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James .G.Ballard e la psicopatologia della sopravvivenza. 
La cognizione del dolore mentale e il potere trasformativo dell'immaginazione

The psychopathology of the survival in the works of J.G.Ballard
The cognition of mental pain and the transformation power of the fiction




1. Come André Breton, come William Burroughs, James G.Ballard è stato uno studente di medicina e addirittura uno psichiatra mancato: la vocazione adolescenziale lo condusse a leggere  Freud e  C.G.Jung, che del resto sono anche scrittori "con una fervida immaginazione" (Re/search p.14), come lui dice anticipando un giudizio che è oggi ampiamente diffuso nel mondo scientifico (ma delle virtù profetiche di Ballard si sa da quando ha anticipato di 15 anni l'elezione di Ronald Reagan). Da ragazzo Ballard progettava di fare lo psichiatra senza rinunciare alla scrittura, consapevole che la sua opera sarebbe stata molto meno prolifica, per assenza di tempo. La sua passione per la psicoanalisi era parallela a quella per il surrealismo, prima che questa corrente artistica e letteraria venisse rivalutata ed esaltata concettualmente e commercialmente. Studiò per due anni medicina a Cambridge e a London, poi abbandonò pensando, così dice, "di aver già rimpolpato abbastanza il (suo) vocabolario" per dare corpo alla forza della sua immaginazione (loc cit., p.17). In questo senso il suo curriculum non è diverso da quello di scrittori con una formazione scientifica come Huxley, Calvino o Gadda, o cineasti come Cronenberg e Buñuel, o anche filosofi come Wittgenstein o Husserl  (per Ballard la fenomenologia  è "la coraggiosa scommessa che fa il sistema nervoso centrale sulla propria esistenza"  Re/search p. 42), tutti Autori  nella cui opera si ritrovano ampi  riferimenti sia contenutistici che linguistici alle scienze e alle tecnologie frequentate. Ciò che li accomuna è la necessità di trascendere il modello naturalistico per cogliere e rappresentare l'esistenza nei suoi molteplici piani esperienziali, in un progetto conoscitivo della realtà sovraordinato rispetto al paradigma scientifico, perché rifiuta la distinzione tra soggetto e oggetto che lo fonda. Ballard mira infatti a descrivere contestualmente, in una continua corrispondenza, mondo esterno ed interno, fisico-sensoriale e psichico-spirituale, secondo la figura del nastro di Möbius estratta nell'opera di Ballard da Antonio Caronia ("questa scrittura che pare un nastro di Möbius e ci fa passare dalla psiche alla storia senza che ci accorgiamo di aver cambiato faccia della superficie, tutto questo non è il risultato di una scelta interessante ma arbitraria: è una necessità.") 
Questo progetto è reso esplicito da Ballard nel suo provocatorio, ripetuto accostamento tra scienza e pornografia, probabilmente concepito all'epoca delle sue frequentazioni dei tavoli di dissezione anatomica. Per bocca di Traven (il paziente protagonista di La mostra delle atrocità, MA) scienza e pornografia sono entrambe attività rivolte a "isolare gli oggetti o gli eventi dal loro contesto spaziale e temporale", ma, in una nota allo stesso testo, parlando in prima persona, rivaluta la pornografia come "la forma di fiction più letteraria di tutte: un testo verbale che conserva il minimo di legame con la realtà esterna (...)", che, basandosi sul carattere illimitato dell'immaginazione sessuale, può assumere il ruolo di "formidabile catalizzatore del mutamento sociale". (1)
 Nel suo romanzo pseudo-autobiografico The Kindness of Women (KW), l'intera attività scientifica dello psicologo Dick Sutherland è rivolta per il narratore James Ballard a dimostrare l'identità di scienza e pornografia, studiando gli effetti di film violenti e pornografici sull'attività sessuale, videoregistrando a fini sperimentali rapporti sessuali e perfino la sua propria morte per cancro. Ma tutti questi tentativi perdono per strada la richiesta asetticità a causa delle risonanze affettive e immaginative prodotte sui soggetti della sperimentazione, compreso lui stesso. Questi esempi rappresentano alcune delle metafore concrete del progetto che sottende l'intera narrativa di Ballard, la realizzazione di una pornografia "catalizzatrice" mediante opere di fanta-scienza, di science-fiction, nel senso più letterale possibile, quello di produrre una letteratura utilizzando gli strumenti descrittivi e logici della scienza ed una sperimentazione scientifica antropologica con l'espediente della fiction, della finzione che coglie la realtà più di qualsiasi progetto conoscitivo naturalistico. Il nastro di Möbius della scrittura ballardiana, che la predispone strutturalmente alla trascrizione cinematografica (finora due film, L'impero del sole Crash, sono stati tratti dai suoi omonimi romanzi rispettivamente da Spielberg e Cronenberg) è polidimensionale perché unisce in un rispecchiamento indissolubile l'organizzazione mentale, anatomica e funzionale, motoria e sensoriale del soggetto, alle strutture urbanistiche, all'organizzazione tecnologica, ai cambiamenti più o meno imminenti, futuribili o fantascientifici dell'ambiente geopolitico e sociale. L'uomo ballardiano non esiste se non nel contesto ambientale, economico e tecnologico, e, come un animale lamarckiano, muta in continuazione dovendovisi adattare: è un uomo senza memoria storica (che tutt'al più risale alla seconda guerra mondiale, a ciò che la produsse e a ciò che produsse), e spesso anche senza futuro (non vi sono bambini, né madri, né famiglie nei suoi romanzi di fiction ma c'è il narratore-bambino come protagonista ed i suoi figli nei due romanzi (pseudo)autobiografici- ed i legami coniugali sono tutti sul punto di dissolversi o si dissolvono nel corso della narrazione), ma ha un presente che è assolutamente aggiornato, anzi è, per così dire, una specie di sperimentatore di avanguardia del presente e del presente possibile.

