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Christiane Rochefort, I bambini del secolo, Barbes Eizioni 2008

Ma la rabbia era un’altra cosa, la rabbia mi parlava, mi faceva reagire, era l’unica cosa che mi avrebbe fatto uscire dal mio gelo e che mi avrebbe riscaldato, l’unica cosa che riusciva ancora a farmi male; e veniva da lontano; dalla notte dei tempi; se di mezzo c’era la rabbia, ecco che io rispondevo “presente”.  (1


Christiane Rochefort (1917 – 1998) è nota in Italia per il romanzo scandalo, Il riposo del guerriero, uscito nel 1958. Il libro venne trasposto per lo schermo da Roger Vadim e per questo ebbe una notorietà internazionale, ma la scrittrice non riconobbe come aderente al libro la tematica del film. (2) Le reazioni a una storia giudicata viziosa, tra una ragazza borghese e un alcolizzato, impedirono l’assegnazione del premio Fémina all’autrice, nonostante un primo orientamento in tal senso della giuria, ma le fu poi dato il Prix de la Nouvelle Vague. Christiane Rochefort non tradì però la sua vocazione anticonformista. Il suo secondo romanzo, I bambini del secolo (1961), tradotto di nuovo in italiano per le edizioni Barbès, racconta una vita difficile, in bilico tra scoperta di sé e rabbiosa solitudine. (3

Josyane è una bambina a cui è negata l’infanzia. I suoi genitori sembrano usciti da un manuale illustrativo della deficienza mentale. Fanno figli in sequenza con il pensiero agli assegni famigliari e a ogni pargolo è abbinata fin dal concepimento l’acquisizione, in pagamento rateale, di uno dei prodotti della moderna industria del consumismo: bambino = frigorifero, bambino = frullatore, bambino = lavatrice ecc.  
La famiglia di Josyane è tradizionalista.
Josyane dovrà sostituire la madre, eternamente incinta, eternamente malata, eternamente arida nei sentimenti e stupidamente inetta nella sua adesione allo status quo, subentrandole nel governo della casa e nell’accudimento di fratelli e sorelle. L’autrice descrive Josyane che accoglie la cattiva sorte con un senso dell’umorismo eroico. 

L’immensa periferia parigina è la geografia, che una Josyane adolescente impara nei suoi vagabondaggi amorosi. Vagabondaggi che la portano, nella sua ribellione, a una scoperta del corpo, del sesso e della libertà del piacere. Prendere e dare con la stessa felicità e noncuranza. 
Nella città dormitorio si muovono, insieme ad adolescenti sbandati, alcune figure della speranza.
Qualcuno prova ad affermare una coscienza politica.
Ci sono sguardi lucidi sulla vita dei subalterni e sulle trappole degli albori del consumismo, ma anche una critica spietata a un essere uomini e donne senza alcun valore da proporre ai bambini che li guardano.

La Rochefort appare dura e amaramente ironica in questo ritrarre un mondo che si sfalda. Anzi, è un mondo già perduto quello che descrive, dove calcolo e furbizia portano due genitori a sacrificare anche la più debole dei figli, una bambina ritardata, che verrà lasciata in un istituto e mai più nominata . 

Se l’autrice, nel lontano 1961, è pungente nel tratteggiare la condizione femminile, nel decennio successivo parteciperà al movimento femminista in Francia. (4)
Sarà comunque sempre in prima fila nelle battaglie progressiste.
Nel 1988, La porte du fond, un libro in cui parla di incesto le farà vincere il Prix Médicis . 
Della sua coerenza nello scrivere dirà: “ Ho sempre cercato di rifuggire la compiacenza, non mi piacciono i libri dai quali si viene consolati”. (5)

Un’ultima nota su questa casa editrice che propone un catalogo di titoli interessanti e libri curati nella grafica. Fare libri per alcuni significa ancora qualcosa.   
Nadia Agustoni

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Note

1) Christiane Rochefort, I bambini del secolo, pag. 155; Edizione Barbès, 2008.

2) Nel "Magazine Littéraire" del 1976 l’autrice affermò: “La vera riduzione cinematografica de  Il riposo del guerriero, non è il film che porta il suo nome, è Teorema di Pasolini. Quando ho visto il film mi ha sorpreso. È lo stesso soggetto: il sesso come mezzo di rivelazione, come via di modificazione, come sentiero di comprensione”. Titti Follieri, Vi racconto Christiane Rochefort, in "Il Ponte", anno IV, n. 4 , aprile 1999, p. 154-55.
La citazione originale di Rochefort è in "Magazine Littéraire", n. 111, aprile 1976, dossier, L'oeuvre de Christiane Rochefort; pag. 11. 

3) Una prima edizione de I bambini del secolo apparve per Longanesi con un altro titolo, Malthus; nel 1961. Il romanzo vinse il Prix du Roman Populiste

4) Nadia Agustoni, Le funi in "Nazione Indiana": 

5) Introduzione, I bambini del secolo, pag. 9 e 10. 

 


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Dall'autrice di Il riposo del guerriero, il romanzo che nel 1958, anche grazie al film diretto da Roger Vadim e interpretato da Brigitte Bardot e Robert Hossein, le dette la fama internazionale. Un romanzo che scandalizzò i benpensanti per la sua inaccettabile storia d'amore tra una giovane borghese e un alcolizzato. Pubblicato per la prima volta nel 1961, "I bambini del secolo", la seconda prova letteraria della scrittrice francese, provocò ancora rumore e condanne da parte della pubblica morale. Qui la storia si dipana in una storia di adolescenti negli anni Cinquanta parigini, fra avventure e scoperta di sé. Protagonista è l'insolente Josyane, che maledicendo i suoi coetanei sottomessi e accondiscendenti, grida il proprio desiderio fra le mura di una città dormitorio. Un romanzo che anche dopo cinquant'anni mantiene ancora una incredibile forza di ribellione. 

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