Ratisbona, il Cristianesimo e la razionalità - di Enzo Gallitto


  1 - L’accaduto
  Il 12 settembre del 2006, Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, ha tenuto a Regensburg (Ratisbona) in Baviera una lectio magistralis dal titolo "Fede, ragione e università - Ricordi e riflessioni" il cui oggetto verteva essenzialmente sui rapporti tra Fede e Ragione (essenza razionale del cristianesimo, e in particolare rispetto all’Islam). Purtroppo tale lezione è poi passata agli onori della cronaca per quell’infelice citazione di una frase dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo che, provocando una rabbiosa reazione nel mondo mussulmano, ha costretto il papa ad una precipitosa ritirata, con scuse e ritrattazione. La frase incriminata era <<Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava...>>.
  Se i suoi irati commentatori islamici avessero ben analizzato l’intervento nella sua interezza si sarebbero forse infuriati molto di più che per quella frase del Paleologo. Infatti la tesi di fondo della lectio era di mettere in evidenza la razionalità del Cristianesimo e del Dio cristiano rispetto all’assoluta trascendenza del Dio mussulmano, che è talmente lontano dall’umanità terrena da essere assolutamente incomprensibile ed astratto e quindi meno che mai “razionale”. Potrebbe anche essere una argomentazione interessante, ma cosa aggiunge questo all’essenza razionale o meno del Cristianesimo (un argomento che Ratzinger sostiene sempre in tutti i suoi discorsi) ?   

  2 - La razionalità del Cristianesimo
  Come tutte le religioni, anche il Cristianesimo si fonda su alcune assunzioni di base che vengono accettate per fede, i cosiddetti “Misteria”, che non solo non possono essere spiegati razionalmente, ma che sono assolutamente fuori da qualsiasi logica; per cui asserire che il Cristianesimo, ed in particolare la religione cattolica, abbia un fondamento razionale è, secondo me, una tesi difficilmente difendibile, anche se è sempre stata sostenuta dai vari dottori della Chiesa (Agostino, Tommaso d’Aquino, e lo stesso Ratzinger  appunto nel discorso di Ratisbona).
  Esaminiamo alcuni fondamenti teologici su cui si basa la fede cristiana.
  Che Dio esista, nessuno è riuscito a dimostrarlo o spiegarlo razionalmente (e per la verità neppure che non esista...); che si possa comprendere come una persona, sia pure soprannaturale, sia uno e trino è parimenti impossibile; così come non è possibile capire come una donna possa aver generato senza che ci sia stato un regolare rapporto sessuale (non una partenogenesi) ed ugualmente è inspiegabile che la stessa donna possa essere rimasta vergine prima, durante e dopo il parto; che un’ostia di pane e del vino, facendoci sopra alcuni gesti, diventino il corpo ed il sangue di una persona morta e risuscitata (!) duemila anni fa, è parimenti inspiegabile (e badate bene: non che alluda, o ricordi, o rappresenti, ma che diventa realmente il corpo ed il sangue) E questa lista potrebbe essere ancora più lunga: pensate alla doppia natura di Gesù vero uomo e vero dio, e a tutti i dogmi, l’infallibilità del Papa, l’Immacolata Concezione, l’assunzione in cielo della Vergine in spirito e corpo (!), etc. etc.
  Esiste insomma tutta una sequela di assunti che non solo sono “oscuri” (altrimenti si potrebbe pensare che con un po’ di pazienza potremmo capirli) ma che sono palesemente “illogici”. Tanto è vero che la Chiesa stessa dice che per credere bisogna essere illuminati dalla Grazia e questi stessi fatti, che non può risolvere, li chiama appunto “misteri della fede” e li attribuisce molto disinvoltamente all’imperscrutabilità di Dio! Basta questo per dimostrare che appunto non c’è razionalità proprio negli assunti teologici di base del Cristianesimo. c.v.d.
  Se invece questi presupposti, con una determinazione che trascende la razionalità, vengono assunti come “verità”… nulla vieta poi di dedurre da essi tutta una serie di concatenazioni coerenti e razionali e quindi anche un complesso di norme, comportamenti e regole che possono anche essere perfettamente equilibrate tra loro ed in prima istanza accettabili (il Decalogo, la Dottrina Cristiana, etc.). Anche se la Chiesa si muove sempre con molta cautela, resta il fatto però che, se si parte da un assunto incomprensibile, tutto quello che si può dedurre resta sempre gratuito: la coerenza che si può trovare nei ragionamenti dedotti non assolve le premesse che restano in ogni modo assurde, perché le assunzioni di partenza restano in ogni caso non verificabili sulla base della nostra esperienza pratica e non c’è logica (ovviamente umana, ma abbiamo solo quella…) che possa spiegarle.

