Lorenzo Cerè cerca il riscatto da un'infanzia di solitudine e abusi. Il sesso è per lui un lenitivo in un'esistenza che brucia, mentre il passato continua a colpirlo sottoforma di terribili emicranie e nevrosi. Lorenzo conosce la Storia, conosce gli uomini,i loro crimini, e s'ispira a loro per ideare i suoi omicidi. Lorenzo Cerè è un assassino metodico, inflessibile e preciso, ma non ha calcolato le eccezioni, e la più grande eccezione è lei, la dottoressa Malaspina che lo aspetta in uno studio psichiatrico...
Marilù Oliva vive a Bologna, dove è nata nel 1972. Ha svolto diversi lavori, tra cui la regia per un programma televisivo di un’emittente locale e la direzione di una rivista di musica e cultura latinoamericana. Oggi insegna lettere alle superiori, si occupa di ricerca di storia contemporanea per l’Istituto Isrebo e scrive per riviste letterarie e non, tra cui “Thriller Magazine”. Ha pubblicato saggi (tra cui uno ne I neri e i rossi, Controluce, 2008), biografie intellettuali (Grazia Deledda, G. Garcia Márquez), oltre a racconti per antologie, tra le quali Pink in noir (Zona, 2009).

Il suo sito internet è: www.mariluoliva.net


Marilù Oliva -  Repetita -    Perdisa Editore 2009


Un ragazzo allo sbando. Figlio di una languida donna totalmente assente a sé stessa, che porta in giro scatolette di pastiglie per casa. La si immagina una bellezza spenta dalla vita, ma non a sufficienza per diventare compagna di uno psicolabile apparentemente ordinario, che sfoga sul figlio di lei la sua voglia d’oppressione. Immaginiamoci un bambino solo, che non ha il minimo supporto affettivo, che deve metabolizzare soprusi continui mirati ad uccidere in lui ogni minimo anelito di fiducia nella vita e nel prossimo, ogni scintilla d’autostima... Su di lui, il greve, continuo martellamento di un patrigno che si diverte a destrutturare una personalità con un’attività incessante e minuziosa, volta a creare una sorta di vuoto dell’Io, che non ha più nessun interlocutore, tanto che, quando infine lo individua, faticosamente, se ne innamora. C’è chi ascolta ciò che non si vuole dire. C’è chi cerca verità che neppure si sanno. La Dottoressa Malaspina individua in Lorenzo Cerè il momento in cui la fine porcellana di cui è fatta la sua vita, sia reale che fittizia, s’è incrinata e lui ha raccolto il testimone della violenza, sovvertendone i parametri, perché Lorenzo non schiaccia chi non ha ancora identità, ma chi ne una che non ha diritto di cittadinanza.
Bello, Lorenzo non ama niente e nessuno.
Solo, Lorenzo ha tre case posticce.
Consapevole della sua fisicità, Lorenzo piace alle donne eppure non si libera da un’indomabile emicrania che non trova sollievo. Non ha scampo. Durerà quanto la sua vita, anche se tenta d’illudersi con qualche bugia curativa. Sarebbe necessario un farmaco che rimuove il passato. Una chiave di lettura anche delle donne non donne che popolano le sue parti basse senza arrivargli ad un cervello costantemente offeso.
Lei, la Madre, la Donna, non Vede.
Lui, il Padre, l’Uomo, non esiste.
L’Altro, il Patrigno, la Società, s’accanisce e costruisce così un lucido percorso mortale, in cui ogni tessera sembra riportare un ordine da poco.
Ho imparato ad usare il Male per cancellare il Male, pensa di sé, persecutore non perseguibile, in quanto già a lungo perseguitato.
La lettura è rapida, si tratta di un romanzo che si beve come una tazzina di caffè o forse una caffettiera suddivisa in più dosi ravvicinate, un po’ anche per aggredire con la caffeina, il mal di testa che può insorgere a pensare ad ogni volta che la vita ci ha offeso a tal punto da farci dire: io, se dopo quest’ingiuria rinasco, non soltanto non sarò più me stesso… potrei non rispondere più di me stesso.

Repetita  è un’opera prima, eppure la penna di Marilù Oliva sembra intinta costantemente nella cronaca che fluisce e cerca di ogni vicenda assurda un motivo plausibile. Che c’è. Se tutto è un rapporto di causa ed effetto, s’interroghi chi ha subito il Male su quanto Male possa a sua volta fare, se non lo salvasse il ricordo di un Amore in grado di fermargli la mente e la mano.
Se quell’amore tuttavia non c’è stato e l’infanzia è un nastro di catrame sul cuore, allora non si stupisca mai del suo lato nero. Non cerchi tuttavia di combatterlo chimicamente, come tutti facciamo, quando riusciamo, per poter sopravvivere, a somatizzare il dolore. Non basterà. Una passione può aiutare a sopravvivere, per Lorenzo è la Storia. Incrocia la sua vita con quella del Valentino. Trovarsi un padre putativo e spirituale, che ha inciso la Storia con la vita, non basterà. Le ferite profonde sono sangue che richiamano sangue, che sia il nostro ( se amiamo farci del male) o che sia quello altrui ( se vogliamo spegnere negli altri la capacità di farne).
“Alla fiera degli imbecilli ho trovato proprio te…”, così dicono a Lorenzo, che imbecille non è. È un fiero, lucido, pazzo.

Rossana Massa



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Esempio 1
dal 22  gennaio 2010
Marilù Oliva