Nadia Fusini - Due volte la stessa carezza - Bompiani, Milano, 1997-pp.126.

Clara è una adolescente che porta il nome di una zia, morta nel momento in cui lei nasceva. Trascorre le proprie estati in una villa malapartiana al mare presso lo zio Luigi, già tenente d'aviazione e vedovo della prima Clara, risposatosi con la vitale e popolaresca Nina con la quale non vuole avere figli in obbedienza al giuramento stretto in punto di morte con la prima moglie. Durante le vacanze estive e la progressiva crescita della ragazza, il processo di identificazione tra le due Clare si compie in un clima torbido di sostituzione di persona cui non sono estranee le carezze, non respinte, dell'aviatore alla fanciulla, fino a ...
Storia a metà tra il gotico e il rosa shoking, sarebbe stata un buon soggetto per il vecchio Hitchcock che era capace di "cavar sangue dalle rape". La Fusini sceglie invece toni sfumati e un taglio analitico-introspettivo molto femminile.

Che esista una scrittura "al femminile" è un fatto che le scrittrici per prima dovrebbero respingere. Esiste la scrittura e basta. Tuttavia è anche un fatto che le donne sono maestre nel sentire e nel ritrarre quel mondo tiepido e vibrante di sensazioni, di atmosfere interiori e di ambienti... tutto ciò che in una parola possiamo chiamare intimismo. Solo che questa attitudine si situa in una scala che va da Jane Austen a Liala. I lettori decidano a quale delle due scrittrici è più vicina la nostra Nadia Fusini.

Alfio Squillaci

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