2.È quindi un progetto epistemologico prima che stilistico e letterario ad esprimersi precocemente nell'opera di Ballard (le prime raccolte di racconti, per alcuni letterariamente insuperate, ed i primi romanzi come Drawned World/Mondo sommerso), divenendo via via più esplicito, fino a culminare nei testi tanto più teorici e cifrati quanto più penetrano nella biografia dell'autore, CondominiumCrash (per il quale gli fu consigliato di rivolgersi ad uno psichiatra - Behrens, 6), La mostra delle atrocità (MA) e The Kindness of Women (KW), ma anche, in modo meno sfacciato ma non meno pregnante, nei romanzi più recenti, estenuati esempi di noir quali Cocaine Nights (CN), Rushing to Paradise/Il paradiso del diavolo e Super Cannes (SC), man mano che figure di medici e psichiatri e i temi della psicopatologia e delle sue implicazioni terapeutiche divengono più ricorrenti e letterali. Poiché i microcosmi ballardiani prevedono sempre un mutamento della mente sintono e sincrono con quello ambientale, la psicologia è parte integrante dei suoi testi fin dalle opere più propriamente di genere fantascientifico (nelle quali grossolani riferimenti junghiani hanno consentito di parlare di una tetralogia archetipica) ed è ovvio che i "tecnici" che sorvegliano e controllano questi mutamenti, psichiatri e psicologi divengano personaggi obbligatori.  Se, come Ballard ha dichiarato, "Fiction is a branch of neurology (..)" (Behrens 1), la psichiatria è senza alcun dubbio una componente indispensabile della sua  fiction
Alla psichiatria e agli psichiatri tradizionali, che dimostra misteriosamente di conoscere talora in modo sorprendente (e, dal punto di vista psicologico ed umano talora meglio degli psichiatri stessi), Ballard riserva osservazioni asciutte, icastiche e spesso trancianti, di regola improntate all'insofferenza e alla derisione (MA, CN, SC), o ad una esplicita critica istituzionale (KW), senza però mai misconoscere la sofferenza in prima persona che gli psichiatri immettono ed esprimono nella loro pratica. Alle figure di psichiatri Ballard contrappone quelle di psicopatici (Vaughan in Cr, Crawford in SC, Barbara Rafferty in RP  etc.) a loro modo santi e rivoluzionari che perseguono progetti di trasformazione  dell'organizzazione sociale (spesso sovvertendo la funzione e le finalità della tecnologia e degli  habitat tecnologici) al fine di sollevare gli esseri umani dall'apatia, l'anedonia e la depressione in cui annegano. Come a volte risulta difficile differenziare, nei modi e nei loro progetti, gli psichiatri da questi loro antagonisti, i comportamenti psicopatici e perversi rappresentano allo stesso tempo nuove psicopatologie e nuove terapie che la trasformazione tecnologica e sociale consente di liberare e realizzare per espellere il dolore mentale connesso alle perdite e alle "organizzazioni della colpa" (CN) che generano, per infrangere il vissuto di estraneità a se stessi e alla realtà che si esprime nella noia, nella depersonalizzazione, nella frammentazione dell'identità, patologie che Ballard mostra di conoscere molto bene insieme alle varie tossicodipendenze proliferate negli anni '60 e '70. Psicopatie e perversioni sono soluzioni concrete ed efficaci, soprattutto quando diventano la norma e la regola non scritta all'ìnterno di enclaves microsociali, gruppi di avanguardia o di sperimentazione artistica e sociale ai quali Ballard ha appartenuto, stando a quando è scritto in KW, ma anche alle loro trasfigurazioni letterarie nelle associazioni di marginali (autoemarginati più che emarginati) come in CrashConcrete island e RP, nelle organizzazioni elitarie neo aristocratiche, come gli abitanti dei complessi residenziali di Condominium, CN e SC2;(2) al contrario i trattamenti psichiatrici, farmacologici o psicoterapeutici, che implodono sui soggetti in un vacuo tentativo di normalizzazione, risultano inefficaci e tragici sia per i pazienti che per i medici. E' perfino prevedibile che lo psichiatra coprotagonista dell'ultimo romanzo di Ballard (Wilder Penrose, in SC) non prescriva più affatto farmaci ma veri e propri gruppi d'azione di gesta psicopatiche e perverse come cura per i top manager, una follia minore in grado di prevenire la follia cui li condurrebbero i ritmi e le responsabilità di attività di lavoro globalizzate e miliardarie. La piccola follia psicopatica temporanea dei top manager di Eden Olympia equivale alla benigna (benevola) psicopatologia ("benevolent psychopathology") inventata e realizzata da Vaughan in Crash: una follia minore che tuttavia fa comunque le sue vittime- che preserva da una follia maggiore, alla quale lo stesso Io come nozione soccombe (ad esempio nel personaggio di Travis/Trabert/Talbot (3 ) in MA e in quello di Sally di  KW). 