  3 - Esempi tratti da altri campi
  Per illustrare meglio questo punto di vista vediamo anche altri argomenti che sembreranno molto distanti da questa discussione, ma il cui confronto può essere invece illuminante: pensiamo ad esempio alla Mitologia greca.
  I miti greci sono un insieme di racconti, non privi di fascino ed anche di una certa poesia, che però, come è facile constatare, partono sempre da un qualche avvenimento straordinario, palesemente impossibile: un argomento che bisogna accettare per “dato”, dopo di che il resto può anche sembrare conseguentemente logico. Se, ad esempio, si accetta la premessa che esista un essere trascendente che è onnipotente e che può colpire chi ha sbagliato, che problema c’è ad accettare il fatto che Giove può scagliare un fulmine per punire l’empio? Oppure, se si ammette che questo essere possa trasformarsi in un cigno, e che il cigno possa avere un rapporto sessualmente fertile con una donna, perché meravigliarsi che questo concepimento abbia generato dei semidei (i Dioscuri, cioè Castore e Polluce, figli di Leda e di Zeus) ?
  Quindi, come si vede, se applichiamo lo stesso criterio, cioè “vedere solo l’effetto finale delle nostre assunzioni”, perché non credere anche alla Mitologia Greca ?
 
  E passiamo ancora ad un altro campo che sembra completamente avulso dalla nostra discussione, cioè alla Geometria Euclidea.
  Tutta la Geometria di Euclide, come si sa, si basa su cinque postulati, od assiomi, che bisogna accettare come dati di partenza e che non possono essere dimostrati. A partire da questi è però possibile dedurre tutta una serie di teoremi che illustrano le proprietà (insospettabili in partenza) delle figure piane e spaziali in modo perfettamente logico-deduttivo. Basti pensare, ad esempio, al Teorema di Pitagora che nella sua semplicità è assolutamente perfetto; non è neanche concepibile che se ne possa mettere in dubbio la validità. Proprio questa caratteristica ha fatto riflettere molto filosofi e scienziati: come è possibile che, con un semplice ragionamento logico, si sia potuto ricavare una “verità assoluta” ?
  Il problema è stato risolto chiarendo che la geometria, così come l’aritmetica, l’algebra, la trigonometria, etc. sono “scienze assiomatiche” la cui verità è solo funzione della validità degli “assiomi” da cui partono e che la supposta “verità assoluta”, che tanto sconcerta, dipende in realtà solo dalla rispondenza (ossia verità) degli assiomi che sono stati assunti in partenza, e che, come abbiamo detto, restano comunque indimostrabili.
  Tutta la Geometria, e così le altre materie di cui sopra, quindi, sono in realtà un prodotto astratto dell’intelletto umano che potrebbe anche non avere nessuna rispondenza con la realtà fisica. Questa interpretazione oltre che logica ed acuta, si è rivelata poi nel tempo anche molto previdente. Infatti quando Gauss, Legendre, Riemann e altri hanno provato ad eliminare il quinto postulato (quello che dice che per un punto esterno ad una retta passa una sola parallela alla retta data) si è scoperta tutta una nuova Geometria (detta appunto non-euclidea), con caratteristiche differenti, nuovi teoremi e nuove proprietà geometriche. Naturalmente anche questa nuova Geometria non-euclidea è solo una costruzione intellettuale dedotta dai primi quattro postulati e la cui attendibilità è sempre funzione degli assiomi di partenza.
  [Solo per completezza si può aggiungere che Einstein ha poi dimostrato, con la Teoria della Relatività Generale, che lo spazio fisico a noi circostante, cioè l’intero Universo, risponde proprio alla Geometria non-euclidea (che però “localmente”, ovvero per le piccole distanze, resta compatibile con quella euclidea)].
