Giorgio Melchiori: l' Ulysses e la tradizione del romanzo inglese
<<< Torna all'Indice Recensioni

James Joyce su InternetBookShop

Cerca in questo Sito o nel web Servizio fornito da FreeFind

La Frusta! Cerca nel Web
Esempio 1
Frontespizio della prima edizione dell'Ulysses
Un lettore d'eccezione:
Ezra Pound recensisce
l'Ulysses
di James Joyce.

QUI

  Edmund Wilson legge Finnegans Wake

QUI
Vedi anche: Cara Nora...tuo Jim. Le lettere oscene di James Joyce a Nora Barnacle...


... e il profilo di James Joyce
QUI
James Joyce   Ulisse  (Riassunto)


I personaggi
Il Telemaco del libro è Stephen Dedalus, che abbiamo conosciuto  in Ritratto dell’artista da  giovane: è in gran parte lo stesso James Joyce prima del suo esilio fuori d’Irlanda. Educato nella religione cattolica, Stephen si è ribellato contro il  bigottismo dei suoi compatrioti e l’ordine sociale in generale; rifiuta di servire  ogni ideologia e irride al cosiddetto  “Rinascimento gaelico” che agita l’ambiente  artistico dublinese. Alla fine del romanzo precedente partiva per Parigi con progetti letterari.
Quando Ulisse comincia, circa 6 mesi più tardi, troviamo Stephen a Dublino dove è stato chiamato da un telegramma al capezzale  della   madre morente. Si è installato con il suo amico Buck Mulligan nella Torre Martello di Sandycove, dove ospitano poco dopo un certo Haines. Ma i due amici non si somigliano, Stephen si vede accusato di conservare «una maledetta essenza di  gesuita». È un giovane   disilluso, in preda al dubbio, un artista cosciente della sua sterilità. Il suo insopprimibile  orgoglio lo spinge a disprezzare la materia ed affermare la libertà assoluta dello spirito.

Ulisse moderno è Leopold Bloom, ebreo d’origine ungherese convertito al  protestantesimo quindi al cattolicesimo, figlio di  Rudolph Virag che ha cambiato il suo nome in Bloom dopo il suo arrivo in Irlanda. Leopold è un piazzista pubblicitario. Sua moglie Molly (diminutivo di Marion) è la figlia del Maggiore Brian Tweedy e di un’ebrea di Gibilterra; è nata   l’8 settembre come la Santa Vergine Maria, e fa la cantante girovaga. Insieme hanno avuto una figlia, Millicent, che ha ora 15 anni, e un figlio, Rudy, che è morto ad 11 giorni.
Bloom è un uomo semplice, piccolo borghese discreto, buono e tollerante: l’uomo medio sensuale. È anche uno scettico, cosciente della sua solitudine, saldo nelle sue idee, fiducioso,  crede nonostante tutto nell’amore del prossimo. I dieci anni che Ulisse-Bloom  trascorse   fuori di casa, li passò senza rapporti  sessuali completi con la moglie. Questa invece, a differenza di Penelope, colleziona amanti, l’ultimo della serie è il suo impresario Blazes Boylan.

La vicenda si svolge giovedì 16 giugno 1904, dalle 8.00 del   mattino alle 3.00 della notte. Il giovedì è giorno di Giove il cui simbolo è il tuono, che xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxIn effetti Joyce ha soggiornato nella xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx, cosa che induce a  interrogarsi sul significato del 16 giugno, sapendo che egli  ha abbordato la sua futura compagna, xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx, il 10 giugno dello stesso anno.
Quanto alle quinte  dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxono le strade e gli edifici di Dublino, dalle quali si uscirà soltanto nelle fantasticherie e nei  sogni dei pexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxm abita al  7 di Eccles Street, dove in realtà abitava  un amico di Joyce.
I primi 3 capitoli cxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi 12 seguenti le  perexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxca. Ad ogni capitolo, ma noxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx, un’arte, un colore ed una tecnica letteraria. Il monologxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxgato che un vero e proprio capitolo: è associato alla carne, che viene, in un certo qual modo, a xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxora  costituito dai capitoli su Bloom.

Telemaco
Luogo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 8.00
Organo:
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Colore: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe

Il libro xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx, parodia dell’invocazione alle Muse del  prologo dell’ xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx dove si incarna il xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx e Buck xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx fanno colazione con il loro oxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx  (Eurimaco), un inglese amxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrlandese; egli ha svegliato Stephen la notte precedente urlando nel   sonno, perché ha sognato una pantexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx).
La discussionexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrte della madre di Stephen: quest’ultimo ha rixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxla sua ultima volontà: di  pregare al suo capezzale. Tale comportamento colpisce Mulligan, che si considera tuttavixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa grande Madre comune.  Stephen, che ha abbandoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxstianesimo non certo per regredire nel xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxede in ciò soltanto un concentrato dell’idolatria irlandese.  Il suo gesto riguardo allaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxossessiona, ed il fantasma di questa viene a tormentarlo; la sua coscienza che conosce il xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx della colpevolezza (“Agenbite of Inwit”), rifiuta txxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxgni  rimorso, in nxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxbertà di cui trova paradossalmente gli echi nella teoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxella xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxlica.
Una vexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxviene a portare del latte ai giovani, che indi scendonxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdove Mulligan decide di bagnarsi.  Ricxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxtephen la chiave della Torre per stendexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxcamicia  . Quest’ultimo, che ha deciso di  non  ritornarvi più, la consegna  mormorando:  « Usurpatore ».
(Secondo alcuni cxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo provato a decrittare la complessa simbolxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxisse, se la Vecchia è l’Irlanda, Stephen è il  xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxodestato, Mulligan l’ xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe.)


Nestore
Luogo: Sxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 10.00
Organo:
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Colore: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx  

Stephen lavoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx (Nestore) dove insegna a  figli di famiglie agiate mentre lui non ha un soldo. La lezione di storia lo ha indotto a riflettxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxele, su  tutti gli eventi in potenza cxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxche seppellisce la   nonna sotto unxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo  è la chiesa che occulta le sue fonti pagane, oppure Stephen che respinge il corpo materno da cui è tuttavia nato.
Stephen prova  compassione per il  ritardato Sargent (Pisistrato), il suo peggiorxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx l’amore materno, «La sola cosa vera in questo mondo».
Si reca dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx  ha un certo rispetto. La discussionexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxattie bovine, e  Deasy   spera di poter  pubbxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxn poco propenso alle “grandi parole”, chxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxtoria è un incubo da cui provo a svegliarmi».