Creando personaggi di curati e curanti, Ballard assume, come scrittore, il ruolo gerarchicamente superiore di chi tiene il controllo di entrambi; fantasticandosi come medico e paziente, nelle proiezioni dei suoi personaggi, lo scrittore può dedicarsi al giuoco solitario di esternare frammenti della propria esperienza di sofferenza psichica ed inquadrarla concettualmente scimmiottando più o meno a sproposito (ma a volte sorprendentemente a proposito), il linguaggio medico-psichiatrico (Dalle Luche e Barontini, p.117); può togliersi letteralmente il lusso di immaginare una sorta di psichiatria antipsicoanalitica, non rivolta alla normalizzazione e all'adattamento sociale, bensì alla creazione di mondi alternativi retti da sistemi morali e valori completamente diversi da quelli generatori del "Disagio della civiltà", un vissuto di sfondo in quasi tutti i testi ballardiani. Ma anche se i modi prospettati per lenirla non sono affatto ortodossi, la sofferenza mentale che li rende necessari è molto ben descritta e verosimile.
Ad esempio ciò che Ballard chiama, con una locuzione molto fenomenologica, "morte dell' affetto, la scomparsa della sensibilità" (MA, p.154)(4) , corrisponde a quelle situazioni interiori che gli psichiatri chiamano in senso lato "depressione", in particolare a quelle depressioni più gravi caratterizzate appunto non tanto dalla tristezza, quanto dalla impossibilità di provare gli affetti e di compiere tutti quegli atti che richiedono una partecipazione affettiva e volitiva, una progettualità, una volontà di "andare avanti". La "morte dell'affetto" ballardiana, verosimilmente conosciuta da lui nel lutto per la morte della moglie (vedi KW, MA e, forse, in una trasfigurazione totalmente fictionale, nel racconto Controtempo) è una situazione di disinvestimento, di sospensione della vita, di perdita di coesione del sé (vedi paradigmaticamente la molteplicità di Travis/Trabert/Talbot in MA) e di isolamento interpersonale quasi artistico che difende il soggetto dal dolore mentale a cui lo esporrebbe qualsiasi rapporto interumano: un affetto che garantisce la sopravvivenza in situazioni impossibili da vivere, che trova un paradigma esplicativo nella condizione degli internati in un campo di concentramento a Shangai, vissuta traumaticamente da Ballard tra i 10 e i 13 anni di vita (vedi L'Impero del Sole: "«Capace di sopravvivenza» ridacchiò Basie «utile espressione. E tu lo sei, Jim?» (199) Sapeva di essere vivo, eppure si sentiva morto come il signor Maxted. Che l'anima, invece di lasciare il corpo, gli fosse morta nella testa?" p251) e metaforizzata da tutti i luoghi chiusi dei suoi libri (condomini, isole, centri residenziali, reti stradali, ospedali). Questa difesa è tuttavia per definizione transitoria, perchè non si può vivere, non si vive realmente senza affetti: è una difesa che deve essere superata trovando modi o di reinvestire, di riprovare degli affetti che non ci sono, cioè di risuscitare, attraverso una ricombinatoria strutturale delle relazioni che li suscitano. Molti dei personaggi di Ballard si trovano appunto in questa condizione, e le storie che Ballard racconta sono in genere i modi con cui questi personaggi tentano di ritrovare la vita a partire da una situazione di sopravvivenza: Travis in MA, Mailand in IC, tutti i personaggi che si muovono nelle spettrali aree metropolitane di Crash, sulla scorta del loro leader carismatico Vaughan, gli ecologisti di RP, tutti i top manager di SC ricostruiscono i loro affetti trasformando la visione della loro vita e il loro mondo, la realtà interpersonale e le leggi sociali e morali. Ma, e questa è una delle caratteristiche tematiche più peculiari e letterariamente antioconvenzionali in Ballard, invece del tradizionale amore, dell' "amor vincit omnia", vengono a soccorrerli comportamenti perversi, intesi come atti sessuali "concettuali, intellettualizzati, lontani sia dall'affetto che dalla fisiologia", in quanto unici modi per "realizzare contatti interumani", per riprendere alcune definizioni chiave di MA, per interrompere quell'assenza di "scambi emozionali che danno il senso di chi siamo" (SC p.245).