  Come si vede da alcuni semplici punti di partenza, dati per scontati ed evidenti di per sé, si possono dedurre tante cose perfettamente conseguenti, logiche e razionali, ma a cui nessuno però vuole, o meglio può, attribuire la patente di “verità assoluta”…
  È giunto il momento di tirare le somme: se si prova a rileggere i postulati di Euclide (i famosi cinque) ci si accorge facilmente che sono di una banalità sconcertante e ci vuole proprio il rigore granitico di un scienziato-filosofo greco del IV° secolo a.C. per dire che essi non sono dimostrabili (uno ad esempio dice semplicemente che “dati due punti è sempre possibile tracciare una retta che li unisce”) e con tutto ciò, cioè malgrado questa sconcertante evidenza, nessuno riconosce questi risultati come “verità assoluta” !
  Ora, tornando al nostro argomento (del Cristianesimo ed i suoi presupposti), pensate quanto poco o nulla si può affermare e dedurre se si parte da assunti (quelli della religione cristiana) che, non solo NON sono dimostrabili (come i postulati di Euclide, che però almeno sono evidenti di per sé), ma che addirittura NON sono nemmeno comprensibili razionalmente e contro la comune “logica” !
 
  4 - Altri argomenti dalla filosofia e dalla scienza
  Non si sono presi in esame altri argomenti di carattere più “filosofico”, quali ad esempio le caratteristiche di Dio, che dovrebbe essere contemporaneamente, non si sa bene come, perfetta Giustizia e perfetto Amore, o della Provvidenza Divina che coesiste con la presenza del Male nel mondo (il cosiddetto problema della teodicea) ed altri problemi che non sono da meno.
  Né si è considerato l’impatto con la Scienza: ad esempio, con la Teoria Evolutiva di Darwin, che ormai, dopo gli sviluppi della paleontologia e della genetica, è una teoria accertata oltre ogni dubbio. La Chiesa, molto prudentemente ed opportunamente, ha rigettato anche l’ipotesi del “Disegno Intelligente” (un tentativo maldestro di salvare capre e cavoli…), ma il problema (ed è rilevante) resta. Come conciliare l’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio con il primate evolutosi “per caso” a partire dalle scimmie antropomorfe (australopitechi), e prima di queste dagli anfibi, ed ancora prima dalla cellula primordiale? E come spiegare che <<In principio era il Logos, e il Logos era presso Dio, e il Logos era Dio…>> [Giovanni 1,1] se la razionalità è nata, anch’essa “per caso”, solo con l’uomo all’ultimo stadio dell’evoluzione, ossia di Homo Sapiens ?
  Ratzinger prova a fare una sottile (e speciosa, secondo me) distinzione tra una “ragione ristretta” che è proprio della Scienza ed una “ragione estesa” che comprende anche i postulati della Fede. Secondo questa impostazione la Teoria dell’Evoluzione resta nell’ambito di una razionalità “inferiore”, ma sono solo prese di posizioni gratuite e non dimostrabili secondo ogni logica, e tanto meno dal punto di vista dei criteri scientifici a cui invece risponde pienamente la teoria di Darwin.
  La razionalità, la vera razionalità, nasce solo quando qualcuno comincia a chiedersi di che cosa sono fatti i fulmini… come avvengano certi fenomeni atmosferici… qual è il meccanismo di riproduzione della vita… Tutto il resto è solo un “mito”, sicuramente molto consolante che lenisce l’angoscia della vita, ma di certo non una “costruzione”, perdonate il termine, di cui sostenere la razionalità… Ratzinger dovrebbe convincersi, anche perché, infondo, il Cristianesimo non ci perderebbe nulla.
  Per Giove e tutta la mitologia greca lo si è capito perfettamente ed i miti vengono accettati con un sorriso indulgente; per la nostra religione, invece, dovremmo essere pronti a credere che tutto sia realmente vero, benché sia solo palesemente assurdo ! E se i punti di partenza sono irrazionali (nel senso che non riusciamo a comprenderli perché palesemente illogici) come si può sostenere che questa religione cristiana, cattolica, apostolica… abbia un’essenza “razionale” ?