Proteo
Luogo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 11.00
Organo:
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Colore: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxde
Simbolo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx

xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx di Sandymount ed i suoi pensieri errano attorno a lui, materia  e spirito sono in mutamento perpetuo. I ricordi di  xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe sulla realtà del mondo si mischiano  alle sensazioni multiple xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe delle onde. Pensa alla coxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo e del  suo io, «tenebre  che luccicano  nella luce».
Attxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxvane, un cane, che accompagna una coppia xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxin lepre, cervo, orso, lupo e vitello xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrito proteiforme (secondo la teoria tomista).
In questa solitudine, si lascia invadere da  una dolce  voluttà  interiore, cxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxà (Pan). Prima di partire, urina (Dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxesi che in effetti si masturba), e pensa ad un  annegato strappato  poco prima  da alcuni uomini alle braccia « dell’anticoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx che vede passare girandosi, può  rappresentare la Trinità, che incombe silenziosamente su questo mondo eracliteo.
(Secondo Umbertoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo «rivela il passaggio da un universo ordinato ad uxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo», una transizione tra il pensiero tomistaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxmonologo interiore di Bloom.)

Calypso
Luogo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxeet
Ora: 8.00
Organo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
colore: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo: Ninfa
Tecnica: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx

La xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxon la colazione. La prima parola pronunciata da Moxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxsce all’acquisto di  un rognone xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxl’angolo, dove legge un opuscolo su piantaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnon se ne sente attratto, considerando la Terra Santa, madre del popolo ebreo, come una terra sterile.
Di ritovxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxzione alla moglie, come pure una lettera di Blazes Boylan. Molly nel suo letto, evoca la ninfa del quadroxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxlypso). Le evche attirano lo sguardovn tutto il libro, vl’uomo. Le spiega il senso della parola “metemxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx  il rognone  frigge. Legge una lettera di  sua figlia Milly.
Prima di uscire, si libera gli intestini   leggendo nel giornale, seduto  sulla taxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxediocre novella.

Lotofagi
Luogo: Vvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxlici
Ora: 10.00
Organo: Oxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxmica
Colore:
Simbolo: Euxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Navxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx

Bloomvstxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxsta di Henry Fleury, pseudonimo sotto il quale ha vxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi evocatori di languori orientali. Incrocia lo scocciatore xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx Chiesa ad ascoltare messa, ed assisterà alla comunione, moxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxmento di serenità, di perdono e di oblio (l’xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi il loto dei Lotofagi). Molte religioni xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx gli vengono in mente, le quali  presentano la felicità come una castrazione.
Dopo avere comperato  unxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx stabilimento di bagni pubblici dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxona con dolce  voluttà narcisista a contexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxtta evidenza  il proprio  pene nonostante le promesse di nirvana della castrazione).

Ade
Luogo: vxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxin
Ora: 11.00
Organo: Cuore
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo   Poxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: "Incubismo"

Bloom si reca  alla sepoltura di Paddy Dignam  attraversando  Dublino ixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxwer, Tom Kernan ed altri personaggi apparsi in Gente di Dublino. Bloom pensa al suicidio di suo padre, alla moxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi osservazioni antisemite, lo mette di malumore.
Durante l’inumazxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdo Bloom parla di lui, gli altri capiscono che si chiama Mc’Intosh (la mia spiegazione  è che si tratti di Dio, nominatoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdi riflessioni piuttosto materialiste, molto scexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxttiche  sulla resurrezione. xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx

Eolo
Luogo:  xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnale
Ora: 12.00
Organo: Pxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi
Scienza o xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxca
Colore: Rxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxso
Simbolo: Exxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Troxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxci.

L’episodio si presenta come una lunga serie di articoli di giornale. I personaggixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxecedente si trovano nella sala di redazione dexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxero. Stephen   li ha raggiunti per poxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo del sig. Deasy. Bloom che si informa sull'inserzione della ditta Keyes  è all’inizio ben accolto  da Myles Crawxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa si fa più tardi strapazzare. Le discussioni vertono su  tutti gli argomenti: politica, storia, teologiaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxort, ma non fanno che generare  ventxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe porte sbattono.

Lestrigoni
Luogo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxByrne
Ora: 13.00
Organo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte:xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Colore:
Simbolo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Proxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa

Bloom passeggia solo in città. Ha fame. Tutti i suoi pensieri prendono una colxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnaria, anche i più erotici, nati dalla contemplazione di gonne in una vetrina. Entrxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnte Burton ma è sconvolxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxscuità e dagli odori, dallo spettacolo delle bocche che  masticxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx i cibi. Preferisce prendere un bicchiere di vixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxno nel suo spirito con quelle dei corpi femminilxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi  al museo xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxblioteca, curioso di verificare se le membra delle dee greche prexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo degli oxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx.  In cammino, evita per poco l’amxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxella moglie, Blazes Boylan.

Scilla e  Cariddi 
Luogo: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxazionale
ora: 14.00
Organo: Cexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte:xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxra
Colore:
Simbolo: Strxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Dixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa

Alla bibliotecaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa conversazione su Amleto. Bloom fa un’entraxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxmatica”. La tesi aristotelica di Stephen fa di Amxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxresentato dalla   madre, si   rimette interamentxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxre, lo spettro di Elsinoor, in relazione al quale non  è che  “l’omxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi un’ombra”. Shaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdopo essersi fatto sopraffare  da xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxathaway (xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxl Baxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxanziana di lui di 8 anni)  modello della  megera, ha aperto gli occhi e chiuso gli orecchi a questa «voce intesxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxto dal  cuore di colui  che è la sostanza dexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxsua ombra, il  figlio consustanziale al padre».
La dialettica di Stexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxoppone il drammaturgo di Stratford al gentiluomo di Londra (Scilla e  Cariddi). Sviluppando il tema della xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrnità in generale, Stephen immagina un artista androgino autocreantesi  nelle  sue opere. La sua argomentazione  vxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnterrotta  da Buck Mulligan, che lo sfotte  parlando di masturbazione.

"Le Simplegadi" (Rocce erranti )
Luogo:
Vie di xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 15.00
Organo: Sxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe
Scienza o Arte:vxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnica
Colore:
Simbolo: Cxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxni
Tecnica: Labxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo

Quest’epixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxn assemblaggio di 18 presentazioni di perxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxublino alla stessa ora. Alcuni si incrociano, tutxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo  alle loro occupazioni. Bloom apxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxiudizio di Paride, egli esita trxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxun’opera  erotica per Molly. Stephen prova a sfuggire all' “Agenbite of Inwit”. Mulligan ed Haines parlano di pxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxsi trovano infine, venuti da tutte le arteriexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa città, per salutare il  corteo  del Viceré. xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
In realtà, ognixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx. L’ultima parte dove tutti i personaggi si ricxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxongiungxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxponde ovviamente al monologo di Molly, xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxma sxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxguigno.

