura di questo libro. Noi che ci picchiamo di essere lettori scafati e adusi a tutte le falsità dei romanzieri, in fondo in fondo abbiamo ancora dell'ingenuo e del sentimentale, come ogni lettore naïf e inconsapevole. E così eccoci a cavalcare con Arlette per i boschi della  Normandia...
Il romanzo si avvale di una prosa marmorea e un po' matronale, non senza qualche arguzia e qualche malizia. Sarebbe piaciuto un periodare più mosso e qualche lindore narrativo in  meno. Insomma  una prosa più "sporca" e meno "ben scritta". Ma queste dopotutto sono le richieste di un  lettore scafato....

Alfio Squillaci

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Loreta Cerasi Mandrelli
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Il castello di Arlette a Falaise (Normandia - Francia)
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