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Helen Humphreys  - Cani selvaggi - Playground 2007 

Immaginiamo una vita che deraglia o meglio, finisce su un binario che non va lontano, non proprio un binario morto, quasi. Immaginiamo questa vita mentre, come in un apprendistato, comincia a specchiarsi in altre vite. Immaginiamo che qualcuno cerchi parole nuove per dire l’amore, la perdita, l’attesa che non è più speranza, ma ostinazione nel trovarsi con altri senza che il fine per cui ci si trova abbia un senso, un significato compiuto. Helen Humphreys (1), scrittrice e poeta canadese, classe 1961, con alle spalle diversi romanzi, raccolte di poesia e premi vari, con Cani selvaggi dà voce a un’umanità sconfitta che si logora in una cittadina di provincia nel Canada di una semisommersa working class.

La storia inizia con la scomparsa di alcuni cani. Improvvisamente se ne vanno, fuggono dai loro padroni e in gruppo scorazzano per le campagne e i boschi, razziano animali domestici e corrono via facendo perdere le loro tracce. Cosa li ha fatti scappare? Quale mistero è dietro la loro fuga?
Un gruppo degli ex padroni di cani li cerca, non si rassegna a lasciar perdere. Cercando i cani si incontrano e si conoscono. Sono adulti e bambini, uomini e donne che sembrano capaci solo di attesa. Alice è tra loro. Alice è giovane, ha una motocicletta e lavora in un distributore di benzina. L’elenco delle occupazioni che ha svolto riempie pagine di curriculum inutile: “ Non sono mai stata quello che ho fatto ma, nel corso degli anni, non sono mai riuscita a diventare nient’altro, perché ogni volta che cerco di approdare a qualcosa di più ambizioso l’elenco delle mie esperienze di lavoro fa si che nessuno voglia investire su di me”. (2)
Hawk è il cane di Alice e Rachel è la donna che incontrerà e amerà.
Rachel, una biologa, studia il comportamento dei lupi e se ne andrà dopo un pò come Hawk. Forse vuole credere di non essere adatta all’amore.
La storia tra le due ragazze affiora nel libro subito, ma è sul segreto che questo amore pare racchiudere che Alice si interroga e l’autrice la segue pagina per pagina, lasciando che la doppia attesa riveli Alice a se stessa e gli uni agli altri.
Egregio è il delinearsi delle psicologie.

I bambini sono gli altri due protagonisti del romanzo.
Lily e Jamie, testimoni l’uno dell’altro e vittime designate della ferocia di dinamiche socio-famigliari. Lily si inoltrerà nel bosco e troverà i cani e starà con loro fino a che un colpo di fucile destinato al branco la ucciderà. Jamie filtrerà con uno sguardo quasi d’amore adolescente per il debole, il sopraffatto, la storia di Alice e Rachel e il sopraggiungere dell’abbandono da parte di Rachel. E tutti i personaggi troveranno nel delinearsi della trama una vita a cui non aspiravano più e che la Humphreys lascia incompiuta come un disegno che mostra, suggerisce, ma ha in sé dei vuoti.

I cani torneranno alla fine. Alice non finirà di voler capire la propria storia, ma con parole che possono sembrare inutili si dirà: “ Non penso più che la mia vita riguardi ciò che mi è successo. Riguarda ciò che ho scelto di credere. Non è quello che vedo, ma quello che penso sia lì fuori. E alla fine, questa fine, ecco quello in cui credo.
Il cuore è una creatura selvaggia e in fuga.
Il cuore è un cane che torna a casa. “ (3)

Entertainment Weekly definisce “brutale” questa prospettiva sull’amore.
Ma l’amore solo nell’immaginazione non conosce perdita e un’immaginazione così potente sull’amore può nascondere una solitudine senza parole e forse un silenzio incolmabile perché ferito.

Questo è il secondo romanzo di Helen Humphreys tradotto in italiano.
A settembre 2008 sempre Playgroud ha pubblicato della Humprhreys Giardino perduto, in precedenza era uscito per Marsilio Quando le donne presero il volo (2000)
Nadia Agustoni

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Note

1) Helen Humphreys ha pubblicato quattro raccolte di poesia. Il suo ultimo volume di versi The Perils of Geography e Anthem, è stato selezionato dal Pat Lowther Award come miglior libro di poesia e ha vinto nel 2000 il Canadian Authors Association Award for poetry. Nel 1997 il suo romanzo Leaving Earth ha vinto il prestigioso premio letterario City of Toronto Book Award. Il suo secondo romanzo Afterimage ha vinto il premio Rogers Writers’ Trust Fiction Prince. Il suo terzo romanzo Lost Garden è stato selezionato dal Canadian Broadcasting Corporation.

2) Helen Humphreys, Cani selvaggi, pag. 31. 

3) ibidem; pag. 167




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dal 14 ott. 2001

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Esempio 1
Helen Humphreys
In una piccola città della provincia canadese, la chiusura di un mobilificio vero centro economico dell'area - genera inquietudine. Le vittime di un clima a tratti pesante sono soprattutto le donne, i bambini e i cani. Proprio sei cani, senza apparenti avvisaglie, fuggono o sono spinti a fuggire dalle case dove sono cresciuti e dove sono stati nutriti, scegliendo di vivere nel bosco, di essere selvaggi, liberi. I loro padroni - Alice, Jamie, Lily, Walter, Malcolm e una misteriosa biologa - ogni sera si ritrovano in un campo ai margini del bosco e chiamano i loro cani nella speranza che tornino a casa. Fra i sei padroni si stabilisce un legame molto stretto, che sovrappone all'attesa del ritorno dei cani, speranze di amore, di amicizia e di risoluzione delle proprie solitudini, mentre, sullo sfondo, si prepara la resa dei conti, la dolorosa soluzione alla incomprensibile e "intollerabile" storia dei cani che hanno scelto di diventare selvaggi. .