Le sirene
Luogo: Hxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxel Ormxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 16.00
Organo: Orexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi
Scienza o Arte: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxica
Colore:
Simbolo: Caxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe
Tecnica: Fxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnone

Bloom praxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxlle bellezze del luogo: Miss Douce e Miss Kennedy (le Sirene). La lingua del capitolo si trasforma in musica xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdi ritorno verso l’amata, in una lunga meloxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxndi lascia  il bar scoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxggiando  con discrezione.

Il ciclope
Luogo: Lxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxan
Ora: 17.00
Organo: Muxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte: xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo: Fenixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Gigantixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx

Nella locanda divxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxato come il Cittadxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx caccoloso  del Cittadino. Bloom, che fuma un grosso  sigaro (il palo infuocato di  Ulisse), difende l’amorxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx avere detto che Gesù era anch’egli un ebreo. Evita una scatola di biscotti che gli viene scagliaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa in un carro di fuoco che porta via il capro xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxvespiatorio, come Elia, verso i cieli, inxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Nausicaa
Luogo: Sxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Organo: Oxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrte: Pittura
Colore: grigio, blu
Simbolo: Vexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxine
Tecnica:  "Pvetrxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxssiva", Tumxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnza, detumescenza.

Nello stile dei roxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxovani fanciulle  in fiore  che giocano  sulla spvce  Gerty MacDowell, languidamente  addossata  ad  una roccia, lascia intravedere le sue nudità  a un  Bloom  distante e che  lei indovinxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxtra parodiano la fecondazione spirituale xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxternità dove la signora Purefoy è alle presexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxo sulla sabbia:  “IO SONO”... ma decide di cancellarlo.

I buoi del sole
Luogo: Mvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 22.00
Organo: Uxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Artexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxna
Colore: Bixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Simbolo: Mavà
Tecnica: Svilupvle

Un gruppo dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxarto la  signora Purefoy partorisce. Lo stile del capitolo passa per 9 tappe diverse, che parodiano l’evoluzione del feto e della lingua inglese. Nell’originale, si può riconoscxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxon, de Quincey, Dickens o Carlyle.  La discussione verte sui  peccati: onanismxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxBloom dà proxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxetà per la signora Purefoy, che partorisce finalmente  un bambino. xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx se Dio volessevlli. Bloom, che pensa a Rudy, decide di seguire Stephen.

Circe
Luogo: Bvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxella Cohen
Ora: 0.00
Organo: Gaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxbe
Scienza o Artexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxgia
Colore:
Simbolo: Pxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Allucxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxone

L’episodio di Circxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxra tutti i personaggi del libro in un miscuglio confuso,   sabbath e baccanale ad un tempo. Bloom vi è di voltaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx i suoi panni. Stephen, ubriaco, ha rotto il lampadario con il suo bastone da passeggio, è arrestato da due xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx lascia il  luogo. Una visione di Rudy con un agnellino in  tasca, conclude questo capitolo.

Eumeo
Luogo: Il postxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi vexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrini
Ora: 1.00
Organo: Nxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte: Nxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxne
Colore:
Simbolo: Maxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Narve  

Nello stabbioxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxn momento. Le identità dei personaggi sono dubbie: il proprietario sarebbe un terxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxto da Stephen la mattina, un avventuriero mexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxoraggia a mangiare; il giovane riprende un po’ di forza, riconosce il suo compagno  ed accetta di seguirlvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnfusione del dormiveglia ed i vapori dell’alcool.

Itaca
Luogo: Casa dxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx7 Eccles Street
Ora: 2.00
Organo: Scheletro
Scienza o Arte: Scvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxa
Colore:
Simbolo: Comete
Tecnica: Catecxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxsonale)

Arrivato dinanzi a caxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxn cacao e comxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx Molly a Stephen e gli offre la stanza per la notte, ma il giovane rifiuta e decide di ripartire. Stephen scopre in Bloom l’umanità, la carità e la maturità. Urinano nel giardinoxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxhen considera le potenzialità della crexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxrme Molly.
Dopo la partenza di Stephen verso l’alba, Bloom restato solo, rammemora la suaxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxi addormenta senza nulla avere compiuto d’altro che di discutere con un artista il quale  partirà verso la terra promessa della sua opera.

Penelope
Luogo: Lexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Ora: 3.00
Organo: Caxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Scienza o Arte:
Colore:
Simbolo: Texxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx
Tecnica: Mxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx, stream of consciousness

Bloom si addormenta ma il suo ritorno ha svegliato Molly. Comincia allora il  celebre mxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx". Gira come l’xxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxx4 punti cardinali i seni, il culo, l’utero e la figa, esvbilmente più osceno di  tutti i precedenti, Penelope sembra essere perfettamente sana piena amorale fertile falsa sottilexxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxaht »(Joxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxe a F. Budgen). I pensieri di Molly accuvxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxlano i ricordi e  le considerazioni più prxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxnotte, il cui eco risuonerà in tutto Finnegans Wake.
La parola di Moxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxdiga e franca. Sfotte gli uomini, superficialixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxcie. Critica   suo marito ma gli riconosce grandi qualità umane e lo accetta per ciò che è, come alla loro prixxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxcontro, nel “sì” finale.

Ed in seguito?...
In seguito l’artista, diventato capace di attraversare la notte e tendere l’orecchio all’inondazione di parole della carne, partirà verso   Levante, alla ricerca di una rxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxxxxxxxxxxxxx xxxxxxx xxxxxxxone del   corpo nel   testo, in una lunga veglia funerea che recupera tutte le lingue e tutte le storie: Finnegans Wake.

©Michel Chassaing e lafrusta per l'edizione italiana.
Tutti i diritti riservati.
Riproduzione vietata.
Vietato il deep link.
Copia registrata in "corso particolare".
Autorizzato l'uso solo per scopi didattici o di studio personali.
Libri e opere ne l'Ulisse

La Divina Commedia
Le analogie tra la Divina Commedia  e l' Ulisse sono numerose. Joyce considerava il capolavoro  xxxxxuasi quanto la Bibbia. È il mio cibo spirituale, xxxo è riempitivo.» 
Si può orgxxxxxmateria narrativa dell’Ulisse in  3 parti come le tre cantiche dantesche:
- L’Inferno dellaxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx e l’erranza dell’xxxxxutte le vie della città, mentre la natura proteiforme, “l’ineluttabile  modalità del visxxxxxuorvia i sensi ed offre soltanto illusioni.
- L’Odxxxxxxxdell’esxxxxxxrgatorio della vita quotidiana. I dispiaceri e le sofferenze hanno i loro corrispettivi nei piaceri semplici e sensuali deldell’esstenza.
- Il ritornxxxxxca può fungere da  Paradiso, poiché l’artxxxxxce poco a poco dalla sua letargia e sembra dxxxxx ad una vita trasfigurata.

