Il "ritorno di Dio" sembra caratterizzare la cultura e la mentalità contemporanee. Ma oggi quale può essere il senso dell'esperienza religiosa? La risposta di Gianni Vattimo è il frutto della sua riflessione filosofica nell'orizzonte post-metafisico, che lo porta a leggere nell'incarnazione di Cristo la secolarizzazione del principio divino e nell'"ontologia debole" la trascrizione del messaggio cristiano. Ma questa proposta - anzi riproposta della dimensione religiosa è anche profondamente radicata nell'esperienza personale: perché, argomenta Vattimo, è impossibile produrre discorsi religiosi senza assumersi il rischio di un impegno diretto. text.
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Gianni Vattimo - Credere di credere - È possibile essere cristiani nonostante la Chiesa? - Garzanti, Milano, 1998.

Dai tempi del crociano "Perché non possiamo non dirci cristiani", libretto limpido e intelligibile ai più, al "debolismo" di Vattimo, ne ha fatta di strada la filosofia italiana. E non sempre guadagnando in chiarezza. Può darsi, come obietta Vattimo in queste pagine, che il « il bisogno di "idee chiare e distinte" sia ancora un residuo metafisico e oggettivistico della nostra mentalità», ma non è certo opponendovi idee "oscure e indistinte" che se ne esce.
A un approccio d'ardua lettura, che richiede la competenza e il gergo dei filosofi di professione, si consegna infatti tutta la prima parte di questo volumetto, dove la riscoperta della religione  - del Vattimo filosofo -, è legata alla propria proposta di ontologia debole d'ispirazione heideggeriana.
Più comprensibile e "umana troppo umana" la seconda parte, dove da un un punto di vista personalissimo - il Vattimo giovane omosessuale educato cattolicamente negli anni '50 - sono spiegati prima l'allontanamento dal cattolicesimo e poi il riavvicinamento, seppur da "mezzo credente". Come? Attraverso una interpretazione personale della Scrittura (il libero esame di Lutero!), l'accettazione del principio della Carità e il rifiuto del magistero del Papa e dei Vescovi con le sue "superstizioni", soprattutto nel campo della morale sessuale. Ma se si è letto bene tutto ciò, allora il sottotitolo avrebbe dovuto essere: «È possibile essere 'cattolici'», giacché "nonostante la Chiesa" di cristiani ce n'è tanti: protestanti, ortodossi e forse anche deisti alla Voltaire, il quale dopotutto ad un cristianesimo basico e deconfessionalizzato puntava.

Alfio Squillaci








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dal 4 nov. 2001
Gianni Vattimo

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Esempio 1
Vedi anche
Il pensiero di Gianni Vattimo. L'emancipazione della metafisica tra dialettica ed ermeneutica

di Giovanni Giorgio
Angeli. Milano 2006
Conservando l'istanza di liberazione marxista ma non più il suo metodo, Vattimo propone l'ermeneutica come pensiero maturo dell'attuale umanità storica, in quanto è l'unico capace di congedarsi dalla presunzione di voler trovare 'la' verità, optando invece per un dialogo sempre plurale in cui il senso si costruisce e decostruisce ininterrottamente. Questo significa un totale relativismo? No, perché dialogando con la propria tradizione storica l'uomo attuale è in grado di rintracciare il destino storico da cui è stato generato, e rinvenire anche i compiti storici cui oggi è chiamato.