  5 - In conclusione
  Torniamo alla lectio magistralis che, in buona sostanza, è imperniata proprio sull’argomento della “razionalità”, ed esaminiamo qualche altra considerazione che si può dedurre da ciò che ha detto Benedetto XVI.
1 - L’espansione dell’Islam con le guerre di conquista (“diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”) è certamente una connotazione negativa della fede mussulmana; ma forse non è il caso di indulgerci troppo, se si pensa che i Papi hanno fatto lo stesso promuovendo le Crociate che hanno provocato tante lutti e distruzioni. Ha forse dimenticato l’evangelizzazione svolta nel Centro e Sudamerica che ha provocato la quasi estinzione delle popolazioni del posto? l’Inquisizione con le “confessioni” estorte con la tortura? le guerre di religione che hanno insanguinato l’Europa nel XVI e XVII secolo?  Prima di vedere la pagliuzza nell’occhio del vicino…
2 – “Allah è così libero (trascendente) da poter mentire e quindi anche irretire l’uomo mistificando la realtà” e secondo Ratzinger questa è una prova della mancanza di razionalità della fede mussulmana (a differenza di quella cristiana). Ma dimentica che lo stesso argomento fu usato dalla Chiesa di Roma contro Galileo nel processo che lo vide imputato per le sue affermazioni scientifiche in contrasto con le Sacre Scritture. Maffeo Barberini (futuro papa Urbano VIII) contestava appunto a Galileo, citando l’Ecclesiaste, che <<Dio ha fatto il mondo oggetto di infinite diatribe, acciocché all’uomo rimangano ignote le ragioni dell’opera sua>>. Bisogna che Ratzinger decida prima se quest’argomento della onnipotenza divina (atta anche a confondere l’uomo) sia un argomento a favore o contro la razionalità, e non usarlo solo quando fa comodo, e comunque solo contro le altre religioni.
3 – In ogni modo le argomentazioni di Ratzinger non provano nulla da un punto di vista logico: non si afferma la razionalità del Cristianesimo perché l’Islam non lo è, né si accresce la considerazione verso il Cristianesimo perché esiste un’altra religione che si comporta peggio. Se il Dio dei Cristiani è meno lontano del Dio mussulmano, e l’insegnamento ed il comportamento, rispetto all’Islam, è più mite (con tutte le riserve di cui sopra), ciò non vuol dire tout court che sia “razionale”… Basta vedere infatti i vari presupposti della fede, prima illustrati, che di razionale non hanno proprio nulla !