Dante e Stxxxxxi equivalgono, smarriti l’uno in unxxxxxsta oscura,xxxxxrinto della città.  Virgilio guida del poeta nell’ inferno e nel  purgatorio, può xxxxx assimilato a Bloom. Quanto  a Bexxxxxbbiamo riferirci ancora a Blooxxxxxsto che a Molly. Non c’è in effetti una partxxxxxle in lui, xxxxxende il sopravvexxxxxlcuni passaggi di Circe? Joyce accettava l'analogia sottolineata da Otto Weixxxxx Sesxxxxxrattere)  tra le donne e gli ebrei. Beatrice si incarica di condurre Dante alla Santa Verxxxxxia, immersa  nella contemplazioxxxxx eterna di qualsiasi parola. Lo stesso fa  Bxxxxxendo Stephen da Molly. I “cerchi concentrici di gradazioni mutevoli di luce e d’ombraxxxxxo della sua camera, visti da Bloom inxxxxxcano quelli della Santa Trinità che irradiano sopra la Rosa mistica  dove dimora Marxxxxx visione dantesca.

L’ Odissea
L’ Odixxxxxxxxxxfornisce ovviamente lo schema dexxxxxpoiché ogni capitolo si ispira ad un episxxxxxe avventure dell’eroe greco, e il ritorno al focolare dxxxxxggio di Leopold Bloom. Tuttxxxxxpisodi non si dispongono nell’ordxxxxxo di Omero. Solo la divisione in 3 parti è rispettata, cxxxxxhia le avventure di Ulisse, il rxxxxx Itaca.
Si vede di solito nel parallelo tra il mondo greco exxxxxo moderno una critica di quesxxxxxuale la morale utilitarista borghese ha definitivamente cancellato l’eroismo e gli ideali dell’antichità.  Tuttavia tale lettura, che resta perxxxxxOdissee, quella del re di Itaca e quella del piazzista pubblicitario. Molti lettori trasferxxxxxdexxxxxgreco, senza capire che somiglia  su molti punti al pacifico e astuto Ulisse. Quest’ultimo, lontano dal condividere il bellicismoxxxxxr Troia e lasciare sua moglie ed i suoi figlxxxxxre  a casa. Nelle traversie patite, consxxxxxo di bontà, di lucidità e di prudenza. Leoxxxxxpsicosi) del re di Itaca, con le sue qualixxxxxsmo, spirito di clan, brutalità, intolleranza, entusiasmo istintivo, vanità, sensualità, ecc.
L’elxxxxxxxxxxxxxido avvicina  le due opere, anche se la sua presenza è più discreta in quella di Jo ecc.
L’elemxxxxxxxxxxuido avvicina  le due opere, anche se la sua presssenziale, se non anche, forse, più simbolicamente pregnante. L’eroe dell’Odissea na ecc.
L’xxxxxxxxxxuido avvicina  le due opere, anche se la su ecc.
L’xxxxxxxxxxido avvicina  le due opere, anche se la sua preso romanzo e del seguente, Fi ecc.
L’exxxxxxxxxxdo avvicina  le due opere, anche se la sua pxxxxxxxxxxo come il “vecchio padre”, il mare come la “nostra madre gxxxxxxxxxxe e tenera”; quanto al fiume che attrxxxxxxxxxxe lxxxxxxxxxxa corrente, non è impossibilexxxxxxxxxxo al flusso della parola ed all’astrazione del senso (quest’xxxxxxxxxx Wake); l’uno e  l’altra essendxxxxxxxxxxfigli della madre mare e del padrxxxxxxxxxxche attraverso i corpi con le bevandxxxxxxxxxxo sia parlanti ( emettenti  un flussxxxxxxxxxx, sia parlati (scritti nel flusso del txxxxxxxxxxsto).

Amleto
«Voglio dire - dice  Haines  a Stephen mentre camminano - cxxxxxxxxxxrdano  in   qualche modo Elsinooxxxxxxxxxxe  si erge  a strapiombo sxxxxxxxxxxno?»  In questo frangente, non è uno spettro ma lxxxxxxxxxxattaia che vixxxxxxxxxxntro a Stephen, come  Atena xxxxxxxxxx a Telemaco per avviarlo alla ricerca dexxxxxxxxxxione contro il suo ambiente, “Japhxxxxxxxxxxalla ricerca di un padre”, vestitoxxxxxxxxxxi nero per lutto, somiglia molto xxxxxxxxxxprincipe Amleto. Come lui, cercaxxxxxxxxxxica ed il risentimento cxxxxxxxxxxne deriva, sono simile all’incapxxxxxxxxxx e l’altro errano come ombre e monologano  su argomenti esistenziali. Sxxxxxxxxxxen Dedalus, nell’esposizioxxxxxxxxxxla sua tesi su Amleto, ricorda che:
-  in primo luxxxxxxxxxxspeare, quando metteva ixxxxxxxxxxto, recitava la parte dello spettro dxxxxxxxxxxre;
-  Amletoxxxxxxxxxxpersonificava suo figlio Hamnet morto ad 11xxxxxxxxxxzialità del Padre e del Figlio 
è quella traxxxxxxxxxxgio, Amleto. Se ora si traspone questa problematica a Ulisse, si deve direxxxxxxxxxxi, cioè Stephen e Bloom. In conseguenza, la relazione Bloom/Stephen non è una relazione padre/figlio come  ripete la critica, mxxxxxxxxxxn tema ricorrente del romanzo, definisce in realtà il legame di Joyce con i suoi personaggi e non quello di Bloom con Stephexxxxxxxxxxtephen è la personificazione di Joyce giovane. Dunque Stephen, accxxxxxxxxxxe  di quello di Bloom, trova suo padre... in sé stesso, e Joyce, facendo del suo testo “la sostanza della sua oxxxxxxxxxxuti i personaggi. Quale interesse ho io  lettore, che sono una creatura di carne e xxxxxxxxxxgue e non di scrittura, di seguire le avventure iniziatiche  di Stephen che è soltaxxxxxxxxxxio stesso sono la creatura scritta da un Creatore che, in qualche moxxxxxxxxxx altra cosa da me stesso...
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Faust
Ulisse può leggersi come l'inveramento  del Fauxxxxxxxxxxe. Se si fa il parallelo tra le crisi di Stephen Dedalus e del dott. Faust, si constata la stessa impotenza ad accedere al livello superiore di conoscenza o d’arte. Il medico tedesco fa xxxxxxxxxxr possedere infine la conoscenza che gli sfugge, al prezzo dexxxxxxxxxx La morte tragica della fidanzata lxxxxxxxxxx ideale di bellezza, di bontà e di purezza. Questo rat'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:incarnato e di una visione romantica della Donna. Il personaggixxxxxxxxxxsibilità - ciò che fece Mefistofele con Faust - è ovviamente Leopold Bloom, senza alcuna enfasi   tragica o infernale. Quanto all’Eterno Femminino  idealizzato dal romanticismo tedesco, cade dal suo piedexxxxxxxxxxallo nel monologo di Molly Bloom: se in Ritratto dell’artista da giovane, la dxxxxxxxxxx era  finalmente promessa di bellezza e d’ispirazione, appare ora come la causa principale della stupidità maschile, la pxxxxxxxxxxazione. Comparabile al  globo terrestre, mantiene per attrazione gli uomini sulla terra, al servizio della specie e della sua riproduzione. Superficiali ed intercambiabili come gli spermatozoi che cercano di penetrare l’ovulo, gli uomxxxxxxxxxxra intravedere  il culto senza età della Dea Madre, vero Eterno Femminino, greve, pieno,  oscuro e muto. Tuttavia Stephen abbandona gradualmente il suo atteggiamento di rifiuto della carne, così vicino al puritanesimo protestante tedesco di cui il roxxxxxxxxxxcoperta di una fonte d’ispirazione nelle sensazioni e nelle emozioni carnali, nella musicalità della parola, nella polifonia primitiva degli affetti e degli istinti, lo avvicina alla donna, lo risveglia  a questa femminilità a-significante, di cui la relazione sxxxxxxxxxxte la donna, pur sfuggendo alla sua attrazione castratrice. Così Moxxxxxxxxxxte,xxxxxxxxxxlità della parola nella carne, come la consustanzialità della lingua e delle sensazioni nel monologo interiore, pertiene alla sostanza e non alle idee, alla carne e al sangue e non all’illuminazione medianica o all’estasi romantica. xxxxxxxxxxlla donna, “la carne che sempre dice sì”, poiché il sì alla carne e il no  allo spirito vanno di pari passo.

