Alessio Accardo - Chiara Giacobelli - Federico Govoni –  Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo – Le mani editore,  2012


La cosa più rilevante del libro, per come è scritto, è l’aver centrato proprio il profilo psicologico e umano di Furio, nel suo essere candido e complessissimo, trasparente e misteriosamente profondo. L’ho letto subito tutto d’un fiato, saltando il pranzo, e mi sono molto commosso. Mi sembra bellissimo”. Paolo Virzì 

“Quando una persona se ne va, c’è qualcosa di lei che viene a mancarci particolarmente e continua ad accompagnarci: un dettaglio, una parte per il tutto, una sorta di elaborazione della sineddoche. Ecco, di Sergio Amidei mi mancano i tempestosi furori, di Ruggero Maccari i sovrumani silenzi, di Furio Scarpelli i fluviali bottoni che amorosamente attaccava”. Ettore Scola 

“Quando incontrai Furio Scarpelli la prima volta facevo ancora la gavetta, pertanto le esperienze avute con lui mi servirono tantissimo. Imparai, ad esempio, come si inquadra una scena, come la si chiude, come si gestiscono l’andamento, la chiave, la situazione. In pratica, è come se io fossi andato a scuola da lui”. Dario Fo 


È l’autore più longevo del cinema italiano, più di Zavattini e Suso Cecchi d’Amico. Ha scritto i migliori copioni di Monicelli e Risi, Comencini e Germi, Scola e Virzì. Eppure lo conoscono in pochi, molti pensano che il suo nome di battesimo sia Age (che è, invece, il sodale con cui ha condiviso un lungo pezzo di strada, scrivendo le sue cose migliori). 
Si chiama Furio Scarpelli, ha firmato circa 140 sceneggiature, ma ha anche lavorato a lungo nei giornali umoristici, tratteggiando vignette e fumetti in cui ha forse riposto la sua più intima passione. Ha percorso tutta l’avventurosa storia del cinema italiano, fino ad approdare a quel macro-genere noto come Commedia all’italiana, che ha contribuito a fondare co-sceneggiando il film-apripista I soliti ignoti, per arrivare poi a opere testamentarie come C’eravamo tanto amati, La terrazza e La famiglia. 
Nel corso degli anni ha vinto un Leone d’Oro a Venezia, un Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, tre David di Donatello, sei Nastri d’Argento, un Globo d’Oro, due Grolle d’Oro, tre Premi Flaiano e infine il Premio Elsa Morante per Opopomoz. 
Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo è un tentativo appassionato di ripercorrerne i passi, lungo i quasi cento anni di una vita esemplare, eppure sempre tenuta al riparo delle accecanti luci della ribalta. Grazie anche all’attenta supervisione del figlio Giacomo Scarpelli e al prezioso contributo di ben 35 testimonianze d’autore: da Stefania Sandrelli a Ricky Tognazzi, da Sandro Veronesi a Melania Mazzucco, da Dario Fo ad Armando Trovajoli, da Walter Veltroni a Pietro Citati, da Luciano Vincenzoni a Carlo Lizzani e molti altri. 

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Alessio Accardo è nato a Roma nel 1969. Vive a Milano e lavora presso la redazione di Sky Cinema. Ha scritto per l’Ancci il libro Age e Scarpelli. La storia si fa commedia e per Le Mani My Name is Virzì, con Gabriele Acerbo. 

Chiara Giacobelli è nata ad Ancona nel 1983. Scrittrice e giornalista, collabora con varie testate occupandosi di musica, teatro, danza, cinema, letteratura e arte; scrive inoltre per svariate case editrici, toccando generi piuttosto diversi tra loro. Attraverso la sua attività professionale è sostenitrice della Lega del Filo d'Oro Onlus (www.legadelfilodoro.it). 

Federico Govoni è nato a Pisa nel 1973. Si è laureato in Lettere con una tesi su Paolo Virzì e la Commedia all’italiana. Dal 2004 collabora come critico cinematografico con la rivista «Cinemasessanta». 

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Furio Scarpelli (1919 - 2010)
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