Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce  Bompiani, Milano, 1997, pp.157,

Dieci ristampe in sette mesi per questo libro uscito appena nel settembre scorso(1996). I sudamericani si vendono come il pane. Il nostro Coelho, di nuovo in vetta alla classifica di questi giorni (1997) con Monte Cinque, ci porge in questo volumetto tutta la  sua sapienziale (e religiosa) visione del mondo. Premesso che il guerriero della luce è «colui che è capace di comprendere il miracolo della vita, di lottare fino alla fine per qualcosa in cui crede» seguono, uno a pagina, gli aforismi, le massime, le parabole. Viviamo in un tempo di pillole. Ce n'è una per la cura di tutti i mali, dall'emicrania all'impotenza. Ecco qui qualche pillolina di saggezza del dr. Coelho. Il guerriero della luce «cerca di divertirsi con le piccole cose quotidiane», «Sì, questa vita è una follia. Ma la grande sapienza del guerriero della luce consiste nello scegliere bene la propria follia», «Un guerriero non tenta di sembrare, egli è», «La coppa della sofferenza non ha la stessa misura per  tutti». Tocca a voi adesso scegliere se continuare o se andarvi a rileggere i più profittevoli Orazio, Seneca, l'Ecclesiaste e filosofi greci.
A.S.

P.S. In una trasmissione satirica televisiva un esilarante Corrado Guzzanti inventa e recita con grottesco parossismo  un santone che predica la religione di "Cuelo". L'assonanza con Coelho e le sue facili massime sapienziali  è troppo forte per non segnalarla...

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Per gentile concessione dell'editore, pubblichiamo un estratto di "Guerriero della Luce - Vita di Paulo Coelho" di Fernando Morais (Bompiani, 560 pp., € 20).

La frequentazione degli ambienti teatrali, dove l'omosessualità era ampiamente tollerata, aveva risvegliato in lui un dubbio segreto, impossibile da confessare anche sulle pagine del diario: e se davvero avesse dei "problemi sessuali", come aveva sospettato la madre quando lo aveva fatto ricoverare in clinica per la prima volta?


 O per dirla senza alcun giro di parole: e se fosse stato omosessuale? Sebbene stesse quasi per compiere vent'anni, quello era ancora un ambito misterioso per Paulo. La disinvoltura con cui si muoveva tra i vari tipi di donna - dalle prostitute del Mangue alle eleganti snob del Paissandu - dava a tutti l'impressione che Paulo fosse un uomo con un preciso orientamento sessuale. Ma si trattava soltanto di un'impressione.

Contrariamente a quanto accadeva ai ragazzini brasiliani dell'epoca, la sua iniziazione sessuale era avvenuta con la precoce ed esperta Madá - e non "scambiandosi i ruoli" con qualche amico o "giocando al dottore" con qualche ragazzina del vicinato. Non aveva mai avvertito un desiderio di intimità fisica con un uomo, né era mai giunto a fantasticare di vivere esperienze simili.


 Più volte, tuttavia, vedendo gruppi di amici omosessuali che chiacchieravano negli intervalli delle prove, si poneva silenziosi e intriganti interrogativi: «E se avessero ragione loro? E se la loro scelta sessuale fosse migliore della mia?». La vita gli aveva insegnato che era meglio lanciarsi subito in un fiume gelato, anziché crogiolarsi nell'ansia e nella sofferenza, aspettando in fila il proprio turno.

Paulo sapeva che, invece di torturarsi con infiniti dubbi, esisteva un modo per risolvere immediatamente la questione: provare. Durante la lettura di un testo di Karl Marx scovò una frase del tipo: «La pratica è determinante» e la interpretò come un ulteriore avallo della decisione che aveva preso. Una sera, quando ancora abitava nell'appartamentino del nonno nella zona commerciale della città, si fece coraggio e decise di chiarire tutti i suoi dubbi.


Paulo Coelho Girovagò per ore tra i vari locali gay che si aprivano nei cupi bas-fonds dei grandi magazzini Alaska e Menescal, a Copacabana, finché, confortato da alcuni whisky, decise di passare all'azione. Presso il bancone di un ritrovo approcciò un coetaneo - un professionista, un ragazzo disposto a fare sesso a pagamento - e gli parlò schiettamente: «Ciao. Mi piacerebbe venire a letto con te. Ci stai?». Paulo era preparato a tutto, tranne che alla risposta che udì: «No. Non mi va di scopare con te».


La sorpresa non sarebbe stata più grande se avesse beccato un cazzotto. Perché no? Lui pagava! Il tizio si voltò e se ne andò, lasciandolo ammutolito con il bicchiere in mano. Ritentò in un altro locale e, quando ottenne il secondo "no", reputò conclusa la sua breve e frustrante esperienza omosessuale.