La scienza nova
Quest’opera del filosofo Giambattista Vico (1668-1744) xxxxxxxxxxresenta la storia come un prt'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali: perpetua di 3 età: l’età religiosa, l’exxxxxxxxxxgge -, i figli di Noé, Sem, Cat'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi tet'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:li dei (o texxxxxxxxxxpraticare l’agricoltura, che utilizza i più deboli come manodopt'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:. Segue il ricorso, un breve periodo di catastrofi (inondazione, anarct'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:icomincia, i cicli collegandosi all’interno di cicli storici più ampi.
Le 3 xxxxxxxxxx pensa al Padreterno, Mulligan alla Madre nostra Natura, la sterilità dell’uno, la fatuità dell’altra, la superstizione  dei devotxxxxxxxxxxea bloomiana corrispondereb-be all’età degli eroi; il borghese lascia it'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:, si riconosce un costruttore, un massone, un uomo libero, un legislatore, un profeta, ecc..
- Il ritorno ad Itaca corrisponderebbe infine all’età degli xxxxxxxxxxfine, che annuncia la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, è il monologo di Molly, associato da Joyce alla rotazione della globo terrestre, delle stagioni, delle lune, delle generazioni, dei giorni e delle nxxxxxxxxxx voce di Dio ed essi avrebbero appreso a parlare tentando di imitare questo rumore terribile. Inoltre il grido del neonato della signora Purefoy, nell’episodio dei Buoi del sole, è accompagnato dal tuono, e segna la nascita di una lingua nuova di cui episodio fu la gestazione.

Tracce evidenti di altre opere si rinvengono   in quest'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali: Il don Giovanni di Mozart-Da Ponte, Il Sit'opxxxxxxxxxxensa di simboli e di rimandi testuali:gfrido, Così parlò Zarathustra di F. Nietzsche, Le Confessioni di Agostino d'Ippona, l'Esodo, come anche di  racconti e leggende iniziatiche.

xxxxxxxxxx
^^^xxxxxxxxxx
James Joyce e Dedalo

Nel manierismo del nostro tempo, il
«romanzo fiume» diventa «romanzo di idee». Con ciò acquista nuova profondità, e riesce di uno splendore formale che i suoi embrioni preziosi (tranne Cervantes) del Cinquecento e del Seicento avevano raramente raggiunto. Con James Joyce, il romanzo manieristico è portato alle ultime ed estreme conseguenze. È diventato il romanzo d’avventure intellettuale, la « trasformazione dell’immagine interna » in « immagine esterna»,  un’opera di ingegneria dedalica, il modello della follia metodica.
Nel Dedalus (1916) Joyce dà al personaggio principale il nome « Dedalus ». E questi invoca il suo antico omonimo: «Vecchio antenato, vecchio artigiano, assistimi ora e sempre. »  Dedalus è l’artefice leggendario della preistoria. Diventa il simbolo dell’artista fabbro. I misteri orientali si rinnovano. Bloom, il protagonista dell’Ulysses, è « un ebreo greco o un greco ebreo, gli estremi si toccano ».Tutti sono liberati per opera di una donna... Arianna.
Questo romanzo di J. Joyce è, anche sotto l’aspetto compositivo, « costruito » secondo i principi di una labirintica ambage. La tematica segue il complesso dei simboli che sono noti dal mito di Teseo-Arianna-Dedalo. Il labirinto diventa la metafora dell’« esistenza » umana, il simbolo del subconscio. Trovarne l’uscita vuol dire la salvazione. Ma il labirinto è un « corridoio » senza fine. La sua forza oscura è più forte della speranza dei più. Dublino, la città, la vita, l’uomo, tutto è labirinto. Ci si perde, quando si crede di aver trovato il centro o l’uscita. Ma nel centro e in agguato il Minotauro. Che accade, quando si giunge in quel fondo aggrovigliato? Gli inferni di Omero, Virgilio, Dante, Rabelais, Grimmelshausen, Goethe, Kafka, Sartre sembrano innocui in confronto all’inferno labirintico di Dedalo. In esso si patisce l’essere senza scampo, la pena dell’essere se stesso, poiché - ogni possibile e comunque irreperibile uscita è murata. James Joyce descrive l’orrore: « Ogni lordura del mondo, ogni letame, ogni pantano si raccoglie colà
[nel labirinto] come in una fumante cloaca. ». « Là dentro ogni dannato è l’inferno di se stesso. » Tutti i sensi sono tormentati e soprattutto la mente, che è condannata all’eterna consapevolezza di essere senza scampo.  Soltanto con l’astuzia, con l’invenzione ingegnosa, si potrebbe fuggire dal labirinto, come tentò Dedalo con il figlio Icaro.
Come ribelle, qui la potenza dell’intelletto inventore si oppone al fato della dannazione; già Faust lo tentò. Ma il Faust di Goethe trova una «via d’uscita»: alla fine della seconda parte, Faust diventa la figura mitizzata dell’« ingegnere». Si sottrae al dubbio dell’inferno. La solidarietà sociale è il senso supremo della vita: prosciugare paludi, « su libero suolo con libera gente stare». È questo il presupposto della salvazione di Faust, del suo mitico volo liberatore, mentre le creature di Joyce, nell’«Inferno » perversamente persistono. Goethe abbraccia, come Dante e Shakespeare e Bach, tutte le sfere:

