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  Enrico Ruggeri - Piccoli mostri - Feltrinelli, Milano 2000



Per "tirare il fiato" dalla lettura di Viaggio al termine della notte di Céline, splendido, vero, ricco, ma tale da coinvolgermi in una lettura non epidermica, che mette a dura prova la mia sensibilità, mi son concessa questo  svago, letto in meno di un'ora, tanto va giù come una bibita fresca.  Il Ruggeri che se le canta e se le suona:
direi che sa anche scriversele... Nella prefazione specificava d'essere un buon osservatore ed un paziente ascoltatore anche di "cosiddetti cretini", che han tutti qualcosa di interessante da raccontare. Non ero concorde, ma la stesura mi ha convinto delle intenzioni dell'autore e del suo taglio interpretativo.
Sono mostri e mostruosità che tutti incontriamo, che attraversano il
nostro quotidiano con la disinvoltura della semplicità d'ogni giorno, tanto che quasi più non ci accorgiamo dell'orrido ordinario che incrociamo, che sopportiamo ed a volte ...siamo.
Sono racconti che definiscono ognuno un personaggio banale quanto si vuole, ma emblematico dell'orrore che ci accompagna e troviamo naturale come lo smog.
Dal sosia del politico, che diventa famoso ed acclamato, per poi essere praticamente linciato dopo che il suo più famoso "gemello" viene coinvolto in uno scandalo di tangenti...al tizio che va in ospedale per pochi esami utili per ottenere un banale certificato di sana e robusta costituzione, credendo di abbreviare tempi e modi ed esce dall'obitorio per la sempre solerte bravura del personale medico e paratale.
Casi. Ripetuti. Inventati, ma più reali non si potrebbe.
Lo spavento che ci siede accanto, mentre prendiamo il caffè al bar.
Lo sgomento della stupidità, che ci serve a vivere la paura di altri di cui "si deve" aver paura, ma non perché sono pericolosi ricercati. Sono fessi qualsiasi. Come noi. Pericolosi in quanto tali. Piccoli, insignificanti mostri da pianerottolo. O da autostrada, che stracciano una famiglia sull'asfalto soltanto perché distratti da un foruncolo sulla fronte visto nello specchietto.
Nel libro non c'è.
L'ho aggiunto io, per farvi paura. Questa è la vita.
Attenzione nell'uso e agitar(si) prima q.b . e senza perdere lucidità.

Rossana Massa



Esempio 1
dal 10 giugno 2003