3. Gli psichiatri col tempo si abituano a riconoscere ed a convivere con la regressione verso l'irrazionale e  l'indifferenziato che connota tutti i comportamenti psicopatologici. Gli universi letterari e concettuali di Ballard non sono che metafore di questo stesso percorso, rivolto a dimostrare la tesi sperimentata personalmente che in circostanze catastrofiche l'abnorme è la norma, la regressione sopravvivenza, e quindi l'unico modo per andare avanti, per progredire. I testi di Ballard possono essere letti anche come aneddoti terapeutici, proiezioni in fiction dei meccanismi autoterapeutici sperimentati dal loro Autore che del resto conferma questa chiave di lettura quando, chiamato ad interpretare una piccola parte nel film di Spielberg tratto dal suo "L'impero del sole" afferma: "Mi sentivo cadere in una trance, provando ad immaginare quella riga di dialogo mancante dalla mia prima vita, che avevo impiegato la mia intera carriera a cercare di definire" (p.331) Ho impiegato la mia intera vita a cercare di uscire fuori da (Shangai) (...) Non avevo mai visitato Los Angeles ma sembrava giusto che la mia infanzia giungesse a termine nella città deserta la cui immaginazione illimitata aveva rimitologizzato il passato e inventato il futuro" (p.333) Il film aveva avuto un ruolo profondo per me  vedere ricreato magistralmente Shangai era stato l'ultimo atto di una profonda catarsi (...) Tutti i poteri dei film moderni si erano riuniti per questo esercizio terapeutico (...) nella mia mente l'immagine si era fusa con l'originale, avvolgendola dentro le sue ali protettive (...) Potevo quasi credere che le mie memorie di Shangai erano sempre state un film, proiettato senza fine dentro la mia testa durante i miei anni inglesi del dopoguerra" (p.341) (KW)
 Tuttavia sarebbe far torto all'intelligenza e al mestiere di Ballard prendere alla lettera i suoi testi ed i processi psicologici che vi si possono rintracciare: la gestione degli universi narrativi ed immaginari è, ovviamente, molto più semplice di quelli reali, e lascia ampio margine alle iperboli e agli espedienti accattivanti; le volute ossessive e gli improvvisi cortocircuiti della scrittura ballardiana sembrano a volte trainare, ben al di là del loro senso, i concetti che veicolano. Inoltre, non manca mai in Ballard una certa ironia, soprattutto negli apici iperbolici e provocatori di alcune situazioni narrative, un gusto strutturale dell'ambiguità che nega quello che afferma, tanto più quanto più calca la mano, quanto più tocca i tasti dell'orrore, della repulsione, del disgusto. Tutto questo è possibile "nel giocare con la nostra psicopatologia" anche a rischio che qualcuno la prenda sul serio e tenti di imitarla (Ballard, intervista  a Grünberg). Solo allo scrittore è consentito di manipolare i suoi personaggi, cosa di cui Ballard è peraltro accusato nella vita reale da un'amica, stando a KW: "Quando pensavo a David Hunter, a Dick e a Sally, qualche volta mi chiedevo quali parti avevo giuocato nelle loro vite, dirigendoli verso obiettivi che avevo stabilito anni prima. Non li avevo mai manipolati coscientemente, ma avevano accettato i loro ruoli assegnati come attori reclutati per interpretare parti in un dramma di cui non avevano mai visto lo script" (p.263). 
 Pochi Autori come Ballard mettono in luce la complessità del giuoco di realtà e finzione che lega le opere alla vita. Ad esempio i due romanzi cosiddetti autobiografici di Ballard (IS e KW) sono allo stesso tempo quanto di più verosimile e quanto di più inverosimile ci possa essere per conoscere la vita di Ballard: tanto più dettagliati e realistici sono i fatti raccontati (si giunge al dettaglio pornografico) tanto meno sono credibili, se non altro per la necessità dell'Autore di tutelare le persone coinvolte nei suoi fatti privati. La vita di chiunque è in ultima analisi irraccontabile, e spesso più inversomile di molte opere di fiction. La presenza di  innumerevoli e indubitabili corrispondenze tra narrazione e vita non ha alcun significato; l' "Io" narrante di KW, come il Jim protagonista di IS non sono più credibili del James Ballard-personaggio di Crash. Molto più significative appaiono le corrispondenze nei modi di sentire, nei pensieri, nei riferimenti ai fatti della cronaca americana degli anni '60., numerosissimi e quasi ossessivamente ripetuti in Ballard nei testi di genere più vario: ad esempio, le riflessioni sui rapporti tra scienza e pornografia, tra sessualità ed elaborazione del lutto, l'impatto soggettivo delle visioni mediatiche dei grandi fatti di cronaca (le morti di Marilyn e di Kennedy), le annotazioni sul tempo soggettivo e la memoria sono ubiquitari, costituiscono lo spunto dei racconti o dei romanzi di fantascienza o sono descritti come esperienze autobiografiche, come loro organizzatori di senso. E' in queste corrispondenze, piuttosto che nell'illusione della descrizione naturalistica e verosimigliante, che ritroviamo il "vero Ballard", il suo spirito, il suo modo di vivere e di intendere la vita. 
 L'assenza di una corrispondenza tra scrittura e vita (o, quantomeno, l'assenza di criteri di certezza per valutare la corrispondenza)  assume particolare rilevanza in Ballard perché esemplifica come la scelta di fare letteratura sia per lui un tentativo di evitare la corrispondenza letterale e mortuaria tra scienza e pornografia. Il giuoco di finzione consente di sovrapporre al dato percettivo gli elementi soggettivi della memoria e degli affetti per costruire vissuti che, indipendentemente dalla loro effettiva realtà, colgono con precisione l'essenza di una determinata situazione. In un complesso giuoco di rifrazione all'infinito, Ballard tenta da virtuoso di applicare questa sua regola alle descrizioni pornografiche di cui riempie molte pagine dei suoi vari testi, e che sembrano stare lì a dimostrare di essere tutt'altro di quello che appaiono, vale a dire modalità per scoprire che cosa muova e si muova nelle situazioni e nei gesti erotici, quale sia il loro senso relazionale e psicologico in senso lato. Ma è la descrizione naturalistica in genere ad unire in Ballard l'esattezza scientifica della descrizione con le risonanze umane dell'accadimento: prendiamo ad esempio la descrizione della morte per cancro dello psicologo Dick Sutherland in KW: l'esattezza della descrizione del decorso e delle cure non è mai disgiunta dal vissuto che unisce osservatore ed osservato di questa esperienza fondamentale di morte. Ma noi lettori non sapremo mai se questo sia veramente accaduto oppure a chi, e con quali modalità: scrivere è un'operazione simile al lavoro del sogno che, pur operando necessariamente su dati percettivi e di realtà, le può combinare a piacimento secondo le finalità e le modalità più varie. Non c'è dubbio che Ballard abbia assistito alla rapida evoluzione di qualche morte neoplastica, non sapremo mai come le osservazioni reali compiute in quella occasione siano state attribuite al personaggio Dick Sutherland.
In questo giuoco ed in questo margine di libertà di cui lo scrittore dispone sta forse il movente principale di ogni letteratura ed in particolare di quella fantascientifica che gode di un'illimitata libertà immaginativa, i cui scenari sono modificabili a piacimento, diversamente dalla vita e dei fatti ai quali i testi si riferiscono. Solo nella letteratura un paziente, come nell'omonimo raccontino di Ballard (PP), può essere perduto e ritrovato, annientato e fatto resistere, esserci e non esserci nello stesso tempo, indecidibilmente. 
La scrittura in Ballard è quindi una metafora dei meccanismi di difesa feticistici che utilizziamo nella realtà rivolta a alleviarne il peso, a porre una distanza rispetto a fatti che hanno coinvolto troppo da vicino, una distanza che possa consentire anche la presa di coscienza di una determinata realtà alla quale era stato impossibile pensare quando la si viveva: una presenza evocata nell'assenza o viceversa. Ma la scrittura in Ballard è anche mestiere, capacità di valutare quanto queste esigenze autoriali possano andare incontro alle esigenze emotive e concettuali dei suoi potenziali lettori. La molta pornografia in Ballard, ad esempio, o gli esperimenti mentali dei suoi racconti di fantascienza, sembrano partire dalle esigenze dell'Autore per arrivare sempre a soddisfare quelle del lettore. 


