Roberto Cotroneo - L'età perfetta - Rizzoli, Milano, 1999, pp. 172.

Dai tempi in cui Cotroneo con lo pseudonimo secentista di Mamurio Lancillotto, dalle pagine domenicali del "Il Sole 24 Ore" passava per enfant terrible della critica letteraria italiana, ne è trascorso del tempo. Evidentemente è proprio vero che chi disprezza compra, e che dietro le alzate di sopracciglio di un esulcerato critico (forse anche del vostro) c'è il cuoricino di un narratore in proprio. Siamo alla terza opera narrativa di Cotroneo. E ahimè bisogna dire che il cuculo passato dal covare le uova degli altri, le proprie, ha perso qualche penna. La storia è presto detta: giovane filologo, riccastro, alle prese con amori proibiti (un'adolescente di nome Nunzia e sua sorella maggiore Francesca) in una  Sicilia stranamente milanesizzata dove si dice "la" Francesca (pag.44), il tutto avvolto nell'aura midcult del "Cantico dei Cantici" che dovrebbe impreziosire una vicenda altrimenti ordinarissima (si prenda questo passo: «Ninetta che a Roma conosceva un certo Macaluso, del Ministero della Pubblica Istruzione. Dopo che mi arrivò l'annuncio di trasferimento ricevetti una lettera del sottosegretario...»). Bisogna comunque dire che Cotroneo è uomo coraggioso. Non ha battuto ciglio - tale è la smania di narrarsi in proprio - di fronte al rischio che il narratore Cotroneo potesse uccidere il critico Lancillotto. Per parte nostra non sappiamo quale dei due eventi - la nascita di uno scrittore o la morte di  un critico - sia il vero danno per la letteratura.
A. S.
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