Rosa Luxemburg - L' accumulazione del capitale. Contributo alla spiegazione economica dell'imperialismo
Sinossi
(Die Akkumulation des Kapitals. Ein Beitrag zur ökonomischen Erklärung des Imperialismus). Principale opera di teoria economica di Rosa Luxemburg (1870- 1919), pubblicata a Berlino nel 1913. Con essa l'A. si propose di superare una contraddizione logica che ritenne di trovare nella spiegazione dell'accumulazione capitalistica data da K. Marx. Nella società capitalistica "pura" (cioè composta soltanto di capitalisti e di lavoratori) considerata da Marx, il processo di "riproduzione allargata" (accumulazione) si rivela impossibile. I capitalisti non sono in grado di investire i loro risparmi, dal momento che non
possono realizzare il plusvalore destinato alla capitalizzazione a causa della mancanza di acquirenti. Infatti, l'espansione dei consumi da parte della stessa classe capitalistica deve considerarsi incompatibile con l'accumulazione; e l'aumento naturale della popolazione, di per sé, non dà origine a una domanda "effettiva". D'altra parte, un incremento della domanda totale non può aversi neppure a opera degli impiegati, ufficiali, artisti, ecc. perché costoro derivano i loro mezzi d'acquisto in parte dai capitalisti e in parte dai lavoratori, e perciò non generano un "nuovo" consumo. In sostanza, all'interno del sistema capitalistico è impossibile che sorga una nuova domanda che consenta di allargare la produzione. Ma come si spiega allora l'effettivo sviluppo storico del capitalismo? Qui la L. enuncia la sua teoria dell'accumulazione. Occorre abbandonare la premessa, poco realistica, di una società composta solo di capitalisti e di lavoratori. La produzione capitalistica ha capacità di espansione perché accanto ai paesi capitalistici esistono i paesi non capitalistici, e perché all'interno dello stesso sistema capitalistico vivono persone estranee alle forme di produzione del sistema (artigiani, contadini, ecc. È questo ambiente non-capitalistico che fornisce la domanda necessaria all'allargamento della produzione. Fin dall'inizio, tra la società capitalistica e il suo contorno non-capitalistico si è svolto un rapporto di scambio che ha dato modo al capitale di realizzare il suo plusvalore, offrendo le condizioni indispensabili per l'accumulazione. Lo sviluppo di questo rapporto, tuttavia, comporta la trasformazione degli strati sociali e dei paesi non-capitalistici, i quali progressivamente vengono attratti nell'orbita capitalistica. E ciò prepara in un duplice modo il crollo del capitalismo. Da un canto, ci si avvicina al limite in cui tutta la umanità consisterà solamente di capitalisti e di lavoratori, e perciò ogni ulteriore espansione del sistema risulterà impossibile; dall'altro, l'erosione dell'ambiente non-capitalistico si compie necessariamente mediante il ricorso alla "scure della violenza politica", onde si acuiscono i contrasti di classe e si diffonde l'anarchia economica e politica internazionale, e, prima che il limite di espansione del capitalismo sia raggiunto, il proletariato si rivolterà contro la dominazione del capitale. La L. sviluppò questa teoria nella terza parte della sua opera, mentre nella prima impostò il problema dell'accumulazione, e nella seconda ne tracciò l'esposizione storica. Date le evidenti implicazioni politiche in contrasto con le tesi revisionistiche della socialdemocrazia tedesca, l'opera suscitò violente reazioni critiche. Ad esse la L. rispose in un volumetto, pubblicato nel 1921, dal titolo L'accumulazione del capitale ovvero ciò che gli epigoni hanno fatto della teoria marxistica. Un'anticritica (Die Akkumulation des Kapitals oder was die Epigonen aus des marxschen Theorie gemacht habe». Eine Antikritik), nel quale riespose sinteticamente la sua teoria e confutò le obiezioni dei critici. Trad. di B. Maffi (Torino, 1960). comprendente anche l'Anticritica.
Eugenio Gara.
(Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi)
ROSA LUXEMBURG
(1870-1919)
Nata vicino a Lublino, in Polonia allora sotto il dominio russo, Rosa Luxemburg viene da una famiglia di commercianti ebrei di tradizione liberale.
Dopo aver studiato al Liceo a Varsavia, entra fin dal 1887 in contatto con dei militanti socialisti polacchi. Indotta a espatriare a causa della sua attività politica, si trasferisce a Zurigo, dove studia economia e diventa marxista. Con il suo compagno Leo Jogiches, nel 1893 partecipa alla fondazione del Partito socialdemocratico del Regno di Polonia, che rappresenterà in seno al Congresso di Londra della II Internazionale (1896).
Due anni più tardi, contrae un matrimonio bianco con un medico tedesco, al fine di poter militare nel Reich, ed entra nel Partito socialdemocratico (SPD). Si distingue come una delle figure di spicco dell'ala sinistra del partito, e dirige il contrattacco contro le tesi revisioniste di Edward Bernstein, indirizzandogli un opuscolo Riforma sociale o rivoluzione (1889), dove sottopone il riformismo di Bernstein a una forte critica, affrontando in particolare il suo parlamentarismo, visto come un cedimento alla democrazia borghese. Polemista brillante, assume l'incarico di capo redattore del quotidiano Sächsische Arbeiterzeitung e collaboratore a diverse pubblicazioni socialdemocratiche, tra cui la Die Neue Zeit, la rivista teorica diretta da Kautsky. Oratrice molto richiesta percorre la Germania per raduni e campagne di partito .