4. Quali che siano gli espedienti utilizzati per trasfigurare e rendere letterariamente fruibile la realtà, è certo che, come molti grandi scrittori del passato, Ballard ama descrivere il dolore mentale (una volta si sarebbe detto il male), con una sensibilità assolutamente unica nel panorama contemporaneo per coglierlo e trasmetterlo senza cadere nel pa(te)tico, nel melodrammatico, nel tragico, neppure nel metafisico-ontologico-cosmologico (anche se in fondo a questa dimensione vi si avvicina), per sottrarsi, cioè, a tutte le trappole della fiction di consumo e di genere (lui, che pure è un autore popolare e , a suo modo, di genere).
L'umore che traspare dalle pagine di Ballard, alcune delle quali oggi figurerebbero senz'altro bene nell'antologia dell'humour noir di Breton, le caratterizza ben più delle scelte stilistiche (che vanno dal convenzionale, al surreale,  allo sperimentale), dei contenuti (che vanno dal giallo, al noir, all'avventuroso, al  fantascientifico, senza alcuna soluzione di continuità). E' un umore depressivo ma non depresso, disilluso ma non rassegnato, accidioso ma non tediato, sardonico ma non patibolare, ironico ma non derisorio, provocatorio ma non vacuamente effettistico, mai connotato in senso positivo o negativo, e quindi scevro da giudizi di valore anche negli scenari più orrorifici e apocalittici. La pietà per la sofferenza è controbilanciata dal distacco del naturalista e dell'entomologo, che conosce la vanità di ogni destino individuale e dell'intera storia del genere umano.  Molto vicino ai suoi personaggi, tanto da chiamare col suo nome uno dei protagonisti di Crash, da disseminare numerosi indizi autobiografici nei vari romanzi, e da scrivere in forma narrativa (e con palesi inserzioni di fiction) due autobiografie, lo scrittore Ballard appare in grado, forse proprio in virtù della scrittura, di mantenere alla giusta distanza la sofferenza e il dolore che descrive. Solo il tenue diaframma simbolico della scrittura creativa ed il narcisismo onnipotente dell'atto di scrivere garantiscono dalla fusione della forma con i suoi contenuti (una distinzione che quasi viene meno nel suo testo più sperimentale e letterariamente alto, ma forse anche più personale e autobiografico, e probabilmente per questo più angoscioso, "La mostra delle atrocità"). Come ironicamente ammette Ballard (KW) le esperienze della sua vita hanno costituito per lui una "educazione antisentimentale" (unsentimental education) .
Appare abbastanza scontato che le vicende personali di Ballard lo abbiano sensibilizzato ai temi del dolore mentale, dei modi per la sua necessaria elaborazione, sul senso del lavoro di scrittura e di autoanalisi per eludere la resa alla psicopatologia. (5) Ricordiamoli: la precoce distruzione della sicurezza borghese per l'esperienza infantile della guerra e dell'internamento nel lager giapponese di Lunghua/Shangai dl 1942 al 1945, l'esposizione infantile alla violenza, alla tortura, alla morte, l'interruzione degli studi di medicina, l'impulsivo arruolamento nella RAF all'epoca della guerra fredda, la morte della moglie in un incidente durante una vacanza  ad Alicante nel 1964, la necessità di continuare a scrivere occupandosi di tre figli piccoli, l'incidente stradale che subì poco dopo aver scritto Crash  (profetizzato in questo romanzo e ancora prima in CI), il definitivo, enigmatico autoisolamento nel sobborgo londinese di Londra, sono eventi estremamente significativi per capire come Ballard si sia confrontato nella realtà col dolore mentale; ma questi pur seducenti punti di repere autobiografici non interessano tanto per ricostruire i rapporti tra vita e opera, quanto piuttosto per delineare il pensiero che Ballard, anche a seguito di questi e chissà quanti altri eventi di vita, ha elaborato sulla sofferenza mentale, la sua cognizione della psicopatologia.
Se c'è una parola che riassume il senso della psicopatologia ballardiana è sopravvivere. Tutti i personaggi di Ballard sono coinvolti in un processo di sopravvivenza emotiva, che coincide spesso con la sopravvivenza fisica agli eventi narrati, o, iperbolicamente, dell'intero genere umano alle catastrofi cosmiche, antropologiche, geopolitiche, microsociali, massmediologiche, che tuttavia sono anche e sempre catastrofi psicologiche e private.  La psicologia estrema (la psicopatologia) degli eroi di Ballard nasce dalla necessità di sopravvivere in questi scenari apocalittici mantenendo un singolare equilibrio tra aderenza alla dissoluzione e necessità di non soccombervi. Molti dei suoi personaggi, come gli ospiti dei campi di concentramento, si abbandonano in modo apparentemente masochistico alla catastrofe che li coinvolge, la accettano, la accolgono e addirittura ne fanno motivo di trasformazione personale, di soddisfacimento. Infatti, immaginare catastrofi è per Ballard sia un modo per dare voce all'istinto di morte (6), sia per esprimere una critica feroce fino all'intolleranza dell'organizzazione sociale, economica e morale "normale"; i protagonisti attendono e accolgono le catastrofi perché odiano la normalità. I mondi immaginari che Ballard costruisce si basano su una ricombinazione "in un modo imprevisto ma molto più significativo" (Condominium, p.130) degli elementi della realtà normale dissolti e scomposti; nella neo-realtà l'identità individuale si ricompone intorno alle pulsioni più primitive, agli agiti psicopatici, alla sessualità perversa ed un gelido sadomasochismo consensuale e controllato sostituisce l'orrore della persecuzione, dell'angoscia di perdita e di morte perfino nelle relazioni descritte in KW dopo la morte della moglie, e spacciate per realmente accadute. Rovesciando l'aforisma di Freud  "Dov'era l'Es dovrà subentrare l'Io" (Wo Es war soll Ich werden), Ballard fa emergere l'Es al posto di Io ammaccati, lesi, svuotati, privi di senso, depersonalizzati ed anche smembrati.  Si assiste ad una disintegrazione delle organizzazioni edipiche, del primato genitale, ad una dissoluzione dei confini corporei, al discontrollo degli agiti erotici e aggressivi in uno strano clima da girone infernale dove i protagonisti cercano di mantenere un'unità ed un'identità mentre sono risucchiati nel gorgo del nulla insieme ad una schiera di altri dannati. L'atmosfera kafkiana del miglior Ballard nasce dall'estrema lucidità e dalla freddezza con cui i suoi eroi concepiscono, esprimono ed agiscono le loro strategie di sopravvivenza, teorizzano la benevolent psychopathology, idee quasi deliranti che preservano però dalla dissoluzione, dal vero delirio, dalla morte. Per questa apertura di possibilità giustificata dal vissuto imminente di morte (morte psichica più che morte reale) Ballard può anche essere considerato l'ultimo degli scrittori esistenzialisti, forse quello che più compiutamente di ogni altro ha riassunto gli orrori e le angosce che hanno caratterizzato il ventesimo secolo.


