Gilbert K. Chesterton - San Tommaso d'Acquino - Piemme,   1998

Autunno, è tempo di libretti agili e volteggianti come le foglie, come, appunto, questo libretto di Chesterton.
Biografia breve ma centrata del Dottor Angelico, scritta ad uso del pubblico inglese e riformato in genere.
Biografia leggera si ma non stupida, accanto agli aneddoti sul Bue Muto o sul pugno inferto ai manichei, Chesterton non perde mai di vista il suo scopo, dimostrare che Tommaso e la sua filosofia  erano ben lontani dagli scolastici e dai pedanti aristotelici contro cui si scagliarono secoli dopo i neo-platonici rinascimentali, e che, lungi dall'imporre briglie al ragionamento razionale e scientifico, Tommaso aveva una mente più pragmatica ed acuta di Agostino, in particolare di un monaco agostiniano, la cui Riforma viene indicata come la scintilla che fece scoppiare il pensiero "moderno".

Secondo Chesterton, Tommaso non è mai accecato dall'amore per Dio, lo paragona ad una casa al cui centro arde un focolare ma che è altresì illuminata dalle cinque finestre dei sensi. Tommaso parte sempre, in tutti i suoi ragionamenti dall'essere (ens), cioè da tutto quello che i nostri sensi percepiscono, essere sempre soggetto a divenire ma non per questo incorporeo. Tommaso grande oppositore del pessimismo orientale, manicheismo ma anche agostinismo, pessimista perché non ha compreso che "il timore del Signore è principio della conoscenza e non la fine". Tommaso iniziatore della rivoluzione aristotelica, per contrastare il platonismo di Agostino ma anche per salvare Aristotele dalle influenze orientali. Tommaso come pensatore libero ma non liberale in senso economico, profeta del pericolo derivante dalla fede nel commercio, disse che le cose che gli uomini producono al solo fine di venderle sono destinate ad essere di bassa qualità; il libro è scritto nel 1933, dopo che la crisi del '29 aveva scosso
la fede nel libero capitalismo, fede nel frattempo rinsaldata, fino alla prossima crisi, forse quella finale. Tommaso alfiere del Cristianesimo ottimista, che vede nella Creazione solo il bene, non esistendo il male ma solo cattive intenzioni, Creazione che tende alla riunione nel Creatore come Sommo Bene; Tommaso oppositore di Buddha, dell'eterno ritorno e della ruota del dolore, del dissolvimento nel nulla. Alla fine, il grande scontro con l'arcinemico, Tommaso contro Lutero. Lutero vendicatore di Agostino e distruttore della logica tomistica, Lutero che creò il mondo moderno sostituendo alla ragione la suggestione. Lutero che diede inizio alla tendenza a far conto su cose non esclusivamente intellettuali.

Lettura affascinante che però non spiega il perché Lutero ebbe buon gioco contro la Scolastica e che non da conto di come la Scolastica si fosse ingessata su posizioni intransigenti di difesa di Tommaso/Aristotele, anche di fronte a svolte che Tommaso avrebbe fatto sue, riuscendo ad inserirle nel grande edificio cattolico. Da leggere comunque per la vis polemica di Chesterton ed ottimo trampolino di lancio per letture più equilibrate.
Henry Newbolt




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Esempio 1
Esempio 1
Gilbert Keith Chesterton (1874 -1936)
Per tutto il libro Chesterton ci fa intendere come Tommaso fa del riferimento alla divinità incarnata di Cristo uno strumento di comprensione dell'umanità in cui Dio ha scelto di incarnarsi. Tommaso "voleva il corpo, e tutti i suoi sensi, perché credeva a ragione o torto, che fosse una cosa cristiana"... A suo tempo Platone avrebbe commesso un "errore di calcolo", facendo sua quella certa idea che le persone starebbero meglio senza il loro corpo; le loro teste volerebbero via e si incontrerebbero in cielo in un matrimonio puramente intellettuale, come cherubini in un dipinto". Tanto peggio, dunque, per chi ha optato per un cristianesimo così platonico da indurre ad "abbandonare il corpo alla disperazione", poiché ha dimenticato che "l'opera del cielo è materiale". Tale opera altro non è che la creazione del nostro mondo fisico.

 
    




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Chesterton apre questa raccolta di scritti con una doppia ironia: che nel giallo la tecnica è tutto e che lui stesso ha scritto alcuni dei peggiori gialli del mondo. Chesterton spiega come si scrive un giallo, come si lavora nella officina del mistero e della sorpresa. In realtà Chesterton spiega anche come si debba leggere un giallo, come scoprirne la qualità, come cedere al suo incanto razionale senza cadere nel vizio della serialità.


Chesterton è anche il celebre scrittore della sarie investigativa "Padre Brown"
Vedi anche questo Come si scrive un gialloSellerio, 2002
<<<Vedi anche in questo sito un breve profilo   di Gilbert K. Chesterton, ma che riporta anche i testi integrali delle seguneti opere: Innocence of Father Brown, The  
Man Who Knew Too Much, The  
Man Who Was Thursday, The  
Trees of Pride, The  
Wisdom of Father Brown
In inglese.
Prolifico e un tempo celebre critico e scrittore inglese. Autore di versi, saggi, romanzi, e racconti,Chesterton è stato insieme a  G. B. Shaw, Hilaire Belloc, e H.G. Wells fra i più grandi uomini di lettere inglesi dell'età Edoardiana. E' conosciuto universalmente per la serie del prete-investigatore Padre Brown protagonista di più di 50 storie.
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