Passarono alcune settimane di intensa attività professionale, e Paulo pareva aver dimenticato l'intera faccenda. Se la carriera dello scrittore Coelho continuava a rivelarsi un fallimento, quella del drammaturgo cominciava a decollare. (...) I lavori teatrali per l'infanzia fruttavano del denaro, ma soltanto con le opere per gli adulti Paulo avreb- be potuto raggiungere la fama e il prestigio.

Il successo dell'allestimento di Capitani nella spiaggia era abbastanza profetico. Nel mese di marzo, lo invitarono a lavorare in un grande spettacolo diretto da José Renato: il musical L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, la cui traduzione era stata commissionata all'accademico Raimundo Magalhães Junior.


A São Paulo, la messinscena aveva riscosso un clamoroso successo, interpretata da un cast di attori famosi come Leilah Assumpção, Maria Alice Vergueiro, Ruth Escobar e Sílvio de Abreu.

Potendo avvalersi dell'arte di autentiche star del palcoscenico - da Dulcina de Moraes, Fregolente, Marília Pêra, Francisco Milani, José Wilker e Denoy de Oliveira, al vecchio Bororó, ex compagno di bagordi del nonno Mestre Tuca, che interpretava il reverendo Kinball - anche le rappresentazioni di Rio si annunciavano strepitose: l'opera, con le coreografie del celebre ballerino Klauss Vianna, avrebbe inaugurato il Teatro della Sala Cecília Meirelles, nel quartiere di Lapa.


Anche se Paulo avrebbe interpretato un personaggio secondario - un mendicante cieco -, il suo nome sarebbe apparso stampato nel programma accanto a quello delle celebrità.

Dopo varie settimane di prove, erano tutti pronti per il debutto. Alcuni giorni prima, la compagnia fu invitata a rappresentare una scena dello spettacolo in diretta, negli studi di TV Rio, l'emittente più importante della città. Al momento della messa in onda, il regista si accorse dell'assenza di Oswaldo Loureiro, l'attore che avrebbe dovuto interpretare il tema musicale. E poiché Paulo era l'unico del gruppo a conoscere a memoria il testo di "Mack the Knife", ebbe la parte di maggior rilievo nel programma televisivo. Il buon successo de "L'opera da tre soldi" gli fece acquisire una grande fiducia nella nuova professione.

 
Quando il demone dell'omosessualità decise di ritentarlo, recitava nell'Opera da tre soldi e viveva nella casa dei genitori. Stavolta non fu lui a prendere l'iniziativa, ma un attore sulla trentina che lavorava nel medesimo spettacolo. Fino ad allora, i due si erano scambiati solo qualche frase e alcuni sguardi; poi, una sera, dopo la rappresentazione, l'altro lo abbordò svelando le sue intenzioni: «Vuoi venire a dormire da me?». Nervoso e sorpreso per quell'approccio inatteso, Paulo rispose impulsivamente: «Sì, certo». Passarono la notte insieme.

Molto tempo dopo, ricordò di aver provato una sorta di ripulsa quando si ritrovò a scambiarsi carezze con un uomo, eppure fece sesso con lui, penetrandolo e facendosi penetrare. L'indomani, Paulo rientrò a casa più confuso di prima. Non aveva provato alcun piacere, e continuava a non sapere se fosse o no omosessuale.


Alcuni mesi più tardi, decise di lanciarsi in un nuovo tentativo per risolvere i propri dubbi: scelse un compagno tra i colleghi di palcoscenico. Nella casa dell'uomo, un monolocale a Copacabana, provò un enorme imbarazzo allorché il partner gli propose di fare il bagno insieme. La sensazione di disagio si protrasse per tutta la notte. La luce del sole cominciava a filtrare nel piccolo appartamento quando finalmente riuscirono a scopare - e Paulo Coelho si convinse, una volta per tutte, che non era omosessuale.

 


La biografia ufficiale di Paulo Coelho, per scoprire finalmente la verità di una vita trascorsa tra le esperienze più estreme, affrontate con il coraggio di un Guerriero della Luce. Fernando Morais ha avuto libero accesso alle carte segrete di Paulo Coelho, ai suoi diari, ai suoi registri. E in anni di lavoro, ha dato vita alla biografia entusiasmante di un ragazzo è nato morto, ha flirtato con il suicidio, ha sofferto il ricovero in un ospedale psichiatrico, è caduto nell'abisso della droga, ha provato tutte le esperienze sessuali, ha incontrato il diavolo, è stato arrestato sotto la dittatura, ha contribuito alla rivoluzione del rock in Brasile, ha riscoperto la fede ed è divenuto uno degli scrittori più letti al mondo. 


La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line