Platone - Simposio (o Convito)- Sinossi
Dialogo filosofico di Platone (tra il 385 e il 370 a.C.)
Il Simposio (tradotto anche col termine Convito) è un dialogo di Platone redatto durante il periodo della maturità, dopo il 385 a.C. La sua composizione è complessa.
I banchetti filosofici - una tradizione nella Grecia antica -erano feste private durante le quali i convitati mangiavano, bevevano e pronunciavano discorsi. Nel Simposio di Platone, il tema proposto consiste nel tessere a turno l'elogio di Eros, l'amore. Si presume che questo banchetto abbia avuto luogo nella realtà nel 416 a.C. e che sia stato dato dal poeta Agatone per celebrare il premio che aveva conseguito al certame della tragedia. Su richiesta di un amico, Apollodoro, che non ha assistito al simposio, riporta il resoconto che gli ha fatto Aristodemo, resoconto confermato da Socrate personalmente.
I discorsi sull'amore
I primi cinque discorsi presentano le opinioni correnti sull'amore, ciascuno tentando di aggiungere ciò che è stato dimenticato nei discorsi precedenti. Fedro che parla per primo, vede in Eros il più vecchio degli dèi ed il padre di tutte le virtù. Pausania gli rimprovera di avere dimenticato di distinguere tra due Eros, uno volgare e popolare, l'altro celeste e divino. Eurissimaco il medico, vede nell'amore il principio dell'unione degli opposti sul quale si basa qualsiasi ordine e qualsiasi armonia nel mondo. Aristofane il commediografo, ricorre ad un mito per spiegare la potenza di Eros sugli uomini: agli albori dell’umanità vivevano gli androgini (crasi dei termini greci aner +gunaikos, maschio e femmina), esseri doppi forniti di due visi, quattro braccia, quattro gambe e due sessi. Resi arditi dalla loro potenza tentano l’assalto al cielo: di scalzare gli dei. Zeus per punirli, li tagliò in due, e così sorse la razza umana così come la conosciamo. L'amore non è dunque null’altro che la nostalgia della nostra vecchia natura, e la ricerca della nostra metà persa. Infine Agatone, il poeta tragico, rimprovera i suoi ospiti di non avere distinto la natura dell'amore dai suoi effetti: Eros è per natura il più bello, il più giovane e più felice degli dei; prodiga agli uomini, allo stesso tempo, la poesia e la scienza.
Il racconto di Socrate
Il maestro di Platone, che prende a sua volta la parola, comincia per ricercare ciò che è mancato in tutti i discorsi che si sono succeduti: tutti si sono dati ad una reciproca rincorsa, ciascuno desideroso di coprire Eros dei più grandi elogi, anziché ricercare la verità. Così facendo, hanno confuso l'amore con il suo oggetto. Infatti, l'amore è sempre amore di qualcosa o di qualcuno: occorre dunque accuratamente distinguere l’amante e l’amato (il soggetto dall’oggetto), colui che ama da ciò che è oggetto d’amore. Ma le qualità che sono state assegnate ad Eros sono le qualità dell’essere amato: non è l'amore stesso che è bello, giovane e felice, ma l'amore è amore e desiderio di ciò che è bello, giovane e felice. Ma ciascuno desidera ciò che non ha: l'amore è allo stesso tempo una mancanza ed una tendenza verso qualcosa, è un intermediario tra due stati, tra due esseri. Socrate riporta allora le opinioni di Diotima, la donna saggia che lo ha iniziato, precedentemente, alle cose d'amore: l'amore ci permette di innalzarsi per gradi dalla ricerca dei bei corpi, a quella delle belle anime, quindi delle belle azioni, ed infine della bellezza in se stessa. L'amore è il movimento con il quale il cuore umano è alla ricerca della perfezione e dell'assoluto.
Ma Socrate si interrompe per l'arrivo del bel Alcibiade, quindi di una banda di ubriaconi. La confusione e il tumulto l’hanno vinta a poco a poco sul clima della serena ed alta conversazione. Solo Socrate, Agatone e Aristofane continuano a intrattenersi fino al mattino sulla relazione tra la commedia e la tragedia.
La riscoperta del Simposio
Come quasi tutta l'opera di Platone, il Simposio è stato riscoperto in Occidente durante il Rinascimento inizialmente grazie alla traduzione latina di Marsilio Ficino (1483 -1484), quindi ad una prima edizione del testo greco (1534). Di tutti i dialoghi di Platone, è senza dubbio il Simposio che ha esercitato l'influenza più profonda sul movimento neo-platonico del Rinascimento, a causa del ruolo iniziatico che si attribuisce all'amore e alla bellezza.
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©Riproduzione riservata - Copia depositata in "corso particolare"
Bruno Moroncini
Sull'amore. Jacques Lacan e il 'Simposio' di Platone | 1ª ed
Dopo quella freudiana, l'interpretazione del Simposio di Platone offerto da Jacques Lacan al fine di tematizzare da un punto di vista psicoanalitico il desiderio erotico, è senza ombra di dubbio la più profonda e articolata. Questo libro ripercorre il commento lucido e appassionato che nel seminario sull'amore da transfert del 1960-61 Lacan dedica all'opera platonica per porre in evidenza da un lato l'originalità della lettura lacaniana del Simposio e dall'altro l'apporto tutt'altro che marginale che essa offre agli studi di di filosofia antica per un'interpretazione del dialogo platonico.