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Susan Vreeland  - La ragazza in blu - Neri Pozza,  2003
Magdalena è la figlia del pittore J.Vermeer di Deft ed è una bambina ribelle, quando il padre la calma e l'accosta ad un tavolo accanto alla finestra e le chiede di restare in posa, regalandole quiete, serenità profonda, mentre gli occhi d'un azzurro cangiante diventano di perla nel ritratto di "ragazza in blu". E' un Vermeer disperato, che affoga nei debiti e riemerge consolandosi con la sua arte, quando la suocera possidente lo vorrebbe onesto decoratore di porcellana, invece che sognatore "fannullone" intento a sprecar talento in ritratti. Fiorini, invece! Con questi... patate, hutspot e pane per i figli!
Così se ne muore di stenti un grande e in egual modo si spegne in Magdalena il desiderio di dipingere.
"Voglio dipingere. Questo è tutto. Il mondo che si stende sotto di
me. Dipingere. Se soltanto fosse stato sufficiente desiderarlo. Papà le aveva sorriso in modo strano quando gli aveva comunicato la sua intenzione, come se gli avesse detto che voleva andar per mare, cosa che, naturalmente, le sarebbe piaciuto fare. Senza una parola, la mamma le aveva messo in mano il cestino da cucito e le camicie da rammendare."

Magdalena soffoca nel ruolo femminile del suo secolo, illuminato, ma non a sufficienza, ma resta immortale nell'opera pittorica e attraversa la storia fino ai nostri giorni, dove la ritroviamo in posa della casa di Deft, eterna nelle angustie di tal Cornelius Engelbrecht, schiavo di un'opera d'arte dal valore inestimabile e da un cupo dolore legato al modo in cui la sua famiglia divenne proprietaria di tal quadro; schiavo della bellezza e della
riverenza e del segreto sgradevole che ne accompagna quel certo possesso... e la vicenda prosegue.

A ritroso e con bella scrittura femminile d'una californiana che delle
atmosfere olandesi sembra ammirare le luci rarefatte come se fossero più preziose del sole che la sua terra, al contrario, le regala senza parsimonia. "La ragazza in blu", bel romanzo di Susan Vreeland, una scrittrice elegante, sebbene nel romanzo qualche pennellata di retorica non manchi, ma pur sempre signora, rispetto ai vari colpi di spazzola (e non ) su cui campano ninfette
scribacchine.  Il romanzo si dipana all'indietro in 8 capitoli ( otto quadri storici) e ci svela come l'arte attraversi buio e luci rafforzandosi e restando, tra le miserie, una ricchezza che si distacca da ogni dove, che nasce tale già dal primo pensiero ispiratore,ma che matura lentamente come un frutto magico
nella consapevolezza altrui. Romanzo di passioni non urlate, se non da Aletta, se non dal patibolo di strega, nel capitolo "Dalle carte personali di Adrian Kuypers".

Rossana Massa





Esempio 1
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The ownership of a supposed Vermeer painting is traced back to the moment of its inspiration; and as the painting moves through each owner's hands, what was long hidden or forgotten or repressed quietly surfaces. Like Vermeer's paintings, this bestselling novel illuminates the poignantly dear moments in people's lives.

"La passione di Artemisia" narra dell'incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell'arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell'amore e dell'esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l'onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l'umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.



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Nella cantina di casa di un insegnante di matematica, Cornelius Engelbrecht, un signore sobriamente vestito, dal carattere chiuso e dall'atteggiamento sfuggente, giace un quadro prezioso che ritrae una ragazza vestita di blu. In un momento d'abbandono e di inconsueta familiarità, Engelbrecht confida a un amico che il quadro, palesemente risalente al XVII secolo, è una delle opere "ignote" di Vermeer, il grande pittore olandese. Suo padre, ufficiale nazista durante la guerra, l'aveva trafugato a una famiglia ebrea.

La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line