  6 - Il punto di vista laico
  Il vero problema è che, con lo sviluppo della cultura, specialmente negli ultimi duecento anni, siamo diventati tutti molto più esigenti e questo ha reso inevitabile una resa dei conti tra la (innegabile) natura religiosa dell’uomo e la sua mente razionale. Ciò che si è capito è che, una qualsiasi “Teoria del tutto” (un’ontogenia) non è difficile da sostenere e difendere con dei ragionamenti apparentemente razionali e convincenti, se poi si possono attribuire i “resti” (ossia ciò che ad un certo punto inevitabilmente non torna nelle nostre elucubrazioni), ad un Essere trascendente o ad un qualche motivo misterioso ed insondabile. Dovremmo insegnare questo ai giovani fin dalla prima età, insieme con il dubbio sistematico e la critica razionale.
  In ogni caso non c’è dubbio che il Cristianesimo (rispetto all’Islam) e l’approccio della Chiesa Cattolica è certamente molto più confacente e rigoroso: non per nulla l’impatto sociale e storico che ha avuto, da due millenni a questa parte, perdura ancora oggi, pur se molto ridimensionato. Ed un altro punto che sicuramente bisogna riconoscere è la distinzione che questa religione ha sempre fatto tra Cesare e Dio, ossia tra sacro e profano. E’ stata questa distinzione che ha permesso lo sviluppo del pensiero laico in modo autonomo rispetto alla religione, lo sviluppo della scienza (anche se solo dopo molte lotte iniziali, di cui certamente la Chiesa non può andar fiera) e in definitiva la nascita del mondo moderno e della nostra Civiltà occidentale.
  È onestamente difficile pensare ad uno sviluppo analogo a quello avvenuto in Occidente in un mondo dominato sempre dagli ayatollah !

  7 - Epilogo
  La religione colpisce con l’immaginazione e penetra col sentimento, non tramite la ragione e l’intelletto; sono poi gli uomini che, per costruire una teoria credibile, si creano delle giustificazioni apparentemente “razionali”, per convincere se stessi che non credono alle favole. Anche Ratzinger, molto acutamente, in un testo che non ricordo, per rispondere a chi voleva dedurre l’esistenza di Dio per via razionale, come un qualche “Principio primo universale” ha detto “non si crede ad un dio che scaturisce dalla riflessione filosofica”. Quindi la pretesa “razionalità” della religione cattolica è un argomento che nulla aggiunge e nulla toglie alla “fede” del credente, ed è stata sempre sostenuta puntigliosamente dalla Chiesa solo per rivendicare la continuità con la filosofia classica greca, di cui non poteva non subire il fascino, specialmente nei primi secoli della sua storia. Anche Ratzinger, che è un fine intellettuale, non vuole rinunciare a quella che sarebbe una grandiosa sintesi concettuale (Cristianesimo + Filosofia Greca) ma tutto fa pensare ad una partita persa in partenza, se non altro perché la seconda era più che matura e ben definita già cinquecento anni prima della venuta di Gesù su questa terra!
  Il vero messaggio innovativo e dirompente è la dichiarazione di Gesù sulla “pari dignità” di tutti gli uomini, l’amore universale tra tutti gli esseri umani ed un richiamo alla responsabilità personale. Questo messaggio (che essendo una “dichiarazione di valore” non ha bisogno di nessuna dimostrazione) ha rappresentato la vera rivoluzione che ha caratterizzato il Cristianesimo e che ha dato un’impronta indelebile a tutta la Storia dell’Occidente. Non ne sono assolutamente certo, ma ritengo che sia una caratteristica unica del Cristianesimo l’aver assunto come principio la “pari dignità” tra tutti gli uomini: questo valore, per noi ormai scontato, deve essere stato in quel tempo veramente sconvolgente, oltre che un’immensa consolazione per i più derelitti, e aver posto rimedio alla sofferenza umana che trovava così una nuova dignità. E’ probabilmente questo che ha decretato lo straordinario successo del Cristianesimo e l’espansione in tutta l’Europa, l’Africa settentrionale ed il Medio Oriente, ossia praticamente in tutto il mondo allora conosciuto. 
  Questa dichiarazione, però, può essere stata fatta anche da un uomo, anche se eccezionale, da un “genio” che è riuscito ad andare oltre la cultura del suo tempo e ad ergersi a fondatore di una nuova eticità… non c’è bisogno di ricorrere ad un Dio!  

  Enzo Gallitto




dal 14 luglio 2011
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