Alberto Cavallari - La fuga di Tolstoj -  Garzanti 1994 (1a ed.Einaudi 1986)

Tolstoj trascorse gli ultimi dieci giorni su questa terra esattamente sul confine che separa letteratura e vita, ed è questo il motivo per  cui si può parlare di quei giorni solo rassegnandosi a fare letteratura. Una cronaca puramente fattuale dell'ultima fuga di Lev Nikolaevic sarebbe non solo arida, ma illeggibile: ricostruire i suoi movimenti da Jasnaja Poljana a Gorbacevo e Kozel'sk, poi agli eremi di Optino e Samordino, poi di nuovo a Gorbacevo, Volovo, Astapovo, non direbbe nulla dell'impulso tragico che percorse quegli spostamenti. 
D'altra parte non sarebbe possibile esprimere l'essenza tragica di 
quel viaggio senza farne un racconto dettagliato e, per quanto 
possibile, "realistico". Per dirla in una battuta: l'ultima fuga di Tolstoj è innanzitutto un 
romanzo.

La fuga è una sorta di leitmotiv della vita di Tolstoj. Lo sapeva bene
la moglie Sofi'ja, che dedicò quasi cinquant'anni al tentativo di 
trattenere il marito; lo sapeva anche meglio lo stesso Tolstoj, che 
incise il tema della fuga in tutta la sua opera: Anna Karenina, Ivan 
Il'ic, Chadzi Murat, tutti i suoi personaggi fuggono dalla tragica 
consapevolezza di aver vissuto una vita sbagliata, insincera, troppo 
lontana da un "così avrei dovuto vivere" che resiste solo come estrema
ossessione e atto d'accusa.

Alberto Cavallari fonde molto bene gli aspetti cronachistici dell'ultima fuga di Tolstoj con quelli romanzeschi e letterari. Episodi reali della sua vita - tratti dai diari e da altri documenti - diventano i ricordi del personaggio di un racconto narrato dall'autore in veste di testimone postumo.

Se proprio dovessi rimproverare qualcosa a questo splendido 
libriccino, lamenterei un timore eccessivo verso l'invenzione 
narrativa pura e semplice: Cavallari si tiene saldamente ancorato agli
aspetti documentabili della vicenda, rinunciando a trasformarla 
definitivamente in fiction, ma ammetto che questo rimprovero sarebbe 
dettato soprattutto dal mio desiderio di leggere un romanzo non ancora
scritto su questa storia di confine fra vita e letteratura.

Concludo citando un brano fra i molti che mi hanno fatto "saltare sulla sedia" durante la lettura: è il giudizio finale di un grande lettore sulla letteratura di tutti i tempi, il suo canone ultimo dettato in punto di morte:

«Chiese subito carta da scrivere, aveva fretta di farlo, preparò una 
lettera abbastanza lunga e un telegramma per Sasa che firmò Nikolaev. 
Nella lettera chiedeva di avere I fratelli Karamazov/ di Dostoevskij,
i /Saggi/ di Montaigne e /Una vita/ di Maupassant.»


Luca Tassinari





<<<Torna all'Indice Recensioni
Search this site or the web powered by FreeFind

Site search Web search
Esempio 1
Il libro in breve
Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1910 l'ottantaduenne Lev Tolstoj decide improvvisamente di lasciare in segreto Jasnaja Poljana, la casa dell'infanzia e dell'adolescenza, in cui si era sposato, aveva visto nascere figli e nipoti, e scritto i suoi capolavori; la casa dove si era esaltato nella vita del gentiluomo di campagna. E' una decisione intorno a cui ha girato ossessivamente per molti anni: rompere l'assedio possessivo della moglie Sof'ia, tentare di costruire una vita finalmente consona agli ideali populisti a lungo vagheggiati, ricuperare la dimensione giovanile dell'avventura, sull'onda dei ricordi della campagna militare a Sebastopoli e della vita selvaggia al sud.
In casa Tolstoj tutti tenevano diari, se lo leggevano gli uni agli altri, si scrivevano lettere e messaggi, come voleva la moda del tempo. La vita di ogni giorno finiva avvolta in una ragnatela di confessioni, sentimenti, emozioni: credendo di arrivare alla verità, tutti riuscivano soltanto a farsi del male. Pubblica è anche la fuga su quei treni, simbolo di oscuri drammi, che Tolstoj tanto detestava: con lui non sono soltanto la prediletta figlia Sasa e il medico Makovickij, ma decine di cocchieri, ferrovieri, viaggiatori, contadini, studenti, monaci, pronti a lasciare la loro testimonianza. Presto altri messaggi più o meno drammatici cominciano ad arrivare e a partire per Jasnaja Poljana.
Appassionato conoscitore dei luoghi tolstojani, Alberto Cavallari ricostruisce la concitata vicenda montando accortamente documenti, testimonanze, schegge narrative preesistenti, e mettendo ordine in un materiale spesso inattendibile e romanzato. Quel che interessa Cavallari è il tema della fuga, intesa come fuga dalla morte, rivolta, anelito di libertà. Ancora una volta è la scrittura che invera i documenti, facendoli lievitare sino a una verità poetica che illumina dall'interno la contraddittoria e potente personalità di Tolstoj uomo e scrittore. 
.
<<< Vedi qui un profilo di Lev Tolstoj.
Prima paginaFili di fumoEnferRecensioniRivistaProfili di autori
ContattaciAtlante Letterario Bacheca pubblicaCompiti

La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line