5. Ovviamente, uno psichiatra non può che constatare che le organizzazioni mentali, le psicologie degli personaggi ballardiani rispecchiano, sia pure in uno specchio deformante iperbolico, delle vere e proprie mutazioni antropologiche (pensiamo soprattutto alla dissoluzione dei legami familiari, allo svincolamento di moltissime esistenze da un singolo contesto territoriale, alla globalizzazione degli scambi e delle fantasie potenzialmente realizzabili, ai concomitanti mutamenti dei comportamenti sessuali). Non tutti gli individui sono in grado di far fronte razionalmente a questi mutamenti antropologici e cadono nell'angoscia e nella depressione da cui proprio l'adesione a quei cambiamenti avrebbe dovuto liberarli. Organizzazioni perverse quali quelle che sono strutturate dalla maggior parte degli eroi di Ballard, rappresentano inconsapevoli strategie autoterapeutiche in soggetti a rischio dell'annientamento (dell'angoscia di morte), in modo paradigmatico nei soggetti cosiddetti borderline che, come gli eroi di Ballard, hanno problemi di confine ma amano anche molto attraversarli e oltrepassarli. E' certamente difficile in questo momento soppesare l'efficacia e gli esiti, sul piano della realtà, di questi aggiustamenti psicopatologici e allo psichiatra non resta che una funzione osservatrice, di coscienza sociale, a meno di non voler finire come alcuni degli psichiatri dei libri di Ballard, frustrati e travolti dal loro eccessivo impegno terapeutico verso alcuni pazienti privilegiati ("Capita a tutti i medici di rimetterci coi propri pazienti preferiti"; SC). Proprio per la loro funzione di mediatori antropologici, gli psichiatri sono fortemente a rischio di con-fondersi con i loro pazienti e non ha del tutto torto Ballard quando descrive alcuni tipi di  psichiatri come dei narcisisti vulnerabili (CN) e come dei potenziali suicidi ("Tutti gli psichiatri sognano segretamente di uccidersi" SC) (7).
 Ma la sapienza psicopatologica di Ballard non si conclude qui, bensì raggiunge il suo apice nel descrivere ed immaginare le trasformazioni perverse dei comportamenti sessuali ed a immaginarne di  nuovi. Più volte, soprattutto in Crash e Ma, questa sessualità funziona da antidoto rispetto all'assuefazione alla sessualità genitale, soprattutto nel contesto di legami protratti, e addirittura in uno dei suoi racconti più belli, La civiltà del vento, viene proposto come un espediente sociale per favorire la procreazione del genere umano ("Da Wakiki a Glyfada Beach, da Rio a Recife, questi complessi alberghieri erano sorti nei primi anni della crisi demografica, e avevano ospitato fiumane di turisti con sussidi governativi, spinti a prendere parte a quell'ultimo, frenetico festival di erotomania. Nel grottesco tentativo di stimolarne la fertilità, si era incoraggiato ogni genere di attività sessuale anormale. Decorazioni pornografiche, corridoi pieni di dispositivi e di congegni, film proiettati in continuazione in circuiti chiusitutto rispecchiava la desolata consapevolezza di ognuno che il sesso non contava più niente (...) la "normalità" era costituita ora dall'osceno"). In vari passi della sua opera Ballard rivela una vera e propria repulsione, che lo accomuna a Sade, per i normali rapporti vaginali  ("l'ultimo servigio da me desiderato era proprio il biondo orifizio tra le sue gambe" , Crash, 53). Se Ballard ha voluto dedicare alle gentilezza delle donne il titolo della sua autobiografia di adulto (KW), nella quale a più riprese sottolinea la funzione affettiva dei rapporti sessuali e rivela una tendenza alla promiscuità e a consumare eros e affetti in singoli incontri ("il sesso è per estranei, quando si sa tutto dell'altro il desiderio muore" KW), è innegabile nell'intera opera una diffusa misoginia, una tendenza a sottolineare le componenti nevrotiche femminili e a disumanizzare corpo e psicologie femminili riducendole a meri strumenti di soddisfacimento dei personaggi maschili ( (..) ricordati che non solo sei la più bella donna che c'è qui in giro, ma anche l'unica. Nulla è più essenziale di un termine di paragone. Adamo non possedeva alcun senso estetico, altrimenti si sarebbe reso conto che Eva non era altro che un goffo manufatto di carne" MS).  Nella città post apocalittica de La civiltà del vento l'unica figura femminile, la delvauxiana Miranda, richiama Halloway vestita da sposa, ma interpone tra loro micidiali piante velenose, mentre in uno degli ultimi romanzi (RP) la protagonista è una femminista ecologista che trasforma un'isola vergine in un campo di sterminio per la razza maschile, chiarendo definitivamente  il senso ironico della "gentilezza" che Ballard attribuisce alle donne (8).
In genere è comunque evidentissimo che i meccanismi perversi sono utilizzati soprattutto per rivitalizzaare l'individuo, per la loro diretta influenza sull'umore, la motivazione, in una parola, la voglia di vivere; siamo cioè in presenza di quei meccanismi di utilizzo della sessualità (di sessualizzazione) per recuperare un equilibrio psichico generale (Dalle Luche).  Gli aspetti di anonimia, disumanizzazione, il feticismo e l'isolamento di particolari del corpo (fino all'iperbolica ideazione da parte di Traven di un "kit del sesso" che sostituisca il corpo di tutte le donne in MA: "1.Batuffolo di pelo pubico; 2) una maschera da viso di latex; 3) sei bocche staccabili; 4)un insieme di sorrisi; 5) una coppia di seni, col capezzolo sinistro segnato da una piccola ulcera; 6) un insieme di orifizi a prova di irritazione; 7) ritagli fotografici di un certo numero di situazioni narrative, per esempio una ragazza che fa questo e quest'altro; 8) una lista di esempi di dialogo, per lo più chiacchiere senza molto senso; 9) un insieme di livelli di rumore; 10) descrizioni tecniche di vari tipi di atti sessuali; 11) un minuscolo detrusore anale lacerato; 12) un glossario di frasi idiomatiche e di slogan; 13) un'analisi di tracce di odori, per lo più purine, provenienti da vari orifizi; 14) un grafico di temperature corporee (ascellari, orali, rettali); 15) diapositive di macchie provenienti dall'abiente vaginale, principalmente di gelatina Ortho-Gynol; 16) un insieme di rilevazioni della pressione sanguigna, sistolica a 120, diastolica a 70 e poi crescendo fino a 200/150 nel momento dell'orgasmo"), sono elementi tipici di ogni perversione, che tuttavia trovano in Ballard un riscatto nell'utilizzazione della scrittura che non è mai pornografica ma piuttosto pornologica (9), rivolta a far emergere il senso dei comportamenti sessuali ed il potenziale trasformativo per l'intero individuo. In ultima analisi, come nella psicoanalisi freudiana, anche nei mondi antipsicoanalitici di Ballard, la sessualità la fa da padrona e se essi sono "altri" è proprio perché "altra" è la sessualità che li struttura.