Und hat an ihm Liebe gar
Von oben teilgenornmen,
Begegnet ibm die selige Schar
Mit hetzlichem Wilkommen)

(Se mai di lui l’Amore ,/ dall’alto si curò, /
l’accoglie la beata schiera con gaudio: benvenuto.)

Tratto da:
Gustav René Hocke
Il manierismo in letteratura
Garzanti, Milano 1975
Un'opinione di Gustav R. Hocke sul manierismo in Dedalus e Ulysses
In un vecchio ma non invecchiato saggio «Joyce e la tradizione  del romanzo» del 1950, (che leggo ne I funamboli, Einaudi, Torino 1974) Giorgio Melchiori sottolinea gli elementi forti di continuità con la tradizione romanzesca inglese, piuttosto che quelli di rottura. «Il Joyce non infrange, ma riprende una tradizione». «Per quel che riguarda la tecnica strutturale (o meglio le tecniche), si ricollega, al di là dell’ Ottocento, agli esperimenti dei romanzieri settecenteschi».
Infatti Joyce rompe, se rompe, con la tradizione romanzesca oggettiva e realistica culminata nell’opera di Flaubert e James. Ma questa non è la forma stabile e consacrata del romanzo. Prima di questa c’era stata la stagione settecentesca del genere, soprattutto quella di tradizione satirica e picaresca, che in Francia aveva avuto i suoi sommi rappresentanti in Lesage (mentre in Spagna c’era stato il Don Chisciotte) e in Inghilterra il magistero di Swift, Fielding, Smollett e Sterne. Orbene, prima che il romanzo si chiudesse nella «narrazione lineare» e «nel perfetto equilibrio formale» indicato dalla Austen  (narrazione oggettiva congiunta all’indagine psicologica), il romanzo aveva vissuto nel '700 la sua erranza giovanile ( peraltro con  romanzi in movimento, non romanzi da fermo) e il suo acceso sperimentalismo formale, tecnico e linguistico.

Melchiori stabilisce un parallelo stretto tra l’Ulysses e il Joseph Andrews di Fielding. Il vero modello di questo romanzo è indicato dallo stesso Fielding in un… originale omerico perduto. «Joseph Andrews, pertanto è una specie di Odissea in prosa, dove alle avventure in terre fantastiche e tra popoli strani vengono sostituite le avventure in Inghilterra d’un viaggiator settecentesco: i porti diventano locande lungo le strade maestre, i popoli mitici diventano gli strani personaggi incontrati per via». Lo stile del romanzo di Fielding è parodistico  ed eroicomico. Ma anche l’Ulysses è tale, e il suo parallelismo diretto con l’Odissea non deve far dimenticare  anche il  parallelismo alla rovescia, parodistico.

Altri punti in contatto tra i due romanzi sono:
-la frequente interruzione della narrazione dalla discussione di argomenti non connessi con essa (che vanno dalle polemiche letterarie con romanzi correnti  - Pamela di Richardson - alle deficienze del sistema giudiziario inglese; ad argomenti teatrali
-gli improvvisi mutamenti di stile.
«Naturalmente, la struttura  dello Ulysses joyciano e la sua tematica sono infinitamente più complesse, ma resta comunque il fatto che già nel 1742 era stato scritto un libro che dimostrava come la forma narrativa potesse assumere e sostenere un’elaborata struttura tematica ed esprimere una vasta gamma di interessi».

Altre affinità ed omologie strutturali con l’Ulysses o il Finnegans Wake, Melchiori rintraccia nelle opere di Sterne, (soprattutto nel Tristram Shandy) e nei romanzi di Smollet (Peregrine Pickel, Roderick Random). Interessi  esoterici e condivisione del carattere erratico della narrazione e della scrittura semiatumatica  tra Joyce e Sterne; felibrismo e manierismo linguistico tra Smollet e Joyce.
Infine altra rispondenza tra l’opera di Joyce e la tradizione del romanzo inglese è nel realismo fisico e nell’umorismo da trivio. Insomma nella “volgarità”. «Questa volgarità, quest’umorismo da trivio, presenti perfino in Fielding, scomparvero con Jane Austen e nei romanzi dell’Ottocento, e riaffiorarono nuovamente in Joyce. Essi sono dovuti in parte a una franchezza che le convenzioni vittoriane avevano soppresso, e in parte anche al tentativo di quei pionieri della nuova forma narrativa di affrontare ed esprimere la vita nella sua totalità»

Nel 2003 è uscita per le edizioni di Storia e Letteratura una ristampa del libro del grande studioso che abbiamo qui citato in una vecchia edizione non più disponibile dell'Einaudi

Giorgio Melchiori, I funamboli. Il manierismo nella letteratura inglese. Da Joyce ai giovani arrabbiati

Vedi su IBS Qui

James Joyce su InternetBookShop

James Joyce, Gente di Dublino Ordina da iBS Italia

James Joyce su IBS: Gente di Dublino


Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

James Joyce su IBS: Finnegans Wake

James Joyce, Finnegans Wake Ordina da iBS Italia

James Joyce, Ulisse Ordina da iBS Italia

Ulysses: A Reproduction of the 1922 First Edition, di Joyce, James, Euro. 19,45 Ordina da iBS Italia

Regarded today as one of the greatest novels of the twentieth century, "Ulysses entered the world in a firestorm of controversy. Denounced as obscure, unintelligible, nonsensical, and obscene, it was first published in Paris in 1922 and remained banned in the United States until 1933. Among the innovations that shocked and outraged critics were Joyce's revolutionary use of the interior monologue (better known as "stream of consciousness") and other experimental narrative techniques. "Ulysses draws upon a complex network of symbolic parallels from mythology, history, and literature (including a framework and episodes that echo the "Odyssey) to document an ordinary day in the lives of three Dubliners. This meticulous reproduction of the original 1922 edition will prove a boon to students, scholars, or anyone interested in great literature. Unabridged republication of the work originally published in 1922 by Shakespeare and Company, Paris.