Ma questa attività all'interno della Spd non la distoglie dalle questioni polacche. Nel dicembre 1905, guadagna Varsavia dove è scoppiata la rivoluzione. La Luxemburg ne propone una visione globale agli attivisti del movimento e fissa in opuscoli gli obiettivi immediati da raggiungere: contrastare gli orientamenti golpisti delle correnti nazionaliste ed estendere la rivolta contro lo zarismo ai contadini e all'esercito. Incarcerata nel marzo 1906, viene rilasciata nel mese di luglio e indotta a lasciare Varsavia. In Germania redige Sciopero generale, partito e sindacati, in cui mette al servizio della la classe operaia tedesca gli insegnamenti appresi dalla rivoluzione russa e polacca.
La sua concezione dello sciopero politico e la parola d'ordine che impone per la Germania - "Repubblica" - comporta nel 1910 la rottura con Kautsky e la maggioranza della sinistra SPD. Risale a questo periodo la campagna di denuncia del militarismo tedesco e il legame con Karl Liebknecht. Nell'agosto del 1914, dopo il voto ai crediti di guerra da parte dei socialdemocratici, cade in un periodo di isolamnento. Ma ben presto un incontro di strenui internazionalisti si tiene a casa sua. Arrestata nel febbraio 1915 e ancora nel mese di luglio 1916 (per "misure di protezione"), sarà rilasciata solo dopo la rivoluzione del '18. Dalla prigione diffonde l'opuscolo La crisi della socialdemocrazia (marzo 1916), firmato Junius, e scrive i suoi contributi alle Lettere di Spartaco (Spartakusbriefe) voce dell'opposizione rivoluzionaria della socialdemocrazia tedesca (movimento che prenderà il nome di Spartachismo).
All'uscita dalla fortezza- prigione di Breslau (9 novembre 1918), il suo primo atto fu tenere un comizio sulla piazza del paese. Durante i due mesi che le restano da vivere, questa donna indomita si spenderà generosamente "come una candela accesa alle due estremità," da un capo la Lega Spartaco (Spartakusbund) dall'altro il Partito comunista tedesco, fondato nel gennaio 1919. Conscia della difficoltà di portare a termine la rivoluzione socialista, punta sullo sviluppo del movimento degli scioperi per sottrarre le masse all'influenza dei leader socialdemocratici. Ma la destra sferra la contro-offensiva. In risposta ad un provvedimento provocatorio del governo, gli operai di Berlino scatenano, il 6 gennaio, l'insurrezione. Di fronte a questo evento, Rosa Luxemburg comprende la necessità di "agire rapidamente". Ma né lei né alcun leader di partito fu in grado di dirigere il moto popolare, che tornò a vantaggio della contro rivoluzione. Il 14, scrisse il suo ultimo articolo, "L'ordine regna a Berlino." Arrestata con Liebknecht dai capi dei cosiddetti corpi franchi (Freikorps) al soldo del governo socialdemocratico, quella che Franz Mehring definì come "la mente più brillante che il marxismo ha prodotto dopo Karl Marx" ebbe il cranio fracassato col calcio del fucile, e il suo corpo gettato in un canale nel parco Tiergarten .
Martire della causa rivoluzionaria, Rosa Luxemburg si è imposta anche come uno dei teorici più importanti del pensiero marxista. Il suo contributo più originale consiste nel l'approfondimento della nozione di riproduzione allargata del capitale. Combattendo la visione riformista che ritiene il sistema capitalistico in grado di risolvere le proprie contraddizioni, tenta di dimostrare ne L'accumulazione del capitale (1913) che il capitalismo non può sfuggire alla sua rovina precisando che il capitale ha continuo bisogno di mercati non-capitalisti per realizzare plusvalore, e concludendo che il giorno in cui il capitale avrà disintegrato tutte le forme precedenti e il mercato globale sarà un fatto compiuto, la crisi sarà inevitabile. Questo punto di vista, fortemente venato di catastrofismo, non è senza conseguenze per le sue posizioni politiche, soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione del proletariato: l'aggravamento delle contraddizioni del sistema la induce a ritenere che spontaneamente, il proletariato può diventare rivoluzionario, e dunque occorre privilegiare lo sciopero di massa. Così l'unione spontanea e cosciente dell'avanguardia dei lavoratori si verifica principalmente nella lotta e il partito le appare come un prodotto della crisi rivoluzionaria, e in questo opponendosi a Lenin e ai bolscevichi, che le rimproverano di sovrastimare le capacità di movimento politico delle masse. Dopo la sua morte, i discepoli di Rosa Luxemburg cristallizzeranno le sue idee in una teoria dello "spontaneismo rivoluzionario".
Infine, come leader del Partito socialdemocratico polacco, Rosa Luxemburg intervenne attivamente nel dibattito sulla questione nazionale ( Questione nazionale e autonomia, 1908, La rivoluzione russa, 1918): limitando il fatto nazionale a un fenomeno culturale, stigmatizza il nazionalismo come una modalità con la quale la borghesia tenta di nascondere la lotta di classe e si pronuncia contro il diritto delle nazioni all'autodeterminazione, questa posizione sarà contrastata da tutte le altre tendenze del movimento socialista, e soprattutto da parte dei bolscevichi, che le imputarono di ignorare la dimensione politica del problema nazionale.