Rossana Massa vive e lavora come insegnante ad Alessandria
dove è nata.Ha partecipato a varie edizioni della Biennale Alessandrina di
poesia e prosa (1981, 2004, 2008, 2009); ha collaborato alla rivista milanese
"Alla Bottega" negli Anni Settanta; ha pubblicato racconti a vario titolo per
"Il Piccolo" di Alessandria e provincia ( Librinfesta VII Edizione del Festival
della letteratura per ragazzi, con "Il cavaliere a metà" e ad "Alessandria
2030, 12 autori per l'estate", con "La rediviva"). E' presente su varie
antologie cartacee e online.Ha scritto per il giornale "Il Duemila", negli Anni
Ottanta/Novanta.Con il racconto"Sogno di essere nuda" ha partecipato, con un
booktrailer realizzato da Masselli/Ravera, al Premio Fogazzaro.Con "Memorie di
nebbia selvatica", ha partecipato al Premio Chiara 2009, alle manifestazioni
Librinpista, Il Salotto del Mandrogno e Note Estive del Comune di Alessandria
edizione 2009.
Rossana Massa - Memorie di nebbia selvatica- Sedizioni, Milano 2008.
Ho letto “Memorie di nebbia selvatica” di Rossana Massa, scrittrice
contemporanea ed alessandRina con la R maiuscola.
Sono circa 200 pagine divise in 33 racconti sapientemente miscelati tra di loro, che lasciano un gusto persistente nel palato, come un Barolo o un Barbaresco.
L’autrice scrive amalgamando l’ironia con il rigore, le tradizioni con la
realtà, il dolore con l’amore, senza retorica, cercando attentamente nella memoria e risvegliando sensazioni ed atmosfere del nostro passato, che la nostra mente aveva ormai dimenticato.
Un caleidoscopio su un’umanità piena di contraddizioni, speranze e illusioni.
Uno sguardo a volte delicato, altre impietoso, su esistenze che solo raramente riescono a sfuggire alla loro mediocrità e a quella della società. Storie che s’intrecciano, s’intersecano, si perdono e si ritrovano, raccontate con un gusto e semplicità.
Ho ricordato, attraverso i racconti, momenti della mia infanzia, ma ho anche scoperto usi e costumi "mandrogni" che non conoscevo, ho ripercorso i tragici momenti dell'alluvione '94, rivisitati attraverso le sensazioni della scrittrice, ho riso molto e di gusto, difficile ottenere tutto questo con un singolo libro.
Si può leggere tutto di un fiato o “assaggiarlo” a pezzettini tenendolo in borsa o nella 24ore, una lettura davvero godibilissima e da consigliare a tutti, ma in particolare agli Alessandrini e a coloro i quali ricordino: le case di ringhiera, le speranze degli Anni Sessanta, i racconti di guerra di genitori e nonni,gli Anni di piombo, i rampanti Anni Ottanta, il buio timoroso dei Novanta ( la paura fa Novanta...).
Un libro generazionale, che si perde in tutta la pianura padana.
Tutto con il senno di poi.Di cui sono piene le fosse, si dirà. Non solo: ne traboccano memoria e sentimenti.
Siamo la rielaborazione continua di noi stessi.
Massimo Virginio Tosi
Sono ricordi senza pudore, lo so. Memorie di un posto provinciale e tra due fiumi, senz'ombra di retorica, ma trovala, l'ombra, in pianura. Tra due fiumi non può esserci che nebbia e quella già nasconde a sufficienza anche quello che il cuore strilla. L'importante è farlo muti, come vuole la riservatezza piemontese, ma senza riserve, che l'ipocrisia arruola già fin troppi adepti e la sostanza della vita non cambia. Anche tra gente in fondo un po' selvatica.