[...]Vale la pena di ricordare che l' accettazione di quest' opera da parte della nostra cultura era stata assai lenta. Naturalmente, pensando che negli Stati Uniti Ulisse era stato messo legalmente al bando, non sarà il caso di stracciarci le vesti, ma comunque nel 1926 Santino Caramella (sul «Baretti») osservava che Ulisse «non è opera d' arte», e nel 1927 Valentino Piccoli («La Parola e il Libro») scriveva che «nelle sue applicazioni al romanzo (Joyce) non ha portato che una specie di puntinismo psicologico e stilistico che non raggiunge mai la sintesi» (lo stesso autore un anno prima aveva detto che Joyce, Proust e Svevo erano fenomeni di moda destinati a durar poco). Sempre nel 1927 Guido Piovene, appena ventenne («La Parola e il Libro»), accennava allo scopritore di Svevo come a «uno scadente poeta irlandese abitante a Trieste, l' Ioyce (sic)») e Curzio Malaparte (che avrebbe in seguito corretto i suoi giudizi) sul «Selvaggio» aveva collocato Joyce tra «quelli chiamati a perpetuare il cattivo gusto del borghesume italiano» - ma «grazie a Dio, e a Mussolini, l' Italia non è tutta borghese, europeista e pariginale». Sulla «Fiera Letteraria» del 7 luglio 1929, G.B. Angioletti recensiva l' edizione francese dell' Ulisse e annotava: «Chi arriva all' ultima pagina rimane sgomento e nauseato, come se uscisse da un' interminabile galleria colma di rifiuti e abitata da mostri», ammetteva una certa potenza rappresentativa, ma riconosceva nel libro «una pazienza enorme, quasi pazzesca, quasi intelligente» e «certo non geniale». Vitaliano Brancati, in una raccolta di scritti del 1935, accusava Joyce, con Lawrence, Mann, Huxley e Gide, di aver fatto «sacrificio della loro verità e serietà poetica», costringendo il loro sentimento lirico a «piccole ed eleganti acrobazie» (Joyce avrebbe generato cose fuori misura «come una capra cui si costringa a figliare un cane») e persino un «modernista», se mai ve ne furono, come Marinetti (ormai però sulla via dell' Accademia d' Italia) avvertiva che occorreva superare i romanzi «comunisteggianti» di Thomas Mann e che Joyce aveva trasformato «in una sciolta di parole» il monologo interiore di Dujardin «corrompendo le nostre parole in libertà sintetiche dinamiche simultanee» (Il romanzo sintetico, 1939). Naturalmente altre reazioni erano state più dubbiose e caute, rispettose anche quando polemiche, intrigate e tormentate al tempo stesso, come quelle dei giovani Elio Vittorini e Luciano Anceschi, di Corrado Pavolini o dello stesso Mario Praz; altri ancora manifestavano un vivo interesse, come Mario Pannunzio, Adelchi Baratono, Montale o Linati, ma il clima culturale di un' Italia dominata dalla dittatura doveva riservarci di peggio. Ennio Giorgianni (Inchiesta su James Joyce, «Epiloghi di Perseo 1», Milano, Stabilimento Tipografico Littorio, 1934) affermava: «Egli conferisce alla sua rivolta un carattere impuro e sovvertitore col togliere dall' altare Roma Universa, per riporvi l' idolo dorato dell' internazionalismo ebraico: internazionalismo che da parecchi anni regge troppe iniziative del pensiero moderno...». Giuseppe Biondolillo (Giudaismo letterario, «L' Unione Sarda», 14 aprile 1939) scriveva: «Ma forse il pericolo maggiore è nella prosa narrativa, dove a cominciare da Italo Svevo, ebreo di tre cotte, ad Alberto Moravia, ebreo di sei cotte, si va tessendo tutta una miserabile rete per pescare dal fondo limaccioso della società figure ripugnanti di uomini che non sono "uomini" ma esseri abulici, infangati di sensualità bassa e ripugnante, malati fisicamente e moralmente... I maestri di tutti cotesti narratori sono quei pazzi patologici che si chiamano Marcel Proust e James Joyce, nomi stranieri e di ebrei sino al midollo delle ossa, e disfattisti sino alla radice dei capelli». [...]
Umberto Eco
dal Corriere della Sera del 15/1/2005
Umberto Eco: la ricezione dell' Ulysses in Italia
<<< Vedi uno straordinario documentario  filmato in cui  Joyce legge alcuni brani di Finnegans Wake
L'incontro Joyce - Proust

La prima persona che mi ha raccontato dell'unico e mitologico incontro tra Marcel Proust e James Joyce è stata Nélida Gardell, la mia professoressa di francese alla Escuela de letras dell'università di Tucumàn. Nélida ci descrisse il dialogo tra i due più grandi scrittori del Novecento come un susseguirsi di gesti goffi e sprezzanti, il volo di due uccelli maestosi condannati a non capirsi.

Secondo la sua versione, erano stati entrambi invitati a una cena all'hotel Ritz di place Vendôme, a Parigi, dal barone Edmond de Rothschild, disposto a pagare una fortuna pur di sentire i due geni esibirsi nelle loro acrobazie verbali.
"E cosa si dissero?", chiedemmo tutti allora. La professoressa Gardell rispose in tono enigmatico: "Proust chiese a Joyce se gli piacevano i tartufi che gli erano stati serviti. Joyce rispose seccamente di no".

  Questa scena patetica della letteratura universale mi ha perseguitato per anni come un fantasma tenace e, per quanto l'abbia cercata nelle eccellenti e numerose biografie dei due scrittori, le versioni di quell'episodio mi sono sembrate sempre insoddisfacenti.

Jean-Yves Tadié, che nel 1996 ha pubblicato una monumentale biografia di Proust, forse la migliore in circolazione, liquida l'incontro in meno di una pagina, sottolineando il fatto che i due geni non simpatizzarono. Quando Proust offrì a Joyce di accompagnarlo con un taxi fu ringraziato con un paio di gesti molto scortesi: Joyce si mise a fumare senza alcun ritegno e aprì completamente il finestrino, pur sapendo che il suo collega asmatico non tollerava né il fumo né le correnti d'aria.