Riccardo Dalle Luche




Note

1 - Ballard valorizza in questo senso la concomitanza storica di massimo progresso scientifico con la massima diffusione delle opere pornografiche (mondo greco, settecento, contemporaneità). (Torna al testo)

2 - Quest'ultimo, evocante fin dal nome Eden-Olympia, lo statuto paradisiaco e/o divino del luogo e dei suoi privilegiati abitanti.  Le vicissitudini tutt'altro che rassicuranti cui essi vanno incorno sembrano seppellire definitivamente l'idea utopica dell'eternità e dell'assenza di tempo come mito di pace e di serenità perseguita negli anni '60 e '70 anche con l'uso dell'LSD (vedi KW).(Torna al testo)

3 - Da notare che Talbot è anche il nome dello psichiatra di Condominium e Traven il protagonista solitario di Terminal.  Sarebbe utile uno studio analitico  delle frequenti ripetizioni dei nomi dei protagonisti dei racconti e dei romanzi di Ballard. (Torna al testo)

4- "Death of affect"; in altri testi Ballard parla anche di death of feeling and emotion (KW) ed utilizza anche il sostantivo affection (che rinvia all'affettuosità all'interno di un legame interpersonale). (Torna al testo)

5 - Quando si vanno a ricercare gli eventi biografici che hanno sensibilizzato gli Autori ai problemi della sofferenza mentale, siano essi esplicitamente e perfino ossessivamente  ammessi e ricordati, oppure solo allusi o anche solo ipotizzati e razionalizzati, oppure ipoteticamente censurati o negati, si entra nel terreno scivoloso delle patografie, una sorta di degenerazione indiziaria della critica e degli studi biografici psicoanalitici, un rischio assolutamente inutile da correre e rigorosamente da evitare (Dalle Luche e Barontini). (Torna al testo)

6 - Ballard, in Terminal, cita letteralmente Glover di "Guerra, sadismo, pacifismo": "I sogni ad occhi aperti e le fantasie dei malati di mente dimostrano che le idee della distruzione del mondo sono latenti nei livelli inconsci della mente (...)" (Torna al testo)


7 - "Compresi per la prima volta l'attrazione emotiva che uno psichiatra vulnerabile può esercitare sulle donne" (CN, 274); "ho sempre sospettato che la psichiatria fosse la forma più estrema di seduzione" (CN) "Fra i dottori c'è un tasso di suicidi notevolmente alto, che è forse la conseguenza di una depressione a lungo autoimposta e di una maggiore facilità di accesso alle droghe letali. Non ci sorprendiamo se leggiamo che gli psichiatri sono al primo posto di questa classifica, mentre all'ultimo figurano i pediatri e i chirurghi" (MA, 155). (Torna al testo)

8- "Le donne non detestano gli uomini (...) Noi li portiamo al mondo e passiamoli resto della vita ad aiutarli a capire se stessi. Semmai siamo state troppo gentili con loro, lasciando che giocassero ai loro giochi così pericolosi (...) (PD, p.233) "Abbiamo dato troppo, troppo di tutto, ma specialmente troppo amore. Adesso è la fine dell'amore" (PD, p.266) (Torna al testo)


9 -Devo questo neologismo a Giuseppe Bisanti. (Torna al testo)





Opere di Ballard citate  e abbreviazioni


 MS - Mondo sommerso (The Drawned World), 1962; tr. it S. Massaron, Mondadori, Milano, 1986.