Richard Ellman, il grande biografo di Joyce, dà maggiori dettagli. Registra almeno quattro versioni del dialogo tra i due scrittori, compresa quella dei tartufi, e racconta che in seguito Joyce si pentì di aver sprecato quell'opportunità: "Mi sarebbe piaciuto incontrare Proust altrove, da soli, per poter parlare con calma. Anche se non saprei dire di cosa".

Mi ero rassegnato a non scoprire più nulla sull'argomento fino a quando, poche settimane fa, ho letto un bellissimo libro di 360 pagine che racconta la storia nei minimi particolari. S'intitola Proust at the Majestic (Proust all'hotel Majestic) ed è stato scritto dall'inglese Richard Davenport-Hines, autore tra le altre cose di una storia molto documentata dei narcotici e di una biografia del poeta W.H. Auden.

All'inizio del secolo scorso l'hotel Majestic di Parigi non era come adesso. Quando Proust e Joyce si conobbero, poco dopo la mezzanotte del 18 maggio del 1922, era un posto alla moda. Le sue sale sontuose erano frequentate da tutte le persone importanti che vivevano in città o erano di passaggio. Ognuna delle 450 camere dava sull'avenue Kléber, vicino all'Arco di trionfo. Tutte avevano il loro bagno, un lusso davvero eccentrico per quei tempi, soprattutto a Parigi.

Contrariamente a quanto credeva la professoressa Gardell, quindi, l'incontro non avvenne al Ritz e non fu merito del barone de Rothschild, ma di Violet e Sydney Schiff. Lei era poco più di una ruffiana, lui uno scrittore giustamente dimenticato dalla storia, con un'irrefrenabile passione per il pettegolezzo. Due perfetti personaggi proustiani. Diedero una cena per festeggiare la prima di Renard, il balletto comico di Igor Stravinskij che quella stessa sera i Ballets Russes di Sergej Djagilev avevano messo in scena all'Opéra di Parigi.

Ma a quella famosa serata al Majestic non presero parte solo Stravinskij e Djagilev; c'erano anche il direttore d'orchestra Ernest Ansermet e Pablo Picasso, che si presentò con una fascia rossa intorno alla testa. Mancava solo Victoria Ocampo per completare il quadro. Ma lo scopo principale degli Schiff, come ammisero in seguito, era far incontrare Proust e Joyce nella stessa gabbia dorata per vedere cosa sarebbe successo e poi raccontarlo ai quattro venti.

Ma la serata fu così insignificante che non servì neanche da argomento di conversazione nei salotti di quella settimana. Ecco perché la storia è circolata come un mito fino a quando Davenport-Hines l'ha restituita alla realtà. Non si sa cosa mangiarono, probabilmente le portate tipiche di una cena al Majestic: antipasto di caviale, fagiano e asparagi, e gelato ai frutti tropicali. Si sa per certo che Djagilev, Stravinskij e Ansermet, affaticati dallo stress di quella lunga giornata, se ne andarono poco dopo la mezzanotte.

Picasso rimase a bere fino a crollare sul tavolo. Joyce beveva in silenzio il suo champagne e ruttava rumorosamente. Al suo arrivo si era scusato di non essere vestito secondo l'etichetta. "Non ho soldi per queste sciocchezze", aveva spiegato. L'unico argomento di conversazione che gli interessava era il suo romanzo Ulisse, pubblicato tre mesi prima e ormai sulla bocca di tutti, soprattutto di quelli che lo leggevano senza capirlo.

I camerieri cominciarono a sparecchiare all'una di notte. Joyce - racconta il critico Clive Bell, che sentì la storia da Sydney Schiff - restò seduto, senza dire niente, con una mano sul mento e l'altra occupata da una coppa di champagne. Alle due di mattina era completamente ubriaco e di tanto in tanto sbuffava rumorosamente.

Quindici o venti minuti più tardi, gli Schiff videro entrare un ometto furtivo avvolto da una pelliccia, che si muoveva, secondo Clive Bell, come un topo. Da lontano sembrava viscido e appiccicoso. Era l'autore di Alla ricerca del tempo perduto. Aveva già finito di scrivere il suo grande romanzo, ma stava ancora correggendo e aggiungendo frasi. Allora era molto più famoso di Joyce, e le sue lunghe frasi incatenate da una musica inimitabile erano ripetute nei salotti con devozione religiosa.

Anche se Joyce non ebbe l'impressione che il suo collega fosse un uomo malato (anzi, disse: "Si lamenta, ma è più sano di me"), le droghe che Proust si iniettava o beveva con una frequenza assassina lo stavano uccidendo. Esattamente sei mesi dopo l'incontro al Majestic, una setticemia fulminante lo avrebbe stroncato. Nonostante lo scetticismo di Joyce, Proust stava già lottando contro la morte.

Davenport-Hines racconta che i due erano seduti uno accanto all'altro. Ci sono sei versioni della loro conversazione, tra cui quella dei tartufi, tutte accomunate dall'incomprensione. Anni dopo, Joyce raccontò che l'unica parola memorabile di quell'incontro fu un monosillabo: no. "Proust mi chiese se conoscevo un certo duca. Gli risposi: `No'. Madame Schiff volle sapere se Proust aveva letto un capitolo dell'Ulisse. Lui rispose: `No'. La situazione era insopportabile".

In seguito, nei suoi anni di gloria, Joyce avrebbe ripagato l'indifferenza di Proust verso la sua opera con un velenoso sarcasmo. Sul suo diario c'è un appunto significativo: "Quando i lettori arrivano alla fine delle sue frasi, Proust sta ancora scrivendo".

Poi in una lettera alla sua editrice Sylvia Beach, proprietaria della famosa libreria Shakespeare & Co, racconta con un gioco di parole difficile da tradurre: "Ho appena letto A la recherche des ombrelles perdues da alcune Jeunes filles en feurs du coté de chez Swann con Gomorhée et Cie, scritto da Marcella Proyst e James Joust". I due grandi uomini non si videro più. Erano uccelli dal piumaggio così diverso che potevano solo ferirsi a vicenda.

Tomàs Eloy Martinez da “Internazionale” Nov. 2006
 

Proust at the Majestic: The Last Days of the Author Whose Book Changed Paris

Autore Davenport-Hines, Richard

dal 11 ott 2008
Gentile lettore per ottenere il testo completo clicca sul primo bottone. Una volta proceduto, tramite carta di credito, al pagamento di  3,00 € otterrai subito e in automatico un codice d'accesso. Sarai instradato nuovamente su questa pagina e dopo aver inserito il codice ottenuto sul secondo banner ti sarà concesso l'accesso automatico al testo completo. La pagina web consta in origine di 11 cartelle, 5.549 parole, 29.823 caratteri, 563 righe.
Digitare il vostro ticket d'accesso
Pagina a pagamento