PP-    Il paziente perduto. In: Gli scultori di nuvole. Mondadori Urania, 1968

Con - Condominium. Mondadori Urania, 1976.

CV- La civiltà del vento. Mondadori Urania, 1977.

T- Terminal (1964). In: Il gigante annegato. Mondadori-Urania, Milano, 1978.

MA-  La mostra delle atrocità. Bompiani, Milano 1995.

CR -  Crash. Bompiani, Milano, 1996

IS -  L'impero del Sole. Rizzoli, 1989.

KW-  The kindness of women. A Harvest Book. Harcourt Brace & Co., 1991.

IC - L'isola di cemento (Concrete Island) Baldini & Castoldi, , 1997

Cn -  Cocaine nights. Baldini & Castoldi, 1997.

PD -  Il paradiso del diavolo (Rushing to Paradise). Baldini & Castoldi, 1998
Sc  Super- Cannes. Feltrinelli, Milano, 2000


Bibliografia

1 - Behrens R.:  J.G.Ballard. The Scriptorium, 1999

2- Caronia A.: La morbida geometria di James G.Ballard. Postfazione a J.G.Ballard, La mostra delle atrocità. Bompiani, Milano, 1995.

3- Dalle Luche R.: L'amore perverso. Eros melanconico e perversificazione. In: Maggini C.: (a cura di) Malinconia d'amore. Frammenti di una psicopatologia della vita amorosa. Edizioni ETS, Pisa, 2001

4- Dalle Luche R., Barontini A.: Trasfusioni. Saggio di psicopatologia dal cinema di David Cronenberg. Mauro Baroni Editore, Viareggio-Lucca, 1997

5 - Grünberg S.: Entretien avec James G.Ballard. "Cahiers du cinéma", 504, 1996.

6- Re-Search Edizione Italiana: J.G.Ballard. Interviste, critica, bibliografia, 29 saggi inediti in Italia.  Shake Edizioni, 1994. 



Riassunto:
L'analisi dell'opera del maestro della new wave della fantascienza inglese J.G.Ballard si presta come poche altre a chiarire i meccanismi psicopatologici operanti nei processi di sopravvivenza a situazioni ambientali ed emotive caratterizzate da una radicale minaccia all'integrità fisica e mentale. Lo scrittore, anche in virtù delle sue competenze medico-scientifiche e psichiatriche, ha elaborato un peculiare metodo di trasformazione in fiction di drammatiche esperienze personali (sopravvivenza in un campo di concentramento, lutti, coinvolgimento in rapporti interpersonali tragici) che, aldilà delle scelte stilistiche e narrative di volta in volta sperimentate, offre un modello psicopatologico di reinvestimento affettivo basato su una ricombinazione relazionale agita a livello corporeo e comportamentale. Un particolare rilievo hanno in questi processi le perversioni sessuali intese come "formidabili catalizzatori del mutamento sociale" e come vettori di reintegrazione del Sé.

Summary:
An analysis of the literary works of J.G.Ballard, master of british science-fiction new wave, allow to elucidate the psychopathological mechanisms functioning in the survival from environmental and affective conditions in which pshysical and mental integrity is threatenend.  The writer, who possess anatomical, physiological and psychiatric knowledges, transforms methodically his dramatic biographical experiences (among which the survival from a concentration camp in his late childhood and the bereavement for the tragic death of his wife) in heterogeneous forms of science fiction narratives, supporting the idea that the  "death of affect or affection" may be worked through by means of a relational, imaginative  rearrangements acted out physically.  In such unconventional processes sexual perversions, well known or  new coined  paraphilias, conceived as "formidable catalysts of  social transformations",  assume a main role. 


Riccardo Dalle Luche è  uno psichiatra clinico, responsabile del Servizio psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'ASL 1 di Massa Carrara. E' autore di circa 100 lavori di psicopatologia e psichiatria clinica. 
L'evoluzione dei suoi studi  l' ha condotto ad analizzare prima le narrative di pertinenza psicopatologia, quindi i modi formali mediante i quali la psicopatologia può essere verosimilmente rappresentata sullo schermo consentendo allo spettatore una comprensione fenomenologica immediata di questo tipo di vissuti. Più recentemente si è dedicato alla revisione delle teorie estetiche psicologiche della visione cinematografica, teorizzando il godimento dello spettatore come un processo conoscitivo realizzato mediante la fruizione di strutture formali complesse ed originali. In questo senso lo schermo cinematografico diviene un luogo di incontro, uno specchio bidirezionale, nel quale si riflettono, convergendo, la mente dell'autore e dello spettatore, mettendo in giuoco le matrici dell'esperienza mentale di entrambi.

dal 22 lulio 2002
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Lo scienziato Robert Kerans fa parte di una squadra di ricercatori diretta dal colonnello Riggs che ha l'incarico di perlustrare quel che resta di intere città sommerse dalle acque in seguito a una catastrofe naturale di dimensioni straordinarie. Una sessantina di anni prima delle tempeste solari hanno causato un surriscaldamento globale che a sua volta ha prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi un innalzamento delle acque a livello planetario. Ora, con temperature roventi, tropicali anche ai poli, e in mezzo a lagune malsane, ci si trova di fronte a metropoli irriconoscibili, precipitate come sono in un'atmosfera primordiale, e ai sopravvissuti di una civiltà scomparsa, psicopatici, malnutriti, contaminati dalle radiazioni. 

La Frusta Letteraria - Rivista di critica culturale on line
Vedi anche in questo sito:

 James G. Ballard  e  Muse a confronto - saggio di Joanna Plewniak

James G. Ballard - Super Cannes -recensione